Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: Be still.

Be still.

Sì, lo so, lo so.
Sono assente su Twitter, assente sul blog, non poi così assente su Instagram perché un'immagine vale più di mille parole e il mio egocentrismo non può essere placato così facilmente.
Dopo tutto il delirio da Fashion Week / Social Media Week / Sticazzi Week e conseguente settimana di pausa, meditazione e decompressione passata in Provincia - passata, nello specifico, in posizione orizzontale o a letto o nella vasca da bagno - ho infine ripreso possesso di quella che dovrebbe essere la mia Vita Vera, ovvero quella senese.

Quindi, se ho appeso il web al chiodo per qualche giorno è stato solo per riprendere confidenza con questo stile di vita da cui ero assente, per un motivo o per l'altro, da più di un mese.

La prima ripresa di contatto è stata quella con le mie coinquiline. A cui voglio bene e adoro e che non cambierei per nulla al mondo eccetera eccetera, ma che sono un perenne memento di come tutto è relativo e non ci sono certezze di alcun tipo. 
Per esempio:  la Chia' ha comprato una tovaglia per la cucina. E fino a qui, direte voi, nulla di particolarmente sconvolgente. La tovaglia è di un qualche tessuto plasticoso e ha degli enormi girasoli gialli e verdi stampati sopra. E qua arrivano i problemi, o meglio: le occasioni per svolgere delle interessanti analisi sociologiche. Il mio gusto è terribilmente turbato da questa tovaglia, così come da tutti gli oggetti colorati e con fantasie dozzinali di uso comune. Mi sfugge il bisogno di mettere dei girasoli su di una tovaglia. Mi chiedo perché la meravigliosa semplicità di una tovaglia monocroma venga così ignorata dal mercato mondiale. (Come, ma forse l'argomento merita un intero post a parte, non capisco per quale cazzo di motivo le fabbriche di spazzolini da denti impegnino tante energie per farli così brutti e colorati. Non capisco. Perché?) 
"Sapevo che non ti sarebbe piaciuta."
Eh. Allora perché l'hai comprata?
"Ma è comoda, è di questo tessuto / non tessuto plasticoso, si pulisce in un attimo."
La comodità opposta all'estetica.
La battaglia di una vita intera. E sono perennemente destinata alla sconfitta.
Altro esempio: ho deciso di rifarmi una piccola scorta di vino da tenermi tanto per pasti solitari quanto per eventuali cene. Un periodo tenevo sempre tre-quattro bottiglie da parte, poi dopo un periodo d'alcolismo piuttosto distruttivo in cui diverse serate erano state passate con la sola compagnia di certe bottiglie di Chardonnay e del Poeta ed erano degenerate in terribili hangover - tra parentesi, lo volete il post Come sopravvivere ad un hangover? - avevo deciso di smettere di bere, almeno in casa. Circa due anni dopo, uscita definitivamente dal periodaccio, direi che posso ricominciare a tenere qualche bottiglia in casa senza rischio. Da questo mio desiderio consegue la necessità - ne-ces-si-tà - di comprare, giustamente, mezza dozzina di calici da vino. 
La Chia' non sembra convinta.
Insisto con garbo: "Dai, anche tu, quando fai le cene qua a casa, non ti senti in imbarazzo nel dover servire il vino nei bicchieri da acqua?" 
"No."
"No?"
"No. Che imbarazzo. Non cambia niente."
C'è un mondo intero che serve il vino nei bicchieri da acqua senza problemi, ed io non lo sapevo. 
Boh. Ve l'ho detto, più che sconvolta sono... non so. Non sono sconvolta, no, né turbata. Sono piuttosto affascinata dalla relatività del mondo, ve l'ho detto.
Per loro altre attività o oggetti che a me sembrano del tutto superflui sono vitali. Tipo, la pentola a pressione.
(Sì, non essendo ancora iniziato il master passo il tempo a fare meditazione antropologica su queste cazzate. Eh. Che ci volete fare.)

