Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: Grammar Nazi is the new sexy

Grammar Nazi is the new sexy

Per motivi che non vi sto a spiegare, io c'ho sempre avuto questo tremendo feticismo ortografico. Probabilmente ho passato troppo tempo con la carta stampata da piccola, che ne so. Mentre le mie amiche già limonavano io stavo ancorata alla finzione letteraria.
(Darcy! Heathcliff! - Dio che tremenda e drammatica tristezza mi faccio, certe volte.)
Non so se mi posso definire una Grammar Nazi completa. Non faccio molto caso al parlato, io stessa mi concedo tantissime libertà. Spesso e volentieri le applico anche allo scritto, tipo: potrà capitarvi di vedere, nei miei tweet, concordanze dei tempi completamente arbitrarie o più adatte ad un contesto basso. Questo perché, non lo so, esagerare in certi contesti mi sembra sintomo di una tremenda affettazione, un artificio eccessivo, una mancanza di sprezzatura: quello che gli inglesi definiscono trying too hard.


Ma la punteggiatura. Gli accenti.
Senza tutta quella roba - tendenzialmente inutile, direte giustamente - io proprio proprio proprio non vivo. Ancora più che negli scritti lunghi, dove un minimo di lassismo può essere accettato - per lassismo intendo: le virgole possono non essere messe sempre perfettamente. Questa è la mia idea di lassismo. Apostrofi, spazi, accenti, tutto il resto deve essere perfetto. Il lassismo riguarda solo le virgole. Significa che a tratti puoi omettere qualche virgola. Basta. - negli scritti brevi, come nei tweet o negli sms, è assolutamente vitale che tutto sia perfetto.
VI-TA-LE.
Voi non sapete quante cotte mi sono passate soltanto per colpa di uno spazio tra una parola e un punto fermo.
Non avete idea.
Posso essere innamorata di uno quanto cazzo mi pare, la cotta può essermi venuta in un momento di merda della mia esistenza e per questo essersi radicata per bene nel torace, ma se poi - spacciandoti pure un wannabe scrittore con una laurea alla IULM e con Fante portato come unico autore degno d'essere letto (sfigato) - mi scrivi su twitter cose come "SIIIIIIIIIII' JUVE SIIIIIIIIIIII'!!!", capisci che non c'è amore che regga.


Così come non avete idea di quante cotte siano state causate da accenti ben messi o simili.
Ricorderò sempre questo tipo, che - eravamo ancora su MSN, pensate quanto cazzo di tempo è passato - ad un certo punto, in risposta ad un mio messaggio che non ricordo cosa cazzo dicesse, mi risponde:
Càpita.
Càpita.
Càpita.
Oddio, ha scritto càpita con l'accento sulla a ohmmiodddio.
La mia risposta, su MSN, è stata: Ti prego scrivilo di nuovo che sto per venire.
Non mi ricordo esattamente cosa avesse lui risposto, comunque, dopo un paio d'anni sono riuscita a portarmelo a letto quindi amen.
(A quelli che mi chiedevano, su ask.fm, delle mie parafilie: ecco, questa ne è una enorme.)
Purtroppo questo uomo di pregio ortografico è stato rovinato da due-tre anni di Bocconi e diversi anni di fuoricorsismo economico generalizzato, e adesso mi scrive "Sì" senza l'accento sulla i. Comunque riesce ancora ad apprezzare la bellezza, se la vede negli altri.


Nonostante i "sì" non accentati, è una persona che merita molta, molta, molta stima.

Insomma, sì, ho questo piccolo problema di formalismo ortografico - e che sarà mai.
Tra le principali regole di sopravvivenza ortografiche - nonché metodi più rapidi per far sì che io mi innamori di voi - ci sono:

Maiuscola dopo punto fermo e/o a inizio frase: non è una cosa complessa. L'iPhone te lo mette anche in automatico, quando si inizia a scrivere. Mi viene da chiedere perché molti si prendano la briga di tornare indietro a mettere la minuscola. Mah.

Spazio tra parola e segno di punteggiatura, assenza di spazio tra segno di punteggiatura e parola: tipo così .Oddio , non ce la faccio a vederlo .Perché ? La cosa bella è che quelli che lasciano lo spazio tra parola e segno di punteggiatura sono quelli che ti giustificano il cmq dicendo "È per risparmiare spazio". Ah, vabbè.

Puntini di sospensione: sono tre. TRE. Non due, non quattro, non cinque. TRE. ... Null'altro da capire. E vanno usati poco. Pochissimo. Davvero. Soprattutto in conversazioni private o simili. Non c'è niente di peggio di ricevere un sms costellato di puntini di sospensione. Mettono ansia. Ansia. Utilizzate il punto fermo o la virgola, di buona grazia, ma lasciate in pace quei cazzo di puntini di sospensione. L'unico contesto in cui possono essere utilizzati è una sceneggiatura a fumetti. Soprattutto se è di Topolino. Per il resto, punto fermo.

