Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: Vorrei avere qualcuno

Vorrei avere qualcuno

Vorrei avere qualcuno a cui chiedere se finirà mai - o che andamento tiene, o quali sono le cause scatenanti. Qual è la cosa giusta da fare - allargare la trama infilandoci le dita attraverso, sentire il rumore elastico che fanno i cavi quando tesi si spezzano ed immediatamente si rigenerano in decine di filamenti attorno ai tuoi polsi, ti appiccicano e impastano le mani: questo era il metodo che utilizzavo ancor prima che tutto questo accadesse, quando la consistenza era già perennemente variabile.
Ora che dall'altra parte hanno te è tutto più pericoloso - il rischio che la materia mi resti da qualche parte, sotto le unghie delle mani o nelle narici o tra i capelli, e inizi a riprodursi anche di qua eliminando i confini.
Ora mi limito ad ignorarti fino a quando m'è possibile, fino a quando non s'assottiglia la parete e non si mescolano le parti, fino a quando non mi siedi accanto e non tenti di dirmi cosa dovrei vedere.


Vorrei capire se ti stanno usando per qualche scopo - se devi dirmi qualcosa - credo di sapere quello che vuoi dirmi ma non credo di poterlo veder accadere di nuovo, preferisco ricapiti a te - infinitamente - dentro la mia testa, preferisco, davvero, lasciare gli altri - quelli che non ti vedono - da soli e passare il tempo con te, tutto il tempo che vuoi, anche se ho quasi ventiquattro anni e sto diventando un po' vecchia per te - ti sto rubando le ore a cui avevi diritto da ormai troppi mesi - da qualche giorno imprecisato di qualche ottobre fa - ed è più che giusto che tu voglia che ne divida parte con te, più che giusto.

Preferisco - infinitamente - stare con te.
Ormai mi sono abituata all'aspetto che hai di là, non provo più né paura né disgusto.
(Come si coagula in maniera diversa il sangue quando non è più vivo.)
Ricominciare, da capo, non ha senso.
Preferisco restare con te.

13 commenti:

  1. Da quando ti seguo questa è la prima cosa che scrivi che mi ha toccata davvero.

    Fin dalla prima parte mi hai presa, coinvolta ma poi è arrivata questa frase: "Ormai mi sono abituata all'aspetto che hai di là, non provo più né paura né disgusto." Era così tanto tempo che cercavo di imprigionare questa sensazione nella struttura di una frase e finalmente... Grazie.

    RispondiElimina
  2. Ti ringrazio.
    Ti seguo da poco, ma sento il dovere di ringraziarti per ogni parola che esce dalla tua bocca o dalla tua mente.

    RispondiElimina
  3. Sei così enigmatica...nn capisco di chi parli? Tuo papà? Mah. Nn conoscendoti mi vien difficile capire..

    RispondiElimina
  4. Stare insieme è molto più provvisorio che stare da soli.
    Ma è possibile ricominciare da capo e non lasciare mai davvero qualcuno.

    RispondiElimina
  5. (e' successo anche a me: puro terrore. devi fortificarti per liberatene - blindarti dentro. ma lo vuoi? credo di no)

    RispondiElimina
  6. non ti riferisci alla stessa persona di cui parli nel post "per la prima volta (dopo tot anni)"? spero che non sia così, perché quel tipo di dolore è difficile da spegnere in maniera cosciente.

    RispondiElimina
  7. AO che è sto casino smettiamola subito con sta marea di cazzate coi morti peffavore. Prendi un dildo e torna fra noi.

    ORA.

    eccheccazzo.

    RispondiElimina
  8. (questo non pubblicarlo) chiamami a stronza, che qua stai a pijà la deriva brutta e non va bene

    RispondiElimina
  9. Carolina Wolfer2 ottobre 2012 23:24

    Vorrei essere quella nube abbassata. Quella nuvola nerastra, tra le più scure e minacciose - tra le più contorte e spaventevoli - illuminata dal sole crepuscolare. Quella foce dirompente del giorno. Quel cumulo d’irragionevolezza e squisita corruzione del fato. Vorrei essere Te che sei donna che componi aberrazioni convincenti e sensi desertici negli Altri. Tu che offuschi i passati sconvenienti e le cecità bastevoli per la continuità vitale. Vorrei essere la tua forza cinica, la tua morbidezza ruvida, una rosa purpurea tra i capelli di una fata bisessuale. Vorrei la tua lira, la tua cetra, il cazzo che ti pare. Vorrei il respiro tenero e rassicurante di un qualcosa che comprenda le difficoltà di questo rugoso eterno ritorno. Di un qualcosa che capisca, anche se virtuale. Tu che hai sofferto. Tu che hai superato e continui a superare e non scindi la gioia dalla sofferenza. Tu che sei da celebrare.

    RispondiElimina

[Ricordate sempre: good grammar is sexy.]

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...