Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: settembre 2012

Vorrei avere qualcuno

Vorrei avere qualcuno a cui chiedere se finirà mai - o che andamento tiene, o quali sono le cause scatenanti. Qual è la cosa giusta da fare - allargare la trama infilandoci le dita attraverso, sentire il rumore elastico che fanno i cavi quando tesi si spezzano ed immediatamente si rigenerano in decine di filamenti attorno ai tuoi polsi, ti appiccicano e impastano le mani: questo era il metodo che utilizzavo ancor prima che tutto questo accadesse, quando la consistenza era già perennemente variabile.
Ora che dall'altra parte hanno te è tutto più pericoloso - il rischio che la materia mi resti da qualche parte, sotto le unghie delle mani o nelle narici o tra i capelli, e inizi a riprodursi anche di qua eliminando i confini.
Ora mi limito ad ignorarti fino a quando m'è possibile, fino a quando non s'assottiglia la parete e non si mescolano le parti, fino a quando non mi siedi accanto e non tenti di dirmi cosa dovrei vedere.


Vorrei capire se ti stanno usando per qualche scopo - se devi dirmi qualcosa - credo di sapere quello che vuoi dirmi ma non credo di poterlo veder accadere di nuovo, preferisco ricapiti a te - infinitamente - dentro la mia testa, preferisco, davvero, lasciare gli altri - quelli che non ti vedono - da soli e passare il tempo con te, tutto il tempo che vuoi, anche se ho quasi ventiquattro anni e sto diventando un po' vecchia per te - ti sto rubando le ore a cui avevi diritto da ormai troppi mesi - da qualche giorno imprecisato di qualche ottobre fa - ed è più che giusto che tu voglia che ne divida parte con te, più che giusto.

Preferisco - infinitamente - stare con te.
Ormai mi sono abituata all'aspetto che hai di là, non provo più né paura né disgusto.
(Come si coagula in maniera diversa il sangue quando non è più vivo.)
Ricominciare, da capo, non ha senso.
Preferisco restare con te.

Il mondo dopo Alfredo

"Lei, Viola - vocativovocativovocativo - è completamente estranea al concetto di privacy, è spaventoso."

Ma non è vero, o meglio sì - ma tanto prima o poi succede quindi meglio che sia io a scegliere dove e quando, e fingere che sia mia volontà, che essere vittima delle finestre aperte uscita dalla doccia, degli sconosciuti con le scarpe slacciate in metro - errore perché non sei più là ma sei qua, quindi - i matti di via Pantaneto.

Alla fine che differenza c'è tra morire ora o dopo, qui o sottoterra?

e che differenza fanno trenta metri di differenza


Alexander Wang S/S 2013

Soltanto fino a una decina di mesi fa ero un essere barocco e decadente.
Ora sono follemente innamorata di roba che ho sempre odiato, come il minimalismo androgino di Wang.
























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{Brucia ciò che hai amato e adora ciò che bruciavi.}

How to disappear completely.

Qualcuno mi aiuti a dire BEST CONCERT EVAH.

Non credo di essere capace di comporre periodi troppo lunghi e collegarli tra di loro in maniera logicamente corretta.
Accettate la scarsa linearità del post e i soliti cuoricini.

♥ Settembre, nonostante arrivato a mezzanotte del giorno prima, è stato capace di perdersi la primissima fila e finire in seconda/terza. Settembre, so che stai leggendo: giustifica questa cosa ai lettori.

♥ Io non avevo la più pallida idea che a Firenze esistesse un posto dannatamente enorme come le Cascine. Enorme. Atmosfera completamente surreale, non sembrava Italia. Ad un certo punto, durante l'entrata, l'intera fiumana di gente è stata deviata e ci hanno fatto passare dentro la siepe. Scene da Lewis Carroll.