I punti esclamativi, i punti interrogativi: uno. Se ne mette solo uno. Un punto esclamativo! Un punto interrogativo? UNO. Basta. Potete metterli insieme, a coppia, se volete manifestare un'esclamazione interrogativa o un'interrogazione esclamosa, quel che cazzo vi pare, comunque, in tutti gli altri casi: UNO. Davvero. Tra tutte queste regola questa, forse, è la principale. Quando vedo quelle file di punti esclamativi!!! vi verrei sotto casa a rigarvi la macchina.

Accenti, apostrofi: cercare di capire se sono gravi o acuti. Ed agire di conseguenza. Pure lì, spesso e volentieri il correttore automatico fa tutto per noi: lasciatelo fare, cazzo. Mettere degli apostrofi al posto degli accenti non vale. No. Neanche se dovete scrivere È: cercate su internet come convincere il vostro calcolatore a produrre una e maiuscola accentata e agite di conseguenza.
Po' si scrive con l'apostrofo.
In su e giù uno ha l'accento, l'altro no.
Vi allego un piccolo prontuario di monosillabi accentati e non accentati. Studiatevelo.
(sostantivo) di (preposizione)
(verbo dare) da (preposizione)
(avverbio di luogo) li (pronome)
(avverbio di luogo) la (articolo)
è (verbo essere) e (congiunzione)
(congiunzione) ne (pronome/avverbio)
(affermazione) si (pronome)
(pronome) se (congiunzione/pronome)
Di vitale vitale vitale vitale non mi viene in mente altro, per ora.
Insomma, queste qua sopra sono le basi della sopravvivenza, a mio parere.
Ecco.
(Ho l'impressione d'aver scordato qualcosa ma ho voglia di pubblicare 'ché ho scritto pure troppo e voglio dormire etc. - insomma, ditemelo voi se ho scordato qualcosa.)

93 commenti:

  1. Di solito passo il mio tempo a fare finta di non essere una Grammar Nazi, soprattutto perché credo di essermi rimbecillita: conoscevo molto meglio la grammatica alle medie che all'università. Eppure mi incarno in un autocorrettore rompipalle ogni volta (e succede spessissimo) che leggo "qual è" scritto con l'apostrofo (qual'è). Tanto da rendere le chat un loop di questo tipo: "Ciao, qual'è il problema?" - "qual è", "qual'è cosa?" - "qual è senza apostrofo", "senza apostrofo cosa?". Nel mentre temo anche di digrignare i denti, e da quando mi hanno detto che è il correttore automatico dell'Iphone a scriverlo così, sto pensando di inviare le mie rimostranze alla Apple. Probabilmente ho bisogno di aiuto, me ne rendo conto.
    Ah, complimenti, per blog, punteggiatura e tutto quanto!
    S.

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    1. Vero, il QUAL È. Aggiungo.
      <3

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    2. A me il correttore automatico dell'iPhone, lo scrive bene "qual è". Sono tutte scuse. :)
      Roberta.

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    3. Ah, quindi oltre al danno la beffa? Ira funesta.
      Grazie Roberta.
      <3 S.

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  2. vi verrei a rigarvi?

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    1. Vi verrei sotto casa a rigarvi la macchina. È una ridondanza che più si adatta al parlato ma, come ho già detto proprio qua sopra, spesso scrivo cose così.

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    2. Certo se lo fa lei è tutta un'altra cosa, sei tu che non capisci che poetessa incompresa è!
      Comunque snob, "ché" o " 'che" non entrambi assieme.

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    3. No, imbecille, è che il dominio lo pago io e quindi a casa mia scrivo il che cazzo mi pare <3

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  3. Sì però dovrai ammettere anche tu di gettarci fumo negli occhi, scrivendo che sé pronome può andare sia CON che SENZA accento. Pura malvagità snob.

    (Dovrei dormire, lo so, è questo che fa la gente normale il sabato notte. Questo o sballarsi.)

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    1. Aspetta, te la spiego: il "sé" accentato, teoricamente, va usato soltanto con "stessi", quando quindi devi distinguere dalla prima o seconda persona dell'imperfetto congiuntivo. Quindi, teoricamente, "se stesso" va scritto senza accento. Ma comunque c'è un po' di lassismo in merito.

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  4. Il dativo femminile. Ti prego, che qualcuno ancora si batta per la conservazione del dativo femminile, visto che ormai anche tra giornalisti è diventanto indifferente dire "gli" al posto di "le".
    P.s. personalmente, troverei seducente uno che dica "seducente" invece di sexy.

