Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: Of haters and heroes

Of haters and heroes

È qualche giorno che medito sui vari rapporti, più o meno morbosi, più o meno complessi, che si formano nell'inquietante e immenso World Wide Web.
Haters, lovers, troll, fan, stalker, lurker - e chi più ne ha più ne metta.

Che poi ci scordiamo sempre che l'Internet è l'Internet, che non è la vita vera: e che per quanto una persona possa esporsi e possa rendere pubblica la sua vita, quella persona resterà sempre e comunque un segreto, e quanto di lei sceglierà di mostrare sull'Internet, anche se fosse la sua interezza, sarà sempre una parte e non l'intero.

E quindi, sì, è normale parlarne male, criticare, dire qualche malignità: siamo esseri umani, e siam fatti di una buona dose di cattiveria, malevolenza. Nessuno avrebbe il coraggio di considerarmi disumana se, seduta al tavolino di un bar e vedendo passare una ragazza non vestita di mio gusto, commentassi la cosa con una mia amica. C'è un po' di cattiveria, certo: ma è cattiveria umana. Chi non l'ha mai fatto?
Diverso, capite, diverso è, per esempio, andare sotto casa di questa persona a urlare "STRONZA, TI VESTI DIMMERDA!" - ne cogliete, vero, la differenza?
Eppure su Internet i limiti sono diversi, e riuscire ad applicare l'esempio di queste due situazioni è un po' più complesso.
L'altra sera stavo ragionando di questa roba qua, e degli haters, e così via, poi ho preso la pizza e mi sono messa a guardare gli Incredibili.
Io l'ho sempre detto che i blogger sono dei supereroi. Ci sono quelli un po' Peter Parker, come me, ci sono quelli un po' Tony Stark come la Spora. Ci facciamo vedere o non vedere, diciamo o non diciamo il nostro nome. Ma comunque il blog resterà sempre una delle nostre identità. E l'altra, per quanto Tony Stark possa finire sui giornali, resterà sempre un segreto accessibile solo a chi Tony Stark l'ha visto dal vivo.
E - lo so che è triste averci le epifanie con i cartoni della Pixar, ma che ci volete fare, so' una persona semplice - qualche meccanismo m'è sembrato più chiaro. 

Spesso gli attuali haters erano un tempo i tuoi Fan Numero Uno.
Non avevo mai pensato veramente a questa cosa, ma scavando un tantino nella memoria, sia nella mia che in quella del computer, ho scoperto che sì, spesso e volentieri è così. Gli haters, gli haters quelli veri, quelli che ti vengono sotto casa ad urlare o nel blog a commentare anonimamente, spesso erano i tuoi Fan Numero Uno.
Fan che sono stati, spesso inconsapevolmente, o ignorati o maltrattati o delusi.
Gente che di solito di diceva sei fighissima! o sei fantastica! con un po' troppa foga, cosa che metterebbe un tantino in guardia qualsiasi persona con un ego di una metratura non patologica.
E tu, completamente ignara del pericolo che i Fan Numero Uno possono diventare, hai fatto uno dei seguenti errori.

Hai ignorato il fan - uno dei più classici. Ti manda una mail, tu ti scordi di rispondere, e quello se la lega al dito. Tu non l'hai fatto con cattiveria, affatto. T'è finita la mail in spam, oppure ti sei scordata, o non credevi fosse una mail che richiedesse una risposta. Loro lo considerano un affronto. C'è tutto un meccanismo di "ma chi cazzo crede d'essere questa" che va avanti, in solitaria, nella loro testa. Quelli che riescono a prendersela per così poco non sono però molti, e solitamente non troppo pericolosi. Si limitano a mandarti due o tre mail, lasciare due o tre commenti, facenti presente la loro stizza nei tuoi confronti: poi, molto pacificamente, iniziano ad ignorarti.

Hai maltrattato il fan - questi, questi sono di solito i peggiori. Sono convinti che il loro amore debba essere per forza ricambiato. Non accettano no, sotto nessun punto di vista. Solitamente la rottura definitiva è quando, pubblicamente, critichi una loro opinione o un loro commento. Chessò, banalmente: "Snob, guarda che belle queste scarpe!" "No, guarda, a me fanno cagare." Basta questo per scatenare il delirio. Da una parte si sentono pubblicamente umiliati, dall'altra traditi, da qualche altra parte ancora, più a fondo, inadeguati perché sono stati incapaci di capire che la pensavi in maniera differente. La maniera migliore, quindi, per eliminare questi sentimenti negativi e seppellire questa brutta sensazione è iniziare a spalarti merda addosso. Di punto in bianco. Con una grossa e larga pala da becchino americano. A due mani. Ho almeno una decina di esempi di questa tipologia di Fan Numero Uno, davvero, sono i più comuni e i più cattivi. Arriveranno al livello di cancellare i loro commenti sul vostro blog, pur di poter eliminare prova del fatto che, un tempo, loro vi amavano.

