Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: aprile 2013

Tre Oggetti #2

#1 La fighissima tee creata dalla Kero per Rebel Rebel Rome: ho già manifestato il mio profondo amore su twitter e instagram, ma mi sembrava assolutamente necessario manifestarlo nuovamente. In poche parole, è la maglia perfetta per me: 
- è larga, che come noto a me piace avere ogni outfit con formato da jeans/leggings/pantaloni ultraskinny e tee/camicia di quattro taglie in più e quelli della Black Button mi hanno levato anche l'imbarazzo della scelta perché hanno messo solo la taglia L quindi FUCK YEAH.
- è grigia, e su questo neanche infierisco, e c'è sopra la grafica intitolata Polar Shift, rappresenta come suggerisce il nome l’inversione del polo positivo con il polo negativo dell’asse terrestre. Ed io stando in drammatica fissa con le vicende elettromagnetiche e spazio-temporali della dorata isola di Lost inutile dire che ci sono andata sotto come pochi.
- è morbida, di questo assurdo e meraviglioso tessuto fatto di mangime per panda ecobio e cazzi vari. Insomma, MORBIDA. Vorrei che anche le mie magliette di futura e improbabile produzione siano così morbide.
P.S. - Accetto con calma e rassegnazione che, nonostante abbia la stessa maglietta,  non sarò mai neanche vagamente figa come la modella.

#2 L'Olio 1000 Usi BeChic: i gentilissimi PR di BeChic, vista la spropositata e gratuita quantità di pubblicità fatta alla ormai famosa Crema della Buona Notte, hanno deciso di tenermisi buona mandandomi un bel pacco pieno di prodotti da recensire. Io, che della beauty blogger ho ancora meno che della fashion blogger - anche se, ridiamo tutti assieme, sono tra le 100 Fashion Blogger più lette in Italia (CASE DI MODA MANDATEMI VESTITI 'CHÉ STA ARRIVANDO LA PRIMAVERA E IO NON C'HO UN CAZZO NELL'ARMADIO - ANZI: NON C'HO NEANCHE L'ARMADIO.) e quindi me la bullerò a oltranza finché non si accorgeranno dell'errore - mi limito a bearmi di tutte queste cazzo di cremine e prodottini e manifestare il mio gradimento, senza alcuna competenza cosmetologica, attraverso il blog. Ora, il primo prodotto di cui vorrei parlarvi è l'Olio. Sia perché è, evidentemente, figo quanto tutto il resto del battaglione BeChic - addirittura è un prodotto hippy con il 99% di ingredienti naturali - io c'ho sempre l'ansia e mi chiedoquale sia quel malefico 1% innaturale - ma anche perché ha un enorme pregio che oggi ho avuto la (s)fortuna di scoprire.
Ha la bottiglietta in plastica. Dio abbia in gloria le bottigliette in plastica. Dico questo perché oggi ho intelligentemente urtato la cassettiera su cui erano presenti due bottigliette d'olio. Quella BeChic è rimbalzata con garbo e non s'è fatta un cazzo. Quella di vetro si è disintegrata a terra e io ho passato la serata di ieri a cercare su google "pulire olio fughe mattonelle". E stanotte ho dormito con uno strato alto tre dita di Borotalco che ricopriva due metri quadrati del pavimento della camera. Lettori: donatemi la vostra immensa sapienza e ditemi come cazzo faccio a levare questo maledetto olio. So che voi sapete. Ditemelo. Oppure, se preferite, passerò la prossima settimana a cercare di capire come fare e, arrivata alla conclusione, sfornerò un meraviglioso tutorial: "Come pulire le mattonelle su cui tu, goffo e incapace essere, hai versato mezzo litro di olio nutriente per capelli". Per inaugurare questa mia nuova vita da fashion blogger.
Tornando all'Olio: figo. Per ora l'ho provato sui capelli sia post-lavaggio che pre-lavaggio, sulle cuticole delle mani, per il massaggino ai piedi, e come olio post-depilazione. Buono bravo bello ovunque. E poi c'ha queste profumazioni che la BeChic sa fare così bene.
Per favore, ragazzi, mandatemene un'altra litrata.

