Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: The Perks of Being Choosy

The Perks of Being Choosy

Dunque. 
Come ben sapete il blog è, spesso e volentieri, il mio unico conforto dai tremendi dispiaceri che la vita è solita darmi. E quindi scusatemi se non vi offro qualche post di pubblico beneficio ma semplicemente qualche classica lamentela alla mia maniera - sopratutto i lettori che sono presenti da più tempo sapranno di cosa si parla.

Cerchiamo di riassumere i motivi del mio disagio in poche parole, così da rendere il tutto il meno fraintendibile possibile.
Ho fatto uno stage curriculare non retribuito per un'azienda, già da subito i dirigenti di quest'azienda m'hanno ventilato la possibilità di restare, in attesa della loro offerta ho rifiutato un paio d'offerte di lavoro significative perché l'azienda mi piaceva veramente, quando l'offerta dell'azienda è arrivata era ben al di sotto delle aspettative, ovvero 800 euro mensili per co.co.pro. con orario full-time.
Avrei potuto accettare perché, come sapete, la mia famiglia si sarebbe potuta sobbarcare la spesa di mantenermi nell'ennesima altra città. Ma quegli 800 euro al mese, i mitologici 5 euro l'ora che a Piazza Pulita hanno creato il silenzio imbarazzante di Monti, qualche anno fa, mi sembravano un insulto non tanto a me quanto a tutti quelli come me, per quelli che hanno passato cinque, sei, sette anni a studiare, le eccellenze delle loro facoltà, i laureati dottorati masterizzati in corso e con lode, che si ritrovano, come nel mio caso, con lo stesso identico contratto di gente che non ha mai toccato libro, che non ha fatto l'università, che non ha investito soldi e forze nel tentativo di migliorarsi. Mi sembrava sbagliato accettare perché se fossi stata una persona con disponibilità economiche diverse già i tre mesi passati in un'altra città, a lavorare gratuitamente, sarebbero stati per me una spesa tremenda, che avrebbe messo in difficoltà me e i miei genitori che già tanti soldi avevano speso per farmi avere un'educazione.  
Ecco: ad accettare mi sarei sentita una krumira. 

Quindi ho fatto una cosa che non è stata presa bene, anzi è stato considerato un atto di superbia: ho chiesto di più. E ho scoperto che a chiedere di più vieni considerata una persona di merda, tanto dai tuoi colleghi - quelli che al loro tempo non hanno osato chiedere di più, quelli che si accontentano, quelli che vogliono stare tranquilli - tanto che dai capi. E così la storia finisce.

Finisce, anzi, con qualche nota più amara del solito:
con tutti che sapevano che sarei stata sbattuta fuori per la mia superbia e nessuno che m'ha detto nulla.
con le password dei siti che gestivo già cambiate ancor prima che mi fosse data notizia del fatto che non ero più gradito membro del team.
con le risposte vaghe su Skype alla mia richiesta del regalo di Natale per il nostro manager, "ma lo avete già fatto il regalo di Natale? perché volevo partecipare pure io" e le colleghe che ti rispondono che non sanno.
con la mia valigia che aveva dentro i vestiti per una cena aziendale a cui non sono invitata.
con la mia tutor che alle mie domande di info su un progetto che stavo portando avanti, che era stata una mia idea, mi risponde dicendo che "non se ne fa più niente".
con le piccole invidie, le piccole menzogne, le disonestà, le malignità, le cose non dette in faccia ma dietro la schiena, la bassezza morale delle persone piccole che vogliono piccoli posti tranquilli dove passare la loro piccola vita senza disturbi, senza sogni, in tranquillità.
E con questo: con il sentirmi ripetere che sono davvero brava, ma troppo superba. Perché non ho voluto lavorare per cinque euro all'ora.

Insomma, le solite piccole delusioni.

Ho capito che alle aziende non piace la gente intelligente, motivata, ambiziosa
Alle aziende non piacciono i sognatori.

Alle aziende piace la gente tranquilla.

È veramente triste che sia così, non trovate?
Non so perché, ma mi sento un po' Katniss Everdeen.

La buona notizia è che potrò ricominciare a scrivere spesso.

54 commenti:

  1. Voglio sapere il nome dell'azienda. Anzi, voglio sapere cosa fanno: se producono qualcosa. Perché se mai mi dovessi avvicinare da cliente a gente così, più che dargli i miei soldi, mi affetto tutte le altre nove dita delle mani che mi rimangono.

