Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: novembre 2012

Sagittario Ascendente Gemelli

"In questo senso, le persone venute al mondo durante il periodo di influenza del segno zodiacale del sagittario con i gemelli in qualità di loro ascendente, finiscono per dare prova di una sorta di conflittualità tra un'innata inclinazione alla giustizia e, invece, un modo di approcciarsi alle questioni della vita più opportunista, od ancora, uno scontro tra la volontà di darsi da fare e realizzare i propri obiettivi viceversa la tendenza ad essere dissoluti ed inconcludenti."


My night is colored headache grey.

Sono ormai giorni che a malapena capisco cosa sta succedendo.
Sto scrivendo la tesi, ho scritto la mia tesi, stavo scrivendo la mia tesi.
Dall'una di notte in poi, di solito, perché di giorno c'è tanto da fare - e tu chiami giorno quella cosa che fai iniziare alle cinque di pomeriggio? Davvero? Piccolezze.
Novembre è sempre stato un mese strano, un mese in cui sono solita fare una marea di cazzate. La paura di un altro anno che passa - l'ennesimo anno che doveva essere tuo, o di tanti altri, e non mio: so che tornerai a prenderteli, e non aspetto altro.
Cosa ho fatto questo mese?
Ero innamorata di uno, ho scoperto che lui non era innamorato di me. Mi sono fatta tre microdermal. Sono andata a Milano trovare un altro, quest'altro, contro ogni aspettativa, ha spazzato via quello di prima pur senza lasciare una sua presenza ma piuttosto un alone, una luminescenza, una potenzialità. Sono andata a Torino. Sono tornata a Siena. Ho continuato a scrivere la tesi. Ho litigato con delle amiche, facendo poi pace. Ho fatto file in segreteria. Ho pianto per le altrui vittorie. Ho giocato con la luminescenza, la potenzialità, con l'alone. L'ho visto rafforzarsi, sbiadire, brillare. L'ansia che provavo per questa meravigliosa piccola cosa mi ha impedito di godermela e godermene i cambiamenti, ho preferito ammazzarla stamattina. Aveva smesso di luccicare da meno di due minuti, avevo appena cancellato il numero dal cellulare. In pochi secondi gli universi da me conosciuti avevano subito un'enorme dilatazione - senza weekend o caffè promessi ad aspettarci, il tempo a nostra disposizione sembrava potenzialmente infinito e impossibile da sprecare. Ero ancora a letto, ho aperto la finestra e recuperato l'ultima sigaretta del pacchetto. Mi sentivo male, ma con tanto orizzonte.




Poi è arrivata una mail.

Non è.

Non è tra i mondi che conosco il luogo dove si impara dai propri errori, dove quello che non uccide fortifica, dove la morte insegna.
È un luogo che ancora non conosco.
Dove le delusioni e le sconfitte non ci rendono più cattivi, e sospettosi nei confronti di tutti.
Dove Gabo, mi primito, le tue urla per le scale la mattina - las chavistas! - e loro che ci preparavano le arepas.
O dove il poster di Back to the Future è ancora alla schiena di un Andrea appena ventenne, la sola luce blu del computer.
Oppure - son passati tanti anni, dei vecchi ricordiamo solo le mani e la pelle dura e scricchiolante, ruvida quando ci impedivano di attraversare la strada - e come dovevano essere morbide le nostre mani-bambine tra le loro, chissà se erano ancora capaci di accorgersene, dopo tante strette di mano.




Nei miei - l'altro, il vostro, quello dei cani - non c'è speranza contro il male.
Non ci interessa delle parole non dette, ma di quelle dette alle quali non si è avuta risposta.
Ora, l'unico conforto è questo: aspettare che la sigaretta ci si consumi fra le dita fino a bruciare, non dirgli di fermarsi nonostante faccia male, passare tre giorni senza sedersi per i dolore - e coprire i segni del ferro ai polsi, e premere il palmo aperto contro la nuca per vedere se ancora c'è sangue.
Esitare qualche secondo con la mano contro il ferro incandescente dei fornelli - sempre e solo per errore.
Far schioccare l'elastico più forte che puoi, aspettare il sollievo quando pizzica la pelle.

Nobody likes you when you're 23.

Speriamo sia vero.

Perché se è vero e capita solo a ventitré anni, nel giro di una decina di giorni il problema dovrebbe essere definitivamente risolto.
Se non è così tornerò con la coda tra le gambe dalla mia sigla preferita.
DDSS.
Different Day, Same Shit.
Sarà il mio prossimo tatuaggio.