#3 Il Moo di Mykonos Design: anche questo un regalino arrivato per posta. (Secondo e ultimo regalino arrivato per posta: l'amore delle aziende per la Snob finisce qua.) Lo voglio solo se me lo mandate nero, ho detto, dall'alto del mio fashion-trono. Tralasciando il nome "Mykonos Design" che fa pensare a un target di provinciali fighetti tendenti al truzzo, il Moo è un amore d'orologio da taschino/collo che spande un'aura hipsterica assoluta. Sono profondamente triste nel mio essere donna e sfornita di giacche con taschini da cui cacciare fuori il mio orologio baffuto. In compenso, ho avuto una degna occasione per sfoggiarlo come si deve ad una festa a tema baffo da Aloe&Wolf. Sì, anche a Siena ci divertiamo, a volte.
Sì, quella è una mia foto. Sì, sto tenendo un bastoncino con dei baffi di cartone attaccati. No, non avete il diritto di vedere la mia faccia coi suddetti baffi di cartone di fronte. Mettetevi l'anima in pace.

Motivational Monday #12

Qui in Toscana, nonostante qualche pioggia ogni tanto, la primavera si sente un botto ed io sono tutta vogliosa di collassare in prati erbosi, farmi il bagno al fiume e picnic nei boschi.
Chi viene con me?

A Broke Sybarite

Ripubblico questo post di ben - Dio come sono vecchia - due anni fa in occasione dell'apertura del blog di una mia twitter-amica di vecchissima data.
Già all'epoca le avevo detto che, nel degrado assoluto che regnava e regna tuttora tra i vari fashion blog, un suo spazio personale sarebbe stato una scintilla di speranza per il buon gusto.

Finalmente eccolo qua: A Broke Sybarite. È ancora all'inizio, ma conoscendo l'autrice sono più che sicura che in poco tempo diventerà uno dei miei blog punti di riferimento.
Andate a vedere e ditemi cosa ne pensate.

***

MadameMarta è senza dubbio una delle persone con più stile che io abbia incontrato su Twitter.
Da quando poi mi sono fatta Instagram ne ho avuto solo ulteriore riprova.
Ed ecco perché quando l'ho vista in questa foto...


...non ho potuto fare a meno di chiederle come avesse fatto a sistemarsi il foulard a quella maniera.
Be', non s'è limitata a spiegarmelo.
Ha addirittura fatto un tutorial, che merita senza dubbio di essere condiviso con tutto il web.


Si parte arrotolando il foulard a mo' di fascia, si seguono le foto in sequenza, e dopo l'ultimo passaggio si assicurano i lembi del foulard con un nodino.
Io ancora non ho provato, ma Gaia di Modhello! sì e mi è sembrata soddisfatta.
Fatemi sapere se avete provato e come vi trovate.

The Art of Mastering Aretinian SQL

È passata una settimana dalla fine dell'ultimo modulo di master e posso dire, forse, di essermi ripresa.
Mentre durante la prima settimana saltellavo allegramente fino ad Arezzo per farmi spiegare cose che tendenzialmente già sapevo, nell'ultima settimana di corso mi sono ritrovata a tornare a casa gattonando e piangendo sangue.


Credevo di star facendo un master, mentre invece sono vittima di un perverso esperimento genetico che cerca di creare un utopico ibrido tra programmatore e umanista. Sono una cavia da laboratorio che deve passare dalla lettura di Segre alla programmazione in SQL. Quando il mio cervello collasserà per colpa del sovraccarico di lavoro, i responsabili del master mi porteranno in qualche squallido sotterraneo dell'università d'Arezzo - che, essendo un ex-manicomio, si adatta bene alla trama - e mi faranno l'autopsia per tentare di capire perché anche in quest'annata di master sono tutti deceduti.

Naturalmente, tutte le menate sugli esperimenti genetici e gli squallidi sotterranei sono strettamente conllegati alla mia seconda maggiore occupazione di questi giorni: LOST.
Come dite? LOST è vecchio? Sono ben tre anni che è finito?
Sì, lo so. Io sono la classica persona che arriva o troppo tardi o troppo presto.
Non riesco proprio a sincronizzarmi col prossimo.
(Allego un piccolo schema della funzione del gusto umano. Mentre solitamente la gente si colloca nei valori "UNDERGROUND" e "MAINSTREAM", io mi colloco nei valori "SFIGATO" e "OLD".)


Comunque, non mi interessa. Ho preso l'intelligente decisione di iniziare a vedere LOST e adesso una percentuale sconcertante del mio tempo - anche quell'ingente parte che dedicavo al cazzeggio sui vari social e qua sul blog - è dedicata alla visione di LOST. Mi comporto come il tossico che continua a farsi nonostante sappia che la sua scorta è vicina alla fine. Sono alla quarta stagione e ben lontana dalla consapevolezza luttuosa che mi ha portato ad accettare (in parte) la fine di Fringe. 
Inizio momento Fringe.
Fine momento Fringe.
Cosa stavo dicendo?
Ah, sì. LOST. Magari ci faccio un post a parte, sull'enorme trauma LOST.