    Contestualizzo: oggi mi sono tagliata un dito, con conseguente stanziamento al pronto soccorso per ore, per farmi mettere un punto. Uno solo.

    Mi dispiace, ma come si dice: non è colpa tua, è colpa loro che non ce la fanno (<3)

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  2. Sono stata butttata fuori per aver chiesto più di quei 3 euro all'ora che ho preso per due anni in cui ho lavorato tutte le domeniche, tutti i festivi e senza tredicesima e quattordicesima. Alzare la testa ora è visto male, chiedere una retribuzione non dico adatta alla propria preparazione ma almeno alla mole di lavoro che si ha è quasi un'eresia. Mi dispiace tanto per te, ti capisco e ti sono vicina, ma continua così, tu che hai un lavoro eccellente sulle mani e in quella testolina verde vedrai che troverai di molto meglio.

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  3. Sei grande Snob <3 non ti meritavano.

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  4. Pessimi...
    Tieni duro Snob!

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  5. Demotivata e umiliata.
    Questo è il modo in cui ti fanno sentire.

    L.

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  6. Non potevi fare di meglio, sono con te!

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  7. Hai agito nel modo migliore, a mio avviso. La loro reazione è stata ignobile. Avrebbero potuto declinare la tua richiesta e continuare a tenerti nel team, se tu l'avessi voluto. Ma no, cosa vuoi? Tenere una che PRETENDE una paga appena superiore allo sfruttamento?
    Ne parlavo proprio oggi con un vicino di casa. Io ho trent'anni (penso di averlo scritto altre mille volte nei commenti ma sai, la frustrazione è una cosa brutta!) e mi barcameno con lavoretti che non mi permettono né l'indipendenza né di mettere a frutto ciò per cui ho studiato e questa situazione è logorante. Ma alle aziende non interessano i cervelli, né i titoli. Ne è un'esempio quell'azienda che quasi due anni fa mi rispedì da dove ero venuta con la scusa del "troppo qualificata". Cosa vogliamo, che ora i giovani ricevano più del minimo salariale? Cosa siamo, matti?!

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    1. No no, ancora meglio: di tre persone con cui avevo parlato per la storia soldi/lavoro ognuna m'ha dato una versione diversa, spesso tenendomi all'oscuro delle loro decisioni per giorni. Alla fine m'ero accordata per gli 800 euro, chiedendo però di LEGGERE IL CONTRATTO PRIMA DI FIRMARE, così da potermi assicurare di non avere un'esclusiva e potermene andare quando volevo.
      NON SIA MAI, ma che, vuoi LEGGERE IL CONTRATTO PRIMA DI FIRMARE, ma sei matta?
      Insomma, nel week-end hanno deciso di farmi fuori ed invece di comunicarmelo per mail così da evitarmi di farmi la valigia, due ora all'andata e due ore a ritorno hanno deciso di farmi arrivare fino a Pisa per dirmelo. Io potevo già stare a casa a festeggiare il Natale e avere 30 euro di benzina in più.
      In più da quel che ho capito ci sono state anche manovrette di piccolo potere da qualche mia collega che gerarchicamente sta in basso ma c'ha il fidanzato in alto, o roba così.
      Insomma, merda a due mani.

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    2. Ma Snob, che pretese? Pure leggere il contratto? O addirittura: vuoi un contratto?
      Fantascienza.
      Comunque tristissimo sarcasmo a parte, l'umanità queste persone l'hanno sputata nel lavandino, la mattina, insieme al dentifricio. Se poi ci aggiungi i piccoli raggiri delle colleghe... ma davvero la gente fa così schifo?
      Ed è così per necessità o proprio perché l'umanità è 'na merda?
      Ti auguri di passare dei bei giorni in famiglia. Loro lascia che continuino a fare ciò che gli riesce meglio: fare pena e schifo.

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  8. benvenuta nel mondo reale.
    :-(

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  9. Io rientro tra le persone tranquille... Sogno ma mi accontento e ci soffro !! Si aprirà un portone !!!

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  10. Questa cosa è assurda. Prendo più io con un lavoretto saltuario per l'università.
    Hai fatto bene, secondo me. Hai fatto bene anche a chiedere di più, non so perché l'aumento sia visto come qualcosa di cui vergognarsi.
    Sarei curiosa di sapere il nome dell'azienda tra l'altro, dato che è delle mie parti vorrei evitare di imbattermici.