Cuoricini?

♥ Sono vicino al compimento del mio ventiquattresimo anno di età. Il che significa che sto per entrare nel mio venticinquesimo anno d'età. Il che significa che ha ufficialmente inizio la parabola discendente della mia esistenza, senza che però sia mai iniziata quella ascendente. Dai venticinque anni in poi la produzione di collagene diminuisce ogni anno dell'1%. L'inizio della fine. Mi verranno le rughe senza che l'acne prepuberale mi sia mai veramente passata. Vita grama.

♥ Tra meno di un mese, inoltre, mi laureo. Laurea specialistica. La fine fine fine. Dopo di questo il Nulla, vero e proprio. Ho scritto una quantità inimmaginabile di pagine di tesi, e me ne manca comunque una trentina. Che NON-HO-VOGLIA di scrivere.
Basta. Non ce la faccio più. Noia noia noia.


♥ Dati i vari e contrastanti sentimenti che confluiscono tutti al centro esatto del mio sterno, ieri sono andata a fare shopping con la Ste. Ho comprato tre body di pizzo e una yogurtiera e tre completi di lenzuola. Se questa cosa avesse un nome, si chiamerebbe Sindrome Isterica della PornoCasalinga. Le lenzuola. Ok, forse ne avevo bisogno - no, non ne avevo bisogno. Però non sono oggettivamente superflue come body e yogurtiera. La yogurtiera. Ecco, questa è l'influenza malefica e casalinga delle nuove coinquiline - che m'hanno sgamato il blog nel giro di mezza giornata, e quindi non possono più essere vittime delle mie malignità virtuali. Fedeli Lettori, salutate le donne che dividono il tetto con la vostra beniamina nei commenti - insomma, una yogurtiera, ma si può? Comunque lo yogurt viene una favola.
Ah, ecco. Parliamo di questo. Body di pizzo.
Il body di pizzo è l'inutilità fatta lingerie. È notoriamente scomodo - ok, io mi ci sono sempre trovata bene, ma il 90% delle donne dice il contrario.
È un indumento evidentemente anti-amplesso, in quanto impossibile da slacciare nei momenti di foga, e quindi pro-fellatio.
Amato dagli uomini e odiato dalle donne, suppongo.
Ed io.
Ne ho comprati tre.
Facciamoci domande e diamoci delle risposte.

♥ Approfondiamo l'argomento Nuove Coinquiline. Tutte le mie perplessità nei confronti della pentola a pressione sono sparite nel momento in cui hanno iniziato a cucinarci. Cucinano. Ma cucinano abbomba, cucinano come se non ci fosse un domani. La prima sera che sono tornata a casa avevano preparato il plumcake. Preparano i biscotti. BISCOTTI.
Le amo.


♥ LA GUERRA DEI PARKA.
Non c'entra un cazzo ma volevo condividere questa foto.


Io e Pou.

♥ ...ok.
Aggiornamenti finiti.
Voi che mi raccontate?

In un periodo di tempo sorprendentemente breve.

"...in modo altrettanto inatteso per chi le stava intorno, Nataša si scosse da questa sua malattia morale, tornò quella di sempre, sebbene con una mutata fisionomia morale: come i bambini, dopo una lunga malattia, si alzano dal letto con un altro viso."

In un periodo di tempo sorprendentemente breve ho avuto un numero quasi infinito di delusioni e sorprese.
La mia religione dice che è giusto fare quello che ti senti, ma evidentemente non ho mai fatto quello che mi sentivo di fare perché non ho mai fatto nulla di giusto.
Spero solo di non aver capito di sbagliare troppo tardi, questa volta.

Non ho più fede in quello in cui un tempo credevo, ma mi sento curiosamente in pace.



Well you done done me and you bet I felt it
I tried to be chill but you’re so hot that I melted
I fell right through the cracks and now I’m trying to get back

Before the cool done run out I’ll be giving it my bestest
Nothing’s going to stop me but divine intervention
I reckon its again my turn to win some or learn some

But I won’t hesitate no more, no more
It cannot wait, I’m yours 

Well open up your mind and see like me
Open up your plans and damn, you’re free
Look into your heart and you’ll find love love love love
Listen to the music of the moment people dance and sing
We're just one big family
And it’s our God-forsaken right to be loved loved loved loved loved

So I won’t hesitate no more, no more 
It cannot wait, I’m sure
There’s no need to complicate 
Our time is short
This is our fate, I’m yours 