La mia vita, per il resto, scorre noiosa verso l'automiglioramento. Sto mangiando decentemente, mi sveglio ad orari decenti, tengo la mia stanza in una maniera - quasi - decente. Mi sono iscritta ad un corso d'aggiornamento in web marketing e fuffa varia, ad un corso d'inglese per dare o il CAE o il CPE, voglio iscrivermi ad un corso di dizione, voglio provare il test per entrare nel Mensa. Oltre a tutto questo enorme sforzo mentale qua sopra - lo so, lo so, le blogger a cui siete abituati voi non investono nella loro formazione, scusatemi se faccio la secchiona e alzo il livello - ho ricominciato con le mie sessioni di esercizi mattutini / corse pomeridiane / yoga serale, così da poter diventare la donna perfetta, sia a livello intellettuale che a livello fisico, nel giro di un anno.

(SPERACI.)

Mi ero ripromessa di scrivere altra roba ma non ricordo cosa e devo andare a vedere una puntata di LOST, scusate.


Comunque

Comunque quando è parecchio che non lo faccio un po' mi prudono le mani - puoi provare a masturbarti, o a far sesso con qualcuno a volte per fartela passare, ai tempi del Poeta avevamo i nostri metodi ben studiati per tenere il prurito lontano, per un'ora o due - eppure, eppure sceglievamo di tenercelo, farcelo crescere e montare e uscir fuori.

Per questo, forse, ora ho un po' di difficoltà: è come una spuma che da liquida diventa solida, che al contatto con il mondo esterno si cristallizza e - ricorda la roba con cui si fanno le infiltrazioni sotto le fondamenta delle case che crollano - tutto arriva più attutito e quando le persone chiedono, che c'è, la risposta non riesce a superare l'alveolatura delle parole non scritte.

Forse è anche questa cosa che - me ne sono accorta dopo - questa è la primaprimavera a Siena dopo di te, ed è naturale che uscendo di casa mi aspetti di trovarti in attesa al portone, come due anni fa sarebbe stato normale - ventunoaprileduemilaeundici - e tra un mese compirai i tuoi ventinove anni, e smetterai di rispondere, e te ne andrai.
E costringerai me a fare altrettanto.

Motivational (Tues)day #11

Sì, lo so, lo so.
Sono una persona dimmerda perché non mi sono fatta sentire/vedere in alcun social network per tipo dieci giorni. Scusatemi se sto cercando di imparare l'SQL, scusate, eh.
Comunque, ora che di fronte a me si prospettano intere settimane di vuoto in attesa del prossimo modulo didattico, posso ricominciare ad ammorbarvi con le mie paturnie e con cazzate varie.
Ci sono state non tantissime paturnie, ma numerose cazzate varie, durante questi dieci giorni.
Eccomi, arrivo.

(Potremmo anche decidere fin da ora che la settimana di Master faccio tipo un tech sabbath, no? E non scrivo niente e non mi dovete cercare e dovete aspettare che io risorga la domenica. Ha un che di ridicolo fare un tech sabbath dovendo passare otto ore di fronte al computer a programmare, ma vabbé.)

Motivational _day #10

Ma ho superato tutto.

Ho speso settantatré euro per venire fino a Milano a farmi trombare da te, ad ingoiare tutto quello che c'era da ingoiare - sono svenuta in mezzo a quarantamila persone e l'unico pensiero era comprarti la t-shirt di un concerto, ero a Parigi e tutto quello a cui pensavo era scriverti lettere di non-amore. Ho perso la fede in un obitorio a trecento metri dal mio letto per vederti ancora, una volta ancora - ho speso tutti i soldi che avevo per comprarti un paio di Meridiani ogni bottiglia di Gaja e Rey.
Ancora più indietro
ci sono LP spezzati, e mutandine trasparenti nei fondi di automobili conoscenti, e libri dalle pagine strappate - ricordo i titoli, i numeri, la sensazione che facevano quando erano bagnate e -

Ma ho superato tutto.


Primavera senese e sa di te.