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  11. Quanto ti capisco (e quanto m'incazzo).
    Tu, ad ogni modo, non è che hai fatto bene o male, hai semplicemente fatto la cosa giusta. Non ci vedo né superbia, né altro. La mia famiglia ha fatto sempre grandi sacrifici per farmi studiare, perché ora dovrei accontentarmi di una cosa che - diciamolo - non è una paga misera, ma una vera e propria PRESA IN GIRO? Vorrei lavorare, tantissimo, vorrei fare un lavoro che faccia felici anche i miei genitori e non solo me, un lavoro che possa "ripagare" (e non parlo di soldi, o almeno, non solo) tutti gli sforzi fatti.
    Vorrei dirti che c'è speranza, ma per adesso continuo a sbattermi in faccia lauree, master e diplomi vari.

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    1. Vittoria, non ti lamentare, almeno adesso che sono disoccupata posso venirti a trovare a Roma <3

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  12. Snob, mi sembra di leggere certe mie esperienze.
    L'ultima? Mi trasferisco a 400 km da casa per lavorare in questa azienda, posto figo, azienda figa, prospettive fichissime. Dopo tre mesi iniziano a dirmi: "Comunque, se domani hai altro da fare, non ti preoccupare, ci vediamo lunedì, prenditi pure la giornata". Dopo quattro lo stipendio arriva con una settimana di ritardo. Dopo cinque mi fanno capire che se me ne tornassi a casa sarebbe meglio.
    L'ultimo stipendio l'ho ricevuto con sei mesi di ritardo.
    Ora lavoro part-time in un'erboristeria dentro a un centro commerciale. E mando una media di dieci cv al giorno.
    Non ho una laurea, è vero, ma il culo me lo sono sempre fatto; la realtà è che vai benissimo, finché non alzi la testa.

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  13. Cara Snob, l'unico errore che hai fatto non è certo quello di chiedere più di uno stipendio da fame: quando ti sono arrivate offerte VERE, avresti dovuto mettere i tuoi datori di lavoro davanti alla cosa e sentire la loro controfferta e fartela scrivere. Niente visione del contratto (come hanno fatto loro)? Tanti saluti. Perché al giorno d'oggi tutte, TUTTE, le aziende, siano esse piccole imprese familiari o potentissime multinazionali (e parlo con cognizione di causa) si riempiono di belle parole e poi al momento dei fatti ti lasciano col culo per terra, o quasi, forti della fame di lavoro che c'è.
    Ma tu sei stata brava, hai alzato la testa e adesso sei delusa e ci stai male, ma la verità è che a meno che l'azienda non sia nostra, non dovremmo mai affezionarci al nostro lavoro come fosse una nostra creatura (e qui sbaglio pure io sia chiaro), perché dovremmo vederlo come una piccola parte della nostra vita, anche se è ciò che passiamo più tempo a fare. E non è che sono "disillusa" o che, anzi, sono al mio primo lavoro e amo quello che faccio, ma intorno a me vedo troppe persone che amano ciò che fanno e che si fanno in quattro per un'azienda che però ci tratta solo come carne da macello. Se non sei indispensabile, allora sei facilmente intercambiabile e nient'altro conta.
    Io ti auguro tutto il meglio e so che ne uscirai più forte di prima e che troverai di molto meglio sulla tua strada.
    Purtroppo alle aziende piacciono le persone motivate e ambiziose, ma alle loro condizioni.
    Dovremmo imparare tutti a essere un po' più cinici, anche se io ci vedo una bella tristezza in questo obiettivo.

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  14. Hai fatto bene, se non hanno avuto le palle di darti di più vuol dire che non hanno capito il tuo potenziale e non meritano il tuo lavoro. Infami anche i colleghi che non hanno avuto le palle di fare lo stesso e rosicano.
    Mi sono trovata in situazioni simili anche io e te lo dico sinceramente... le aziende NON sono tutte così. Non esiste la realtà lavorativa perfetta ma esiste quella giusta per te, quindi non demordere e continua a cercare.
    Tienici aggiornati.