Altra ripresa di contatto: la Biblioteca.
Non posso più ritirare i libri dalla Biblioteca. Perché la mia iscrizione è ancora in fase di elaborazione e, insomma, non risulto iscritta e non ho un badge e non posso ritirare i libri in Biblioteca. Invece di tentare d'affrettare la procedura in qualche segreteria, passo il tempo a lamentarmene presso i Bibliotecari, che arrivati al sesto anno di sopportazione della sottoscritta, ormai, si limitano ad ignorarmi. Quindi mi limito ad utilizzare i badge delle mie bistrattate coinquiline per prendere i libri, per ora, ecco.

Poi, cos'altro. Siamo nel periodo che ho sempre definito Primavera Senese. Temperature miti, vento, pioggia che ti prende senza che tu neanche te ne accorga. Umidità ovunque, e a volte le vie sanno delle catacombe di Parigi o forse sono le catacombe di Parigi che sanno di Primavera Senese, chi lo sa. Ho la fortuna di vivere in una cittadina dalle viuzze strette, quando le contradaiole stendono i panni ad asciugare l'odore del sapone rimbomba lungo i muri delle case e te lo senti ovunque.

20 commenti:

  1. Io dico sì al post sul dopo sbornia.
    Ma sopprattutto dico grande sì ai calici da vino.

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  2. Si, decisamente vogliAMO il post "Come sopravvivere ad un hangover da Snob"
    4 risate da post-bisboccia.

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    1. Sono metodi sperimentati per lunghissimi anni dalla sottoscritta sulla sottoscritta, m'hanno permesso di presentarmi alle undici di mattina con una profonda parvenza di sobrietà a un esame, nonostante avessi passato la notte abbracciata al water.

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  3. Il vino nei bicchieri da acqua. Questa cosa mi fa male al cuore. zoé

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  4. Io voglio assolutamente il post : come sopravvivere ad un hangover! Ci tengo ;)
    Vorrei assaporare la primavera in un' altra città, una città con le viuzze strette e colorate proprio come quelle nella tua foto. Torino mi sta davvero stretta.

    Juliette

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    1. Ok, post di sopravvivenza in scrittura.

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  5. No no. Vino nei giusti bicchieri. Sennò lasciar perdere, dai..

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  6. Siena è la città del cuore.

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  7. Sono indecisa se siano peggio i girasoli o il tessuto plasticoso...

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  8. Ma i calici da vino no, dai. O meglio, capiamoci: che intendiamo per calici da vino? La buttiamo sul generico, purché siano (sembrino) da degustazione, con lo stelo lungo e belli grossi? No, su, non sarebbe da te. Bada che qua, sia pur in buona fede, siamo sulla nuova frontiera del piccoloborghese. Ormai non puoi ricevere un invito a cena da un pre-trentenne munito di laurea senza ritrovarti col tavolo ingombro di bicchieroni ingestibili e piattoni in terraglia monocromatica. A quel punto sentirsi nel catalogo IKEA è un attimo. Io capisco, al limite, quelli che vogliono strafare e tengono un mobile pieno di servizi di bicchieri, ciascuno da abbinare al vino giusto (il rosso di grande struttura ne richiede un tipo, il rosso di medio corpo un altro, il bianco ama una forma differente, per le bollicine flute o coppa eccetera). Però, poi, mi aspetto anche che di bottiglie, in casa di costoro, ce ne siano non quattro ma centoventi (champagne esclusi), ad impolverarsi placide e soddisfatte in un'adeguata cantina, e che fra queste bottiglie almeno due dozzine provengano dalla Francia, capeggiate da un paio di annate rispettabili di qualche cru classé.
    La persona veramente elegante, non potendo in media apparecchiare la tavola come avrebbe fatto l'aristocrazia inglese dell'aurea età edoardiana né tenere una cantina modellata su quella dei Rotschild, sprezzerà le convenzioni d'inizio millennio tornando alla semplicità rigorosa e novecentesca del bicchiere da vino unico, quello più piccolo del bicchiere da acqua e coordinato con esso, per intenderci. Allora tutti gli ospiti di gusto capiranno subito di trovarsi in casa di uno che non intraprenderà strambe manovre preliminari per assaggiare il vino, né perderà un quarto d'ora a descrivere la filiera produttiva della salsa di pomodoro che ha impiegato per fare il sugo. Tutti trarranno un bel sospiro di sollievo e la conversazione, auspicabilmente, potrà instradarsi su binari fantasiosi e soddisfacenti.