Primavera senese e sa di te.
È qualcosa che solo minimamente ha a che fare con la temperatura più mite, è piuttosto - vorrei trovare qualcuno che me ne possa spiegare la formula, di quest'odore di Alain Delon e di verde di gelsomini - che mai ho visto e so non essere ancora sbocciati, non essere ancora gemme, non essere ancora nulla se non particelle e flusso futuro della mia assoluta fede nel giorno - in cui infilerò la chiave nel portone e come ogni anno tutto mi sarà rivelato.
Ancora credo a questo ricordo-promessa di te ormai altrove, di te passato - di te parallelo-tangente-inesistente - ma come al solito non riguarda altri che non me.
È piuttosto, dicevo, qualcosa che ha a che fare con la diversa densità delle lastre, e dell'acqua dei Pispini, e dell'aria, e del tutto: è qualcosa che si sta dilatando e sta respirando e si sta sciogliendo, espandendo, sotto i miei piedi e tutt'attorno.
Ricordo-promessa delle tue righe - filari ordinati delle colline sotto casa tua - qualcosa ho conservato o piuttosto s'è salvato e non esito più nel rispondere alle solite domande, come se fossi un lutto ancor più vecchio di tutti i più lutti e più vecchi di te.
Sono così poche le vie che basta una mano di ricordi altri a coprire tutto quello che eri e solo questo, che non è né temperatura né odore ancora resta - e forse solo per una primavera appena.

ADOTTAUNRAGAZZO.it: twittare per lavoro e non saperlo fare.

Ho visto le migliori menti della mia generazione non trovare lavoro e scrivere per il giornaletto del paese mentre le aziende, ancora completamente incapaci di valutare sia le competenze necessarie per gestirli, sia la vitale importanza che i Social Media hanno nella loro strategia pubblicitaria, raccattano e stipendiano incompetenti per gestire i loro account Facebook o Twitter.

Come blogger, passo il novanta per cento del mio tempo a combattere. Combatto via mail, combatto via Twitter, combatto su FB. Combatto contro gli incompetenti dei Social Media, gente che manda valanghe di impersonalissimi comunicati stampa, gente che ti vuole far passare questi comunicati stampa come esclusivi e che vuole che tu li pubblichi, gratuitamente. Gente che se non li pubblichi ti manda altre mail ancora, per sapere per quale motivo non hai pubblicato il loro comunicato stampa. Gente che vuole mandarti dei prodotti in prova per una recensione, ma solo se la recensione è positiva ed esce entro un detto giorno, perché sai, c'è l'uscita del prodotto e vogliamo che ci sia già abbastanza buzz. E così via. Ad oltranza. Un mondo di social-incompetenti che sembrano usciti dalla Chat Cuori Soft di MTV, anno domini 2002.
(Alzi la mano chi ricorda la Chat Cuori Soft di MTV, grazie.)

Solitamente mi limito ad ignorare il tutto.
Sono molto ZEN. Non ho voglia di farmi il sangue cattivo per nulla.
Ma oggi mi è arrivato proprio sotto casa un esempio così lampante di incompetenza che non mi sono potuta trattenere.

ADOTTAUNRAGAZZO.IT è la pagina italiana di un sito d'incontri d'origine francese, che a parte una grafica accattivante e un linguaggio che tenta di essere ggggiovane si distingue dagli altri siti d'incontri per un sessistico tentativo di mercificazione del sesso maschile, cosa che, in un mondo dove la mercificazione è solitamente della donna e per l'uomo, può essere considerata quasi una svolta sociologica di tutto rispetto.
(MA ANCHE NO.)
Comunque, dicevamo. AdottaUnRagazzo.it è un sito d'incontri. Apre a breve. Cosa fa un qualsiasi sito vicino all'apertura ufficiale per avere un po' di pubblicità?
Scassa i maroni, ad oltranza, insistentemente, agli influencer. Ecco cosa fa.
E AdottaUnRagazzo.it non è da meno. Anzi.
Oltre al classico massacro via mail con comunicati stampa tutti uguali, i social-geni di AdottaUnRagazzo.it hanno fatto di meglio. L'assillo via menzione a tutti gli account femminili con più di mille follower, così: per tentare di brillare un po' di luce riflessa. Stesso identico tweet, ripetuto menzionando tre o quattro twitteri per volta, messaggi sgrammaticati, incapacità di relazione. Cerchi di aiutarli, di fare una battuta, di creare un po' di dialogo. Cerchi di fargli vedere come si fa.
Figurati.

Signori, ora v'allego le immagini.
Stampatevele e appendetele nel reparto "COSA UN SOCIAL MEDIA CONTENT MANAGER NON DEVE FARE" della vostra motivational board.


