Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: marzo 2012

Dico la verità quando dico che.

Il lavoro del blogger è, di base, raccontare cazzate.
Fare credere al pubblico di avere una vita fantastica, di comprare molte scarpe e molti vestiti, di saltare da un jet all'altro per collaborazioni con note riviste/ditte, di avere sempre fiori freschi in casa, di andare alle feste giuste e nei locali giusti e avere i giusti amici, di essere sempre ben truccati e ben vestiti, di non soffrire mai sui tacchi, di non avere mai lo smalto sbeccato.
La mia vita è fantastica.
Ma mi si scheggia sempre lo smalto, vado avanti a Caramel Macchiato e mi sono scordata dell'ultima volta in cui ho fatto shopping non da Zara. I fiori provo a comprarli, ogni tanto, ma mi appassiscono in mezza nottata.
Non vado a feste.
Non ho amici.
Non so se i locali in cui vado sono giusti o sbagliati, a volte non so neanche se sono locali.
Nessuna rivista e nessuna ditta vuole collaborare con me.
Porto ancora gli stessi stivali da motociclista.
Eppure la mia vita, quella che lurkate tra i miei vari profili, instagram-twitter-blogger, è vera.
Ed è fantastica.
Volete sapere perché?




La mia vita vera e fantastica ha un solo difetto.
Finisce il 30 Giugno 2012.
Devo fare di tutto perché non accada.
Devo fare di tutto perché non accada.

L'Amore nei Primi Anni 2000

Vorrei, così, en passant, ricordare a tutti voi lettori i bei tempi in cui non era figo stare su internet.

Ricordate?

Sto parlando di prima di Twitter. Prima di Facebook. Prima di Myspace.
Prima di Wordpress e prima di Blogspot.
Da qualche parte tra ICQ e i primordi di MSN, tra Splinder e gli MSN Space.
Se non sapete di cosa sto parlando e le ultime sigle vi sembrano arabo, be'.
Non eravate su internet quando non era figo essere su internet.
Mi dispiace.

Svezzati in questi anni malvagi in cui io non potrò trovare lavoro come scribacchin... giornalista di mooouda (cit. Zit) perché ci sono tutte queste fashion-squinziette che studiano fashion design o fashion styling o cazzivari - ragazze, parliamone. No. Quella non è una laurea. Voi non sapete quello che è una laurea. Ve lo dico perché l'ho fatto, qualche esame di Scienze della Comunicazione. E posso dirvelo. Le vostre neo-facoltà non c'hanno un cazzo da spartire con la vecchia scuola. Senza rancore, eh.

Oh, cazzo. Ho divagato.
Dicevo.

Svezzati in questi anni bizzarri - anni così bizzarri che la Club Med manda Chiaretta in Thailandia aggratis, non so se mi spiego - avete conosciuto solo la parte socialmente accettata del web.

Ai miei tempi, nei primi anni 2000, la situazione era un po' diversa.
Allego, a mo' di spiegazione, foto del phisyque du rôle dell'utente web di quegli anni.


Altro che Chiaretta.

Comunque, ora che abbiamo inquadrato il periodo storico, parliamo di me.

La Piccola Snob ha avuto il suo primo computer in un momento imprecisato tra il '96 e 97', tipo in quarta elementare.
Connessione internet inclusa.
Ai tempi in cui tipo c'era da pagare 200.000 Lire l'anno per avere internet, e si pagava a consumo.
Mio padre ha fatto l'Itis, sezione Informatica, all'epoca in cui c'erano le schede forate. Ad ogni nuova scoperta tecnologica, voleva avere tutto dentro casa.
Ed io puntualmente mi ritrovavo con in suoi più che dignitosi scarti.
Come lamentarsi.
(Mio padre non è ancora capace di mandare una mail con più destinatari, NdS)

Il mio primo blog è del 2002, credo, sulla piattaforma della Tiscali quando si chiamava Tiscalinet.
(Ve lo ricordate quando la Tiscali si chiamava Tiscalinet?)

Da lì in poi sono state varie le mie peripezie web, e con queste, i miei innamoramenti.
Oh, sì.
Perché non c'è nulla di più figo di innamorarsi a prima vista (vista? Ma chi li ha mai visit?) di gente che, sostanzialmente, non esiste.

Perché nei primi anni 2000 la gente che stava su internet non esisteva veramente. Non c'era gente vera su internet. Eravamo tutti noi nerd, più o meno grandi, più o meno talentuosi, che, ripudiati dalla vita vera, ci buttavamo a colonizzare questo nuovo mondo chiamato web.
Sì, ok, avete ragione, io ero poco più che una preadolescente magrolina, senza tette e con gli occhiali in modalità Harry Potter, ma mi ricordo l'atmosfera.

Dicevamo, gli innamoramenti.
Gli innamoramenti web sono cosa ancora usuale.
Ma io non parlo degli innamoramenti in cui due persone si conoscono e parlano e nasce un sentimento.
No, parlo di quelle cose a senso unico in cui lui a malapena sa della tua esistenza.
Avete presente anche nella vita reale, vero?
Giusto per non rischiare, spostiamo tutto sul web, così la solitudine a vita è assicurata.

