Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: #2 - Il Mestiere di Scrivere

#2 - Il Mestiere di Scrivere

In una libreria di Siena che ormai è chiusa avevo ordinato, per il Poeta, il Meridiano di Carver. Era la nostra maniera di vivere: lui pagava i pranzi, le cene, il vino; io, lentamente, tentavo di realizzare il suo sogno di farsi tutta la raccolta. Il Meridiano probabilmente è arrivato, ma noi avevamo già smesso di parlarci. 
La libreria ha chiuso. Al suo posto hanno messo un negozio di macchine fotografiche. Hanno levato tutti gli scaffali: solo i soffitti, affrescati, sono rimasti gli stessi.

Stavo cercando qualcos'altro ma a Milano, nella Mondadori dove sono entrata con un po' di schifo e con la solita solitudine mia, non c'era altro. L'ho preso e ho pagato. L'ho letto nelle pause sui tram e sulla metro, aspettando il cameriere al tavolo, aspettando qualcuno seduta in qualche bar.

Alcuni dei saggi presenti li avevo già letti altrove - non so dove - altri no.
Comunque è confortante vedere che certi meccanismi sono gli stessi.

O'Connor sostiene che quando si siede a scrivere un racconto, la maggior parte delle volte non ha idea di dove arriverà. Inoltre dice che secondo lei molti altri scrittori non sanno dove andranno a finire quando cominciano qualcosa. Come esempio del modo di mettere insieme un racconto di cui non avrebbe mai indovinato il finale se non quando vi fosse arrivata, usa il suo Brava gente di campagna
“Quando ho cominciato a scrivere quel racconto non sapevo che a un certo punto ci sarebbe stata una laureata con una gamba di legno. Mi sono semplicemente ritrovata una mattina a descrivere due donne che conoscevo un po' e, prima che me ne rendessi conto, ecco che avevo attribuito a una di loro una figlia con una gamba di legno. Poi ci ho messo pure un venditore ambulante di Bibbie, ma non avevo la più pallida idea di cosa avrei fatto di lui. Non sapevo che avrebbe rubato quella gamba di legno se non dieci o dodici righe prima che lo facesse, ma quando ho scoperto che sarebbe successo proprio questo, ho capito che era inevitabile.”
Ricordo che quando lessi questo saggio, anni or sono, fui colpito dal fatto che la O'Connor, o qualsiasi altro scrittore, scrivesse dei racconti in quella maniera: credevo che quello fosse un mio scomodo segreto che mi faceva sentire un po' a disagio. Pensavo che di sicuro questo modo di comporre un racconto rivelasse qualche mio difetto. Ricordo che leggere quanto lei avesse da dire a questo proposito mi rincuorò molto.  

 

 

4 commenti:

  1. Leggendo il post sui 52 libri da leggere mi era venuto in mente un pensiero e dopo aver letto questo si è rafforzata in me l idea che da "fascion blogger " (ahahahha )potresti trasformarti un pochino in bookblogger (ma chissà come si chiamano i blogger che scrivono di letteratura?). Sei incantevole e coinvolgente quando parli di libri,oltre al fatto che crei spunti esattamente interessanti!! ps del post sui consigli letterari ho anche letto tutti e 111 commenti...spettacolari!

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  2. Tu sai dove arriverai quando ti metti a scrivere?

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[Ricordate sempre: good grammar is sexy.]

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