Ok.
Questo/a mi ha bloccato - e probabilmente segnalato - su Twitter perché ho fatto gentilmente presente che non lo stavano facendo bene. Affatto.
Un conto è quando gestisci il tuo account personale. Un conto è quando lo fai, pubblicamente, per un'azienda. Non puoi scrivere a merda. Non può bloccare un utente - un potenziale cliente - perché "non sembra tanto simpatico". Sei da licenziamento immediato. Sei la prova vivente che ho sempre avuto torto e Scienze della Comunicazione è una facoltà che serve, ad evitare che gente incompetente e impreparata come te faccia 'sta roba qua.
Scrivere cose come "lol girl power ma è piuttosto un luogo cool".
Luogo cool?
Ma stiamo scherzando?

Social-disoccupati, lasciate un bel commentino con la vostra candidatura, che poi mandiamo il tutto all'AD di AdottaUnRagazzo.it e gli troviamo qualcuno di decente che gestisca i Social, volete?

IKEA LUDDE + EAMES RAR

Io ho questa assurda tendenza alla nidificazione solitaria, alla creazione di safehouse, di nascondigli, luoghi inviolabili, stazioni di ricarica dove gli altri non ti possano trovare. Da piccola mi piacevano le tende indiane costruite in salotto, gli armadi a muro dove nascondersi, il sotto del mio letto - tutt'ora, quando sono a casa dei miei e mi sento depressa o non voglio essere trovata, mi infilo sotto il letto in ferro battuto della mia bisnonna con un libro e un cuscino, e lì resto finché non mi stanano o non mi passa l'ansia.
Mi piace essere al sicuro, in posti ben nascosti, confortevoli, caldi e così via.
Qua a Siena, dopo sei anni di vaneggiamenti architettonici, mensole crollate, ritinteggiamenti, eliminazioni di armadio e simili, sono riuscita a crearmi un nido incasinatissimo, che crea ansia a qualsiasi maniaco del controllo ci entri dentro ma dove io mi trovo bene come una volpe nella sua tana. Se la sera non posso ritornare qua, a casa mia, divento nervosa, mi sento instabile e in forse, indecisa, lasciata a metà.
Il mio punto di stazionamento preferito è, senza dubbio, il letto - potessi passerei l'intera mia vita solo a letto - ma dopo che la mia BFF ha riunito le forze economiche di tutti i miei amici e mi ha fatto un regalo di laurea fantastico, molto del tempo che passo in casa è passato sul suddetto regalo di laurea.
Una RAR Eames.
Mi sono innamorata di questa sedia a dondolo a Parigi, nello studio sugli Champs.

Tornata in Italia ne ho desiderata una con tanta parte di me stessa che non hanno potuto fare a meno di regalarmela.
Per motivi - come al solito - sconosciuti, avevo comprato una pelle di pecora IKEA LUDDE. E ce l'ho messa sopra, senza sapere di aver così creato uno dei cliché hipster-architettonici più noti al mondo dell'arredamento.
(Quella che Chiara, la mia coinquilina non troppo mondana ma dal cuore d'oro, definisce "la slitta di Babbo Natale". Ora, ho provato a spiegarle che in verità è un meraviglioso pezzo di design con sopra una caldissima e comodissima pelle di pecora, ovvero l'ultimo rifugio e luogo di ricerca di calore umano animale per noi autistici, ma lei sembra non volerlo capire.)

Non so se amo più la LUDDE o la RAR.
Ma assieme sono la perfezione.

Tre Oggetti #1

#1 La Crema della Buona Notte BeChic: me ne sono finita un barattolo e me ne sono comprata un secondo. Per una volta, il mio metodo di acquisto in profumeria - confezione bella = LO VOGLIO - ha funzionato. Non sono una beauty blogger, quindi non so dirvi esattamente cosa cazzo c'è di così meraviglioso in questa crema da determinare il mio amore. Non lo so.
So solo che io ho una pelle veramente stronza, di quelle che riescono ad avere tutti i problemi del mondo e nessun pregio. Mi viene il brufoletto da una parte e mi si screpola dall'altra. E le creme, le creme riescono a ungermela senza risolvere lo screpolamento. Un casino.
Questa, invece, è tipo miracolosa. La sera non vedo l'ora di metterla per potermi tastare felicemente il visetto la mattina perché mi ritrovo morbidosa ma non unta. È ufficialmente la prima che mi dà soddisfazione. Il fatto che me ne sono finita un barattolo e ne ho comprato un altro dovrebbe già dir tutto. Ah, un'altra cosa fantastica: è anche per ciglia e labbra. La spalmi con la cazzuola a tutto andare dall'attaccatura dei capelli a quella delle tette. E mentre per la storia delle ciglia non ho visto particolari evoluzioni - o magari non c'ho fatto caso, boh - la cosa che mi rende estremamente felice è che ha un sapore decente, dolce, e quindi se me la metto su tutto il muso non rischio, quando poi durante la notte mi attacco alla bottiglia dell'acqua, di sentire quel saporaccio chimico che hanno le creme normali. Insomma, la amo. Punto.