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    1. Vero anche quello, Dio, che mondo perverso e corrotto abitiamo.
      (Condivido sul "seducente".)

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  5. Sei il mio mito!

    Purtroppo sono al tuo stesso livello, o peggio, di nazi della grammatica. Io non riesco a non correggere i congiuntivi quando si parla, e neppure gli errori di grammatica o vocabolario; a volte mi chiamano la maestrina.

    Ma è più forte di me! Non ce la faccio: un pessimo italiano mi indispone infinitamente.

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    1. Anche perché non è fottuta fisica quantistica: è roba che ti hanno insegnato alle elementari. O ancora meglio: è la tua lingua, basterebbe aver letto uno due libri e tre riviste l'anno per aver naturalmente assorbito i meccanismi.

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  6. io ho problemi con le doppie, meno male ci sono i correttori automatici...

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  7. Snob, io ti adoro. Riguardo agli scritti brevi, che ne pensi dell'uso degli emoticon?

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    1. Li accetto, ma senza esagerare. Accetto soprattutto i CUORI <3

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    2. Allora eccone uno per te(paura di esagerare :D ). <3

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    3. Minchia, erano cuori? Cioè... io... a me sembravano proprio altro, ecco!

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  8. Grazie Snob, sono nella fase stesura della tesi e questa guida capita a fagiolo. Anche se, da adesso in poi, avrò una paura fottuta di commentare i tuoi post. Tipo che 'ste tre righe le ho rilette minimo quattro volte.

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    1. No, commenta pure. Sulla tesi mi hanno chiesto in tantissimi un post, ma devo dire che ancora non riesco a capire come ho fatto a scrivere la mia, figurarsi spiegarlo agli altri.

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  9. Mi sono sempre chiesta se fosse normale quel momento di commozione nel ricevere un messaggio dal fidanzato e vedere che ha messo con cura la punteggiatura.

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    1. È normale. Normale. Insomma, circa. Per me lo è.

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  10. ahahahah post geniale, ne condivido ogni singola parola! Anche io posso farmi condizionare da una punteggiatura o da un'accentazione sbagliata nella valutazione di una persona. Sarà che ho versato lacrime e sangue sul libro di filologia italiana ai tempi dell'università, ma su questa cosa sono molto pignola.
    Aggiungerei anche il diffusissimo "qual'è" scritto con l'apostrofo, un male difficile da debellare ;)

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  11. Ah! Finalmente qualcuno che conferma il mio malessere!
    (due righe sopra a Po' manca una R a produrRe).

    Aspetto un post sulla distinzione tra l'accento grave e quello acuto: quando-come-perché.

    Intanto grazie.

    Veronica

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    1. Adoro quando mi correggete.
      Ora, non so se è il caso di approfondire ancora questo mondo chiamato ortografia della lingua italiana, ma ci si può pensare.

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  12. Spero che più di qualcuno salvi sul desktop questo post!

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  13. Da quando un professore di latino mi spiegò perché sul registro scriveva "cómpito in classe", cerco di prestare attenzione a tutto questo. È una guerra senza possibilità di vittoria, temo. Se leggo i mail che ricevo per lavoro, è un florilegio di maiuscole messe a casaccio (anche a metà frase, come se fosse un modo per enfatizzare la parola), punteggiatura come il parmigiano sulla pasta, sparsa a pioggia, e verbi concordato senza senso.

    Poi mi stupisco se, su twitter, seguo sostanzialmente solo umanisti.

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  14. In tutto il post non c'è un punto e virgola (just saying)

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    1. Vero, non ne sono una grande fan: mentre adoro gli incisi - come si può ben notare, credo - e i due punti. Il punto e virgola non s'adatta un granché al mio stile e lo trovo sempre un tantino artificioso.

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    2. Può risultare pomposo e fuori luogo, ed è difficile farne uso corretto; se non per illustrare come non usarlo.

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  15. No, sono d'accordo. Sull'ortografia e sul buon uso della lingua bisogna essere intransigenti.

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  16. Niente, sei bravissima. E questo post è proprio FIGO (utile lo hanno già detto).
    Dei vari "l'ho", "l'ha" che ne pensi? Io li uso anche se li trovo bruttarelli...

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    1. "L'ho" e "l'ha" in che contesto?

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    2. "L'ho trovato", "l'ha preso", cose così... Vederli scritti così non mi sembrano tutta 'sta gran bellezza stilistica :) Mentre quando si parla sembrano quasi obbligati, troppe vocali vicine (lo ho, lo ha).

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  17. Io aggiungerei anche "non c'è la faccio".
    Rabbrividisco quando lo vedo!

