Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: Raized by Wolves

Raized by Wolves

Mi rimargino con una facilità che a volte mi spaventa.


Qualche notte fa ho sognato che i microdermal mi rigettavano. Al risveglio erano ancora lì, fissi e ancorati al mio collo - a memento del fattore di guarigione - e non ho approfondito e non ho capito il segno. A volte capita, sono ancora terribilmente giovane e questo è un periodo di profonde distrazioni.

Qualche notte fa ho sognato che partorivo due gemelli. Erano dei bambini bellissimi. O meglio - la novella è parto, il romanzo è nascita - non ho sognato di partorirli, ho sognato di essere incinta - questo è un sogno che ho già fatto - e poco dopo ecco, quelle due spettacolari meraviglie erano tra le mie braccia. A tratti li amavo come mai ho amato, a tratti volevo loro spaccare la testa contro il pavimento. Misteri della maternità.
Comunque, colgo un'evoluzione. Ai tempi del Poeta sognavo sì d'essere incinta, ma sognavo anche, puntualmente, d'abortire. Credevo di svegliarmi da un sogno dentro al sogno col ventre svuotato e le gambe bagnate di sangue nero, anche le mani erano sporche e più tentavo di pulirmele sulle lenzuola bianche più il nero mi si infiltrava tra le pieghe, nelle linee sottili delle impronte digitali, tra le unghie.
Colgo un'evoluzione.

Mio padre doveva aver capito fin da subito che non ero l'elemento fortunato della cucciolata. Non abbastanza carina e tenera ma neanche gracile da far pietà, sarei sicuramente stata l'ultima scelta in ogni contesto - immagino che qualche pensiero del genere debba aver attraversato la mente di mio padre - il bastardino bruttino ma sveglio, magrolino ma resistente di cui tutti pensano "Se la caverà".

Avevo tre anni e mio padre mi dava degli spintoni per farmi cadere a terra.
"Devi" diceva, "devi mettere avanti le mani, e imparare a cadere."
Imparai a cadere benissimo, ma continuò a spintonarmi.
"Devi" diceva, "devi imparare a rialzarti."
Ho ancora le cicatrici.

Lo psichiatra ha sempre creduto che raccontassi cazzate. Restò profondamente stupito quando mio padre, alla seduta con lui, confermò tutto.
"Doveva imparare a cadere, e a rialzarsi."
Allo psichiatra sembrò ragionevole.

Avevo tre anni e mio padre mi lasciava sola nei boschi dei monti attorno al paese.
"Ti ricordi la strada che abbiamo fatto per venire qui? Credi di riuscire a ritrovare dove abbiamo parcheggiato l'automobile?"
Annuivo. Nevicava.
"Allora, aspetta. Fino alla lancetta sottile qua."
Aveva tanti orologi seri, ma alla fine portava sempre Swatch di plastica scura.
"Quando la lancetta sottile arriva qua, vieni all'automobile."
Annuivo.
"Devi imparare a trovare la strada da sola."
Se ne andava, e io dovevo aspettare.

Ho smesso di avere paura così tanto tempo fa che i vostri tentativi sembrano quasi ridicoli, sapete?



27 commenti:

  1. Questo post mi ha lasciata senza fiato. Sai, ti ammiro, a me invece hanno sempre dato la mano, hanno sempre avuto paura che mi facessi male/perdessi o chissà cosa, e molte paure dei miei hanno finito per radicarsi in me, nonostante io non volessi. Lo psichiatra approverebbe meno, probabilmente !. Un bacio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mia madre, i miei nonni: loro erano così, avevano paura mi succedesse di tutto. Mio padre no, mi ha sempre creduta immortale. La vita vissuta a metà tra le due parti non m'ha reso sanissima.

      Elimina
  2. I bastardini ultimi ad essere scelti sono quelli che una volta che trovano chi li ama si danno con tutto l'amore di cui sono capaci.
    Ila

    RispondiElimina
  3. Questa Ila mia omonima la pensa come me. Tu scrivi sempre meraviglie.

    RispondiElimina
  4. Quando si è piccoli può sembrare tutto così crudele, quando si è grandi si impara che forse crudele la vita lo è sul serio e non lo sembra soltanto, ma aver conosciuto alcune paure fin da piccoli sono certa dia la forza per affrontare meglio la merda di oggi.

    Sembra una frase di circostanza (le odio), ma imparare a cavarsela, a rimarginare le ferite che altri non saprebbero nemmeno come affrontare, credo sia quasi un dono.

