Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: ottobre 2012

Fedeltà A Priori

Vi ricordate quando facevo la figa dal cuore di ghiaccio ed il letto sempre caldo in questo post qui?
Ecco: inutile dire che sono stata punita.
Nella maniera peggiore.
Come ben spiega questo post qua.

Già sento le lettrici: "Snob, fottesega se tu sei innamorata, la tua vita comunque va avanti ed il tuo cuore è - circa - sempre di ghiaccio e il tuo letto - circa - sempre caldo, no? Altrimenti cosa cazzo hai predicato e predicato e predicato fino ad ora?"

Sì, ok. Razionalmente so che, per mantenere la mia sanità mentale, dovrei continuare ad applicare il Metodo in maniera molto rigida. Ma la razionalità se n'è andata a farsi fottere già da un bel pezzo.

Io, se innamorata, cado immediatamente vittima della FAP: Fedeltà A Priori. E non c'è sticazzi che tenga.

Per quanto sia amore impossibile l'amore di turno io divento fedele. Gli altri uomini scompaiono. Non esistono relazioni sentimental-sessuali possibili al di fuori di quella impossibile con il tipo di cui sono innamorata. Mi si presentasse un Depp di qualche anno fa con tatuato in fucsia "vuoi essere la mia Vanessa Paradiso?" sulla fronte io gli chiuderei la porta in faccia. Se il mio desiderio dei quindici anni si avverasse e Mr. Fitzwilliam Darcy si materializzasse di fronte a me con tutti gli ettari di Pemberly alle sue spalle la risposta sarebbe una: amo un altro.

Le mie capacità di flirtare col prossimo e lusingarlo per ottenere favori o comprensione sono scomparse. Le arti femminili sparite. Sono diventata un pezzo di ghiaccio con mezza umanità. Gli unici moti di sentimento, quelli nei confronti del Prescelto che rappresenta tutto il mondo e tutto il mio mondo, devono essere tenuti a bada per evitare di essere scoperta: a) da lui; b) dagli altri.

Non so se ci rendiamo conto della gravità della situazione.
L'ultima volta, causa Poeta, sono rimasta in castità autoimposta per un anno.

Qualcuno mi insegni ad essere infedele.

Qualcosa di banale.

Scrivere qualcosa di banale - per avere, in risposta, qualcosa di altrettanto banale - qualcosa come: come va? sarebbe sufficiente per fare quello che vogliamo, ovvero. Giocare sui doppi sensi e le citazioni - nonostante alla fine non ci interessino qualità o quantità del nostro sapere - piuttosto le minime variazioni di significato, misure microscopiche di colori e di suoni; non percepibili a orecchio o occhio umano. E proprio per questo. Chiedere all'altro di provare, infinitamente, di far parte di un'altra razza - una razza altra - troppo spaventati da un falso positivo per poter smettere.




Instead of stressed, I lie here charmed.

Mentre potrei improntare questo post sull'autocommiserazione della studentessa fuori sede senza coinquiline che si trova ad avere la febbre e che non riceve né conforto psicologico né fisico da chicchessia, nemmeno alle persone a cui ha prestato soccorso quand'erano in uno stato analogo se non peggiore, parliamo di cose serie.

Secondo me i produttori dei fazzoletti di Hello Kitty dovrebbero pagarmi.


Anche in natura. Li accetto come sponsor tecnico. Produttori dei fazzoletti di Hello Kitty - unico oggetto veramente kitsch presente in casa mia - fatevi avanti, voglio diventare la vostra testimonial.

Ecco, l'unica parte vagamente interessante del post è finita. Potete andarvene. Io scriverò ancora qualche riga sula mia attuale e tristissima situazione, anche se di base non frega a nessuno e tutto quello che volete sapere da me è se comprare o no l'ultimo smalto Chanel - risposta: il Frenzy io l'ho comprato e mi piace un casino. Poi vedete voi.

Da una parte odio la febbre. Sono solo sette giorni che la mia temperatura ondeggia da qualche parte tra il 38 e il 39, ma mi sembra di essermi scordata del mondo prima del sapore di zolfo e antibiotico in bocca. Dall'altra, la febbre ha il grande pregio di ridisegnare i confini della solitudine, ridefinire le priorità, cose così.
Tutte le volte che sono uscita con la febbre sono successe cose inaspettate e strane.
Anche stamattina.