    Tina

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  15. Non vedo l'ora così di poterti leggere più spesso.
    (Hai fatto bene e persone come te nella vita, nonostante queste piccole delusioni iniziali, si troveranno sempre bene. Sai perchè? Perchè non scendono a compromessi.
    Un bacio,
    marti

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  16. A mio avviso, non è questione di essere choosy, tantomeno di essere superba. Il punto, qui, è che un contratto di collaborazione a progetto, di suo, è uno sfruttamento legalizzato. Considerato che le spese e le tasse sono a carico tuo, 5 euro l'ora sono decisamente una miseria, e da un punto di vista meramente materiale, non ci arrivi in fondo al mese. Capisco che i tuoi sono disposti a mantenerti un altro po', capisco anche che il lavoro ti piace (ti piaceva) e che sei (eri) disposta a resistere, in attesa di qualcosa di meglio e di più consistente. Mi chiedo però se quel "meglio" sarebbe mai arrivato: la mia esperienza mi insegna che, se non chiedi di più, un'azienda continua a rinnovarti gli incarichi, un anno dopo l'altro, senza alzarti il compenso, senza investire effettivamente su di te, fino a che tu, per sfinimento, non abbandoni. A quel punto, il medesimo incarico viene offerto ad altri, magari a condizioni economiche anche peggiori, e qualcuno che accetta c'è sempre.

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  17. Io sostengo e dico che hai fatto bene. E se tutti facessero come te forse smetterebbero di sottopagare i laureati.
    Io sono andata via dall'Italia proprio per questo motivo, non volevo passare la mia vita lavorativa a combattere per 20 euro in più al mese e contratti co.co.pro o come diavolo si chiamano. Purtroppo nel mondo del lavoro in Italia (un po' anche all'estero ma meno) la regola è una: be a bitch. Nel doppio senso di vendersi al miglior offerente e di essere stronza nel cogliere la migliore occasione che si offre.
    Good luck per il prossimo lavoro e ricorda di pretendere sempre per quanto credi di valere, poi magari accetta un compremesso ma non svenderti mai.
    Buone vacanze :)

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    1. mi accodo e aggiungo che hai fatto stra bene.
      un'alternativa al primo no poteva essere ridare pan per focaccia e abbandonarli, come contratto a progetto prevede, da un giorno all'altro. nel bel mezzo di un qualcosa di importante ancora meglio. così imparano. è da infami e poco professionale: ma è l'unico modo in cui imparano la lezione, tanto come diceva qualcuno negli altri commenti, qualcuno che accetta lo trovano sempre. la soluzione è sputtanarli e/o lasciarli in merda.

      brava. continua così.
      Giorgio

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  18. Non so se ti sia capitato di leggere, sul Corriere della Sera dello scorso 12 dicembre, l'articolo di Maffettone su "I principi della Nuova Università contro la ricerca e il pensiero critico": il tono è orwelliano, come si può intuire già dal titolo, e tutto il pezzo è (o, almeno, lo è stato per me) un pugno nello stomaco. Il fallimento dell'Università italiana non è una favola e, allo stesso modo, non è una favola lo sfruttamento perpetrato dalle aziende ai danni di giovani - e meno giovani - di belle speranze. Ovunque si appunti lo sguardo, si vede miseria, morale oltre che materiale, e non so quale delle due offra lo spettacolo più degradante. La corruzione dilaga in tutti gli ambienti e il pensiero critico è malvisto, boicottato, temuto. Io, come te (abbiamo più o meno la stessa età), ho scelto di non abbassare mai la testa, di non cedere di un millimetro, di non divenire parte integrante del meccanismo bestiale e annichilente e alienante del compromesso. Questo, ovviamente, mi crea non pochi problemi, tanto più perché sto lottando con tutte le mie forze (e al prezzo di sacrifici enormi) per poter continuare a fare ciò che amo sopra ogni cosa, cioè studiare e fare ricerca. E, te lo assicuro, all'Università, come in quasi tutti gli ambienti di lavoro ormai (hai potuto sperimentarlo sulla tua pelle), essere autonomi, indipendenti, critici non è considerato un pregio. Tutt'altro. Chi sta 'in alto', chi detiene 'il potere', chi prende le decisioni che contano vorrebbe che noi, giovani dotati di un cervello, fossimo tanti piccoli automi, tante monadi prive di intelligenza sociale, tanti diligenti 'operai', che fanno il proprio lavoro, chiudono la bocca e celano il malessere che li attanaglia per timore d'essere cacciati via.
    Ti auguro di restare sempre come sei, di non cedere, di non abbassare la testa. Solo la ragione e il pensiero e la capacità critica possono salvarci.

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    1. Lo so benissimo quant'è meschino l'ambiente universitario: ho scelto consapevolmente di non continuare la carriera accademica per questo. La cosa triste è scoprire che anche dai privati, gente che teoricamente dovrebbe essere felice di avere gente sveglia e ambiziosa, vengono preferiti gli amorfi.