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  18. Io ti adoro e già lo sai :). Ho avuto un'insegnante di grammatica molto esigente e severa sia alle elementari che alle medie, credo che sia fondamentale imparare certe regole da piccoli, ma è anche bene ripassare con post come questi ! Si leggono cose allucinanti, specialmente su facebook..."e" verbo senza accento, a senza la h quando ci vuole, eccetera !. Un bacione

    PS Non c'entra niente, ma ho finalmente comprato il burro d'arachidi per fare i "tuoi" biscotti !

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  19. Quando ci si mette il cappello da grammar nazi sarebbe utile rileggere quello che si è scritto prima di pubblicare. I refusi stonano parecchio.

    In certi errori perduro, perché trovo siano belli. Ad esempio la e congiuntiva ad inizio frase. La mia maestra alle elementari se avesse potuto ci avrebbe picchiato con la verga sulle dita per questa ragione.

    Il punto e virgola sta cadendo in disuso, dovresti riconsiderarlo ed averne più cura.

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    1. La e congiuntiva ad inizio frase non viene più considerata un errore da almeno trent'anni, credo.

      La maestra, piuttosto, avrebbe dovuto aiutarti un po' nella comprensione del testo, perché evidentemente, se insisti a parlarmi dei miei refusi, il significato delle prime quindici righe di post deve esserti un po' oscuro.

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  20. Grammar Nazi anche io e lo dico senza alcuna vergogna!
    (però ammetto con il capo cosparso di cenere che sui punti esclamativi multipli cedo un poco)
    Hai dimenticato i trattini (breve, medio, lungo): il 99% degli scriventi non ne conosce la differenza. Rabbrividisco.

    PS: mio marito abusa dei punti di sospensione. Pensi sia una causa di divorzio?!

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  21. Pensavo di essere un'amante della grammatica. Poi una volta ho scritto "qual'è" e da allora la mia vita è stata messa in dubbio. Niente è stato più lo stesso. Riconosco una lacuna grave per quanto riguarda gli accenti gravi e acuti.
    Piku

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  22. ciao snob, so che questo commento non centra niente con questo post ma volevo dirti che c'è un premio per te sul mio blog :) spero che sia gradito :)

    http://ilblogdellaracchia.blogspot.it/2013/04/very-inspiring-blogger-award.html

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    1. "Questo commento non centra niente."
      Ottimo. Invece c'hai proprio azzeccato.

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    2. Bella figuraccia.
      Ironia della sorte, avendo letto il post, stavo ben attenta a non fare errori del genere.
      Snob, perdonami.

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  23. Viola, ti piace vincere facile. Vista la gente che concorre su grazia.it, praticamente non hai rivali.

    Gloria

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    1. Mi lunsinghi, ma non è vero. O meglio, non lo so perché non è che abbia controllato.

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  24. segnalazione spazzolino esteticamente figo e ergonomicamente funzionale: http://instagram.com/p/XzF8BNoM2J/

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  25. Vogliamo parlare, invece, di "un" apostrofato quand'é maschile? Quando su facebook ho letto "un'uomo" mi sono venuti i brividi!
    Anch'io grammar nazi, anche se ultimamente ho sempre più dubbi, soprattutto sulla punteggiatura; non aiuta il fatto che, scrivendo molto in inglese e ben poco in italiano, mi sia abituata a costruire le frasi in modo diverso.
    Chiara

    PS: a me invece il punto e virgola piace, e lo uso forse troppo spesso.

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  26. Come sono d'accordo con te, e come amo la precisione nella grammatica, nell'ortografia e nella sintassi!
    Il mio professore di italiano del triennio (di liceo classico) all'ultimo anno cominciò a farmi guerra alle virgole seguite dalla congiunzione "e". Gli preparai una raccolta di testi di autori italiani da prima ancora che la lingua italiana fosse ufficialmente tale ai giorni nostri: tutti usavano il ", e", all'occorrenza.

    Odio anche le espressioni locali semi-dialettali usate come se fossero vero italiano. Da me è molto diffuso il "te" invece di "tu", o l'"essendo che". Ogni volta che li sento dentro di me c'è pianto e stridore di denti.

    Sugli amori finiti per errori di grammatica o ortografia: per me non cominciano proprio, il parlare bene- almeno- la propria lingua è un requisito base, non solo per innamorarsi di una persona, ma anche solo per averne un minimo di stima.

    laura

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  27. Qui davvero - fra gente che apprezza (nel mio piccolo, anch'io apprezzo che apprezzino così in tanti), gente che concorda e gente che cerca disperatamente il proverbiale capello nella minestra, riuscendo a farsi dare risposte muriatiche alla Guia Soncini, sembra difficile aggiungere qualcosa. C'è pure chi - dicendo, sia chiaro, cose molto sensate e condivisibili- ha voluto sbagliare una concordanza esattamente nella stessa frase in cui parlava di concordanze, il che mi sa di studiato: e lì sarebbe veramente la nuova frontiera dell'eleganza hipster (ma in realtà si tratterà solo di un banalissimo refuso, senza meriti né, tantomeno, demeriti).
    Epperò, possibile che nessuno abbia fin qui voluto lodare a chiare lettere il suadente, asprigno, perfino un po' malevolo sottotesto erotico? Non dico apertamente od immediatamente erotico; non nel senso volgarmente invalso, no: dico, piuttosto, come lo può essere una pagina in cui Colette descrive una cena, o dei soprammobili.