Hai deluso il fan - qui ci perdiamo nei nebulosi campi dell'ermeneutica web: non è più qualcosa che tu fai direttamente al fan, ma qualcosa che fai o dici in generale. Tu te ne stai tranquillamente sul water a leggere Topolino, per esempio, e ad un certo punto ti viene l'insana idea di condividere questa tua pratica su Twitter. Apriti cielo. "Snob, ma tu davvero leggi Topolino? Sul water?" "Eh, sì, a me garba leggere sul water. E leggere Topolino." "No, davvero, che delusione, non ti facevo una persona così :(". Un classicone del web. Ma una nuova scoperta sul tuo eroe preferito non potrà mai portare il livello di delusione che un cambio di rotta del tuo eroe preferito potrà portare. "Niente", scrivi "la Nutella è indubbiamente superiore alla Nocciolata Rigoni Asiago." "Snob, ma cosa dici!? Tu hai sempre detto che la Rigoni Asiago è meglio!" Ecco, in questi casi levate loro le certezze basilari. Noi blogger abbiamo le fattezze macchiettistiche e stereotipate dei supereroi, dei personaggi dei fumetti, dei telefilm: non possiamo evolvere. Non possiamo cambiare idea, gusto, opinione. Ce le vedete le Tartarughe Ninja a non mangiare più pizza, ma kebab? Ce lo vedete Sheldon Cooper a sedersi in un punto del divano diverso da quello a cui siete abituate? No.
Il fan deluso non raggiunge i livelli del fan maltrattato, ma è comunque peggio del fan ignorato.

Comunque, c'è moltissima letteratura scientifica in merito alla pericolosità dei Fan Numero Uno.
Tipo:

16 commenti:

  1. A me questo film mette addosso talmente tanta ansia che non sono mai riuscita a vederne la fine.

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  2. Superlativa la citazione finale

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  3. Un po' come con gli uomini, che prima ti considerano la donna migliore della terra, prima tutto-quanto e poi diventi un essere spregevole, nemmeno più degno di una risposta ad una mail, per dire.
    Forse è la stessa idea di "fan" ad essere pericolosa: meglio gente che apprezza quello che fai, quello che sei, senza "fanatismo", ma considerandoti un essere umano che ha scelto di condividere qualcosa - solo qualcosa - col mondo virtuale (ma ugualmente pieno di matti) che è l'internet.
    z

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  4. No be', Michelangelo senza pizza è la conferma definitiva che Nietzsche la ragione l'aveva davvero. Dio è morto.

    Esporsi è sempre una scelta forte: mettendoti a nudo ti esponi sì agli altri ma ti esponi notevolmente anche a te stessa e devi quindi duellare con le tue debolezze - che gli altri non mancheranno di farti notare anche se sepolte sotto un tappeto di cinquanta chili - e affrontarti davvero davanti a tutti.
    Un profilo basso è meno rischioso ma, in fondo, credo anche meno divertente. O almeno io faccio parte della schiera di quelli che preferiscono mostrarsi.

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  5. Questo post mi inquieta: ho finito di leggere Misery due giorni fa e ora mi trovo Annie Wilkies in trasposizione cinematografica qui. Dopo una settimana che mi vedo potenziali Annie Wilkies in qualsiasi angolo della cittá. Aiuto.
    -Lyz

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  6. Mi piace la tua analisi!
    Per me, comunque risulta tutto assolutamente incomprensibile, sia il fatto che certe persone esistano, sia che tu sia presa la briga di pensare a loro. Capisco che per te sia diverso visto che sei qui e ti esponi ad un bel po di lettori eterogenei, al contrario di me che in rete quasi non esisto. Non credo sia sempre facile prendersi insulti "apparentemente" ingiustificati, ma razionalmente trovo chiunque si butti nell'internet ad insultare senza mettere il viso scoperto, degno solo di un peto ben riuscito.
    Anch'io sono stato ignorato, ti mandai una compilation ai tempi del post sul mixtape e non ho mai ricevuto una risposta, ma mai e poi mai mi sarebbe venuto in mente di passare dalla parte, quella dell'insultatore folle! ma anche se mi avessi detto che era il mixtape peggiore che avessi mai sentito, non l'avrei fatto, al limite avrei detto un bel "mi spiace" e fine.
    in sostanza penso che chi passa dall'altra parte, o anche chi lo fa a prescindere, per indole, per amore all'inutile sovversione controcorrente in rete, non meriti neanche un attimo di transito nel cervello di una persona. Ovvio che irrazionalmente qualche peso ce l'abbia.
    A.