Ad Reinhardt: there is_












































{Ho la febbre e - a tratti - qualche mancanza d'aderenza.}
{Ad Reinhardt}

Non ti avevo mai detto veramente addio.

Non ti avevo mai detto veramente addio.
Ho continuato a cercarti tra gli altri per tutti i mesi a Parigi - perché, ti ricordi, saremmo dovuti andare assieme, quei due studio uno di fronte all'altro, sugli Champs. Uniti in spazi separati, come piaceva a noi.
La mia religione dice che se le cose devono capitare capitano, e quando nulla è capitato ho iniziato a capire.


C'era gente che m'aspettava, ma non mi è interessato. Credo sia giusto rispettare i nostri piccoli lutti, le nostre piccole sepolture.
Mi sono fermata per qualche minuto all'angolo dove t'avevo detto di amarti e tu non avevi risposto.

Ink.

Sto pensando di farmi un nuovo tatuaggio.
Dovrebbe essere una frase.
Ma non so.
Perché il mio tatuaggio già è la perfezione, e non so se ho bisogno di altro.



Il mio tatuaggio, quando l'ho fatto, aveva un significato appena accennato - non significava quasi nulla, a dire il vero.




Ma il mio tatuaggio s'è fatto quasi un anno con me, e con me è cresciuto, ha fatto esperienza, ha visto cose.




Il mio tatuaggio mi parla, dice cose di gran lunga più interessanti di quelle che diceva un anno fa.
Da quando ho il mio tatuaggio non ho più bisogno di guardare in alto per ricordare che sono infinita.
Il mio tatuaggio mi parla della mia stirpe divina, mi ricorda dei miei errori, mi spiega perché sono qui.




Il mio tatuaggio mi ha fatto capire l'importanza dell'essenziale - vedere come quelli degli altri sbiadiscano e si consumino e restino solo inchiostro, mentre i miei cinque punti insignificanti ai più hanno sempre così tanto da raccontare.
Quello che il mio nuovo tatuaggio vorrebbe dire - il mio tatuaggio lo dice già.

Le cose a cui ci hanno abituato.

Le cose a cui ci hanno abituato.
Mostrare stupore.
Mostrare dolore.
Mostrare comprensione.
Mostrare interesse.

Provare.

Fumare qualche sigaretta in più, farsi qualche domanda.
Chiedersi per quale motivo tutte le volte che abbiamo fatto una scelta è stata una scelta diversa da quella che lei ha fatto.

Chiedersi come sarebbe se il dolore fosse un po' più vicino.
Chiedersi come fa il mondo a non fermarsi, e come fanno le persone a ridere.

Chiedersi se è contagioso.
Chiedersi se è qualcosa che può prendere ai nostri.
Andare fuori a vedere gente.

Provare, non siamo autorizzati.
Quindi alla domanda, continueremo a rispondere che siamo solo un po' stanchi, un po' stressati.


Perché non siamo giustificati nel provare dolore.

All Cats Are Grey


Le mie armi di difesa dalla violenza del mondo esterno di questo mese sono tutte grigie.

Occhiali da sole per non farti capire se ti ho visto.

Cuffie per non farti capire se ti ho sentito.

Smalto Chanel, per farti credere che sia più stupida di una fashion blogger di provincia, così non indagherai ulteriormente su di me.


Ci cascate quasi tutti.
E non mi state troppo attorno con domane o richieste e.


Mi so difendere bene.


{Chanel Le Vernis 513 Black Pearl // WESC Banjo Headphones in Grey // Italia Independent sunglasses courtesy of Sunglassesshop}


Come sopravvivere ad una sessione d'esami / parte seconda: consigli pratici più o meno snob

Ripubblico, a grande richiesta, uno dei post più letti di questo blog.

Abbiamo introdotto più che degnamente l'argomento in questo post, e adesso possiamo passare alla pratica, aka Il Programma di Sopravvivenza.

Naturalmente i consigli del Programma vanno adattati alla vostra persona, alla gravità della situazione e alla difficoltà dell'esame. Se seguiti tutti assieme possono portarvi ad avere, nel periodo di studio, una vita sociale nulla ed una modalità esistenziale ascetica, autistica e incentrata sul bello e sull'automiglioramento. Non consiglio di avere questo stile di vita in maniera continuativa o potreste iniziare ad essere considerati un po'... strani.
Come minimo.

