Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: Come sopravvivere ad una sessione d'esami parte prima: introduzione.

Come sopravvivere ad una sessione d'esami parte prima: introduzione.

Questo post è interamente dedicato a Laura di The Old Pink Room, blogamica carissima, compagna di fughe dagli appelli d'esame.

L'altra sera ero a questa tristissima festa Erasmus con la Spagnola, dove ero l'unica italiana se non per i quattro/cinque organizzatori ed una varia moltitudine di matricole universitarie.
Il Tedesco che la Spagnola aveva conosciuto la mattina all'Ufficio Erasmus conosceva a sua volta ben quattro matricole pugliesi di Economia, che scoprendomi l'unica minimamente esperta di vita universitaria nel contesto della Città - sai com'è, ci vivo solo da cinque anni, qua - hanno iniziato a farmi domande alle quali io sono stata più che felice di rispondere, anche per sfuggire alla conversazione tra me, Tedesco e Spagnola, che comunque non si sono sentiti abbandonati perché in compagnia di una folta schiera di birre.

Odio parlare con gente che non sa bene l'Italiano.
L'Italiano è la mia lingua, quella in cui faccio faville, odio dovermi adeguare a parlarne una versione semplificata in cui, comunque, i concetti esprimibili non sono molto differenti da quelli delle forzate conversazioni in Inglese al Liceo.
Come ti chiami.
Quanti anni hai.
Cosa studi.
Dove vivi.
Da dove vieni.
Ci possono essere minime variazioni sul tema, appena più complicate - perché hai scelto di fare l'Erasmus qui? - ma spesso l'interlocutore non capisce / non sa rispondere o la risposta è così banale che ti fa chiedere per quale motivo l'hai chiesto.
Insomma, non hai mai un vero dialogo, ma un misero scambio di informazioni.


Stavo deliziando il mio pubblico con aneddoti vari, quando non so come arriviamo al discorso esami, e io, materna, raccomando: "Ragazzi, mi raccomando. Mantenete sempre la vostra dignità umana quando siete sotto esami. Nutritevi, idratatevi, lavatevi."
Mi guardano perplessi, ridacchiano appena, credendo sia una battuta fatta però con un tono troppo serio.
"Non scherzo." E aggiungo, profetica. "Vedrete."

Perché finché non arrivi al tuo primo esame non sai veramente quale livello di abbrutimento puoi raggiungere. Mentre ogni Fedele Lettore che ha già passato questa fase della vita sa benissimo quant'è facile smettere di mangiare, di bere, di lavarsi, di vivere.
Lo sapete.




Io ho in casa la prova vivente di quello che una sessione di esame può fare ad una persona.
Sissi, la coinqui cattolica.
Nonostante abbia una media invidiabile e nessun problema noto nel passare gli esami, Sissi si distrugge.
Letteralmente.
Smette di uscire e, ok, questo non è del tutto sbagliato. Ma lei smette di uscire anche per, che ne so, andare a comprare l'aspirina in farmacia.
Inizia a bere caffè. Dosi imbarazzanti di caffè. Quando io alle dieci mi sveglio lei è alla seconda moka da due. E se ne sta facendo una terza.
Indossa una orribile, raccapricciante vestaglia di pile verde - che, abbinata con le pantofole arancioni, rischia quotidianamente di farmi venire una emicrania da overdose antiestetica.
Psicosomatizza, quindi le vengono l'herpes, le afte, l'acne e la congiuntivite, le sue cornee rifiutano fermamente le lenti a contatto e quindi aggiungiamo a questo quadretto gli occhiali perennemente indossate.
Raccoglie i capelli con la classica pinza di plastica. A volte si mette pure la fascia. E naturalmente rimanda il lavaggio dei capelli fino al giorno prima degli esami.
Certi giorni non mangia perché la nausea da stress la distrugge, certi giorni si ingozza di comfort food perché la nausea da stress la distrugge - e si illude che i toast alla nutella o l'astinenza totale possano migliorare la situazione.
Il mix caffé/aspirina rischia di bruciarle i neuroni e ridurla ad un vegetale.
Di notte non riesce a dormire e passa ore a guardare i libri senza riuscire però a capire un cazzo di quello che legge.
Le sue condizioni fisiche, psicologiche ed estetiche degradano senza speranza fino alla vigilia dell'esame. A volte ho avuto seri dubbi sulle sue probabilità di sopravvivenza.
Ora, tutti noi sappiamo che Sissi, qua sopra, è un caso limite estremo.
In lei si riuniscono tutti i comportamenti sbagliati di uno studente in crisi.
Ma, alzi la mano chi non si riconosce in almeno due o tre di questi comportamenti.
Nessuno, vero?