#2 Victorinox Minichamp: me ne aveva regalato uno mio padre in quarta elementare, quando sono entrata negli Scout. Quanto adoravo quel coltellino svizzero. Ho rifatto il filo alla lama - in maniera terribilmente approssimativa e sbadata - decine di volte. Me lo portavo dietro ovunque. Non mi risparmiavo, lo tiravo fuori in qualunque occasione. Lo amavo proprio. Mi ha seguito fino al primo superiore - quando l'ho perso durante un hike. Mi ci è scappata anche qualche lacrima, tenuta ben nascosta per evitare di mostrare la mia debolezza al resto della squadriglia. Comunque. C'è una coltelleria, qua a Siena, proprio alla Croce del Travaglio, che ne tiene a bizzeffe. Ci sono passata di fronte per anni interi senza mai decidermi, ma alla fine l'altro giorno me lo sono ricomprata. Ecco. Miglior acquisto mai fatto. Lo ho da meno un mese ma già ho avuto occasione di usare il cacciavite, le forbici, l'apribottiglie, la lama, tutto. Mi chiedo come ho fatto a camparci senza per tutto questo tempo. I tempi in cui compravo un caricabatteria di emergenza all'autogrill e poi non riuscivo ad utilizzarlo per colpa dell'indistruttibile confezione di plastica saldata a caldo sono finiti. Ho un coltellino svizzero.


#3 Luogo del Cuore: Laura di The Old Pink Room sta sfornando robina interessante. Mentre non ho mostrato troppo amore per i quadretti iniziali, quelli fatti per San Valentino - forse perché sono drammaticamente e irrimediabilmente zitella, che ci volete fare - questi li amo.
Sarà che questo qua sopra sembra fatto proprio pensando a me.
C'è addirittura sotto la data del mio Erasmus.
Dillo, Laura. L'hai fatto pensando a me. Dillo.
(Lo voglio uguale in grigio.)


Motivational Monday #9



- libertà ✓
- libri ✓
- fiori ✓
- luna ✓

Grammar Nazi is the new sexy

Per motivi che non vi sto a spiegare, io c'ho sempre avuto questo tremendo feticismo ortografico. Probabilmente ho passato troppo tempo con la carta stampata da piccola, che ne so. Mentre le mie amiche già limonavano io stavo ancorata alla finzione letteraria.
(Darcy! Heathcliff! - Dio che tremenda e drammatica tristezza mi faccio, certe volte.)
Non so se mi posso definire una Grammar Nazi completa. Non faccio molto caso al parlato, io stessa mi concedo tantissime libertà. Spesso e volentieri le applico anche allo scritto, tipo: potrà capitarvi di vedere, nei miei tweet, concordanze dei tempi completamente arbitrarie o più adatte ad un contesto basso. Questo perché, non lo so, esagerare in certi contesti mi sembra sintomo di una tremenda affettazione, un artificio eccessivo, una mancanza di sprezzatura: quello che gli inglesi definiscono trying too hard.


Ma la punteggiatura. Gli accenti.
Senza tutta quella roba - tendenzialmente inutile, direte giustamente - io proprio proprio proprio non vivo. Ancora più che negli scritti lunghi, dove un minimo di lassismo può essere accettato - per lassismo intendo: le virgole possono non essere messe sempre perfettamente. Questa è la mia idea di lassismo. Apostrofi, spazi, accenti, tutto il resto deve essere perfetto. Il lassismo riguarda solo le virgole. Significa che a tratti puoi omettere qualche virgola. Basta. - negli scritti brevi, come nei tweet o negli sms, è assolutamente vitale che tutto sia perfetto.
VI-TA-LE.
Voi non sapete quante cotte mi sono passate soltanto per colpa di uno spazio tra una parola e un punto fermo.
Non avete idea.
Posso essere innamorata di uno quanto cazzo mi pare, la cotta può essermi venuta in un momento di merda della mia esistenza e per questo essersi radicata per bene nel torace, ma se poi - spacciandoti pure un wannabe scrittore con una laurea alla IULM e con Fante portato come unico autore degno d'essere letto (sfigato) - mi scrivi su twitter cose come "SIIIIIIIIIII' JUVE SIIIIIIIIIIII'!!!", capisci che non c'è amore che regga.


