Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: Quanto i giovani ritengono naturale, non lo è.

Quanto i giovani ritengono naturale, non lo è.

Sveglia alle 7:50. Poi 7:55. E così via, di cinque minuti in cinque minuti, fino alle otto e un quarto.
La camera, la casa intera. è un disastro.
Quando infine riesco a levarmi di dosso le coperte, il piede nudo s'imbatte in una pila scomposta di libri che non ricordavo d'aver poggiato lì, non ricordavo, anzi, neanche d'avere.
Crolla la torre di brossura con un rumore da disastro naturale.
Ben svegliata.
Non capisco per quale motivo le leggi dell'ordine siano così sovvertite, nella mia camera da letto. I libri per terra. I vestiti sono sparsi in maniera piuttosto democratica tra la poltrona, un paio di sedie, la scrivania ed il fondo del letto. Ci sono due pacchetti di biscotti e tre tazze su uno scaffale della libreria. Su quello sopra ci sono un paio di scarpe che, non so quando, ho appoggiato lì. Gli appunti dell'Università, come i libri, per terra.
Vedo nella loro collocazione una qualche legge, un intento, un progetto superiore, e mi fa credere che gli oggetti si siano messi d'accordo e abbiamo intenzioni bellicose nei miei confronti.
Meglio vestirsi e andare a lezione.

Lezione inizia alle nove in punto, ed io alle nove e otto sono solo all'inizio della fila di scale. All'undicesimo scalino mi ferma una voce: "Guarda che lezione non c'è."
Mi fermo e mi volto a fissare un ragazzetto che dovrebbe essere del primo anno, massimo secondo. Non dico una parola.
Bastano tre secondi di silenzio per metterlo in imbarazzo.
Ci riprova- "La lezione di storia, no? Aula H. C'era un biglietto alla porta, il professore non c'è."
Ah.
La scarica elettrica percorre il mio sistema nervoso e capisco, infine, quello che il povero disgraziato sta cercando di dirmi.
Lezione non c'è. Ok.
L'irritazione per essermi dovuta svegliare a quest'ora indecente per nulla viene bloccata sul nascere da un interrogativo.
Cosa cazzo ne sa quello sbarbatello di quali sono i corsi che frequento io?
Vorrei fargliela, la domanda, ma quello se n'è già andato.
Ok, non è difficile, posso arrivarci anche da sola: mi ha visto in classe, saremo una sessantina, non è poi tanto assurdo, no?
Però lui sa chi sono io, ed io non so chi diavolo è lui.
C'è un intero mondo che ignoriamo, e che invece se ne sta lì a scrutarci di nascosto, sa a quali lezioni andiamo, qual è il nostro solito al bar, da quale strada arriviamo fino in facoltà.
E noi lo ignoriamo.
Così come noi siamo spietatamente ignorati da quell'intero, altro mondo di cui, invece, ci curiamo tanto.

Son restata qualche altro minuto lì, ferma sull'undicesimo scalino, a pensare.
M'è sembrato tutto tanto ridicolo.

2 commenti:

  1. Mi ci ritrovo un bel po' in questa cosa..non all'università, ormai conclusa..ma quando mi rendo conto che qualcuno sa benissimo i miei chi/dove/quando e io non so nulla di lui o lei, la cosa mi inquieta non poco...
    Ciao cara snob, da un'altra (abbastanza) snob.
    Laura@RicevereconStile

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  2. Anche nella mia stanza libri e appunti trovano la loro naturale collocazione a terra: dopo aver letto/studiato (rigorosamente sul letto) lascio tutto sul pavimento, al massimo impilo.

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[Ricordate sempre: good grammar is sexy.]

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