I’ve been spending way too long checking my tongue in the mirror 
And bending over backwards just to try to see it clearer 
But my breath fogged up the glass 
And so I drew a new face and laughed  
I guess what I’m saying is there ain’t no better reason 
To rid yourself of vanity and just go with the seasons 
It’s what we aim to do, our name is our virtue 


But I won't hesitate no more, no more 
It cannot wait, I'm yours 
Well open up your mind and see like me 
Open up your plans and then you're free 
Look into your heart and you'll find that the sky is yours 
so please don't, please don't, please don't
There's no need to complicate 'cause our time is short 
This oh, this oh, this is our fate, 
I'm yours

Il Fattore di Guarigione

Un periodo la mia rete wifi si chiamava Xavier's School For Gifted Youngsters.
La capivano in pochi, ma quei pochi che la capivano la apprezzavano. Un tipo che viveva nell'appartamento di studenti sopra il mio mi ci fermò per le scale, per chiedermelo - "Ma la Xavier's School For Gifted Youngsters, è la vostra wifi?" - e restò un po' stupito nello scoprire che era un appartamento di sole ragazze, come se possedere una vagina, saper cambiare nome e password di una wifi e conoscere la Marvel fossero tre qualità impossibili da trovarsi assieme in un singolo essere umano.

Per capire una persona - di solito - bastano poche domande ben fatte. Domande del cazzo, di solito. Un periodo la mia domanda del cazzo più usata era: qual è il tuo supereroe preferito?
A differenza di quello che si può credere, un casino di gente non ha un supereroe preferito - anzi, non ha un minimo di cultura in supereroi. Io non chiedo una conoscenza sheldoniana dell'argomento, eh, ma giusto andare oltre a Superman per gli uomini e Wonderwoman per le donne. Qualcosa di un tantinello più elaborato.

Ho avuto vari periodi, e vari supereroi.


Un periodo la mia preferita era Raven, Mystique.
Mi piaceva la Raven di X-Men First Class, quella che doveva sempre sforzarsi per sembrare normale.
If you're using half your concentration to look normal, then you're only half paying attention to whatever else you're doing. Just pointing out something that could save your life.
Ci trovavo delle analogie, credo. Tutta l'energia impiegata per sembrare normale.
Ultimamente il mio preferito è Wolverine. Mi ci è voluta qualche esperienza diretta per capirlo, ma ora lo so: ce ne fottiamo altamente dello scheletro di adamantio e degli artigli, non sono quelli a rendere Wolverine quello che è.
C'è altro.


Il fattore di guarigione.

(I microdermal si sono rimarginati perfettamente in dieci giorni. La piercer non se lo spiega.)

Non ricordavo

Non ricordavo com'era la vita di prima.
Quando non c'era paura di partire perché alla fine non c'era mai una partenza, eravamo sempre durante, e le diverse inclinazioni del sole sui nostri diversi letti - letti di una notte - non ci facevano svegliare per lo stupore e lo spaesamento animale ma si confondevano, lente e luminose, in una sensazione opaca e neonatale, portatrice di certezze elementari.
Sono viva.
Sono al mondo.

Non ricordavo, ma m'è tornato subito in mente - mi è bastato dover riempire la Longchamp per il viaggio - e subito ho ricordato quella vita senza soffitti noti e di soli amuleti - rossetto e caricabatteria, profumo e preservativi, cipria e carta di credito - sufficienti a cavarsela, per un giorno in più.


Di nuovo, come all'epoca, l'energia non si è coagulata nelle anse delle strade o di fronti a certi portoni - non c'erano più portoni di fronte a cui esitare perché qualcuno uscisse perché non c'era più nessuno degno della mia esitazione dietro a quei portoni, e così, nelle curiose sovrapposizioni che il mondo altro ha col paese dei cani che ridono anche il tuo portone - il tuo, di te che so che leggi - è diventato un portone come gli altri, nonostante tu fossi ancora là dentro: sei rimasto intrappolato dietro ai portoni di tre mondi, e in tre mondi non ci sarà più nessuno ad esitare per te.
(Ed è quello che tu vuoi.)

Ho ricordato immediatamente di come le persone sono persone: ovunque sempre uguali - no, forse appena differenti - ovunque le benvenute quando arrivano, mai rimpiante quando se ne vanno. Le loro attese non mi riguardano anche quando mi riguardano. I loro sentimenti nei tuoi confronti, nei miei confronti.

Questa nuova disarmante certezza, che spero di scordare in qualche notte ferma nello stesso luogo, mi impedisce di appendere le foto alle pareti, mi impedisce di lavare il bicchiere nel lavello.

{img}

La Sovrapposizione dei Livelli di Realtà.