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    1. Anonimo, sei sprecato per i commenti: posso proporti una rubrica di bon-ton per millennial? Per bicchiere da vino, comunque, non intendo i calici da degustazione. Vorrei soltanto qualcosa di un tantino più atto allo scopo dei VÄNLIG IKEA che utilizzo per l'acqua, ecco. Anche perché a tutto l'ambaradan da te elencato dovrei aggiungere anche un bel decanter di cristallo - mi sa che ci vuole - e già altri sei bicchieri di piccole dimensioni avranno difficoltà a trovare posto nella mia minuscola cucina. Quindi figurati.

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    2. Non avevo mai considerato la possibilità, ad essere onesti. Però, ora che mi ci fai pensare, dopotutto tenere una rubrica di bon ton per millennial potrebbe anche essere il sogno della mia vita: passare alla storia come la Donna Letizia degli appartamenti condivisi in affitto, magari raccogliere - come usa - i vari interventi in un grazioso volumetto da intitolarsi, forse, "Manuale del Precariato Elegante". Dai, si può fare, ora ci mettiamo d'accordo...

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  9. Snob non sapevo dove scrivere e non volevo romperti troppo mandando una mail, quindi ti scrivo qui.
    spulciando nel tuo instagram vedo spesso foto di prodottini beauty e thè vario.. hai mai pensato di fare un post su una tua pampernight/pamperday/pampersunday tipo? detox vari, cremine, mascherine..

    ok, mi ritiro di nuovo nella mia invisibilità.
    non paleso mai la mia presenza ma sappi che apprezzo.

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    1. No, invece vie' qua e palesati pure.
      <3
      Spiegami meglio: tipo un Home Spa Day?
      Non sono una grande esperta di beauty quindi non mi sono mai troppo inoltrata nell'argomento, ma chiedete e vi sarà dato.

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  10. belle le scarpe nella foto ;) mi sono familiari!
    A Siena non sono ancora stata, ma ne hanno parlato bene :) http://blogpercomunicare.blogspot.it/

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  11. Come ti capisco.... No alla tovaglia cerata con i girasoli! Insopportabile alla vista ed al tatto!! Ti leggo sempre brava!

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  12. Anch'io sono affascinata dal relativismo.
    Odio la tovaglia di plastica e quelle scarpe.

    Oriana

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  13. Occapito pure er piggiama è comodo
    ma mica lo usi per uscire no ?

    (ho avuto conversazione simile su orribile tovaglia di plastica quando avevo pure io delle conquiline,ve lo dico per esperienza

    LA TOVAGLIA SI SPORCA UGUALE COME IL PIANO DEL TAVOLO
    è la vostra coscienza che è più leggera perchè così pensate che potrete evitare di pulire il tavolo,perchè pensate che il girasole possa camuffare il cerchietto del caffé delle 3 del pomeriggio

    A conti fatti
    la tovaglia resta più sporca del tavolo, anzi poi diventa appicicosa,non mi dire che ci mangiate anche sopra,che schifo dài

    (spero di aver convinto le tue coinquiline,sennò sticazzi Snob,al terzo giorno sarà da buttare,fidati)

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[Ricordate sempre: good grammar is sexy.]

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