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  19. Brava, bravissima! :)
    Può sembrare una goccia nel mare, ma hai dato un segnale davvero importante e doveroso. E, alla faccia di tanti tuoi detrattori, ringrazio l'agiata condizione economica della tua famiglia che ti ha permesso di rispondere così a quella vergognosa (quanto comune) offerta.
    Se è vera questa cosa dell'influenza degli influencer, la tua goccia nel mare potrebbe diventare una mareggiata e, perché no, uno tsunami ;)
    In bocca al lupo!

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  20. Hai fatto bene perché potevi permettertelo.
    Non voglio essere pedante e la tua premessa spiega tutto il necessario ma c'è un sacco di gente che non può permettersi di rifiutare (non dico sia giusto eh) ed è costretta a rimanere anche a condizioni ben peggiori.
    Sicuramente lo sai e questo è il tuo blog e puoi lamentarti a pieno diritto di ciò che vuoi ma è giusto ricordarlo secondo me.
    In bocca al lupo a te e a chiunque sta cercando lavoro !

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    1. Evidentemente non hai letto bene quello che ho scritto: "...mi sembravano un insulto non tanto a me quanto a tutti quelli come me, per quelli che hanno passato cinque, sei, sette anni a studiare, le eccellenze delle loro facoltà, i laureati dottorati masterizzati in corso e con lode, che si ritrovano, come nel mio caso, con lo stesso identico contratto di gente che non ha mai toccato libro, che non ha fatto l'università, che non ha investito soldi e forze nel tentativo di migliorarsi. Mi sembrava sbagliato accettare perché se fossi stata una persona con disponibilità economiche diverse già i tre mesi passati in un'altra città, a lavorare gratuitamente, sarebbero stati per me una spesa tremenda, che avrebbe messo in difficoltà me e i miei genitori che già tanti soldi avevano speso per farmi avere un'educazione.
      Ecco: ad accettare mi sarei sentita una krumira.

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    2. Ho letto bene. Forse non mi sono spiegata altrettanto bene.

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    3. Se mi dici "è giusto ricordare che ci sono persone che sono costrette di lavorare in condizioni anche peggiori" ed io ti ripeto che ho rifiutato non per me, ma per loro, non capisco qual è il punto del tuo discorso.

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    4. Il punto del discorso è che se hai un figlio ed un mutuo da pagare, o semplicemente hai genitori che a loro volta sono stati licenziati, quei soldi li accetti.
      Le tue intenzioni sono chiare, e nobili. Ma la tua forza è data anche dalla capacità economica di qualcun altro, in questo momento.

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    5. Dimmi come possono quei soldi bastare ad una persona che vive a due ore (di automobile, di mezzi credo si riescano a raggiungere le quattro) dal luogo in cui è quel lavoro a pagare un mutuo o a mantenere un figlio.
      Un lavoro del genere costa di più accettarlo che rifiutarlo.

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    6. Lascia stare, chi non è in grado di farsi nemmeno un diagrammino costi/benefici della propria occupazione non merita nemmeno una risposta.

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  21. Io credo che tu abbia talento, e mi dispiace per come sei stata trattata. Personalmente la mia storia è quella di chi non può rifiutare un posto di lavoro, perché nessuno riuscirebbe a mantenerla. Ho lavorato tre anni a 800 euro, perché credevo di non riuscire a trovare altro. Ora guadagno di più, in un'altra azienda ma non ho possibilità di carriera. Tu se puoi, hai fatto bene a rifiutare ma credo che si sia anche tutto un pezzo di nazione che dice "Ok per il momento mi accontento" perché veramente NON PUO' FARE ALTRO.

    Poi, per come si sono comportati, sono da denigrare, ma nel mondo del lavoro (che frequento aimè da dopo il diploma) viene fuori il peggio dell'animo umano.

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  22. Io avevo scritto una filippica impegnandomi molto, ho messo dentro un paio di paroline. E' per questo che non mi lo ha pubblicato? Sono finita tra gli sboccati???

