Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: Dieter Rams: Less, but better.

Dieter Rams: Less, but better.

Mentre nel Mondo Vero Là Fuori è arrivato al suo massimo livello il buzz riguardo il nuovo iPhone io parlo d'altro - di roba vecchia - per evitare di vedere l'ennesima generazione di un oggetto perfetto in mano ad operai cassaintegrati che scaricano il Pulcino Pio, estetiste di provincia che usano le cover d'Hello Kitty con gli strass e giornalisti di Wired che lo vogliono giallo per abbinarlo alle scarpe da ginnastica.

Dietro la forma dei prodotti Apple c'è un designer: Ive.
Che non interessa, perché ogni suo disegno ricorda ed è ispirato da uno uomo, un Gestalt-Ingenieur della Braun per la cui vita darei quella di cinquanta sconosciuti bambini africani: Dieter Rams.











La perfezione, la bellezza.














{Good Design is_}


(Ho trovato qualche minuto d'intervista: godetevela.)




{Weniger, aber besser.}

34 commenti:

  1. No, dai quella dei bimbi africani, anche se sconosciuti, no oo oo oo...
    Semmai quella degli "... operai cassaintegrati che scaricano il Pulcino Pio, estetiste di provincia che usano le cover d'Hello Kitty con gli strass e giornalisti di Wired... Ecco ... queste sì... :D

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  2. Beh senza alcun dubbio anch'io all'I-Phone 5 preferisco Dieter Rams e un post a lui dedicato.
    Tra i miei sogni - non proprio a buon mercato - c'è la sua libreria.
    è bello ogni tanto leggere qualcosa di diverso.

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  3. Ah perché esce un'altro I-phone? Mica inizieranno ad uscire più modelli di I-phone che edizioni limitate della Mac (cosmetics)?!

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  4. Troppo bauhaus per i miei gusti, ma sempre meglio di un iPhone5 HelloKitty-munito.

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  5. Non conoscevo Dieter Rams, merci.
    Io penso che chiunque metta quelle cover imbarazzanti rosa con le orecchie da coniglio su un prodotto dal design minimal non se le meriti. Facciamo dei telefoni tamarri per gente tamarra.

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  6. Ho iniziato a leggerti da poco..ma che dire...mi hai rapita!!!
    anche io apple dipendente...la mia cover è completamente trasparente...voglio dire....ma come si può coprire a perfezione della mela su sfondo bianco!!!???
    la pulizie delle linee pensate da questo genio rasentano davvero la perfezione..grazie per questa pillola di cultura!!!

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  7. Io avrei detto solo operai, e non cassaintegrati. Anzi non avrei detto nemmeno operai. So che è un modo per riferirsi ad una categoria di persone dai gusti e dalla cultura discutibili, so che è ironico, però l’equivalenza operaio = ignorante mi sembra un po’ offensiva se generalizzata. Ancor più con il cassaintegrati vicino.

    ciao
    Valeria

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    1. Quindi ora "operai" sarebbe un modo per riferirsi a "persone dai gusti e dalla cultura discutibili". Ma da dove esci, tu?

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    2. Scusate se mi intrometto nella discussione. Come Viola anche io esco da Lettere e ti posso dire che non hai capito un cazzo. Se tu avessi letto qualcosa di Bourdieu, sapresti benissimo che gli operai, che fanno parte della bassa borghesia, rappresentano la classe dominata all'interno dei rapporti di forza del campo sociale. E, in quanto tali, non sono in grado di prendere scelte distintive lasciandosi indirizzare dal loro capitale economico e culturale, essendo entrambi molto bassi. Quello che questi riproducono all'interno del campo è un processo di imitazione della classe dominante (alto capitale economico e culturale). Ma, non avendo appunto le capacità di giudizio, la riproduzione è gretta e tamarra. Quindi, caro anonimo, gli operai e le estetiste, non sono persone dai gusti discutibili ma persone che non hanno gusto, visto che la scelta distintiva non nasce a una riflessione propria ma semplicemente dal desiderio di essere altro. E, per quanto riguarda la cultura; si, anche quella è discutibile. Semplicemente perché, con un basso capitale culturale, non si è n grado di distinguere la produzione qualitativa dalla merda.

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    3. valeria invece ha, almeno parzialmente, ragione. grazie alla spiegazione di elettra, si chiarisce il significato del termine "operaio", nel senso in cui lo ha voluto usare la snob. tanti, secondo me, a questo punto rientrerebbero di fatto sotto tale definizione pur appartenendo "di nome" a "classi" più elevate. l'accostarci quel "cassaintegrati" che stride, secondo valeria, rende il riferimento più puntuale e meno assimilabile al oncetto di bourdieu. ma questa è la snob, che, per definizione, vuole essere scorretta. i bambini dell'africa ne sanno qualcosa.

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  8. Il minimal è roba per pochi e i più lo rovinano.
    Eve

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  9. Esco dall'Università di Lettere.
    Ci sono eccezioni, ma sono eccezioni.
    Comunque se mi portate fonti di sociologi accreditati che dimostrano il contrario sono pronta al confronto.
    E se volete vi passo i pezzi di Bourdieu - uno su tanti - che sostengono la mia tesi.

