Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: Incontri Bibliotecari

Incontri Bibliotecari

L'appartamento versa nel solito disordine.
La sola idea di studiare nella mia camera mi manda in crisi.
Tolstoj mi guarda dal comodino, dove l'ho lasciato più di tre giorni fa.
Preparo un litro di tè verde e me ne vado con Vero in biblioteca.

Ci piazziamo in Sala Lettura, in fondo, vicino ai Meridiani. Io leggo Tolstoj. Vero il Canzoniere. Beviamo tè e mangiamo lingue di gatto. Tamburello con il tacco contro il bel pavimento di marmo. La Classicista che si trova, sfortunatamente, a condividere con noi il tavolo sbuffa. Tiro fuori dalla pochette il vaporizzatore da borsetta di Chanel n.5 e lo spruzzo sul pettine. Me lo passo con cura tra i capelli. La Classicista mi guarda con odio profondo attraverso le lenti degli occhiali. Montatura anni '90 in metallo. Che tristezza. Veronica, con il sorriso più polite che trova, le offre un bicchiere di té verde. Quella lo rifiuta e stronfia dal naso. Scrivo sul bordo bianco di una pagina del Canzoniere "sfigata". Veronica ride. La Classicista, con difficoltà, ci ignora.


La cosa più triste è che questa non è una grande facoltà, quindi arriverà il giorno in cui, pur facendo io Lettere Moderne e lei Lettere Classiche, ci ritroveremo a dare lo stesso esame, lo stesso giorno. Io non mi ricorderò di lei, mentre lei si ricorderà di me. Lei sarà vestita come ora e stringerà al petto un'enorme mole di libri. Io avrò il solo testo monografico in mano, porterò le mie scarpe col tacco e magari i miei pantaloni di pelle, e sembrerà che mi sarò svegliata appena un quarto d'ora prima, e messa addosso quello che mi capitava tra le mani. Forse, se succederà d'estate, porterò sopra il trucco sfatto della sera prima i miei grandi occhiali neri.
Lei mi vedrà, e penserà dentro di sé "Ah, finalmente, la resa dei conti!"
Entrerà per prima. Uscirà con un trenta sul libretto. Si metterà da una parte ad aspettare che anch'io esca. E quando uscirò, s'accalcherà con gli altri per chiedere com'è andata, e quanto ho preso.
29.
Appena un punto meno di lei, vivendo a migliaia e migliaia di punti dal suo stile di vita.

Siamo così rilassate perché sappiamo che lui non c'è. Doveva andare a Firenze, e ci deve anche prendere i manuali di lingua giapponese.
Ma.
La solita sfiga. Lui c'è. Lui ci vede. Lui vuole venire a parlare.
Dio uccidimi ora. Fa' crollare l'intera parete dei Meridiano Mondadori e fammi morire soffocata dai libri. Ti prego fallo.
La preghiera non viene esaudita in tempo utile. Il Poeta ormai mi è di fianco. Fingo di essere così concentrata su Guerra e Pace da non notarlo.
Si piega sulle ginocchia ed invade il mio campo visivo, ormai è impossibile continuare ad ignorarlo.
Mi volto a guardarlo. Sorride.
"Saresti più disposta ad aiutarmi per quella tesina di Storia?"
Ah, vero, altra caratteristica del Poeta. Completamente antitecnologico. Non ha alcun bisogno per la tesina di per sé, ma gli serve qualcuno che gliela trascriva al pc.
E indovinate chi è l'eletta.
Annuisco e lo lascio continuare.
"Io pensavo... di venire da te sabato, dopopranzo, che la mattina ti vado a prendere i libri... così che se ad un certo punto ci siamo rotti i coglioni, possiamo anche continuare domenica."
Per l'immensa Sala Lettura corre un fremito, e molte teste si girano, appena. Sento le energie negative che si infrangono contro la schiena come ondate nerastre. La classicista sfigata s'è levata gli occhiali e s'è raddrizzata ben benino. A tratti si porta le mani tra i capelli.
Ora vorresti avercelo pure tu, il profumo ed il pettine, eh?
"Conta che saranno una ventina di pagine, un po' da risistemare..."
Io resto zitta.
Nel raggio di cinque metri da noi due tutti hanno smesso di muoversi, voltare le pagine, scribacchiare, forse anche respirare. Aspettano che la conversazione finisca. Vogliono sapere come finirà.
"E, ecco, pensavo che poi, potevamo andare a cena fuori."
DANG! Come un colpo di bong, la Sala Lettura si riscuote e tutte le ragazze ricominciano a leggere, e studiare, e scrivere, e parlottare, in un generale senso di disapprovazione.
Sorrido, pacata.
"Sì, perché no?"
Tra le mie costole un terremoto sta distruggendo Babilonia e i suoi giardini pensili con una scossa fatale.
"Allora, mi faccio sentire!" fa un cenno e se ne va.
Faccio un cenno di risposta, e mi chino nuovamente sul libro.


Dopo dieci minuti, ormai passato lo shock che aveva preso mezza biblioteca, chiudo con un tonfo il libro, lo faccio sbattere contro il bicchiere che si rovescia versando sul tavolo il fondo di té rimasto, con un gridio infantile mi tendo verso Vero e le ripeto "Oh, Vero, tesorino, Vero, Vero, che mi metto, che faccio?"
La Classicista scansa il suo libro di Euripide, che rischia di essere investito dal té.
Vero a sua volta chiude il libro, sapendo che le sarà impossibile continuare a leggere.

2 commenti:

  1. wow snob!! scrivi divinamente!!
    non vedo l'ora di cliccare sul tasto Post più recente per sapere come andrà...

    RispondiElimina
  2. Cara, mi lusinghi! Purtroppo non va a finire bene...

    RispondiElimina

[Ricordate sempre: good grammar is sexy.]

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...