Così come non avete idea di quante cotte siano state causate da accenti ben messi o simili.
Ricorderò sempre questo tipo, che - eravamo ancora su MSN, pensate quanto cazzo di tempo è passato - ad un certo punto, in risposta ad un mio messaggio che non ricordo cosa cazzo dicesse, mi risponde:
Càpita.
Càpita.
Càpita.
Oddio, ha scritto càpita con l'accento sulla a ohmmiodddio.
La mia risposta, su MSN, è stata: Ti prego scrivilo di nuovo che sto per venire.
Non mi ricordo esattamente cosa avesse lui risposto, comunque, dopo un paio d'anni sono riuscita a portarmelo a letto quindi amen.
(A quelli che mi chiedevano, su ask.fm, delle mie parafilie: ecco, questa ne è una enorme.)
Purtroppo questo uomo di pregio ortografico è stato rovinato da due-tre anni di Bocconi e diversi anni di fuoricorsismo economico generalizzato, e adesso mi scrive "Sì" senza l'accento sulla i. Comunque riesce ancora ad apprezzare la bellezza, se la vede negli altri.


Nonostante i "sì" non accentati, è una persona che merita molta, molta, molta stima.

Insomma, sì, ho questo piccolo problema di formalismo ortografico - e che sarà mai.
Tra le principali regole di sopravvivenza ortografiche - nonché metodi più rapidi per far sì che io mi innamori di voi - ci sono:

Maiuscola dopo punto fermo e/o a inizio frase: non è una cosa complessa. L'iPhone te lo mette anche in automatico, quando si inizia a scrivere. Mi viene da chiedere perché molti si prendano la briga di tornare indietro a mettere la minuscola. Mah.

Spazio tra parola e segno di punteggiatura, assenza di spazio tra segno di punteggiatura e parola: tipo così .Oddio , non ce la faccio a vederlo .Perché ? La cosa bella è che quelli che lasciano lo spazio tra parola e segno di punteggiatura sono quelli che ti giustificano il cmq dicendo "È per risparmiare spazio". Ah, vabbè.

Puntini di sospensione: sono tre. TRE. Non due, non quattro, non cinque. TRE. ... Null'altro da capire. E vanno usati poco. Pochissimo. Davvero. Soprattutto in conversazioni private o simili. Non c'è niente di peggio di ricevere un sms costellato di puntini di sospensione. Mettono ansia. Ansia. Utilizzate il punto fermo o la virgola, di buona grazia, ma lasciate in pace quei cazzo di puntini di sospensione. L'unico contesto in cui possono essere utilizzati è una sceneggiatura a fumetti. Soprattutto se è di Topolino. Per il resto, punto fermo.

I punti esclamativi, i punti interrogativi: uno. Se ne mette solo uno. Un punto esclamativo! Un punto interrogativo? UNO. Basta. Potete metterli insieme, a coppia, se volete manifestare un'esclamazione interrogativa o un'interrogazione esclamosa, quel che cazzo vi pare, comunque, in tutti gli altri casi: UNO. Davvero. Tra tutte queste regola questa, forse, è la principale. Quando vedo quelle file di punti esclamativi!!! vi verrei sotto casa a rigarvi la macchina.

Accenti, apostrofi: cercare di capire se sono gravi o acuti. Ed agire di conseguenza. Pure lì, spesso e volentieri il correttore automatico fa tutto per noi: lasciatelo fare, cazzo. Mettere degli apostrofi al posto degli accenti non vale. No. Neanche se dovete scrivere È: cercate su internet come convincere il vostro calcolatore a produrre una e maiuscola accentata e agite di conseguenza.
Po' si scrive con l'apostrofo.
In su e giù uno ha l'accento, l'altro no.
Vi allego un piccolo prontuario di monosillabi accentati e non accentati. Studiatevelo.
(sostantivo) di (preposizione)
(verbo dare) da (preposizione)
(avverbio di luogo) li (pronome)
(avverbio di luogo) la (articolo)
è (verbo essere) e (congiunzione)
(congiunzione) ne (pronome/avverbio)
(affermazione) si (pronome)
(pronome) se (congiunzione/pronome)
Di vitale vitale vitale vitale non mi viene in mente altro, per ora.
Insomma, queste qua sopra sono le basi della sopravvivenza, a mio parere.
Ecco.
(Ho l'impressione d'aver scordato qualcosa ma ho voglia di pubblicare 'ché ho scritto pure troppo e voglio dormire etc. - insomma, ditemelo voi se ho scordato qualcosa.)