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  28. Che bello trovarsi tra gente che ti capisce :)
    Io cerco di contenermi ma a volte mi capita di correggere gli amici quando sbagliano (non tanto i congiuntivi, ma se mi dici "è arrivato tutto traFILato" io o rido o ti correggo, non ce la posso fare): so che rischio di risultare odiosa, ma è più forte di me.
    In genere, mi irrita quando la gente non si prende neanche la briga di pensare a cosa sta dicendo/scrivendo: secondo me chiunque sia italiano madrelingua (quasi chiunque, via) con un po' di ragionamento riuscirebbe a capire qual è la forma giusta tra "non c'è ne" e "non ce n'è", solo che non gli passa per il cervello neanche lontanamente di perder tempo a riflettere su una cosa per lui così ridicolmente trascurabile come l'ortografia.
    Un tipo che ci provava con me sul suo profilo facebook come motto aveva scritto "si buono e onesto ma soprattutto si uomo!": quanto ridere!

    Ah, un'altra cosa che a volte vedo che passa per affettazione è che io mi sforzo di concordare il participio passato con ciò a cui si riferisce, benché ormai nell'italiano parlato ma anche scritto sia sempre più comune trovare il participo passato maschile singolare anche in relazione a persone/cose femminili, o plurali... ma per quale motivo è normale dire "l'hanno vista", tutto concordato giusto, e però poi alla prima persona si dice "mi hanno visto", anche se chi parla è una donna, o "ci hanno visto"? Io dico "mi hanno vista" e "ci hanno visti", e pazienza se qualcuno lo trova divertente.

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  29. Ho ricevuto una mail di lavoro in cui il mittente, persona mai conosciuta e con la quale non interagisco frequentemente, mi poneva una serie di domande che si concludevano con almeno cinque punti esclamativi.
    Le ho risposto che non avevo mai ricevuto una mail così cafona.
    Quindi, sì, sono con te!
    Elettrica Neri

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  30. QUELLI CHE SCRIVONO TUTTO IN MAIUSCOLO, SENZA UN REALE MOTIVO.

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  31. Invece il messaggio che ha sancito la fine di un amore recitava così: "hai mai letto quel libro che si chiama il codice d'avinci?".

    Elettrica Neri

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  32. Pensa che le prime volte che io e il moroso ci siamo scritti per sms lui ha candidamente ammesso che non gli era mai capitato di ricevere messaggi in italiano corretto e con la punteggiatura giusta - cosa che continua a trovare eccitante. Io lo stesso. Non potevamo che sceglierci. <3

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  33. Quando ho detto a degli amici (che si stavano divertendo a farmi stilare un elenco delle caratteristiche dell'uomo perfetto) che la punteggiatura era essenziale, stentavano a crederci. (Condivido in modo particolare gli anatemi contro i puntini di sospensione, le legioni di punti esclamativi/di domanda, e le maiuscole accentate).

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  34. Quelli che ti invitano a fare qualcosa sta-staccato-sera.

    No. A prescindere.

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    1. Una volta ho ricevuto un sms in cui, tra le altre, c'era scritto "c'ene andiamo". XD

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    2. Mi scrisse di non "preuccoparmi". Mi amava "d'avvero". Tre anni di disperazione e quasi anoressia svaniti in un SMS.

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    3. LOL, vinci tu. :D

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  35. Io ti adoro e ti vorrei come migliore amica.
    Ti seguo sempre <3

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  36. Concorde, ovviamente.
    Ma perché avercela tanto con John Fante?
    Mariacristina

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    1. Non ce l'ho con Fante, a me piace Fante. Ma Fante - soprattutto con "Chiedi alla polvere" - è il classico autore che viene letto da chi vorrebbe far finta di voler fare lo scrittore ma, di base, non è capace di leggere niente di più lungo o elaborato.

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    2. Triste, ma vero. Povero Fante.
      A me, più che la saga di Bandini, piacquero La Confraternita del Chianti e Full of Life.
      Perdona l'off topic, si parlava di grammatica. Ma ero curiosa!