    Credo che chi, come te, è stato quel "bastardino" abbia una sensibilità che altri non hanno, che sappia amare come nessuno, come dice ILA nel precedente commento. Lo credo e un po' lo spero.

    L'anno scorso (e non solo) ho passato periodi che credo sian simili al tuo. Oggi, invece, sorrido un sacco.

    PS. Ovviamente bellissimo post.

    RispondiElimina
  5. Mio papà, da piccola, mi portava a camminare nei boschi d'inverno. Mi lamentavo per il freddo e lui mi diceva: "Si tratta solo di una questione di testa: pensa ad una bella stufa calda, concentra la tua attenzione sul calore che sprigiona... E non sentirai più il freddo".
    Stessa scuola di pensiero, temo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Noi volevamo un'infanzia, loro c'hanno dato il Fight Club.

      Elimina
  6. nel posto sbagliato al momento sbagliato. è più o meno questa la cantilena che mi accompagna da una vita.
    A me non hanno dato il Fight Club, hanno dato l'Asilo Nido, il loro, con le loro inutili beghe. Beghe erano a 10 anni beghe rimangono a 30. La gente così non cambia, ma noi possiamo scegliere di essere qualcosa di diverso da quello che avevano pensato per noi. Se mai lo hanno pensato.
    Dopodichè chiedere di tornare alla macchina ad una bambina da sola, senza darle almeno un pacchetto di smarties è quantomeno unfair!!!

    RispondiElimina
  7. Devi leggere "Tre racconti" di Landolfi, l'ultimo di sicuro ti piacerà.
    A

    RispondiElimina
  8. Sono un uomo.
    Ho una bimba,10 anni.
    Col cavolo che non potrà dire di avere avuto un gran padre.
    Ma proprio col cavolo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il mio è un gran padre. Senza di lui non sarei quella che sono. Senza di lui non sarei così resistente.

      Elimina
  9. Sarebbe da denunciare, ma quando cacchio serve a una di ritrovarsi nel bosco e/o prendere spintoni così per amor di livido? In previsione di un attacco nucleare? No perchè ad essere sincere la meglio educazione sarebbe che so, redigere correttamente una dichiarazione dei redditi, controllare la busta paga, conoscere la costituzione. Queste cose oltre che più sensate mi sembrano infinitamente più utili. Quando sarà vecchio il paparino potrai rendegli il favore...vediamo come la prende. Sara

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Preferisco di gran lunga il tipo d'educazione che mi ha dato mio padre a "redigere la dichiarazione dei redditi" e "conoscere la costituzione". Che infanzia noiosa, avrei avuto.

      Elimina
    2. Sì, meglio la tua indubbiamente. Sei così forte grazie a lui.
      Questa volta rompo il silenzio, non potevo non commentare.
      la Catastrofe

      Elimina
  10. Tutto questo ci ha aiutato a vincere la paura di fare e di vivere. Non si teme più il buio, scompare l'ansia di aver smarrito la via e si arriva alla conclusione che nulla ci può fare del male, al massimo ci uccide. Tutta questa sicurezza acquisita ci permette di saltare le fosse in cui gli altri cadono. Il titolo del tuo blog e in generale alcune cose che scrivi, mi inducono a pensare che forse in passato qualcuno abbia cercato di appiccicarti l'etichetta che dice "ragazza ricca e snob = superficiale", convinti che tu non abbia mai sentito il sapore amaro della vita; ma con i genitori sbagliati o giusti a seconda della prospettiva, la vita può essere dura anche se sei avvolta in un batuffolo di cotone. I soldi non riempiono il vuoto di quelle fosse, o si impara a saltarle o si cade.

    RispondiElimina
  11. Già, che schifo arrivare a vent'anni e poter dire di saper fare qualcosa che non sia succhiare.
    p.s. L' hanno già recapitato il premio Montessori 2013 al babbo?

    RispondiElimina
  12. ma alla fine dei conti... sei davvero così forte? da cosa lo vedi?

    RispondiElimina
  13. maty, da quello che tu non puoi vedere

    RispondiElimina
    Risposte
    1. in effetti hai ragione, perchè "da qui" vedo una persona a tratti fragile, ed insicura

      Elimina
  14. Forse non avrei mai il cinismo di trattare mia figlia così. Dato che non esisterà mai, tuttavia, mi limiterò a dire che ti ammiro davvero tanto. :)

    RispondiElimina

[Ricordate sempre: good grammar is sexy.]

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...