Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: I am the greatest, I said that even before I knew I was.

I am the greatest, I said that even before I knew I was.

Premio Sele d'Oro Mezzogiorno - giorno #3

Alle conferenze ci sono gli esperti, i professori, i politici, gli imprenditori.
E poi ci siamo noi: questa manata di folli con mestieri inesistenti, con competenze da nomi incomprensibili, con vite passate su treni FrecciaRossa e voli RyanAir, con tutto il nostro lavoro dentro un iPhone che - nonostante tutto - ce ne stiamo lì, a scardinargli le certezze e le poltrone da sotto i culi un post alla volta, un like una volta, una start up alla volta, un corto alla volta.
Una speranza alla volta.
E loro - dubito lo facciano con cattiveria - se ne stanno lì a ripeterci, con quella loro concretezza priva di soluzioni, con quella loro tangibilità, quanto le cose vadano male per i giovani, quanto poco lavoro ci sia per i giovani, ma qualcosa di quasi nullo nella voce ti fa intendere che un po', questi giovani, se lo sono meritato. Non si capisce poi perché.

Ma noi si continua, con le nostre armi invisibili: Angelo, Emira, Carlos, Valentina, Pierluigi, Roberta, Luca, Mario, Fabrizio.
Emma, a cui hanno detto che il suo progetto era carino, i suoi video una bella favola, con quei sorrisi che volevano essere d'incoraggiamento ma che prendevano pieghe strane, che parlavano delle sforzo necessario che serviva per ignorare questa nostra stupida, piccola, cibernetica magia.

E in queste decine di microtensioni colgo altro, una lotta - che d'un tratto so non star avvenendo solo qui sul Sele, ma anche oltre, ma anche fuori, ovunque: d'un tratto so che c'è un noi e c'è un loro, e so che anche altri dei nostri, forse anche migliori, in questa Italia che sembrava speranza stanno combattendo. 

E non posso che provare gioiosa meraviglia nel vedere questi vecchi tremare sotto i nostri colpi.

17 commenti:

  1. Sono d'accordissimo, e specialmente ora che i modelli di sviluppo "tradizionali" si stanno sgretolando (fa comodo chiamarla crisi), c'è spazio per la creatività. Creatività (spezzo una lancia in mio favore) che personalmente non mi sento di relegare ai giovani nel senso anagrafico del termine, la mia timeline di twitter è colma di giovanissime muffe...
    A mio avviso c'è (molto) spazio per chi ha qualcosa da dire&dare e riesce a partecipare e condividere in rete (con lo strumento più consono) con onestà (nel senso più ampio del termine).

    RispondiElimina
  2. Bella la foto di Alì.

    RispondiElimina
  3. Personalmente attendo con ansia il ribaltone.
    La pigrizia sta mettendo i baroni, trinceratisi dietro ad una sicurezza costruita di mattoni che non si fabbricano più, in netto svantaggio. Si accorgono che, quello che hanno non è loro più sufficiente, si pentono di non essere stati più umili, ma non lo ammettono e usano l'unica arma che gli rimane, la denigrazione, la scorrettezza, la snobilitazione professionale ed economica dei giovani. E' un processo che si avverte sensibilmente sopratutto nelle discipline che sono caratterizzate da un continuo progresso tecnologico; io nel mio lavoro lo noto quotidianamente ed in modo lampante. Molti dei giovani che mandano qui i loro cv carichi di umiltà e buoni propositi, supplicando, telefonando per sapere se lo abbiamo ricevuto, hanno in realtà più esperienza, originalità, competenza di colui per cui aspirano a lavorare. Sono veloci, sono preparati, sono potenti e non li spaventa fare sacrifici. Contrariamente a quello che i Signori in Poltrona hanno da dire.
    Il problema arriva, quando finisci le forze per combattere, quando ci perdi soldi, tanti, quando ci perdi il sonno e ti rendi conto di pagare le tasse per un paese che non ti rappresenta, dove dovresti guadagnare il triplo ma non puoi perché non c'è tutela alcuna, che detesti e che ti disprezza. Allora è inutile incaponirsi; se uno non è innamorato di te, non cambieranno le cose se gli prepari la colazione tutte le mattine. Magari si affezionerà, gli mancheresti, ma l'amore ed il rispetto sono un'altra cosa.
    Ed a me i missili piace spararli da una base lontana, dove nessuno può vedermi, pericolosi perché imprevedibili ;)

    Grandissimo Bel Post comunque

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Amen! Sante parole, non avrei potuto scrivere meglio di così.