Perché è impossibile, se non dopo un duro e lungo allenamento - e spesso neanche dopo quello - mantenere il proprio benessere psicofisico durante una sessione d'esame.

È per questo che vorrei buttare giù un post che possa essere di soccorso a tutte le Universitarie - forse un po' meno agli Universitari, ma magari se date una letta, a parte roba prettamente rosa, trovate anche roba adatta per voi, non so - in crisi profonda.
Io, arrivata al secondo anno della specialistica con una laurea alle spalle, una buona media e nessun fuori corso non credo di avere la soluzione a tutti i vostri problemi.
E non credo neanche di potervi dire come passare l'esame, a meno che non facciate la mia università, la mia facoltà, ed io conosca molto bene i punti deboli del professore in questione.
Ma ho qualche trucco, qualche regola e qualche consiglio che mi sono data, da sola, quando sono stata sotto esame, e che a volte ho seguito a volte no.
Questi consigli potrebbero esservi del tutto inutili, o potrebbero aiutarvi ad arrivare, vincenti o perdenti, in maniera dignitosa al giorno dopo.
Vedremo.

Ora ho creato una tale aspettativa per la seconda parte che ho l'ansia da prestazione e chiuderò il blog per non dover scrivere 'sto post. Argh.

8 commenti:

  1. Bel post! Non vedo l'ora di leggerne il seguito! Mi aspetto grandi cose =P scherzo!
    Kiss kiss, yumiko (in possesso di un mini mascara chanel) =P

    yumikontheworld.blogspot.com

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  2. che emozione, un post dedicato a me!
    Attenderò con ansia il seguito, spero che arrivi prima di metà novembre, altrimenti - grazie al cielo - penso che non mi servirà più. Forse.
    Comunque io assomiglio pericolosamente alla tua coinquilina Sissi, tranne per il caffè, se ne bevessi il mio cuore esploderebbe.

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  3. WOW!!! mi sono ritrovata perfettamente in questa lettura!! complimenti!! ^_^

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  4. A lettura terminata sono riuscita solo a pensare: grazie a Dio ho finito. Però, adesso che ho una laurea in tasca e un lavoro che mi tiene occupata dalle 8.30 alle 19.00, tutto quello che ho patito(lacrime di sangue, sonnambulismo isterico, attacchi di nausea alla vista del professore, etc.)mi chiedo: ne valeva la pena? Ma anche no, ecco. Se tornassi indietro, con questa consapevolezza, credo prenderei più cose con molta più filosofia. Ma ogni studente deve poter credere di essere il solo a patire l'inferno, ed è giusto così. Solo che non sa che quella non è che l'anticameraXDDD La salita inizia dopo la laurea!
    Bello il commento sulla goduria nel poter usare con orgoglio la nostra lingua. Adesso va tanto di moda fare quelli che tutto-ciò-che-è-estero-è-figo. Ma essere italiani e usare correttamente questa lingua complessa, difficile ed estremamente affascinante non è poi così scontato. Anzi.

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  5. Ma siamo telepatici? Ma siamo nella stessa città e ancora non ci siamo incontrati a quel dannato ufficio Erasmus? Cioè, anche io a Gennaio ho scritto un post su come ci si riduce sotto esame e anche io come te qui in Spagna non rieco a sopportare di non fare faville con la lingua.
    Io faccio ridere in italiano.
    Io scrivo in italiano.
    Io in inglese faccio pena e in francese mastico tutto. Dannati confini linguistici.

    Comunque sei grande, mi piaci tanto.
    Dobbiamo brindare insieme e sfanculare la spagnola.

    Lollo

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  6. Vivo lo stesso dramma (quello della lingua).
    Hai tutto il mio appoggio :)

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  7. blog stupendo! devo tornare a leggerlo con calma: ti seguo!
    passa da me se ti va.
    audrey

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  8. Le tue regole sono a dir poco strabilianti, le seguo sempre scrupolosamente!

    Trovandoci in fase revival di post, mica si potrebbe rivere quello di una tua uscita con il poeta? Ricordo diversi dettagli, tra cui i tanti martini e la tua pelliccia leopardata! L'ho adorato.

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[Ricordate sempre: good grammar is sexy.]

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