"Sessione d'esame" è una maniera come un'altra per dire "periodo di crisi."
Buona parte dei punti del Programma possono essere utilizzati anche in caso di lutto amoroso, depressione, sensazione che la propria vita non abbia più senso e similia.
Ok, iniziamo?

1 ♥ Calcolate i tempi: non c'è nulla di peggio del trovarsi a tre giorni dall'esame e con un intero libro da leggere. Non perché ci siano concrete possibilità che il professore vi chieda qualcosa in merito, ma l'idea di non averlo letto vi ossessionerà e vi farà arrivare all'esame con la faccia più colpevole del mondo.
Pensate di aver bisogno di quattro settimane? Prendetevene cinque.
A meno che non siate il tipo di persona capace di presentarsi ad un esame senza aver toccato libro e con l'espressione più pacifica del mondo. In quel caso, non avete bisogno di questo post e potete andarvene a leggere altro.

2 ♥ Back to basic: soprattuto nel caso questo sia il vostro esame "mostro nero", è il caso di eliminare ogni tipo di distrazione o preoccupazione esterna. Dovete creare un mondo dove esiste una singola entità: voi stessi. E voi dovete dare l'esame.
L'amica che litiga una settimana sì ed una settimana no col ragazzo e pretende il vostro sostegno psicologico telefonico?
Vostra madre che vuole mandarvi a prendere il latte?
Coinquilina con - anche lei - un esame da dare?
Vostra nonna che vuole essere accompagnata a messa?
Ogni varia ed eventuale possibile?
Eliminateli tutti.
Eliminateli.
Tranne casi vitali o fatali, tipo infarti o funerali, voi non ci siete per nessuno.
Le persone più care capiranno la vostra situazione e vi lasceranno in pace.
Gli altri... Be', gli altri se ne vadano affanculo.
Amen, sorella.

3 ♥ Eliminate gli eventi sociali
Io adoro stare sotto esame perché posso declinare da tutte gli inviti che in verità dovrei accettare senza arrovellarmi troppo.
"Non posso, ho un esame."
Se per voi, come me, non è un peso passare un sabato sera a vedere un film sul divano invece di passarlo per locali fighi a scroccare drink e sigarette fingendo di divertirsi un mondo, allora non fatevi scrupoli e dite di no. Senza sentirvi in colpa, senza badare alle insistenze delle vostre amiche. Magari fate la faccetta un po' dispiaciuta, così non si insospettiranno del vostro rifiuto così pacato.

4 ♥ Datevi degli orari
La storia della soglia d'attenzione la conosciamo tutti, no? C'è chi dice che dopo soli quindici minuti il cervello inizia ad ingolfarsi e ad abbandonare il corpo - o magari a ricattare e contrattare come quello di Homer -, c'è chi dice dopo un'ora.
Puntare la pausa a quarantacinque minuti mi sembra un buon compromesso. Mettete un timer o la sveglia - altrimenti passerete il tempo in cui dovreste studiare a guardare l'orologio - e, ogni tre quarti d'ora, alzatevi, sgranchitevi e fate dieci minuti di pausa.
La giornata di studio ideale prevederebbe quattro unità di studio mattutine e quattro-cinque ore pomeridiane.
Evitate lo studio di sera. Sia perché, se state seguendo questo schema, ormai avrete il cervello in pappa, sia perché mettervi a studiare prima di andare a letto vi riempirà d'ansia per la sessione di studio del giorno dopo ohmmioddddio ancora devo leggere tutto questo questo e questo vi impedirà di dormire serenamente e dormire serenamente è il punto 5.

5 ♥ Dormite
Come sopra la storia della soglia d'attenzione, è inutile che mi metta a fare la Piero Angela della situazione e vi spieghi come il sonno notturno permetta di rielaborare quanto imparato di giorno e di quanto sia importante per una giusta memorizzazione. (Se non lo sapevate o siete scettici, pensate ai neonati. Secondo voi perché i mocciosi fino ad una certa età passano buona parte delle loro giornate a dormire? Perché non sanno un cazzo della vita e lo imparano dormendo. Svelato il mistero.)
Quindi è completamente inutile passare diciotto ore sui libri per poi dormirne solo quattro. Il vostro cervello non avrà tempo di stoccare tutte quelle interessanti nozioni di Anatomia Patologica o di Teoria della Letteratura o chissà che altro e, mandato in panico dal vostro subitaneo risveglio, butterà tutto via senza dirvi nulla.
Otto ore a notte.
Tipo, da mezzanotte alle otto di mattina. Durante il periodo d'esami. Che ne dite? Pensate di farcela?
Ma devo finire almeno questo capitolo perché poi altrimenti...
Qualcosa letto alle tre di notte, dopo ore di studio, difficilmente vi resterà in testa. Andate a dormire e pensateci domani.