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    1. Halfway, non sia mai che io censuri gli sboccati, come ci pensi!
      Non ho ricevuto il commento per nulla - non ne vedo né tra quelli in sospeso né tra quelli della spam. L'ultimo tuo commento è a quest'altro post qui: http://www.diariodiunasnob.com/2013/12/the-improvement-of-her-mind-by.html#comment-form

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  23. Peccato. Vediamo se ho una buona memoria o se sono diventata vecchia del tutto.
    " La scena era sempre la stessa, ti siedi e ti raccontano che cercano uno scienziato che sappia gestire in autonomia la loro attività, ti chiedono di illustrargli il tuo curriculum e quando si arriva al sodo, ti dicono che sei perfetta. 500 euro che -roviniamoci- dopo i 3 mesi di prova diventeranno 700. Lorde, a p.iva. Per rimanere fedeli alla trattazione, questo primo atto è seguito da un secondo, come da copio, dove Halfway sorride e spiega con calma che non sarebbe serio da parte sua, nei confronti del proprio lavoro accettare una simile condizione perché le impedirebbe di finarnziare quanto richiesto dalla sua figura professionale, piccolezze tipo la formazione continuativa obbligatoria, l'assicurazione professionale, queste cose qui INUTILI e soprattutto che non sarebbe serio nei confronti di quanto sa di meritare. Ma Halfway è una bastarda senza gloria e prosegue ben peggio; dice all'ignaro interlocutore che non è serio nemmeno da parte sua, proporre simili cifre e basare la propria attività sul lavoro di persone sfruttate e senza tutela che possono andarsene l'indomani essendo libere professioniste. E conclude chiedendo se è quella la serietà che intende garantire ai propri clienti basando la sua attività a quel modo. Applausi del pubblico di schiavi e servi della gleba limitrofi, chini sulle scrivanie. Stretta di mano, intelocutore attonito e Halfway porta la sua persona altrove.
    Non sono mai stata nemmeno 1 giorno da quando mi sono laureata (in piena crisi) senza lavorare, pur rifiutandomi categoricamente di accettare condizioni a me sfavorevoli. E non mi sono mai risparmiata quando c'era da ricoprire di merda costoro che sono la vera rovina del mondo del lavoro. Costoro che non pretendono e non danno serietà, che non sono interessati a costruire una squadra formata e preparata.
    E vivevo pagandomi un affitto. A Milano (in condivisione all'inizio, poi avrei potuto affittare una casa mia, ma la mia vita ha preso una piega diversa :) ).
    Questo per incoraggiarti a mandare sentitamente a cagare tutti coloro che ti danno della pretenziosa, della superba. Se non hai paura di stare sbveglia la notte per imparare, studiare, sfinire il cervello per raggiungere un obiettivo, se sei disposta a sacrificare un paio di scarpe per un corso di formazione, se vuoi raggiungere un obiettivo e ti dedichi anima e corpo senza paura e senza frignare e senza pensare a cosa ti dirà la gente, allora MERITI quello che chiedi, più di coloro che ti danno della schizzinosa, che son quelli che alle 5 fanno cadere la penna e poi si lagnano perché non arrivano a fine mese (dopo aver buttato i soldi in rate di macchine che non gli servono, telefoni costosi ed abbonamenti televisivi).
    Vendere cara la pelle, mirare in alto. Mai piegarsi alle situazioni di sfruttamento; questo è l'atteggiamneto responsabile nei confronti della categoria che si rappresenta, sia essa una categoria professionale oppure una fascia d'età che si relaziona col mondo del lavoro.
    Che pippone pazzesco, spero di non averti annoiata troppo, ma pensavo di poter avere qualcosa da dire in proposito e sufficiente esperienza per farlo.
    Credimi, pretendere paga. Eccome se paga."
    Miiiiii mi sono ricordata tutto.
    Posso togliemi 5 anni?

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  24. http://www.youtube.com/watch?v=supRTq3GNb8

    "pagami / ci vuol poco a scordarsi da dove eri partito / e per cosa ti eri tappato il naso ora pagami non ha senso più chiamarti padrone se son qui è soltanto perchè non ho forze per andare altrove"
    La conosci Snob?

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    1. Scusate l'intromissione e la frase totalmente inutile ma: amo questa canzone.

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  25. Ti capisco benissimo… La situazione è un po' diversa per me, sono stata licenziata due settimane fa dopo due anni e mezzo a farmi il culo per un'azienda a cui non ho mai detto di no a qualsiasi cosa mi chiedessero (tipo lavorare 12 ore di fila pranzando al pc senza pausa) e alla quale non ho mai chiesto niente, se non una sola cosa (che faceva comodo anche a loro) per sentirmela rinfacciare in fase di licenziamento… tipo "Be' noi ti abbiamo detto di sì quindi ora non puoi lamentarti", certo. Per il resto davvero, identica cosa: colleghe, meschinità, cose dette a metà e comunque alle spalle. Me ne sono andata a testa alta dicendone quattro al capo, ma quanto mi sono sentita schifata, demoralizzata e svilita da tutto il contorno lo so solo io.