#6 - Comunicare con Twitter

Nella lista dei Cinquantadue Libri ci posso mettere anche dei saggi?
Oppure devo leggere solo romanzi?
Anche perché, sapete: a passare il tempo in Biblioteca a leggere soltanto narrativa rischio di essere odiata profondamente dalla gente che sta sotto esame.
Quindi raccatto libri da social media sticazzi e mi fingo una studentessa fuoricorso di Scienze della Comunicazione così: giusto per tentare di capire che effetto fa.
(Anche se a livello di prestito bibliotecario ho i provilegi di un ricercatore/dottorando e la cosa mi eccita così tanto - lo so, sono una sfigata - che devo continuare a ripeterlo a tutti.)
 
 

GӒSM

Sia chiaro che io non casco mai nei Pesci d'Aprile.
MAI.
Forse per i traumi infantili: nella mia classe delle elementari era usanza, non so se anche nella vostra, appiccicare dei pesci di carta alla schiena della gente. Io, sarà che da piccola ero una bambina debole, che correva pianissimo e con anche una buona dose d'ingenuità, ancora priva di malizia, mi beccavo certe tremende manate che quasi mi spaccavano in due quando il buontempone di turno decideva d'appiccicare 'sto cazzo di pesce di carta addosso a me, la vittima ideale.
E inoltre c'è una questione squisitamente pratica: Poupette compie gli anni il Primo d'Aprile, quindi è veramente molto difficile che io me ne scordi e che venga intortata in qualche modo.

Ma quest'anno m'hanno fregato.
SERIAMENTE.
So' rimasta sconvolta.
Indovinate chi m'ha intortato.

LA LELO.



GӒSM, il primo vibratore in stile IKEA, ecosostenibile, riciclato, azionato a manovella.
Ecco, forse se mi fossi soffermata un tantino di più sulla storia dell'"azionato a manovella", forse mi sarei resa conto della beffa.

Umiliazione tremenda.
La cosa peggiore è che ho mandato una mail alla PR per chiedere informazioni.

"Ti prego Sofi dimmi che questo arriva pure da noi che è GENIALE."

"Carissima,
Ti ringrazio per l'interesse nel prodotto, ma a dire la verita' il lancio di GASM e' stato un piccolo scherzetto per entrare nel mood del primo di aprile e farci sopra una risata, hehe ! :)"


Vado a seppellirmi in qualche buca e ci resto fino a Aprile prossimo.

Motivational Monday #8

Prevedo un pomeriggio di pioggia appena, passato a giocare a Risiko qua dalle mie parti - mi vedo con un cuore più forte e più leggero - la mia religione dice che questa è una sorta di tua benedizione.
Ci laviamo i capelli e lasciamo che asciughino al sole che comunque trapassa i vetri, mi piace che il meteo rispecchi la meravigliosa incertezza della mia esistenza. 
Sono giorni in cui sempre più abbandono la ragione e scelgo l'istinto, e mi preparo a far del male senza colpa alcuna.








Ognuno sceglie come dosare la sua vita per rimanere attaccato a cosa ci fa sentire bene.
Basta che non restiamo insieme.
Ognuno sceglie le sue convinzioni contano le dimensioni e il peso di ogni singolo gesto.
Chiamami più spesso quando hai un po' di tempo. 
Tra chi ama e chi fa sesso e chi si ammazza alla play station e chi non sa mentire - o solo per sentito dire.

Non è vero che c'è una lista, il mio vicino è un terrorista e dice cose che hanno una sostanza: non siamo felici abbastanza.

Are you ok?

Ognuno sceglie come dosare la sua vita per rimanere attaccato a lei, che forse va in America - ma è solo una puttana anoressica.
Ognuno ha i suoi lavaggi del cervello e cerca la sua via d'uscita - nessuna ambizione, mai resti chiusa tra le dita - che il tempo è poco e per poco mi ha aspettato che ogni persona sana si chiuda due mesi in una stanza e con il suo colpo di stato.

E non è vero che c'è una lista, il mio vicino è un terrorista e dice cose che hanno una sostanza: non siamo felici abbastanza.

Are you ok?

Per chi sogna una vita lontana, lontana da casa.
Per chi sogna una vita lontana, lontana da casa,
lontana da cosa rimane.

Are you ok?
Ok?
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