Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: maggio 2012

Stanotte.

Stanotte vado a letto con l'impressione di essere quella che viene presa per culo da tutti. Quella di cui tutti ridono.
Stanotte vado a letto con l'impressione di essere quella che se n'è accorta solo ora.

Tra tutte le parole fastidiose, e belle, che ho fermato ce n'era una.
Divertente.
Credo di aver tentato d'ignorarne la cattiveria fino ad ora.

Stanotte vado a letto con l'impressione di essere un clown triste e maligno, dai denti affilati.

Stanotte Parigi è calda, e non sapete quanto io vi odi, e non ho più voglia di raccontarvi i cazzi miei.


Daul Kim

Non so se avete presente chi è, si è impiccata qualche anno fa.


Più che al finale coagularsi di queste vecchie tensioni.
Di cui riesco a percepire il ruolo nelle cose.
Ogni tanto mi ritrovo a pensare a quelli che vedono e non ce la fanno.
Quando cammino per strada cerco di mettere fuori fuoco la gente attorno.
È la mia maniera per allenarmi alla salvezza.





Dal suo blog, una ventina di giorni prima.



last year

i was so lost

but that night was beautiful

i was living in london, and i had a punk boy in my life

and it was such a relief to run away to

new york city

i had no time to buy costume, so i just wore my old dolce&gabanna from the 90s

ironically the one the punk boy gave to me ...

i felt so...free and kind of excited

i was with my best friend p, and it was beautiful and strange night

we ended up in the most strangest place, most awkward moments

so newyork.


i think this year i will remember today as the day i slept 10 hours without

any help of anything or anyone without any dreams and woke up feeling peaceful and happy.

no more running away from something or someone or myself.

i wonder what will happen tonight





SuperSampler, 800 Color Negative, Paris




Nonostante giri solamente con La Sardina, ultimamente, il Laboratorio del Marais ha tirato fuori da non so dove questo rullino - ogni tanto alcune stampe fanno molto ritardo - scattato addirittura a inizio Marzo, quando è venuta a trovarmi Poupette.
La SuperSampler quando c'è luce e ha un 800 montato riesce a fare cose belle.
Dovrei portarla a spasso di più e non dedicare tutto il mio tempo ai Lady Grey su Sardina.
Adoro le due del Sacre Coeur in particolare.
Ed anche la prima, bruciata con Pou.

La foto con la giostra e i cavalli, dedicata con tutto l'amore che ho ai miei compaesani del Paese dei Cavalli a Dondolo, partecipa al giveaway della mia compagna analogica Pretty in Mad.

Mettete immediatamente LIKE su questa foto, altrimenti vi lego ad una sedia e vi assistere impotenti ad una maratona di Twilight.


(TEORICAMENTE la foto sarebbe dovuta essere happy, ma come ben sapete bene il mio mood analogico è particolarmente depresso - roba nebbiosa e ansiosa vieni a me - quindi mi sono limitata a prendere quella MENO ansiosa, ecco.)

Cassiopeia on her throne.

Il segno tatuato è fra quelle anomalie anatomiche in grado di far riconoscere il tipo antropologico del delinquente. Il delinquente nato mostra specifiche caratteristiche antropologiche che lo avvicinano agli animali e agli uomini primitivi e l'atto di tauarsi di criminali recidivi è sintomo di una regressione allo stato primitivo e selvatico.


Mi chiedono sempre se sono cinque nei.
Quei pochi che lo vedono.

Cassiopea si credeva bella, più bella delle Nereidi.
Da lì tutta la storia di Andromeda, sua figlia, e Perseo.

L'hanno messa in cielo vicino al Polo, a volte per questo la si vede a testa in giù.
È sul trono, si pettina i capelli.

Mi ricorda che la perfezione è il male, e che gli dei sono invidiosi.
Mi ricorda che vantarsi è il male, e che gli dei poi si vendicano.

Ma spesso me ne scordo.