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  37. Antonsesfemmina8 aprile 2013 01:22

    Ormai è passato un anno e mezzo da quando ho fatto - diciamo così - il salto della cattedra, da studentessa ad assistente. Se prima ero una grammar nazi, ora sono tipo la vendetta del Dio della grammatica incarnata in lardo e ricci, dopo averne lette di TUTTI i colori.
    Hai riassunto praticamente tutte le mostruosità immaginabili, e leggerle è stato fisicamente doloroso (non scherzo). Mi sento solo di aggiungere:

    1) La virgola fra il soggetto e il verbo: lo so che rientra fra le virgole buttate a cazzo, ma è un caso particolarmente grave che mi scatena convulsioni, anatemi fino alla settima generazione dell'autore e coprolalia. "Tizio, fece questo". E io voglio uccidere, con tutte le mie forze, perché mi rendo conto che il problema è nella LETTURA: non sanno distinguere fra la pausa "estetica" del parlato e quella funzionale della sintassi, e questo è colpa di chi ha insegnato loro a leggere e scrivere. Le elementari, santiddio, le elementari fatte male e avrai questo cancro appresso tutta la vita. Ma perché.

    2) Una particolare forma di concordanza a minchia, sempre più frequente, che spero sempre fino all'ultimo sia frutto di un errore di battitura e invece nuo, mai, neanche a pagare: improvvisamente, magari in un testo manco male, ti trovi davanti "una rivoluzione di tipo politicA", oppure "degli interventi di tipo riformatorI". Interrogando lo studente all'orale, lo senti rifare lo stesso errore mentre parla e ti rendi conto che l'idiota non sa che l'aggettivo si riferisce a "tipo" e quindi lo concorda in genere e numero con l'altro sostantivo. La padronanza della grammatica è seducente, ma quella dell'analisi logica è la VERA prova del nove, secondo me. Distingui i complementi e gli elementi della frase e sarò tua per la vita. Sbagliali e giuro che ti metterò in croce ogni giorno della tua sordida vita.

    Poi - oddio ne sta venendo fuori un romanzo, ma io ho BISOGNO di dire tutto questo - ci sono cose su cui sono assolutamente propensa a transigere, usandole spesso io stessa: la "e" dopo la virgola (in alcuni casi secondo me non hanno lo stesso valore, c'è bisogno di entrambe) e in principio di frase, così come il "ma" e il "tuttavia" (ma non il "però". Non mi piace il "però", ho dei problemi). Mentre non perdono alla grammatica italiana d'aver accettato "obbiettivo", fra le altre, con due "b": fa schifo ai cani, non si può leggere, è l'abominio. Lo correggo ancora.

    E poi niente, ne avrei ancora per delle ore, ma mi devo fermare qui. Con una richiesta. Questa nostra meravigliosa lingua ha una grammatica maestosa, ma anche delle parole dimmerda. Parole, intendo, che veleggiano sulla tremenda combo "non si possono sentire, ma laggente le ama": parlacene, Snob, quali parole ti stanno sul cazzo? Altrove mi sentirei folle a chiedere una cosa del genere, ma so che qui c'è chi mi capisce.
    <3

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  38. Come siamo messi male se un post di cose che dovrebbero essere ovvie dalla quarta elementare suscita tanto interesse.

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  39. "Non c'entra niente"
    "E cosa deve CENTRARE?"
    O, ancora peggio: "E cosa deve C'ENTRARE"?
    Dio mio, sto male solo al pensiero. E la gente mi insulta pure, quando faccio notare errori tremendi come questo e dico che è per il loro bene (anche per il mio, ok), dato che, per esempio, essere bocciati ad un concorso pubblico per un motivo simile sarebbe veramente ridicolo.
    Inoltre, al liceo, il mio professore di italiano - mica pizza e fichi, eh - faceva UNA MAREA di errori. Alcuni dei peggiori: durante un discorso in italiano, sia scritto che orale, infilava parole in inglese con la "s" al plurale: "Ho visto dei filmS". L'ODIO.
    Un altro: "Ragazzi, mi raccomando, al femminile si scrive qual'è con l'apostrofo, solo al maschile senza!".
    Metteva tre a chiunque non seguisse queste sue arbitrarie regole (qui ne ho messe solo due, ma ci si potrebbe scrivere un libro). Giuro che ho sofferto fisicamente per i tre anni in cui ho avuto questo folle come professore.

    Detto ciò, sposiamoci. <3

    P.S.: mi dispiace per la quasi totale casualità dei capoversi, ma giuro che questo spazio così ridotto mi dà così fastidio che non capisco assolutamente dove stiano andando le parole che scrivo.

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    1. Cassy fa star male me il pensiero che un mio grossolano errore ti abbia recato dolore.
      Se ti può consolare, il mancato uso dell'apostrofo è dovuto al mal funzionamento del tasto della mia vecchia tastiera.
      Mi accorsi dell'errore solo leggendo il commento dell'anonimo.