6 ♥ Alternative alla scrivania
Non so voi, ma io ho sempre associato la scrivania all'idea di sofferenza. Immane sofferenza. L'immane sofferenza di cinque anni di Liceo passati a cercar di capire, inutilmente, la matematica. Non so, magari voi vi trovate bene sulla scrivania. Ma, pensate. Dov'è che, quando potete, vi mettete a leggere? Nel vostro letto, sul divano, su di una vecchia poltrona - non fatemi fare l'elenco di tutto il mobilio esistente - ecco, a meno che non siate dei fedelissimi del banco di scuola, trasferitevi.
Io studio a letto da cinque anni.
Nel caso del letto, l'unica cosa che non dovreste fare è aprire i libri appena vi svegliate, mentre ancora siete mezzi addormentati e addormentarvi con questi sparsi malamente sopra di voi, quando crollate per la stanchezza.
Cercate di dare delle nette divisioni ai momenti in cui si studia e a quelli in cui si dorme, rifate tutte le mattine il vostro letto, portatevi una coperta e qualche cuscino in più per studiarvi. Poi, arrivata sera o comunque finito il periodo di studio, riponete libri, coperte e varie ed eventuali altrove e fate ritornare il letto solo letto.

7 ♥ Cercate di ricordare quando quello che studiavate vi piaceva
Perché questa é l'Università, e a meno che non siate stati obbligati dal vostro padre commercialista ad iscrivervi a Economia e Commercio la facoltà che avete scelto, almeno all'inizio, vi piaceva. Vi affascinava. Ecco, cercate di visualizzare i motivi per cui vi piaceva. Portateli con voi in questa sessione. Non pensate sempre e solo che devo assolutamente passare quest'esame, trovate la bellezza in quello che state studiando.
(Questo punto è uno dei più difficili, se dopo aver passato tre ore in meditazione nel tentativo di trovare la bellezza nella materia provate solo ancora più schifo, rinunciate e passate oltre senza sentirvi in colpa.)




8 ♥ Sfruttate le pause
Come abbiamo detto nel punto 4, è vitale che le sessioni di studio siano ben intervallate così da permettere la sopravvivenza dello studente.
Invece di andare in stato comatoso o passare i dieci minuti concessi dal Programma a mandare le foto del vostro libro sottolineato da tanti colori diversi di Stabilo Boss su Instagram, cercate di fare qualcosa di utile a voi stesse. Le possibilità sono infinite, io butto giù qualche proposta.
Pausa tè: consumare un paio delle pause quotidiane a disposizioni per farvi delle belle tazze di tè verde vi farà arrivare all'esame con un paio di chili di ritenzione idrica in meno. Comprate quello sfuso, in foglie, possibilmente di tipo giapponese come il bancha. Sa d'erba, ma fa miracoli.
Mani-Pedi: finalmente avete tutto il tempo che volete per far asciugare lo smalto. Una passata a pausa, con tre quarti d'ora attesa, e avrete mani da far invidia.
Home SPA: tutto quello che non avete mai potuto fare per mancanza di tempo, ora che siete in reclusione, è possibile. Maschere all'argilla, pulizia casalinga del viso, fanghi anticellulite, henné - naturalmente, cercate di mantenere un po' di privacy e non spaventare i coinquilini - in un quarto d'ora applicate e poi, mentre tenete in posa, casualmente, vi leggete un altro capitolo del vostro libro. Così, per svago. Fingete d'essere in una SPA con riviste molto noiose a disposizione - sempre meglio di niente. Sono sicura che le Fedeli Lettrici già hanno un nutrito ricettario di pozioni varie da spalmare in vari punti del corpo, ma, nell'attesa di produrre una sezione Beauty del blog, vi rimando ad un post fresco fresco di Miss Marlboro. Mentre per quel che riguarda i capelli, intanto prendete questo.