    (E comunque io sono dell'idea che rifiutare le proposte ridicole sia un dovere etico in rispetto della professionalità e della dignità: finché ci sarà gente pronta a farsi schiavizzare, gli schiavisti non avranno motivo di cambiare né di pensare di essere in errore. E se non cambiano loro per primi, siamo noi a dover cambiare.)

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  26. Sono nella tua stessa situazione, ho chiesto di più e il risultato sono colleghe che non mi parlano, cercano di boicottarmi e credono che io sia la solita superba viziata figlia di papà.
    Ecco, in realtà non lo sono affatto, ma so quanto valgo e non voglio svendermi, anche a costo di finire a vivere sotto un ponte perché un papà che mi pagherebbe la differenza, a 35 anni suonati, non ce l'ho.
    Sii fiera di te stessa e non mescolarti mai con questa piccola gente che vive di invidia e insoddisfazione perché non ha le palle di prendere in mano la propria vita!

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  27. Hai fatto benissimo!
    Io sono incazzata nera col sistema, con le aziende e con quelle capre mie coetanee (ho 30 anni) che non spiccano nè per bravura nè per lungimiranza ma che continuano ad accettare contratti (se ci sono, a me capita che mi si propronga solo nero sottopagato ) da schifo o che addirittura lavorano gratis! (ma si lo stipendio preciso ogni mese? E che fa! Pagami anche tra quattro mesi tanto è uguale... e ti guardano male se tu, giustamente, vuoi lo stipendio ogni mese.)

    Ma scherziamo? Le capacità e le competenze vanno pagate e non ci si deve accontentare solo perchè "abbiamo bisogno di soldi" altrimenti non cambierà mai niente. Io avrei bisogno di lavorare, mi piacerebbe vedermi realizzata per quello che ho studiato e in cui ho incanalato energie e risorse, ma a quest'età e con una bella esperienza in grandi aziende non ci sto più ad accettare proposte lavorative di cacca.

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  28. è terribile, quando sei alle superiori ti aspetti che prima o poi la gente crescerà e la smetterà di sparlare e poi scopri che gli adulti sono mille volte peggio. Solidarietà.

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  29. Ehi! Non ti conosco, non conosco il tuo blog, ma mi sento quasi in dovere di scriverti. Se tutti agissero come te, invece di lamentarsi e basta, i contratti co.co.pro o qualsiasi altra soluzione contrattuale insultante giá non esisterebbero piú. Invece é proprio grazie ai servi dei tuoi colleghi, alla loro omertá, alla loro supina e meschina sudditanza che questi stronzi si sentono sempre piú in diritto di offrire questi contratti vergognosi. Spero che a parte l'amarezza ti sia rimasto anche l'orgoglio di aver fatto quello che potevi per cambiare le cose. Io ti ringrazio a nome di tutti. Un abbraccio forte e non mollare! Blanca

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  30. Viola,

    due settimane fa ti ho fatto una domanda su ask.fm, chiedendoti se davvero non stessi ricevendo nemmeno un rimborso spese. Non mi interessava farmi i cazzi tuoi (o sì, ma non con cattiveria), bensì volevo saperlo perché se tu che sei così a posto con la carriera accademica, ma per di più "influencer", non vieni pagata nel ramo social media/editing, allora significa che io non ho speranza.

    Credo ci sia da imparare, e grazie per aver condiviso questa esperienza. Diffidare da subito da chi non ti dà un centesimo. Difendere la propria dignità. Di solito ho paura, oggi no: lavoro da quando ho 16 anni, ne ho fatte di ogni, ho due lauree, non ho avuto i soldi per il master ma ho fatto comunque un corso di specializzazione, conosco tre lingue perfettamente: non mi fate paura.

    Tieni duro snob. Mi sconvolge sempre il fatto che mi senta così empatica verso una persona di cui non ho mai visto la faccia (certo, a noi nerd capita anche con gli scrittori morti, quindi...).
    La cosa che fa più male è l'invidia dei colleghi, ma appunto, è solo invidia. Averti spinto in basso darà loro l'illusione di trovarsi più in alto, e poveretti, chissà quanto lo temono il cambiamento.