Alcuni dicono che la parola in greco significhi una cosa bella che non vi dico, ma l'ho fatto prima di leggerlo e non so se ci credo.

Comunque.
I've loved the stars too fondly to be fearful of the night.

Da grande voglio fare la dominatrice.

Quotidianamente ci troviamo di fronte a delle scelte.
Scelte difficili.
Di solito la scelta che io devo fare è: andare nel Mondo Vero Là Fuori a fare cose interessanti, vedere persone, socializzare e così via, o.

O iniziare una nuova serie televisiva.
Dite che dovrei dare qualche possibilità al Mondo Vero Là Fuori?

Comunque.
Tralasciamo i miei deliri su quanto cazzo è figa questa serie, quanto ami, in generale ed in ogni sua manifestazione, Sherlock Holmes e su quanto sia refreshing, a tratti, vedere una serie in british english.
(La mia insegnate d'inglese era una londoner. Se mi sentisse ora che parlo inglese come uno dei Soprano probabilmente le andrebbe di traverso il tè.)

E sorvoliamo anche sul fatto che - i miei compagni d'università, che con tanto amore mi seguono, mi daranno sicuramente ragione - che il villain per eccellenza della serie è la copia spiccicata di Guido, oh, GUIDO! - ammirate in particolare la macrocefalia edisonforme, indice di QI superiore e problemi relazionali.
Parliamo del personaggio che mi ha fatto ricordare le mie aspirazioni infantili.
Irene Adler.
Sarei perfetta come mistress.

"Oh. No no no no. It's been a pleasure. Don't spoil it. This is how I want you to remember me. The woman who beat you."


Mi ci sento portatissima.
Davvero.
Chiunque voglia darmi maniera di praticare mi contatti via mail.


Lo chic ai massimi livelli.


(Rossetto rosso e mascara nero Guerlain sono già nel mio armamentario. Purtroppo dubito che la matita verde acqua stia bene su una brunette con gli occhi scuri come me. Peccato.)

Lo sapete, vero, che il Mondo Vero Là Fuori non ci darà mai personaggi interessanti come Irene Adler, sì?

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La Sardina, 400 Lady Grey, Paris


Primo rullino con La Sardina, un 400 Lady Grey.
Venti foto su trentasei, devo ancora prenderci mano, soprattutto con le doppie esposizioni.
Ma non mi posso lamentare.

E a quelli che dicono che non ci metto la faccia.

Hi Guys.

Consigli in merito?

P.S. Sì, sono un cesso ma ultimamente mi sento molto cesso-proud. O mi amate cessa e stronza o sciò. Il web è grande e siete diventati troppi tutti qua attorno a me. Sciò.

Questo post sarà un po' diverso dagli altri.

Ciao. Mi siete mancati.

Parigi è in delirio per le elezioni.
Speriamo sia Hollande.
Speriamo sia Sarkozy.
Speriamo sia Hollande che voglio vedere Carlà col culo a terra.
Che te ne frega di Carlà?
Che te ne frega.
Lavatrici da fare, gocciolio come di pioggia che viene dalla cabina doccia. La bottiglia del detersivo che hai fatto cadere con un calcio tornando a casa ubriaca ha creato una chiazza rosa sul pavimento.
A volte c'è il sole.
La finestra non si apre abbastanza perché si possa vedere la luna.
Andiamo ad Odéon. Andiamo al Dix.
Il proprietario chiama tutte le ragazze con lo stesso nome e tutti i ragazzi con lo stesso nome. Mi piace avere il nome di tutte le ragazze del Bar Dix.
Che te ne frega del nome.
Che ve ne frega del mio nome.
Come se.
Il mio nome è il nome di tutte le ragazze del Bar Dix.
Che sono tutte le ragazze di Parigi, e andremo a votare o Hollande o Sarkozy.
Mio figlio fuma marijuana e non sta studiando per il baccalaureato.
Ho per te un invito per il vernissagge.