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    1. Me li passeresti? Non è provocatorio - sono seriamente interessato. Grazie :)

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    2. Ti faccio presente che gli anni Sessanta sono passati da un pezzo e quella borghesia benestante che possedeva sia il capitale che i mezzi culturali di cui parlava Bourdieu non esiste più. Oggi i confini sono più labili e il pulcinopio lo scaricano operai e "delfini", indistintamente. (Solo un esempio: il mitico Trota, che appartiene a pieno titolo alla classe dirigente pur avendo conseguito a fatica un diploma).
      I soldi non sono più portatori sani di buon gusto e discernimento.
      K.

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    3. Sono più che d'accordo con te, Snob.
      "Il gusto classifica, e classifica ciò che classifica"

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    4. Però mio babbo con la terza media, pensionato dopo 40 anni di fabbrica che legge Heiddegger e lo stesso Bourdieu come lo classifichiamo?

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    5. Pensavo fosse sottinteso che, per "bassa borghesia", s'intendesse un gruppo sociale con basso capitale culturale ed economico. Non esisterà più la distinzione sociale con l'ottica degli anni sessanta(parlare oggi di borghesia oggi è ingenuo e anacronistico). Ma il metodo di Bourdieu è assolutamente applicabile anche all'oggi e non ci sono dubbi. Ci sono evidenti differenze sociali, culturali ed economiche che caratterizzano le persone. E non si può pensare che questo non condizioni. Per quanto riguarda il babbo pensionato di fabbrica: basso capitale culturale acquisito tramite istituzione(la scuola)e basso capitale economico; tuttavia il capitale culturale è dato anche dalle persone che ci circondano e quindi da influenze esterne. Non conosco il soggetto in discussione, ma c'è anche da dire che, trovando Heiddegger anche al supermercato, tutti possono leggere tutto. Lo scarto sta nel vedere cosa e come viene recepito.(osservazione generale, esistono le eccezioni, ovviusly).

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    6. Bourdieu però diceva anche una cosa molto bella, ovvero che se si conoscono i limiti, le cecità a cui si è esposti per la propria posizione professionale/sociale si ha una maggiore possibilità di tenere queste determinazioni sotto controllo. Così la libertà comincia nel momento in cui si riconosce che non si è così liberi come si tende a credere, e si studiano i propri condizionamenti, soprattutto quelli che sono legati alla formazione e alla posizione che si occupa nel proprio campo.
      Insomma, in soldoni, come dicevi tu le eccezioni ci sono e il pensare che si possa fare un salto fuori dal proprio cerchio - nel bene o nel male (vedi chi nasce in un ambiente culturalmente ed economicamente ricco e sputa su tutto) - è umanamente confortante.

      Chiaramente il riferimento al mio babbo era ironico.

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  10. Io personalmente, anonimo, non intendevo erigermi a paladina dei deboli o scagliarmi contro un’affermazione solo perché libera da buonismo.
    Io ho studiato, conosco Bordieu, ad esempio però il concetto di Humus non mi ha mai convinto del tutto.

    ciao
    Valeria

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    1. si, intendevo dire habitus

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    2. Comunque: BORDIEU è fantastico. Bordieu, sì, lui.
      Ale

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  11. anche se non sono due concetti molto lontani

    Valeria

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  12. chissà quei 50 bambini africani con cosa sarebbero disposti a barattarti, cara snob!
    ma forse anche gli operai cassaintegrati...

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  13. Notizia decisamente più interessante di quella dell'uscita del nuovo telefono...

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  14. i 50 bambini africani te li potevi risparmiare...

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  15. Lo sapevo che avreste adorato la storia dei cinquanta bambini africani <3

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    1. Davvero avete menti così in modalità paladinidellagiustizia che dovete piantar giù ste scenate perchè si usa un termine piuttosto che un altro e perchè non sopportate certe battute? Darei le vostre di vite al posto di quelle dei 50 bambini africani

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  16. Snob; pensa che in Africa muore un bambino ogni due minuti....

    I negri hanno proprio il ritmo nel sangue.

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  17. Certi oggetti, da quanto son belli, non andrebbero nemmeno utilizzati.

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  18. L'apprezzamento, anche maniacale, per il design minimale e per l'esclusività ci sta tutto. Il prodotto Apple in particolare, se spento e tenuto a una certa distanza, è gradevole alla vista e può intonarsi all'arredo.

    La provocazione, anche ardita, normalmente mi stimola, in questo caso mi restituisce un retrogusto un po' spiacevole. Forse preferisco lo snobismo dettato dal livello culturale a quello dettato dalla posizione sociale (che, come possiamo ben vedere qui in Italia, da sola non garantisce affatto il buon gusto che legittima se vogliamo l'essere snob).

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  19. (Che il mio gap culturale non mi faccia cogliere il parallelo con Bourdieu è evidente, dunque ringrazio Elettra e Mareva per le chiare spiegazioni. Il retrogusto tuttavia rimane, si vede che l'aroma di questa colta spezia non è adatta al mio rozzo palato.)

    Sul punto "Good design is honest" mi tocca smentire Mr. Rams, almeno per quanto riguardo l'uso che ne fa l'azienda Apple, ma qui si va in un campo in cui il gap culturale potrebbe invertirsi...

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[Ricordate sempre: good grammar is sexy.]

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