Il mondo vostro.
Il paese dei cani che ridono.
Il mondo altro.

Popolazioni di perenni emigranti che si spostano - noi che possiamo - da un luogo all'altro.
I morti, i vivi, in visita.
Consistenze diverse - loro sono appena più freddi - guidano le nostre stesse automobili, e la ricerca è comune a tutte le razze.
Riconosci i punti di sutura dalla luminescenza del pulviscolo - io ne sono capace.
Ci sono giorni in cui lasci che i livelli collassino gli uni sugli altri.


Et deux par deux - sans compter nos morts - qu'on laisse derrière des ébauches fanées, des secrets de carrière.

La perfezione.

Qualcuno mi spieghi come ho fatto a passare tutti questi anni con Windows.


Probabilmente è uno degli oggetti più belli io abbia mai posseduto.

{MacBook Pro con display Retina da 15"}

Te voy a extrañar.

Dio in questi giorni, per farmi dispetto, fa male alle mie persone.
Le più deboli non ce la fanno.
Che cosa infantile e meschina da parte tua, Dio.

Te voy a extrañar, Gabo, mi primito.

Fight pain with pain

Is it that sometimes the pain inside has to come to the surface, and when you see evidence of the pain inside you finally know you're really here? Then, when you watch the wound heal, it's comforting... isn't it?
Mi piace abbiano fatto male, mi piace che continuino a farne.
Mi piace il dovermene prendere cura perché si cicatrizzino completamente, mi piace il bruciore dell'acqua e sale sulla nuca.
Mi piace che siano - come tutto in me - quasi invisibili, e luminosi.
Mi piacciono, perché l'ago è entrato e qualcosa d'altro è uscito e non ho fatto resistenza e ho accettato il dolore.
Mi piace combattere il dolore con le sue stesse armi.
(Appena si sono cicatrizzati ve li faccio vedere.)

{I tear my heart open, I sow myself shut. My weakness is that I care too much.
And our scars remind us that the past is real. I tear my heart open just to feel.}

Quanto i giovani ritengono naturale, non lo è.




La fortuna di aver provato il dolore assoluto e aver sognato il dolore assoluto in infinite notti di dolore assoluto permette, nel luogo dove voi vivete e dove io, quotidianamente, cerco di vivere - mi permette, in questo luogo di dolori mediocri - anestesia, sensi ovattati, assuefazione, relativismo.


Quanto i giovani ritengono naturale, non lo è.


Da dove vengo io - il luogo dove i cani ridono e ci sono letti matrimoniali a quattro cuscini per persone sole - vorrei potervi parlare del continuo stato di stupore e meraviglia in cui vivono quelli delle mie parti - vorrei potervi parlare dei miracoli che da noi accadono.


Quanto i giovani ritengono naturale, non può essere considerato naturale da chi giovane non è più.

Depression VS Apathy

Duuunque.
Ponte lungo.
Che bellezza.


Durante la mia assenza hanno pensato bene di costruirmi un supermercato davanti casa. Ora dove c'erano tipo delle querce c'è questo fabbricato grigio e rosso.
Sto aspettando che arrivi il periodo giusto per piantare altre querce al limite del campo per nascondere il supermercato dalla vista che ho dalla finestra della mia camera.
Nel frattempo, per ammazzare il tempo, mi sto guardando tutto The Big Bang Theory. Da capo. Ora che finalmente ho un computer con accessibilità al torrente.

Cos'altro.
Ah.
Giovedì sono arrivate le mie nuove coinquiline. Sì, la breve, intensa e radiosa convivenza mia e di Settembre è già finita. Ci siamo tanto amati, ma lui è tornato in un appartamento maschio-popolato dall'altra parte di Siena e io sto femmina-popolando il mio appartamento. La nuova popolazione femminile del mio appartamento è stato lasciata sola dopo appena due ore, dato che la Somma Regina dell'Universo Viola Amerighi doveva tornare in Provincia a deprimersi e a farsi nutrire dai parenti.
Non so come gestirle.
Se imporre il pugno di ferro rischiando di sembrare una stronza o essere dolce e gentile e rischiare di prendermi una delle tradizionali inculate.
Hanno portato una pentola a pressione. E uno sbattitore elettrico. Una ha portato uno di quei sgabelli ortopedici new-age in legno non sbiancato chimicamente per riallineare i chakra o checcazzo ne so per sedersi. Perché la sedia da ufficio non andava bene.
Mh.

Qualcuno ha esperienza di coinquilinaggio? Consigli di sopravvivenza?



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