      Vivienne

      Elimina
  4. ho una domanda per te, una volta che i fratelli hanno ucciso il padre primitivo poi cos'è successo?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quando sono diventati a loro volta genitori, sapevano già quali errori evitare.
      Oltre chiaramente ad aver sgobbato il triplo nella fase di passaggio.

      Elimina
    2. Evidentemente non hai capito di cosa io stia parlando.

      Elimina
    3. Pensa che io ho la medesima impressione.

      Elimina
    4. Bene così. la domanda, infatti, era per Viola.

      Elimina
    5. (La quale non ha capito la domanda e quindi risponde: BOH.)

      Elimina
    6. Intendeco dire che la tua analisi é veritiera ma 'rompere connla tradizione' non significa seppellire cadaveri, piuttosto, risignificarli.
      Il mio riferimento era a Totem e Tabù di Freud. Leggilo, credo che insieme a 'disagio nella civiltà' sia fra i testi fondamentali per capire come funziona la società.

      Un bacio e complimenti per i contenuti del tuo blog.

      Elimina
  5. Sono felice che tu ti stia trovando bene, sembra esserci tanta gente figa.. :)

    RispondiElimina
  6. Sono io che sto diventando cieca o hai scritto UN'IPHONE con l'apostrofo? Spero il tuo iPhone sia femmina. Scusa, mi piace leggerti, ma sono acida e stronza di natura.
    F

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragionissima, errore mio, ora correggo.

      Elimina
  7. Bello! Passa da me - da casa, visto che non ce l'ho, il blog. E neanche il TUITTER.
    Contenta?
    Tanto amore per la Snob <3
    zoe

    RispondiElimina
  8. Cos'è una start up senza un investimento? Dove si trova l'investimento se non da un intermediario finanziario? Quali soldi di risparmiatori ci sono dietro? Cos'è un corto senza una piazzetta dove proiettarlo, senza una cornice entro il quale piazzarlo e promuoverlo? C'è gente nei teatri che pagherebbe un biglietto a prezzo men che simbolico per andarlo a vedere, altrimenti, oggi, qui? Cos'é un corto senza un comune, senza un bando, senza una commissione, senza un assessorato alla cultura? Cos'è un simpatico contenitore di creativi opposti a vecchie cariatidi, senza i fondi pubblici che lo tengono in vita? Attraverso quali rivoli fluiscono quei fondi pubblici? Siamo sicuri che sia sempre una bella corrente limpida e impetuosa, o non possa piuttosto assomigliare a fiumi proprio come il Sele, un tempo rifugio di pescatori in un sud immemoriale, poi poco più che fogne a cielo aperto, ora rigagnoli tenuti in vita sempre più stanca e sempre meno convinta...Non voglio criticare la tua entusiastica presa di coscienza, lungi da me. E' bello sentirsi parte di un "noi" e fare, foss'anche solo per una volta, i convinti (con relativi cambi di registro stilistico). Ma ti inviterei ad una maggiore "awareness", che è intraducibile con "consapevolezza" perché trasmette quel senso di lieve allarme per l'ambiente circostante (secondo me). Guardati intorno, oltre il "voi" e il "noi": nel caso di specie, sia "voi" che "loro" siete come i semicori del teatro classico; opposti, fate parte di un unico palcoscenico. Siete corpi estranei, artificiali, un bel carro di Tespi che scintilla per qualche giorno e poi lascia i paesani né più ricchi né più poveri (che sarebbe, oltretutto, difficile) e forse senza nemmeno esser riuscito a regalargli dei sogni comprensibili (che ne sanno loro di Rinaldo, Armida e Bradamante - un iPhone è un telefono per ricchi, una start up è una cosa che si magna, la cassa integrazione poi finisce, il mutuo della casa invece no). Non dico che questa tua orgogliosa invettiva non vada bene, ora però fai un passo in più. C'è un noi più grande che dev'essere compreso, oppure per i glassati cavalieri erranti a cavalcioni dei loro aerei RyanAir sarà presto pronta, come per i loro padri ex rivoluzionari a un tanto al chilo, una bella riserva indiana dalla quale continuare a guardarsi l'ombelico.

    RispondiElimina
  9. Sticazzi.
    Questo post mi fa venir voglia di stringerti la mano annuendo.

    Gli "altri dei nostri" si merita un like, uno share, un'altra intervista (a te o a uno di noi, non a loro di sicuro).

    RispondiElimina

[Ricordate sempre: good grammar is sexy.]

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...