Come se.
Il latte lasciato aperto fuori per secoli ormai andato a male.
Vi interessa veramente?
Ci interessa veramente?
La scelta dello smalto. La scelta del reggiseno.
Ogni mattina scegliere le mutandine giuste per morire.
Giorni senza mangiare, fumando troppo e parlando poco.
Mi preoccupo se non ti sento parlare per più di mezz'ora.
Come se.
Mattina d'estate a tre giorni della terza prova, lenzuola calde. Hai diciott'anni e credi che non sia possibile soffrire più di quello che hai sofferto, ma tua madre entra e ti dice che Andrea è morto ed è solo l'inizio.
Altri due, tre, quattro anni.
Ce la faremo, andremo avanti. Stringi la mano di quella che era la tua migliore amica che guarda il pavimento della chiesa e comunque sei convinta di essere tu quella che soffre.
Anni di vuoto mentre la miopia ti abbandona. Le scelte diventano difficili ed occupano ogni spazio.
Come se.
Il nome di tutte le ragazze di Parigi, non ricordo qual è.
Mettiti seduta qui, al mio fianco. Guarda in quella direzione. Cerca di capire.
Biglietti per concerti, inviti per il Fuorisalone.
Non ha senso ed è orribile a leggersi.
Universi minuscoli in cinque litri di sangue che ti muoiono di fronte in metropolitana. Assieme a te. Ognuno di loro.
Stasera dovrei andare al bar Dix per scoprire qual è il nome di tutte le ragazze di Parigi.
Ho ventitré anni, vado per i ventiquattro.

Il tempo passato ad aver paura di gente piccina che ha paura di noi, che abbiamo paura.
Carta da lettere di lusso. Fotografie in bianco e nero. In un viaggio di tre giorni tra la Francia e l'Italia se ne sentirà ancora l'odore? Si sentirà ancora l'odore?
Il ragazzo che ha dato il via a questo ha vent'anni ed è una nullità.
Come me, come voi.
E non è divertente, pensare. Che ci abbia messo tanto impegno a trovare il mio nome.
La foto di profilo della sua ragazza, biondina con gli occhi sbiaditi.
Gli articoletti stretti sul giornale del paese.
Pensate all'immensa forza di quel nome.
Devo andare al Bar Dix a scoprirlo.
Attualmente si chiedono se sei lesbica, o in quale percentuale.
Come se.
Hai un ammiratore e molti curiosi.
Tra un anno Tristane sarà all'università e ti dirai, che stupida che ero a preoccuparmi tanto.
Andrà tutto bene.
La cosa più importante che mi ha detto e che non ho ascoltato e non ho scritto e non ho capito è: andrà tutto bene.
Eppure ha detto il nome di tutte le ragazze di Parigi e ha aspettato che alzassi gli occhi fissi, come ogni volta, sulla vecchia scatola di latta all'angolo sinistro - no, destro - sinistro della scrivania.
Andrà tutto bene.
Ed io non l'ho ascoltato, non gli ho creduto.
Uccidere le grazie, tenere i bastoni.
E nulla di tutto questo vi sarà comprensibile a meno che non vi sediate qui.
Una messa a fuoco rotta, una mente che migliaia di euro di terapia non ce l'hanno fatta ancora a riparare.
Tua madre è l'anello debole.
Povera mamma, la faccia quando m'ha detto che Andrea è morto.
Credevo di aver fatto qualcosa di male. Credeva fosse colpa sua.
Tutto questo tempo passato ad aver paura e a sentirsi in colpa.
Che spreco.

Come se.

Ciao, mi siete mancati.
Quattro e cinquanta per occhio, miopia grave. Eppure vedo tutto e questo certi giorni mi impedisce di concentrarmi o di dire le cose giuste.
Centotrentasei. È un numero alto. Non dimostra niente. L'essere sopra la media non dimostra niente.
Ventitré. Centosessantotto. Cinquantaquattro.
Settantasette.

Non so chi tu sia dal vivo e non mi interessa.
Come se importasse.



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