Mi sono innamorata di dozzine di ragazzi in giro per forum, siti, chat.
(Ora che ci penso, qualcuno se le ricorda le avventure testuali? Ommioddioh.)

La cotta più drammatica è stata sicuramente quella che ha avuto luogo su Extremelot. (Ecco qui la pagina di wiki che vi spiega che è Extremelot se la spiegazione chat GDR di ambientazione fantasy non vi soddisfa.)

Galford era un ladro.
No, no.
Anzi.
Era il Capo della Gilda dei Ladri.
Piango di fronte alle ragazzine che s'invaghiscono di vampiri luccicosi figli della finzione letteraria.
Io avevo Galford.
Galford era moro, bello, tenebroso. Giocava da Dio.
Giravo tutta Lot alla ricerca di Galford per poterlo vedere giocare.
Cercavo di giocare con lui.
(Che era tipo, cioè, cercare di... Che cazzo ne so. Lui era tipo una superstar, le superstar non giocavano con tutti.)
Era mooolto umiliante, in maniera molto sadomaso.
Dio se mi piaceva.
Le uniche notizie che avevo e ho su Galford è che all'epoca studiava a Milano e si chiamava Zacaria.
Che bel nome biblico, Zacaria.
Adesso avrà tipo quarantecinque anni.

Comunque, ora metto il link del dominio su cui era piazzato il sito della Gilda dei Ladri di Lot, così se Galford ancora è vivo e controlla le analytics del suo sito si renderà conto che molte visite vengono da questo sito e che io esisto e si innamorerà di me e ci sposeremo e saremo felici per sempre.
(Cliccate su QUESTO CAZZO DI LINK anche se non si apre niente, porca la puttana.)

La mia dipendenza da Lot e Galford è durata tipo due anni. Poi fortunatamente hanno cambiato sito ed è iniziata una mega-giocata d'Esodo che s'è conclusa con l'abbandono di molti, tra cui me.
Fortuna, perché passavo di fronte al pc tipo sedici ore al giorno. E mia madre mi voleva far ricoverare.

Poi ho avuto altre virtual crushes, più o meno terribili - tipo, nel 2009 ero innamorata di Guglielmo Scilla e l'ho sognato tutte le notti per tipo un mese.
Si sopravvive, giuro.

Oggi ho avuto un'esperienza del genere.
Tipo stavo guardando non so cosa non so come, sono finita sui vecchi #FF e tra quelli di Kero c'era lui.
Zero Calcare.
Non amavo così se non dai tempi di Galford sicuramente dai tempi di Scilla.

Ohmmmioddiomaquant'èdivertentebrillantwsimpatico!

Ohmaguardacomedisegnabene!ÈunARTISTA!

(Le letterate fallite come me sono continuamente alla ricerca di un uomo che abbia un enorme, immenso talento - quando per talento intendo talento e non pene, davvero - ma NON nell'attività da loro svolta, le lettere. Così che possa essere da stimolo senza rappresentare una minaccia o, ancora peggio, senza che lui percepisca me, letterata più talentuosa di lui, come minaccia.)

Maquantecitazioninerdosissime!BlankadiStreetFighter!Ahahahahah!

Chi cazzo se lo sarebbe ricordato Blanka? Dai, parliamone.

Ahahahchedivertente!OramileggoTUTTOilblog!

Ho letto con una cotta adolescenziale crescente le prime due pagine di blog.
Già immaginavo la nostra vita tra Parigi e Rebibbia.
Ci stavo andando sottissimo. Erano passati solo sette minuti, ma ci ero andata sottissimo.
Poi, è tutto finito.
Il blog, intendo. E l'amore.

Comesonosoloduepaginediblog?Tipodiecipost?!

L'innamoramento è... Puff!
Scomparso.

Ma chi è sto wannabe che ha aperto blog e twitter quattro settimane fa?!

Comunque quei sette minuti mi hanno fatto tornare nerd adolescente senza tette.
Ma il fallimento delle cotte online è quasi peggio di quelle dal vivo, ho fatto bene a eliminare qualsiasi rapporto che non sia necessario - tu, commesso Starbucks, io cliente Starbucks - con gli uomini. Ti deludono sempre.

Il menta va un casino, quest'anno.

Io sono una persona seria, non cedo alle bassezze e alle lusinghe della moda.
Il menta va un casino, quest'anno?
Ed io non compro niente di menta.
Niente.
Perché io sono una persona seria.


AHEM.


RI-AHEM.

Ho troppi Zara vicino.
A mia discolpa posso solo dire che sia scarpe che gonna vanno con tutto il nero che ho nel mio armadio - cioè, nel quarto di anta che ho come armadio nello Studio 77 - e quindi non sono acquisti sbagliati, no.

Poi sto meditando in maniera troppo profonda - troppo. profonda. - su questo signorino qua.


Volevate un post sugli smalti, no? Vi ho accontentato.
Perché con tutto il menta di cui sopra sta veramente bene.


Però ancora ci sto pensando.

Indecisione.

Dai, ditemi che anche voi avete ceduto al menta.
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