    Sei forte, e la comunità del mondo migliore dei due lo sa bene.

    ps: e faccelo 'sto nome però!

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  31. E poi mi davano della negreiera perché offrivo 8,50€ per 2h al giorno di lavoretto extra.
    Tieni duro, c'è chi in Italia da valore al lavoro e alle capacità di chi assume.

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  32. È la dimostrazione, l'ennesima di cui non se ne sentiva il bisogno, che concionare in pubblico di giovani, futuro, risorse, rilancio, investimento, istruzione come nobilissimi modi per uscire dalla crisi è un ben confezionato specchietto per le allodole. Alla prova dei fatti, invece, secondo costoro dovrebbe essere la nostra generazione a ringraziare per un lavoro sottopagato e concesso dall'alto di una imperscrutabile magnanimità come illuminati sovrani che gettano al popolino due cipolle e una costituzione ottriata. Perché istruirsi? Perché laurearsi? Perché fare un master o un dottorato? Più sei competente, più vali. Più vali, più devi essere pagato. Quindi o non ti formi, o ti formi ma sei cortesemente invitato ad accettare condizioni vergognose. Ma questo non ti può essere detto, perché il datore di lavoro deve mantenere l'aura del generoso che ti soccorre con un lavoro in questa congiuntura economica e i colleghi che si sono accontentati, spesso soffocando ogni aspirazione, sono i rispettabili martiri dell'azienda. E tu la quinta colonna del nemico, la sobillatrice, la superba, la pretenziosa, quella che rifiuta "perché tanto sai di potertelo permettere". No. Più semplicemente perché vorresti veder giustamente riconosciuto un merito, il frutto di un'istruzione e di anni di investimenti e fatiche, o almeno avere ben chiari i termini di un rapporto di lavoro. Sono loro i superbi e i pezzenti, tu quella motivata che vuole, a buon diritto, semplicemente ciò che le spetta. Continua a cercare. E nel mentre, scrivi. O, magari, appuntati una spilla da ghiandaia imitatrice sul petto.

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  33. Proprio ieri mi sono ritrovata di fronte a una situazione simile...ho accettato, per mettere da parte quegli spiccioli necessari ad andarmene da qui, sono veramente stufa di queste dinamiche che si ripetono ovunque.
    Sarà bello dare le dimissioni quando il capo meno se lo aspetta!!!

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  34. Capisco questa situazione.
    Capisco la voglia di inseguire i propri sogni ed essere ambiziosi. Non credo ci sia cosa più bella, sai?
    Ciò che hai scritto può accadere spesso, ormai è così, però avresti potuto iniziare per poi trovare qualcosa di meglio.

    Continua a scrivere e credi in ciò che sei. In ciò che sarai.
    Juliette

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  35. CONGRATULAZIONI !!!
    Hai fatto benone, che se li mettano in quel posto i loro 5 Euro! Se tutti avessero piú palle non ci sarebbe in Italia la miseria, materiale e morale, che c'é.
    Mi tolgo il cappello
    Nadia

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  36. Snob, non fraintendermi, io ti stimo come persona e in parte stimo anche il tuo comportamento che teoricamente sarebbe quello corretto.
    "Sarebbe" perché è giusto pretendere di più ma è anche vero che nella vita bisogna fare gavetta, avere pazienza e poi quando si è nelle condizioni di poterlo fare, chiedere. Non dico che sia giusto, ma che purtroppo funziona così e se non ci si attiene alle regole si esce fuori dal gioco. Boh, alla fine tu hai i tuoi che non ti lasciano a vivere sotto un ponte, ma io avrei accettato.
    Comunque sì, si sono comportati tutti di merda.

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  37. Ciao Snob,
    buon per te che hai potuto rifiutare 800€ al mese da neolaureata (o laureanda?). Ti auguro di trovare aziende più facoltose. Non prendertela con i tuoi ex colleghi, non sono in molti ad aver potuto rifiutare tale offerta di questi tempi. Purtroppo è molto comune giudicare gli altri con il metro che si usa per se stessi.

    In bocca al lupo con il tuo lavoro free-lance di blogger,
    Giulio

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  38. Snob, dai un'occhiata a questo video e agli altri della serie, descrivono bene la situazione: http://www.youtube.com/watch?v=GsFTmcd1u5Y

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[Ricordate sempre: good grammar is sexy.]

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