♥ Ok, iniziamo a parlare di cose serie. Sono collassata al secondo pezzo del gruppo spalla - lo so, lo so, sono una vergogna. Non svenivo da tipo cinque anni. È comunque affascinante perdere completamente qualcosa come venti minuti della propria esistenza. Prima ero in mezzo ad una folla eterogenea a livello sociale, culturale e anagrafico - e assolutamente omogenea a livello di sudore/odore - e puff! mi sono teletrasportata in un ospedale da campo, con l'iPhone in una mano e una banana nell'altra - questa cosa della banana prima o poi la spiegherò - mentre un infermiere voleva farmi una flebo. La banana è stata, a quel punto, provvidenziale come arma di difesa.

Come mio solito, nei momenti di crisi io cosa faccio?
Posto foto su instagram.


Ringrazio ufficialmente tutti i volontari della Misericordia di Rifredi. Grazie per avermi salvato la vita e aver subito le mie bananaminacce.

♥ Essendo svenuta che ancora suonava Caribou, un tipo canadese che stava facendo da spalla, ho fatto in tempo a riprendermi. La Ste s'è presa un bello spavento, quindi abbiamo preferito evitare di rientrare nella massa tumultuosa del trentamila presenti e restare nei pressi dell'ospedale da campo. Scelta che non s'è rivelata affatto una cazzata, contando che abbiamo trovato un posticino tattico e laterale da cui abbiamo potuto goderci il concerti in pace.

♥ Scenografia spettacolare.



♥ Settembre, nonostante quanto sopra detto, s'è reso utile, avendo in poche parole fatto i video a tutti i pezzi. Vi lascio con questa, sul suo profilo ci sono anche tutte le altre.



Latitanza.

Probabilmente uno dei problemi maggiori è che, ogni volta che mi avvicino ad un qualsiasi tipo di device, mi ricordo che ho una tesi da scrivere che non ho voglia di scrivere e quindi, puntualmente, mi allontano o dal PC o dall'iPad o dall'iPhone con un'espressione colpevole sul faccino.

Comunque.

L'ultima volta che ho pubblicato qualcosa in casa eravamo due: io e Settembre. La situazione è evoluta un tantino; nell'ultima settimana, con alternanze varie, non siamo stati mai meno di quattro.

Prima è arrivata la Ste, che ormai coabita/convive con me e Sette da tipo dieci giorni. Approfondiremo il personaggio della Ste nei post a venire. I ruoli sono confusi: non capiamo se io e Sette siamo i genitori di Ste, se Ste ed io siamo una coppia lesbica che ha preso in adozione Settembre o se la figlia, gira gira, sono io. Ripeto, situazione confusa.
O forse siamo tutti fratelli, conviventi, coinquilini, cugini, o Bimbi Sperduti.
(La più probabile è l'ultima.)

Poi, a rotazione: Fiamma, un'amica di Ste, che è in poche parole la versione sicula e femmina di Sheldon, il ben noto Cornelius Jansen e La Prugna, un'amica di Settembre che è arrivata tipi due ore fa, ha fatto cena e è subito ripartita per Firenze per andare a piazzarsi di fronte ai cancelli delle Cascine.

Perché domani:




Regalo di laurea per la Ste.
Ditelo che vorreste un'amica come me.

Se torno viva dall'ennesimo concerto a cui vado per accompagnare qualcun altro - come già quello di Robert Plant, dei Kooks e dei Subsonica - faccio un post "Come sopravvivere a".

Comunque, ho passato una settimana a smontare e montare e fare e disfare letti. L'int.5 non era così pieno di vita e di gente da almeno due anni.
Per il resto. Ho avuto qualche giorno un po' - particolarmente - depresso.

Forse anche per questo non mi sono connessa un granché. Adesso mi sento vagamente propositiva - potrei addirittura sfornare un post con i classici buoni propositi per l'Anno Nuovo - lo sappiamo tutti che l'Anno Nuovo comincia il 1º d'Ottobre e non a Gennaio, vero?

