Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: It's easier to leave than to be left behind.

It's easier to leave than to be left behind.

Insomma, è successo.

Ultimamente è così: le cose accadono ed io sono capace di restare per giorni a non capacitarmene.

Riassumendo, il mio psichiata mi ha lasciata.
Credevamo fosse possibile?
No. Assolutamente no.
La mia unica certezza, negli ultimi -

"Ricordi quando abbiamo iniziato la terapia, Viola?" 
"Era, il..."
"Agosto 2009."
"Cazzo. Agosto 2009. Sono quasi quattro anni che sono in terapia?"
"Sono quasi quattro anni che credi di essere in terapia."
 - quattro anni era che lui, almeno, ci sarebbe sempre stato.
 Quella col mio psichiatra, sotto certi punti di vista, è la relazione più lunga che io abbia mai avuto.

"Agosto 2009. Poi abbiamo fatto quasi un anno. Poi si scomparsa, cinque mesi. Se ricomparsa, tre sedute. Poi scomparsa di nuovo. Poi se andata a Parigi. Se tornata a Ottobre 2012. Scomparsa per altri quattro mesi. Ed ora eccoti qui."
"..."
"Tu dici che gli altri ti abbandonano, Viola, ma se ti comporti con gli altri come ti comporti con me, be', forse sei tu ad abbandonarli."
"No, questo non è assolutamente vero."

C'è questa cosa, affascinante, che il suo studio sembra seminterrato ed invece non lo è. Due file di scale sottoterra, tu credi, ma quando finalmente arrivi allo studio tutta l'immensa parete di fondo è di vetro, e dà sulle colline. Voleva essere una metafora dell'inconscio?

"Credo, Viola, che tu abbia bisogno di più attenzione rivolta a te stessa. Credo che dovremmo farci aiutare da un'altra persona."

Al mio psichiata non basto più. Vuole fare una cosa a tre.
 
"Io continuerò a fare la terapia familiare, con i tuoi."

Perché è tutta colpa di mio padre e mia madre ed io passo il tempo a colpevolizzarmi su difetti di cui credo di essere responsabile quando invece non lo sono, perché i responsabili sono loro.
 
"Ma credo che tu abbia bisogno di un'altra persona per la terapia personale."

Anche tu mi abbandoni, non ci credo, anche tu mi abbandoni.
 
"Dopotutto, è normale un momento di smarrimento dopo la laurea, è normale."
"Ma io non stavo bene neanche prima."
"Dovresti, ecco, prendere questo tempo che ora hai e, senza fretta, tranquillamente, lavorare un po' su te stessa. Io sono ottimista, con anche la terapia personale in un anno vedo grandi progressi."

Ci credete?
Ho bisogno di ben due psichiatri.

35 commenti:

  1. Risposte
    1. Eccome. Non ti accorgi nemmeno di quanto tu sia impegnata a dare prova della tua supposta intelligenza. A cercare di darti un tono, un velo di mistero quasi. Se solo ti lasciassi andare e la smettessi di struggerti, forse vedresti le cose con più chiarezza

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    2. Guarda, ormai non voglio più dar prova di nulla proprio.
      Vorrei solo essere felice.

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    3. Gratitudine. Comincia a essere grata per quello che hai e smettila di fasciarti la testa. Più che di tante parole avresti bisogno di qualcuno che ti desse una scrollata di spalle. Perché che tu lo voglia vederlo o no, sei prigioniera di quello che scrivi

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    4. C'ho provato, eh, con la roba del pensiero positivo. La mattina svegliati, inspira e di' "grazie" mentre fai il saluto al sole o roba così. Non funziona.
      Scrollata di spalle. So che magari, visto da oltre lo schermo, il mio mondo sembra quello di una che non fa un cazzo dalla mattina alla sera e che non vive nel mondo reale, una che non fa la spesa e c'ha la servitù a casa e un casino di soldi da spendere non so come - lo dico perché molti commenti mi fanno intuire che voi abbiate questa idea di me - ma a dire il vero non è così. Scrollata di spalle. Nella realtà, a dire il vero, ci vivo. Parecchio.

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    5. Vivi nella tua realtà, in quella che lentamente ti sei creata e a cui sei attanagliata. Cominciare a pensare in modo positivo funziona, ma solo se lo vuoi. Perchè spesso è più facile rimanere ancorati al dolore, a quello che si ritiene tale, tale ormai è l'abitudine, il sentirsi quasi a proprio agio nel lamentarsi

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    6. Anonimo non capisci niente di psichiatria. Sei il classico idiota che dice al depresso di reagire...no comment.