      P.s. Nel caso in cui io abbia fatto errori, ti prego, correggimi pure, non ti insulterò, anzi.

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    2. Mi dispiace di averti offesa, ma non avevo neanche letto i commenti precedenti al mio: mi riferivo ad errori che sento/leggo spesso, e poi a quelli orribili fatti dal mio professore di lettere che, in quanto tale (e in quanto italiano), avrebbe dovuto saper parlare correttamente.

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    3. Macché offeso, ci mancherebbe pure. :)

      La professoressa di greco della mia amica non azzeccava un congiuntivo, nemmeno per caso o per fortuna.
      Sentire parlare lei o Checco Zalone è la stessa cosa, l'unica differenza è che quest'ultimo finge.
      :)

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  40. Anni fa girava in rete un giochino idiota, in cui le persone scrivevano cose su di te, rispondendo a domande predefinite. Era il 2001. Un'amica scrisse che la mia caratteristica predominante è il "rigore sintattico-grammaticale". Peccato che mi stava sulle balle, ma lì per lì l'ho amata. Un'idiosincrasia su tutte: il "piuttosto che" con valore disgiuntivo, che trovo insopportabile anche nel parlato. Ma "oppure" ci fa così schifo?
    Recentemente mi è capitato di dire "piuttosto che", intendendo "invece che" e sono stata fraintesa. L'odio, proprio.

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    1. Il "piuttosto che" usato male l'ho trovato qualche settimana fa in un articolo del CORRIERE (online, non so se anche cartaceo): era un articolo stupido, su Ruzzle, e la cosa agghiacciante è che questa giornalista cretina, usando il piuttosto a cazzo, dava a intendere l'opposto di quello che voleva dire! Perché la frase era grossomodo "il gioco accetta parole desuete come aita, aere, ria (sto inventando ovviamente) piuttosto che parole moderne come pogo e figo", quindi quello che si capiva era che il gioco accettasse le prime ma non le seconde. Cosa non vera e che lei chiariva nei commenti: non capiva che l'equivoco era dato dal fatto che aveva scritto male lei, evidentemente pensava boh, che fosse un'ambiguità della lingua italiana.
      Poiché nei commenti molti le facevano anche notare l'erroraccio, indegno di una giornalista, lei alla fine si degnò di correggerlo, ma aggiungendo un commentino sarcastico su cosa si è costretti a fare per compiacere i professoroni della Crusca. Dio l'avrei ammazzata: il giornalismo non dovrebbe essere uno dei baluardi della lingua italiana? Non dovresti essere la persona curiosa per eccellenza? Ti fanno notare un tuo errore e invece di interessartene scrolli le spalle con aria di superiorità?

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    2. Zazee, questo aneddoto è allucinante. E parliamo di giornalisti, gente che con la lingua italiana dovrebbe farci, se non l'amore, del serio petting almeno quotidianamente. Ogni tanto mi sorprendo a riflettere su una cosa: quando, esattamente, è cominciata l'era del "piuttosto che" sminchiato? Cioè, da quanto tempo conversare con le persone è diventata una disciplina Olimpica della corretta decodifica del pensiero sotteso? 6 mesi? 1 anno? di più?
      Per quel che mi riguarda, "piuttosto che" sbagliare, m'informo. Ecco.

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    3. Io avrei buttato lì 5 anni, ma questo articolo della Crusca http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/uso-piuttosto-valore-disgiuntivo ha più di dieci anni! Che amarezza. Nell'articolo concludono augurandosi che l'obbrobrio passi presto di moda, e invece è ancora qua... Quando lo sento usare ho l'impressione che chi lo usa lo faccia per darsi un tono, per fare lo sgargiante con un'espressione che gli sembra ricercata e colta in alternativa alla povera congiunzione "o"! Ho un'amica super avvocatessa in carriera che ogni tanto si mette a parlare lentamente, come per declamare quello che sta dicendo, e quando lo fa usa quelle perifrasi inutili che allungano il discorso e riempiono la bocca (tipo "per QUELLA CHE È la mia opinione", argh!!): ecco, secondo me lei è l'utilizzatrice del piuttosto che sminchiato per antonomasia.

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  41. Sono appena tornata da un incontro per laureandi del mio relatore. Si sente costretto a farlo perché non vuole vedere certi errori. I puntini di sospensione sono tre, non due, ha detto. Soffriva. Ti adoro perché se ti chiedessi se ho il naso grosso risponderesti sì.
    Vale

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  42. Ehi ciao :) ho una sorpresa per te sul mio blog http://chezkillermakeup.blogspot.it/2013/04/liebster-awards.html

    Passa anche sulla mia pagina facebook :)http://www.facebook.com/KillerMakeUp

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  43. Quella cavalla pazza che avevo come professoressa di Lettere spiegò queste regole all'inizio del II semestre della prima media.