Pure Morning


L'importante è non chiudere mai gli occhi,
le istruzioni arriveranno - prenderanno significato - nel momento adatto.

Mantenere una messa a fuoco che permetta di vedere le costellazioni.



A friend in needs a friend indeed, a friend with weed is better.
A friend with breasts and all the rest, a friend who's dressed in leather.

A friend in needs a friend indeed, a friend who'll tease is better.
Our thoughts compressed, which makes us blessed, and makes for stormy weather.

A friend in needs a friend indeed, my Japanese is better,
and when she's pressed she will undress and then she's boxing clever.

A friend in needs a friend indeed a friend who bleeds is better,
My friend confessed she passed the test and we will never sever.

Day's dawning,
skins crawling.
Day's dawning,
skins crawling.
Day's dawning,
skins crawling.
Pure morning.
Pure morning.
Pure morning.

A friend in needs a friend indeed, a friend with weed is better.
A friend with breasts and all the rest, a friend who's dressed in leather.

A friend in needs a friend indeed, a friend who'll tease is better.
Our thoughts compressed, which makes us blessed, and makes for stormy weather.

Day's dawning,
skins crawling.
Day's dawning,
skins crawling.
Day's dawning,
skins crawling.
Pure morning.
Pure morning.
Pure morning.

A friend in needs a friend indeed, my Japanese is better,
and when she's pressed she will undress and then she's boxing clever.

A friend in needs a friend indeed a friend who bleeds is better,
My friend confessed she passed the test and we will never sever.

Dieter Rams: Less, but better.

Mentre nel Mondo Vero Là Fuori è arrivato al suo massimo livello il buzz riguardo il nuovo iPhone io parlo d'altro - di roba vecchia - per evitare di vedere l'ennesima generazione di un oggetto perfetto in mano ad operai cassaintegrati che scaricano il Pulcino Pio, estetiste di provincia che usano le cover d'Hello Kitty con gli strass e giornalisti di Wired che lo vogliono giallo per abbinarlo alle scarpe da ginnastica.

Dietro la forma dei prodotti Apple c'è un designer: Ive.
Che non interessa, perché ogni suo disegno ricorda ed è ispirato da uno uomo, un Gestalt-Ingenieur della Braun per la cui vita darei quella di cinquanta sconosciuti bambini africani: Dieter Rams.











La perfezione, la bellezza.














{Good Design is_}


(Ho trovato qualche minuto d'intervista: godetevela.)




{Weniger, aber besser.}

Things Organized Neatly

Domenica di vuoto assoluto.

Le uniche prospettive di movimento sono:
a) andare alla Coop che nel mio reparto del frigo ci sono soltanto le ricariche dello Chanel N.5 da borsetta - così si mantengono meglio, me l'ha detto la mia Ele
b) andare con la mia Geek Friend Forever, Lucia, a vedere l'ultimo Batman.

Non so davvero come faccio a reggere tutto questo stress.

Nel frattempo sto mettendo a posto la mia camera da letto, alla quale ho fatto subire profonde variazioni strutturali che vi mostrerò appena questo corso di formazione in architettura d'interni che ormai dura da tre settimane terminerà.
Naturalmente, non sto semplicemente mettendo in ordine - cioè, in verità sì, ma nel mio cervello mi sto destreggiando tra le dure arti del decluttering, dello space clearing e del feng shui. Inutile dirvi che AHEM.

Dovrei eliminare da casa tutto il superfluo.
Invece.
Mi diverto a mettere il superfluo in ferreo ordine autistico.


Per fortuna ho trovato un Tumblr che raduna i maniaci come me: Things Organized Neatly.

È arrivato Settembre.

A dire il vero, Settembre è arrivato ad Agosto, poi è andato al concerto dei Sigur Rós ed è tornato solo qualche giorno fa.

