Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: Dottore

Dottore

Dottore,
non se ne stia lì seduto su quella cazzo di poltrona, con quel fascicolo in mano - fascicolo che ormai contiene più parole di quante io potrò mai scriverne in una vita - come la peggior caricatura del peggior psichiatra di Provincia, Dottore, mi dia -

Dottore,
mi dia qualcosa di un po' più forte, qualcosa di un po' più potente - mandi le fate o i folletti ancora più a fondo nel bosco a cercare qualcosa che mi faccia star bene. Mi faccia aumentare le dosi che sono tanto stanca e loro sono sempre di più, sono sola contro tutti loro. Oppure, Dottore -

Dottore, imbracci il fucile o il mitra o quello che vuole - abbiamo trovato un container pieno di armi all'angolo tra l'ipotalamo e l'amigdala, penso l'abbiano lasciato lì quelli prima di noi, ce n'é per tutti i gusti - candelotti di dinamite e pugnali e bombe a mano, non abbia paura perché di armi ne abbiamo, venga a combattere con me ma la prego, Dottore -

Dottore, non se ne resti seduto lì mentre vengo circondata, non faccia il grassone codardo dei film, perché questo è tutto vero e anche se in molti non possono vederli - vedere lui - mi sono addosso e vogliono farmi diventare una di loro, Dottore, vogliono mangiarmi il cervello, e so che lei non vuole.

Dottore, lei deve combattere con me, deve prendere il mitra in mano - io la pago per farlo, la leva è obbligatoria.

Oppure.

Si volti e si distragga - lasci cadere quei fogli dove c'è scritto cosa pensa di me - e non mi guardi mentre sfinita mi consegno al nemico, non giudichi la mia rinuncia.

Perché comunque la loro vita non sembra male - sono tanti, sembrano stare bene assieme - e cosa c'è di male a voler stare con loro?




21 commenti:

  1. Ma, Dottore, se decide di voltarsi e di lasciarmi solo al mio destino, si ricordi di una cosa. Lei non ha mai visto i nemici contro cui combatto, forse addirittura pensa che non esistano, che me li sia inventati. Si sbaglia. Lei non li ha mai incontrati perché ci sono io, ci sono quelli come me, che li vedono e li tengono lontani da quelli come lei, Dottore.

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  2. Snob, vedo che abbiamo tendenze non troppo dissimili.

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  3. P.S. Stare con loro è uno schifo, è uno schifo anche quando sembra attraente. Stare con loro consuma e confonde e fa male la testa. Il mal di testa è un dolore lancinante, non puoi ragionarci. L'alternativa è il mal d'anima... Quello lo affronti come una ragazza interrotta e accetti semplicemente che faccia parte della tua vita. Col tempo la voglia di morire passa, resta un senso di strano amarognolo.

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  4. Ho letto un post simile su un altro blog che hai condiviso. Hai preso ispirazione?

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    1. http://benevelle.blogspot.it/2012/10/salve-dottore.html

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    2. No, non l'avevo visto. La ragazza di quel blog a volte mi commenta, l'altro giorno ho visitato il suo blog è ho condiviso un post con una sola immagine. Proprio perché solitamente non leggo i post scritti.
      Comunque chiunque ha esperienza di psicoterapia può scrivere qualcosa di simile.

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    3. Se è così avete parecchi tratti in comune.

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    4. In un universo parallello dove io utilizzo parole come "Giacché" o "Sissignore" e dove il punto fermo è morto.

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  5. no, dai, ma quanto ti piace commiserarti?

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    1. Mi conosci?
      Conosci il perché?
      Hai avuto esperienze simili, che ti mettono nella posizione di giudicare?

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    2. e invece no.
      prova a smettere di mostrare il tuo ginocchio sbucciato, trova un senso alla tua noia, inizia ad essere più sincera con te stessa.

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    3. Spero tu sia più fortunata di me.

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  6. L'anafora e l'apostrofe della parola Dottore fanno sembrare il post una canzone.
    Mi hai messo addosso tantissima angoscia, per cui ti chiedo: è necessario che TI DIA QUALCOSA DI PIU' FORTE? medicinali del genere sono indicati adesso che sei sotto tesi? Non ti stordiscono?

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  7. Consegnarsi al nemico non è mai una buona idea in questa guerra. La accarezziamo nelle ore più buie, la pericolosa lusinga. I fuochi dei bivacchi notturni al di là della montagna ci ingannano: fidati, non sono danze di gioia, ma terribili ridde di ombre. Posso dirti per certo che alcuni dei miei hanno ceduto alla lusinga o alla stanchezza ed hanno attraversato le linee, un drappo bianco annodato alla canna del fucile scarico. Ovviamente non sono più tornati indietro, ma il punto è che nemmeno si sono liberati di alcunché. Semplicemente continuano a combattere, ma in un campo che non hanno scelto, come non si sceglie una perpetua caduta nel vuoto: la loro sconfitta è cristallizzata in un'infinita ripetizione, senza speranza. No, mia cara, dobbiamo continuare a combattere: anche senza quel tipo di munizioni, anche senza quel tipo di rinforzi, anche senza pasticche e dottori, insomma, da soli. Se tieni duro, prima o poi qualcosa accadrà. Arriverà la cavalleria, l'artiglieria, musica e bandiere. O magari loro, gli altri, stanchi, se ne andranno...E se proprio non dovesse accadere, se proprio non arrivasse nessuno, non arrendiamoci comunque. Mal che vada ci lanceremo contro le linee nemiche con la sciabola in pugno: solo una sciabola, quella che abbiamo da sempre in dotazione, la nostra sciabola, arma da signori, niente dinamite, niente mitra. Li sconfiggeremo allora, in un'estrema carica, alla disperata, da veri gentiluomini, quali siamo, come meritiamo.

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  8. Eppure a volte bisogna toccare il fondo per rigenerarsi
    immergersi nel fango per capire dove e come pulirsi.
    Ciò che non strozza ingrassa
    e la Snob ha solo bisogno di saltare,
    dopotutto, se non hai mai fatto a botte
    non avrai mai la chiara idea di quanto vali.
    Lo dice anche e soprattutto Tyler.

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  9. Constance Dowling10 ottobre 2012 01:19

    Spesso ci fingiamo di farci del male e di starci a sentire. Spesso assicuriamo le tempistiche esistenziali attraverso i moti autolesionisti, la liceità di corbellarci l'anima di pesantezze passatiste, di correlativi negativi.
    Quanto sarebbe più efficace - per la costruzione di autocoscienze - rimanere fermi una buona volta ad ascoltare il silenzio nei nostri aspetti? La purezza ingenua e meravigliosa delle nostre vite tristi e banali? Perché non galleggiare ad occhi chiusi in queste cascate ineluttabili? Perché non intendere una buona volta la nostra espressione come un frutto zitto che contiene significati senza spiattellarli? Di questa ed altre cose si dovrebbe fare a meno. Il nostro dolore è incomunicabile. Non lo si può imprimere dentro i grafemi. E' sfuggevole e delirante come l'amore incondizionato.

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[Ricordate sempre: good grammar is sexy.]

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