9 ♥ Alimentatevi degnamente
I classici tre pasti e due spuntini al giorno. Contando la mia dieta sregolata non penso di essere la migliore per dare consigli, ma ci provo.
Nel caso voi siate a casa dai vostri genitori - quindi con qualcuno che fa la spesa e vi nutre - l'unica cosa a cui dovete stare attenti è non ingozzarvi troppo, pena l'arrivare all'esame rotolando.
Nel caso siate, come me, studenti fuori sede...
Riempite frigo e dispensa di cibo salutare, per quanto possibile evitando il junk food più pessimo, concedendovi, nonostante tutto, qualche consolazione per i momenti di sconforto - a questo proposito meglio un pacco di Pan di Stelle o qualche tavoletta di cioccolato decente che roba ancor più elaborata e complicata.
(Naturalmente sempre sia presente un barattolo di Nutella, da tenere con la stessa cura di un estintore. Dentro una teca di vetro, con scritto "rompere solo in caso d'emergenza.")
Cercate nonostante il tentativo di salubrità alimentare di non prendere cose che impieghino troppo tempo e/o attenzione per essere cucinate... Riassumendo, io vado avanti a Croccole al Salmone e altri simili prodotti ittici surgelati e facili da preparare, più scorte disumane di insalate pronte.




10 ♥ Due docce al giorno
Lo so che la voglia di rotolare fino alla doccia e lavarsi e poi asciugarsi i capelli è poca, e che tanto non mi vede nessuno, ma oltre il fatto che dovreste sempre essere pronte a ricevere eventuali visitatori, una doccia la mattina appena alzati per svegliarsi ed una alla sera prima di andare a dormire saranno di grande aiuto per la vostra sanità mentale e per aiutarvi a distinguere i tempi di studio da quelli di relax. Mi raccomando, quella della sera la voglio con l'accappatoio fresco di bucato e caldo di termosifone, le candele accese e Carla Bruni che canta in sottofondo. Se poi avete la vasca da bagno che ve lo dico a fare. Una bella spolverata di Borotalco o un bel massaggino di Olio delle Fate e sarete come nuove.

11 ♥ Correte
L'ideale sarebbe verso le sette e mezza, quando ormai il cervello è andato dopo diverse ore di studio e avete bisogno di una riossigenata. Fatevi la treccia, mettetevi pantaloncini, felpa e scarpe da tennis, portate il vostro iPod e andate a correre in qualche parco vicino casa. Basta una ventina di minuti, non di più.
Questo è il consiglio che le più pigre e le meno sportive tenteranno di ignorare.
Ed invece non sapete quanto possano fare all'umore e alla vostra capacità d'apprendimento venti minuti all'aria aperta. Anche se a Dicembre. Anche se piove.
Se proprio siete digiuni di corsa, vi posso consigliare di scaricarvi la demo gratuita di Rock Run Roll per iniziare.

12 ♥ Circondatevi di bellezza
Niente abbrutimento. Ero partita con l'idea di non darvi consigli per gli acquisti durante questo post, ma di questo non ho potuto fare a meno, Voglio che prima dell'inizio di questo programma vi compriate due completi da camera - non devono essere La Perla, eh, va bene pure Tezenis o Intimissimi - del vostro colore preferito, comodi ma abbastanza frou frou e vezzosi da rendere piacevole l'essere indossati. Probabilmente saranno il vostro abbigliamento per tutto il programma, e, come il punto 10, vi salveranno dal rischio di sembrare Tom Hanks in Cast away a parenti, coinquilini ed eventuali visitatori, nonché a voi stessi, nel caso passasse di fronte ad uno specchio.
Ecco, di base dovreste dovreste mantenere un aspetto decente per evitare che la vostra immagine riflessa vi deprima ancora di più.
Visto che avrete comprato alimenti che necessitano di scarsa preparazione, almeno apparecchiatevi tutto di tutto punto, preparate la tavola come se doveste fare una foto da mettere su Instagram e mangiate lentamente, con relax.
Io visto che non ho neanche voglia di apparecchiarmi, ho ovviato al problema comprandomi un vassoio Ikea con sopra tanti elefanti colorati, dove piazzo il mio servizio di piatti di plastica colorati e il mio calice di plastica trasparente viola - me lo hanno regalato, 'sto servizio, non ne sono responsabile. Per il vostri tè utilizzate belle tazze, per le vostre crisi di pianto usate fazzoletti rosa di Hello Kitty, preparatevi delle belle ciotole piene di Galatine o caramelle Ambrosoli da succhiare nei momenti di sconforto. La vostra vita dovrebbe auspicabilmente collocarsi tra quella di queste due signorine, somme esperte della solitudine e dell'autismo:




La giornata ideale del Progamma sarebbe
(anche qui, adattatela a voi e ai vostri usi e costumi):
8:00 - Sveglia e colazione (a letto, se volete) in massimo relax, con lettura di qualche news su iPad/iPhone o con un po' di radio a fare compagnia. Vietatissimo accendere PC e/o televisione. (Vi chiederete, ma che cambia tra PC e iPhone/iPad? Tra TV e radio? Cambia. Fidatevi.)
8:30 - Aprite tutte le finestre della camera e fate arieggiare, anche se è inverno, soprattutto se lì vi dovrete rimettere a studiare. Andatevi a fare la doccia. A ritorno, pulite e profumate, rifate il letto e mettetevi in modalità studio.
9:00 - Iniziate con le quattro unità da tre quarti di studio + uno di pausa.
13:00 - Lasciate la vostra stanza, fate arieggiare as usually, preparatevi pranzo con cura e mangiate. Siete autorizzati ad accendere la TV e, dopo pranzo - a meno che come me non mangiate anche di fronte al computer - il PC. Rilassatevi e spegnete il cervello.
15:00 - Si ricomincia. Spegnere la TV. Spegnere il PC. Niente lo tengo acceso perché così... È una enorme fonte di distrazione, non fatelo. Altre quattro sessioni come al solito.
19:00 - Preparatevi a chiudere con la vostra giornata di studio. Mettete da parte i libri, tenetevi solo qualcosa che sentite il bisogno di riguardare prima di sera perché non siete sicuri o non avete capito bene, ma tutto materiale già visto almeno una volta. Cambiatevi e andate a correre.
20:00 - Tornati dalla corsetta, doccia rilassante. Lavate via la giornata, passateci pure mezz'ora senza sentirvi in colpa.
20:30 - Cena.
21:30 - Adesso, per le prossime due ore e mezza potete fare quello che volete. Godetevi PC e TV. Guardate film e telefilm in prima serata. Aggiornate il vostro blog, leggete quelli degli altri, condividete con gli altri la vostra sofferenza da esame. Tenete sottomano della chick-lit da poter leggere con il solo neurone rimasto vivo, oppure vari ed eventuali manuali d'automiglioramento femminile, Nina Garcia va bene, come anche Donna Letizia.
23:30 - Mezz'ora di restauro finale, latte detergente su viso e collo - non scordate il collo - cremina viso, cremina corpo, tutto per bene.
24:00 - Nanna.

Per concludere: questo post, nonostante sia già relativamente nutrito così com'è, è tuttora in fieri. Perché sicuramente mi sono scordata alcuni pezzi, o ho tagliato su altri perché m'ero stancata di scrivere - capita - o cose così.
Vorrei che questo post resti presente nel web come Bibbia di Sopravvivenza alla Sessione d'Esami, anche se per ora i consigli son piuttosto banali, anche con il vostro aiuto.
Qualsiasi consiglio, commento, idea, trucco, parte di Programma abbiate o conosciate, per favore, rendetemi partecipe attraverso i commenti qua sotto. Sarà mio dovere prendere i vostri link o le vostre proposte e trascriverle, citandovi se volete, qua sopra.

Direi che per ora può anche bastare.

Made in Filandia




"Artisti, musicisti e fotografi partecipano a una residenza nella tenuta della Filanda, in provincia di Arezzo, che si conclude con un evento pubblico suddiviso in tre giorni, che li vede tutti protagonisti. Condividere lo spazio e il tempo porta alla realizzazione di luoghi individuali, sensibilizzati alla comunicazione, modificati o appropriati. Gli artisti metteranno in atto simbologie e metafore che riprodurranno uno spazio di convivenza unitario più o meno denso e disponibile. La Filanda, da luogo geografico identificato sulle mappe catastali italiane, si costituisce stato di Filandia e ospita questa speciale popolazione che elabora e collabora. La nuova identità del luogo è generata dalle identità che partecipano e stimolata nell’appartenenza dalla creatività. L’archeologia industriale dell’edificio ospitata a sua volta perfettamente dal paesaggio e dalla storia del luogo, che ha contribuito ad arricchire, ci indica la possibilità di intrattenere progetti inseriti con autorità in contesti protetti o da proteggere senza per questo rischiare rigetti organici."































































{Made in Filandia}

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