Siamo entrambi alla prima coabitazione con un elemento di sesso opposto: è un'esperienza affascinante. Durante il nostro primo incontro - quello che avrebbe dovuto gettare le basi di una relazione a due fatta di turni di pulizie di cessi e pavimenti, acquisto di carta igienica, zucchero e caffè - ci siamo limitati a decidere che: a) lui abbassa la tavoletta del water e non sparge fluidi vitali in punti non consoni dello stesso, b) io non gli rompo i coglioni, c) la parola d'ordine è "Mi manda George Lucas", d) lui si chiama Andrea ma io lo chiamo Settembre perché il nome Andrea mi mette ansia e deve sempre essere appiccicato a qualcos'altro o, ancora meglio, eliminato e sostituito con altro.
L'ultimo punto della lista è quello che Settembre non condivide.


(E l'unica passione in comune tra me e lui è Star Wars.)


Da lì in poi tutto liscio. La casa si sta mantenendo pulita senza che io sappia come - probabilmente lui pulisce quando non ci sono perché è un germofobo, boh - ed ogni volta che passo di fronte alla sua camera lo trovo attaccato al PC con cuffie perfettamente isolanti.

"Settembre, io esco."
"..."
"Settembre."
"..."
"SETTEMBRE!"
"Eh?"
"Settembre, io esco."
"Io non mi chiamo Settembre."


A tratti mi sento una naturalista - come la bimba che s'abbotta di Kinder Brioss - e nel fondo del mio cervello risuonano cose tipo il giovane maschio di nerd si avvicina alla pozza d'acqua.

E sono meno di dieci giorni che coabitiamo e di base io a casa non ci sono mai e quindi boh. Non so come evolverà questa cosa.

Rientrare.

Rientrare; e vedere - senza ricordarsene - i profili nuovi dei propri aborti - vita, relazioni, pareti - mason jars colme di formaldeide.

Ascoltare cose vecchie, di quando più gente era viva.



Keep your head down, keep your head down,
while they're firing low.
You're too young child to know the difference.

Oh my pretty - oh my sweet girl,
it's a marvelous place.
They put weights down, in your coat tails, to burn you out.

Lest you fly, lest you take off and show whomever what's what.
It's one outrageous lie after another.

Turn their lights out, change the channel, before we lose the heart,
to fight against belief in what they're saying.

There's a hotel with a dark room at the end of a corridor.
I will meet you to the strains of Allah.

We will lie back on a pillow of the whitest snow.
And the silence we were promised will engulf us.

Lay your head down, keep your head down,
While they're firing low.
{You're too young child.}
{You're too young child.}

We will wake up from the dreams that bury us.
We will tunnel our way out by moonlight.

From the dark room to the white streets and the snow banks.
We'll invest in one another's future.

Oh my pretty - oh my sweet girl,
it's a marvelous place.
She designed it with escape routes for you and me.

So to the library with your new card grab your favorite books.
Look for blueprints to the strains of Allah.
{Here we go.}

Benevolence is in back of everyplace you look.
It's not a monstrous face she is hiding.

If I see her.
I will tell you.
You'll come quickly.
If you see her - don't hesitate, just go.

But til then -

Keep your head down, keep your head down,
While they're firing low.

{You're too young child.}

{You're too young child.}

You're too young, child.


Problemi di Mela

Insomma devo ricomprarmi un portatile.
Il mio PC sta morendo. È morto. È uno zombie.
L'ho formattato un mese fa, ma l'operazione non sembra aver dato i risultati sperati: l'agonia continua, le ventole annaspano e così via.
Insomma devo ricomprarmi un portatile.
E vorrei comprarmi, arrivata a quasi - brrr - ventiquattro anni di Microsoft, un Mac.
Voglio fare il salto.
Anche nell'ottica minimalista e blahblahblah.


(Già immagino i miei potenti mezzi al sapore di mela verde completamente sincronizzati tra di loro e pronti ad aiutarmi a conquistare il mondo.)