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    7. Non capisco nulla di psichiatria, ma so che è più facile lamentarsi che reagire. Farsi cullare dai commenti di chi legge che prendere la situazione in mano. Spesso la depressione è solo una scusa, un modo per attirare l'attenzione di chi, a nostro parere, non ci bada più di tanto

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    8. ma scusami anonimo e se anche fosse?? io trovo che una persona che cerca disperatamente di attirare l'attenzione abbia molti più problemi che non fa un depresso che si lascia morire nell'angolino senza disturbare nessuno. E comunque la disattenzione e il disinteresse delle persone fanno più male di tante altre cose.

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  2. Non ho mai frequentato gli psicologi, anche se in tanti mi hanno consigliato di andare da qualcuno...
    Non credo molto nel loro operato, non credo siano capaci di trovare cure o soluzioni, ma offrono una gran cosa, ti danno la possibilità di parlare di quello che pensi con uno sconosciuto con cui puoi essere sincero come non riesci ad esserlo con nessuno!
    Le implicazioni ci sono sempre, anche in questo blog dove non mostri il tuo viso o non dici il tuo nome. C'è e ci sarà sempre qualcuno che ti conosce e potrebbe giudicare.
    Io ho trovato il mio psicologo nel mio quadernetto di appunti. E lui non mi abbandonerà mai! Dandomi la possibilità di rendere reali i pensieri e affrontarli.
    sennò potresti cercare un pen-friend stimato e sconosciuto con cui confrontarti, sarebbe come avere uno psicologo!
    in bocca al lupo
    A.

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    1. I miei non sono psicologi, sono psichiatri-psicoterapeuti. Non credo un granché nei laureati in Psicologia.
      Ho scritto tutta la vita, non mi ha fatto altro che male.

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    2. Credevo fosse un refuso l'uso della parola psichiatra, scusa...
      ma lo psichiatra cosa ti dà in più rispetto a scrivere? è riuscito a farti stare meglio? non è una critica, è solo una curiosità sincera.
      Mi piacerebbe conoscerti un giorno! Così, non per chissà cosa, non credo potrei farti stare meglio, a stento riesco a tenermi in piedi, ma giusto per vedere come sei nella realtà e farmi una chiacchierata con te...so che sarebbe interessante!
      spero tu riesca a venirne fuori.
      A.

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    3. Quando ho iniziato, nel 2009, avevo attacchi di panico ogni due per tre, non ero capace di prendere la macchina per viaggi superiori ai cinque chilometri, l'idea di allontanarmi da casa mi terrorizzava. Diciamo che sono migliorata sotto molti aspetti.

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    4. A, con tutto il rispetto (credimi), ma se affermi che lo scrivere per te è sufficiente a darti un equilibrio credo che tu abbia un disagio tutto sommato "gestibile", e di questo sono felice per te. Io ho avuto esperienza di un disagio più profondo e in quei momenti ho avuto bisogno di un aiuto professionale in cui ho sempre creduto e in cui ora credo ancora di più.
      O.

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  3. Ti interessa di più l'idea della terapia che la terapia stessa. È per questo che ti "abbandona". E questo, pensa, è così chiaro che lo capirebbe persino uno psicologo.

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    1. Non mi interessa neanche l'idea della terapia, a dire il vero. Ci sono capitata, come tutto nella mia vita è capitato, e ci sono rimasta così, indeterminata, senza interesse nello smettere né nel continuare.

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  4. Ora non te ne capaciti, ma ne prenderai atto presto.
    Intraprendere una nuova terapia con un nuovo psicanalista non deve per forza essere un male.
    Non credi?

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  5. Ho cambiato... 4 o 5 psicoterapeuti in vita mia, di cui due erano psichiatri. Ho 21 anni, sono in terapia da 8-9. E sì, la relazione più lunga che io abbia mai avuto è stata quella con l'ultima dottoressa. E' da ottobre che ho un appuntamento in sospeso con lei.
    La terapia è affascinante. A me piace essere in terapia. A volte, ora che sono mesi che non parlo con un medico, mi manca. Eppure, ho iniziato a capire aspetti di me dopo essere fuggita da quella stanza l'ultima volta. Un pezzo di puzzle in più. Certo, forse è stata la terapia a permettermi di unire un mezzo quadro di me, o forse no.
    Non so se potrò mai verificare concretamente l'utilità di questi anni di sedute. Però, la terapia è affascinante. Noi stessi siamo affascinanti.