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  44. Ho visto scritto persino "essi anno fatto" o simili senza l'acca! saluti,
    paola

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  45. Ahahahah ho riso moltissimo leggendo questo tuo post, non perché ciò che dici sia ridicolo, assolutamente, ma perché è oggettivamente buffo :)
    Tra l'altro io sono sicuramente una di quelle a cui dovresti rigare la macchina, ma ti prego, non farlo, l'ho già battuta contro un paletto!

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  46. sarò stupida, ma a me il punto e virgola sta sul cazzo. Non lo uso mai e non riesco a capire quando effettivamente va usato.

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  47. Mi fa piacere notare che esiste una mia controparte femminile in un qualche angolo dell'Italia. Vogliamo parlare dell'accento acuto su "perché", "poiché" e via dicendo? Di chi usa "te" invece di "tu"? Di "dasse"/"stasse" o "celebrissimo"/"entusiasto"/"in cinta"?

    Se poi cerchi un po' in giro, su internet si trova di tutto: "oglio" invece di "olio" (p.e.: "aglio oglio e peperoncino") ma anche "vuovo", "vuovi" e persino "vuomini". C'è chi scrive così per scherzo, chi no.

    Se andiamo sul parlato poi, si potrebbe fare un trattato. Giusto per citare una cosa che mi fa venire i brividi: "pultroppo". Una volta, preso da un raptus, non sono riuscito a trattenermi e ho corretto un collega che ripeteva "pultroppo" in continuazione, infilandolo nelle frasi come intercalare. Mi guardò stupito perché credeva che io scherzassi. "Ma va! Si dice pultroppo! PUL-TROP-PO!".

    Rimanendo in tema di intercalari, io non riesco a tollerare quelli che inseriscono una bestemmia in ogni frase, nell'intento di rafforzare il concetto che cercano di esprimere (e qui in veneto sono molti). È un concentrato di maleducazione, volgarità, bassezza. Poi se il soggetto in questione è una ragazza, fosse anche miss mondo, la rende ai miei occhi l'ultima del genere femminile.

    Buona fortuna!

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  48. Servirà sicurmente ad essere più seducenti.
    Secondo me c'è un evidente legame tra il concentrarsi su questi temi e l'avere disturbi alimentari.

    L'immagine che ho visualizzato leggendo il post e i commenti è quella di un'adolescente che sceglie accuratamente cosa di cosa nutrirsi dall'esiguo pasto, impaurita di rovinare l'opera d'arte che ha nel piatto.

    In arabo ci sono 3 H, una dentale, una gutturale, e una che assomiglia a una R ma più grattata. Prima di capirlo, quando mi dicevano una parola, registravo un suono diverso da quello che pronunciava il mio interlocutore, proprio per mancanza di attenzione sulla H, che in italiano è muta. Per questo, per arrivare in un luogo, ci ho messo 7 ore invece di 40 minuti.
    Da allora apprezzo la correttezza ma non dimentico che la lingua è comunicazione, e se ho capito quello che sto leggendo, di solito mi accontento.

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  49. ho la mente pigra e dislessica.
    = delle regole grammaticali non me ne faccio un caiser. che poi sinceramente a cosa servono? se le migliori parole provengono dalle sensazioni?
    anche se devo dire che me la cavo abbastanza bene (con la grammer), pur avendo un deficit cerebrale.
    buon compleanno.

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  50. Mi cestinerai sicuramente, ma lascia che te lo dica... più che snob mi sembra che tu non abbia ancora superato l'entusiasmo giovanilista di Tourettiana memoria per infarcire ogni frase di una serie di "cazzo" appesi futilmente qua e là... non credo che il problema siano solo dei puntini... (...) ... Poi, a proposito delle virgole e di quanta poca importanza rivestano... beh, non sarei propriamente dello stesso parere. Diciamo che Kerouac direbbe probabilmente ancora oggi "non fate periodi che separino frasi già confuse arbitrariamente da falsi punti e da timide virgole per lo più inutili, ma servitevi di un energico spacco che separi il respiro retorico (come il musicista di jazz prende fiato tra le varie sonate)"... Sì, prendete fiato, ecco.
    Ogni tanto, mica troppo.

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    1. Oh, non sei dello stesso parere? Davvero? Potresti aprirti un blog dove le persone che sono interessate alla tua opinione possono venire a leggerla. Come dici? L'hai già fatto ma nessuno ti si incula? Be', tutto questo è davvero molto triste: sentiti libero di continuare ad utilizzare questo spazio per esprimerti, non farti problemi.

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[Ricordate sempre: good grammar is sexy.]

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