Sto cercando il terzo supereroe, colui che mi permetterà di creare un trio invincibile.

I due candidati con maggiore possibilità sono:
MacBook Air e MacBook Pro.

Il MacBook Pro mi sembra sprecato, per me. Ce l'ha mia sorella che fa Architettura con AutoCad e cazzi vari. Io devo giusto farci un po' di html, un po' di Photoshop, e scriverci la tesi.
Stop.
Quindi sarebbe più adatto al mio stile di vita il MacBook Air.
Ma.
(C'è un ma.)
La Spora m'ha traumatizzato dicendo che il suo ha problemi di ventola e fa troppo casino.
Eppoi non ci puoi leggere i CD.
Uhm.

Un altro enorme problema è che il mio portatile morente ha uno schermo da diciannove cazzo di fottuti di cazzo di pollici.
È una tv.
Una fottuta tv.
Come faccio io a vedere i film senza la mia tv?

Sono indecisissima.
Odio dover cambiare il computer.
Sob.

Mi consigliate?

Wendy, I'm home!

Oh, no, vi prego, ragazzi. Non fingete indifferenza né odio, so di esservi tanto, tanto mancata.




Comunque.

Avrete notato già da una settimanella le profonde variazioni stilistiche del blog.
Questo è il luogo adatto per dare la vostra opinione in merito in maniera ancora più esaustiva. Vi piace? Vi fa cagare? Let me know.
Intanto io vi passo credits/spiegazioni.

L'autrice di quello spettacolare header è la mia illustratrice metà della mela, Kero. Potete tranquillamente credere che sia facile farsi disegnare qualcosa da qualcuno ed esserne soddisfatti subito al primo colpo, ma non è così. Solitamente te ne esci con dei "Uhn, no, circa, cioè, lo vorrei più..." eccetera. Con Kero mi basta la metà dei centoquaranta caratteri di un DM, e lei nel giro di cinque giorni mi tira fuori meraviglie che amo al primo colpo, senza alcun dubbio, e che non vedo l'ora di piazzare sul sito. Adoravo il primo header, davvero, ma male si accordava con la svolta minimalista che avevo in mente.








Lo adoro.

La svolta minimalista del blog è dovuta sia da una svolta minimalista molto più ampia, che avrete occasione di scoprire proseguendo nella lettura di questo virtuale locus amoenus pieno di smalti Chanel e sticazzi durante i prossimi mesi, sia da motivi di ordine squisitamente pratico - non ci capivo più un cazzo di che diavolo era tutta quella roba e seguimi su twitter, seguimi qui, seguimi là.

Ora la cosa è molto semplice; in alto a destra: Twitter, Facebook, Formspring, casellina di ricerca per i più curiosi. A sinistra: la mia mail. In fondo alla pagina: Google Friend Connect. Niente Google Adsense: quando arriverò alle trentamila visite quotidiane avrà senso metterne.

Preferisco il bianco e il nero a qualsiasi colore.

I post sono stati momentaneamente eliminati, per permettermi di ridimensionare le immagini così che non mi incasinino l'algida perfezione di questo layout e per dare un senso alle categorie e rendere il tutto più omogeneo e ordinato.

Ripeto, ditemi che ne pensate: troppa poca roba? Ci sono pulsantini e cazzi vari che credete essere necessari?

Per quel che riguarda i contenuti: sono quasi arrivata al secondo compleanno del blog e non ho mai scritto nulla di vagamente interessante o utile.
Riguardando tutti post mi chiedevo come cazzo io faccia ad avere un numero così insensato di visite. Mah.
Dubito che questo cambierà, e dubito di riuscire a essere minimalista nei miei vaneggiamenti.

Questo post voleva essere un mezzo manifesto d'intenti ma, come al solito, bof.

Insomma.

(Se avete bisogno vitale di qualche post e volete che sia riformattato prima degli altri dite qua sotto, e vi sarà dato.)

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