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  6. Diceva sei bipolare, prendi le benzodiazepine.
    Sfogliava quel libro e cercava di inquadrarmi dentro a malattie standard.
    Da quanto non dormi? Da quanto non parli? Da quanto non esci?
    Lo sai che a 15 devi costruire una rete di rapporti sociali col mondo?
    Semplicemente non avevo voglia di avere rotti i coglioni.
    Non ho preso le benzodiazepine, detestavo avere un filtro che modificasse la mia visione del mondo, delle cose, delle persone.
    Detestavo quella sensazione di pensieri indotti, non miei, le ho prese due giorni e poi più.
    Quando quello ha chiamato mia madre, dicendo che era inutile lavorare con un muro di gomma (io), l'ho presa con filosofia, non lo capivo io cosa mi girava in testa, figuriamoci un altro.
    I meccanismi e le risposte della mente umana sono qualcosa di intricato e in perenne mutamento, puoi cercare di appiattirli con le medicine oppure puoi lasciarli lavorare finché si evolvono in qualcosa che ti sta bene tenere con te.
    Mi chiedo quale sia il motivo che mi fa adorare il mio lavoro coi malati di Alzheimer, a volte mi trovo affascinata dal potere esasperato dei loro processi mentali.
    E sì, sono rimasta un filino sociopatica, il turno che prediligo è quello di notte, quando puoi prenderti cura delle persone senza che loro se ne accorgano.
    Troverai risposte che solo tu puoi darti, un giorno.
    Le troverai senza medicine e psichiatri.
    Un abbraccio.

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    1. Devo dire che, tra le molte cose che apprezzo del mio psichiatra, c'è questo: non mi ha mai prescritto psicofarmaci. Se ho preso qualche volta il Lexotan per andare avanti è stata una mia scelta - ed ogni volta che l'ha scoperto m'ha detto: "Questo, Viola, non è un comportamento adeguato." Lui m'ha sempre dato solo rimedi fitoterapici. Che spesso non mi fanno niente, ok, ma almeno non mi rimbambiscono.

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    2. Però quanto ti piace fotografarti con il prazene (ansiolitico) tra le mani?
      Continua a farti curare è meglio. Prima o poi i tuoi sensi ottunderanno. Via via scriverai di meno.

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    3. Infatti ho scritto proprio sopra che a volte gli ansiolitici li prendo, ma lui non è contento. Comunque, se la tua premura è che io smetta di scrivere, ci sono ben ventottomila siti, in Italia, più visitati e famosi del mio. Fatti in giro su quelli e non farti il sangue cattivo qua.

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  7. Mi è balenata un'idea. Forse, anzi sicuramente, stupida. Hai mai valutato la possibilità di mettere la tua intelligenza (innegabile) e la tua pragmaticità a servizio di una materia molto scientifica e rigorosa? A me leggendo il tuo blog, più che l'idea di una ragazza snob e viziata hai dato l'idea di un cardiochirurgo mancato :). Non so, secondo me le scienze esatte ti darebbero conforto.

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    1. Anonimo, grazie della fiducia accordatami.
      Molti dei commentatori di questo blog non hanno capito che continuo ad autodefinirmi e autoconvicermi di essere intelligente perché non essendo né bella né simpatica tento di far finta d'avere anch'io qualche pregio - e finché non fallisco il test del Mensa nessuno potrà avere prove scientifiche della mia stupidità, mentre quelle della bruttezza e dell'antipatia sono, sfortunatamente, sotto gli occhi di tutti.

      Non mi sento un granché pragmatica, sarò onesta. E le materie scientifiche sono sempre state il mio punto debole. Per farti capire esattamente il livello: alla prova di maturità di matematica ho preso DUE QUINDICESIMI.
      Ho sempre sognato di essere come John Nash ma, evidentemente: NO.

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    2. anonimo, solo un appunto: la medicina è il contrario di una scienza esatta.

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  8. Posso capire. Penso di poter capire. Mia madre, perfetta ed omnipotente, mi ha rovinato 43 anni della mia via. E' mancata 5 anni fa, ma non ne vengo fuori, tanto la mia vita è già rovinata e non ne verrò mai fuori. Forse avrei dovuto andare in terapia già 30 anni fa, già da adolescente, perché tutto quello che mi è successo dopo, gli stati depressivi, l'anoressia nervosa a 30 anni, i problemi di alcool, hanno la loro origine lì. Oggi convivo con la mia vita, da una parte con disciplina e 4 calci in culo ogni giorno e d'altra parte non devo essere troppo severa con me stessa. Ho imparato ad anticipare l'arrivo del "buco nero" e riesco a fare l'inversione a U quasi sempre. Non è facile. Martina

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  9. io penso che un po' tutti viviamo sulle montagne russe delle emozioni, l'improtante è calcolare bene quando farel'inversione ad u ;)