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  7. Ecchevvofà, il cambiamento spaventa, l'essere ignorati spaventa e, soprattutto, il non poter arrivare dove si vorrebbe spaventa e fa incazzare. Siamo fatti così, mentalmente instabili e noiosi. L'importante è che nessuno ti spezzi le tibie con un martello.
    Love you Snob

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  8. Internet è un mondo fin troppo sopravvalutato... perché si vuole analizzare un comportamento dove non abbiamo alcun tipo di certezza sul suo fondamento?
    Si è nascosti dietro ad un pc e per questo non si possono conoscere le vere reazioni o intenzioni di una persona.
    E' vero ci sono persone che, come hai scritto, si sentono frustrate se non prese in considerazione da te, ma altre francamente fanno del flame solo per il puro piacere di farlo.
    Molto spesso il web viene usato per sfogare le proprie frustrazioni, c'è chi si scarica un film per alleggerire una giornata pesante e chi - come gli haters - che prendono il primo topic, blog, commento oqualsiasialtracosa per inveire contro il mal capitato e sputare fuori il proprio veleno.
    Ci saranno sempre gli esaltati pronti a voler ferire chiunque qui nel web, un modo per fargli smettere è il ban o non dar loro retta: se non si da' ossigeno al fuoco questo si spegne.

    Vivienne

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  9. mah! di sicuro le interazioni negative si hanno solo con gente che quanto meno interagisce con te - è difficile litigare e restarci male con la zingarella che chiede l'elemosina in metropolitana (e che magari pensa della passante privilegiata cose terribili), è più facile farlo con le amiche, le conoscenti e le coinquiline - internet al massimo aumenta il numero di rapporti di conoscenza.
    E' normale stare sulle palle a gente che ti ha in passato apprezzato. Pure nella vita.

    Sul discorso del pc è vero in ambo i sensi - dal vivo ci sono tante cose che ti fanno capire il grado di "conoscenza" tra persone. Conoscenza distratta, conoscenza oh che piacere, conoscenza facciamo qualcosa insieme, amicizia, la gestualità che accompagna una parola indica il livello di attenzione - di conseguenza ti sono più chiare le aspettative che puoi avere sulle persone.
    Esempio scemo, il primo che mi viene in mente: una persona che fa sempre l'amica tua, mangia con te, parla di cose personali, e poi si sposa e non ti invita al matrimonio, nemmeno alla cerimonia e nemmeno ti da i confetti. E' chiaro che un minimo la giudichi un po' male - non è una "amica".
    Se la stessa cosa la fa chi ti riserva una attenzione un po' distratta non ti offendi.
    Il gesto è lo stesso, cambia la percezione del rapporto.

    Dal vivo puoi giudicare se una fa l'amica o la conoscente.

    Da pc no: siccome l'interazione è solo nello spazio di un commento, non puoi quantificare il tempo che uno passa con te o il peso che da, per cui è facile fraintendere i livelli di intimità. A pensa che B sia una "conoscenza distratta", B pensa che A sia una "quasi amica". E si offende per qualcosa che ha fatto A, che se invece la facesse C sarebbe irrilevante.
    E' la vita.

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  10. puoi darmi, per favore, un numero tra 10 e 27? così non corro rischi.
    dai che sei forte, Snobbina. molti nemici molto onore?! (passami la citazione forse poco felice, dai)

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  11. Stando al tuo post, a tratti esilarante, io sarei una fan ignorata. Però ti perdono.
    E voglio anche dirti che io di primo impatto sono stata una "hater". Però una di quelle brave eh!!Ti ho odiato in silenzio e me lo sono tenuto per me. Invece ora eccomi qui. Come si cambia!! ;-P

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  12. bella analisi. E azzeccatissimo l'esempio di Misery!!!

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  13. Non sono del tutto d'accordo. È comodo pensare che gli hater siano solo fan delusi, ma certe volte un hater è solo un hater, per parafrasare Freud, ti detesta e basta :-)
    Lovelace

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[Ricordate sempre: good grammar is sexy.]

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