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  10. Cara Viola,
    io so quanto male fa stare male dentro. In terapia io ci sono andata e poi ho smesso. Sto meglio, certo, ma non sono diventata nè bella nè simpatica e non credo, e non voglio convincermi di essere nemmeno oltremodo intelligente. Io penso che se il tuo psichiatra ti ha consigliato questa cosa, sia perchè lui, meglio di te, e di noi, sappia cosa ti può fa stare bene. Forse, una parte della terapia, è fidarsi. Ciecamente. Dico forse perchè la vita mi ha insegnato a non essere certa di nulla. Però ecco, forse provare a pensare senza etichette, lasciandoti andare un pchino di più, forse questo lo potresti fare. Dico forse ancora, forse. Insomma, fidati un pò. E che lascia che siano gli altri ad amarti o odiarti per quello che sei. La bellezza, l'antipatia e talvolta pure l'intelligenza sono relativi.
    un abbraccio,

    Viviana

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  11. Ti scrivo con tutta la sincerità possibile, finchè farai sfoggio dei tuoi problemi tenendo abbracciate a te le tue "nevrosi" (passami il termine freudiano e stantìo, è per capirci), l'unico progresso che farai sarà nutrirle ed essere loro vittima.
    I tuoi genitori possono avere tutte le colpe di questo mondo, ma la vita è tua, e sei tu a doverne prendere le redini in mano. Non fa bene sbandierare ai quattro venti le tue terapie, è sconsigliato anche parlarne nel proprio giro di amici, è una lotta in cui sei, siamo, tutti soli.
    Ce la farai, ma devi scrollarti addosso questo compiacimento che hai nel raccontarci i tuoi problemi, nel giocare alla coppia descrivendo il tuo psichiatra etc.
    Con tutto l'affetto che può derivare dal seguire costantemente il tuo blog e apprezzare davvero tanto quello che scrivi e pensi,
    alba

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  12. Una volta ti scrissi che leggendoti soffrivo. Forse continuo a farlo anche ora, ma stavolta la sofferenza è accompagnata dal conforto di non essere sola (basta vedere i commenti...).

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  13. sono andata dalla psicologa per 6 mesi poi ho smesso poi ci sono tornata, poi ho smesso, poi mia madre mi ha preso altri appuntamenti ma non avevo tempo. Non avevo bisogno di farmaci o terapie. E non mi bastava qualche amica sincera, una mamma e un frateĺlo. Avevo bisogno che qualcuno mi dicesse che dovevo smettere di raccontarmela, smettere di subire la vita, e cominciare a prendermi le cose belle, senza rinunciare a stare bene nella mia unica vita. sono ancora una persona mediamente traumatizzata, però sono anche abbastanza felice. Vacci dalla psichiatra, non è roba per matti. Un bacio, ti lurko spesso.

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  14. Attacchi di panico, non poter guidare sola.. ma anche treno aereo bus..ho veramente paura di non uscirne, non voglio farmaci ma dopo un anno di psicoterapia non sono migliorata poi tanto...avrai anche bisogno di due dottori, ma ti vedo spesso in viaggio..dammi un consiglio pratico, come hai fatto?

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  15. Viola, Snob, come ti pare. Io ti leggo e vorrei abbracciarti. Ho qualche anno più di te (pochi) e mi ritrovo in tanto di quello che hai scritto. Fino a un pò di anni fa scrivevo tanto. E scrivevo bene. Scrivevo nutrendo quelle parole di dolore, di rabbia, di sensi di colpa, di paura, di drammi che creavo e disfavo.
    Poi, un giorno, ho inziato una vera terapia, un profondo lavoro interiore, un vero Lavoro, in cui mi sono impegnata ogni giorno ogni attimo, facendo tantissimi errori e rialzandomi (quasi) sempre. E ho smesso di scrivere. O almeno, ho smesso di scrivere in quel modo. Forse sai di quele modo parlo...QUEL modo. Quello che ti fa male. Quello che dà forma ai tuoi mali. Anche se è bellissimo, anche se sul momento ti sfoga...in realtà non è curativo per nulla. Nutri di dolore le tue parole e il dolore crescerà. Nutrile di nostalgia e la nostalgia crescerà. Eccetera.
    Non sto dicendo a te cosa fare: ti sto solo raccontando cosa ho fatto io.
    Ti abbraccio, se posso!
    Sil

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  16. ma un po' di sano sesso, no? E fatevele due risate Cristo, la vita è una farsa, un gioco di società

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[Ricordate sempre: good grammar is sexy.]

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