Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: maggio 2013

Chi ama il cinema non usa lo streaming.

Chi ama il cinema usa i torrent.

Come ben sapete, sono una donna dalla casalinghitudine anche eccessiva e dalla nidificazione perpetua - dove per casalinghitudine non si intende l'essere una brava massaia ma l'avere la tendenza a passare più tempo possibile chiusa in casa.
Nidifico come se non ci fosse un domani. Non c'è persona che, entrando dentro casa mia, non si renda conto che questa non è semplicemente una casa, ma altro. Un nido una tana una grotta una safehouse, quello che volete: è un posto nel quale si potrebbe restare in eterno senza sentire la mancanza del mondo fuori.
O, almeno, per me è così.
Creare il nido perfetto è un compito infinito: quando, finalmente, pensi che tutto sia al suo posto, ci sono buone probabilità che tu debba trasferirti altrove. La mia dolce, dolce, dolce casetta - in particolare la mia camera - è molto vicina alla perfezione - e non sapete quanto l'idea di doverla lasciare mi terrorizzi.
Che poi puntualmente mi trovo bene ovunque, mi sono trovata bene sugli Champs la prima settimana e poi nel Marais, mi trovo bene in qualsiasi posto dove sono sicura che altri non verranno a rompermi le palle. Ho bisogno bisogno bisogno di una base operativa, datemi dieci metri quadrati miei soltanto, datemi dieci quadrati dove nessuno possa trovarmi e, giuro: posso fare quello che volete, andare in guerra, conquistare il mondo.

(Sto divagando.)

Dicevamo: uno dei grossi enormi problemi della stanza, fino a poco tempo fa, era uno: non c'era - e tuttora non c'è - il televisore. O meglio: c'è un combi Amstrad dei primi anni 2000 - naturalmente a tubo catodico, naturalmente non funzionante perché la sottoscritta non ha mai sentito il bisogno di comprare un decoder. E c'è un motivo: io odio la televisione.
Mentre ho sempre avuto un meraviglioso rapporto con la coppia televisore + lettore VHS, con la televisione non ci siamo mai capiti. Sì, sì: guardavo pur'io Bim Bum Bam, e Solletico, e - come si chiamava quello su Rete Quattro, che ci davano Sailor Moon? E più in là, naturalmente, diverse serie televisive: ma non ce l'ho fatta mai a fidarmi veramente. I telegiornali, i talkshow, eccetera. Gli unici programmi che apprezzavo erano i programmi che si potevano vedere tranquillamente in differita (leggasi: telefilm) e quindi, quando ho potuto sostituire la televisione prima con Emule poi con uTorrent ne sono stata felicissima.

Sono ormai anni che vivo tranquillamente senza TV - salvo restarne schiava quando torno dai miei per le feste e mi trovo ipnotizzata da Fox Crime: CSI 100% Grissom - e vi odio tutti quando la sera iniziate a scassare la minchia con un qualche programma televisivo su Twitter. Ecco. L'ho detto. VI ODIO.

(Ho ricominciato a divagare.)

Insomma: a che cazzo mi serve il televisore, chiederete voi, se non voglio vedere la televisione?

♥ A volte vengono degli amici a vedere dei film e, inutile dirlo, 15" sono un po' pochini.
♥ A volte 15" sono un po' pochini anche per me soltanto da sola. Perché, come si intuisce dal titolo, io odio profondamente lo streaming. Profondamente. Odio il low-fi applicato a film e telefilm. Se devo vedermi qualcosa, me lo scarico non dico sempre comunque in HD, ma almeno in qualità decente. Perché usare lo streaming quando, prevedendo con qualche ora in anticipo quello che si vuole vedere, si può scaricare - legalmente o illegalmente, vedete voi - qualcosa che ha una qualità da cinema?
♥ Fare tutto al computer, a lungo andare, ti rende impossibile concentrarti. Non riesci a vedere un film in santa pace: notifiche, notifiche, notifiche. Ah, aspetta un momento, rispondo a questo tweet-commento-domandasuask-messaggiosufacebook. E del film non capisci un cazzo.
♥ Se fai tutto al computer e non adibisci un luogo preciso con dei limiti fisici precisi a film e telefilm, rischi seriamente di passare quattro giorni della tua vita chiuso a casa a guardare qualche serie tv finché non finisce. Avendolo fatto, so che psicologicamente non è il massimo.

Per questi (futili) motivi e altri che non ricordo, era necessario avere uno schermo.
Un televisore, quindi.
Brrrr. L'idea non mi piaceva affatto, ma, nonostante tutto, ho iniziato a guardare i volantini degli sconti di unieuro/euronics/expert/ecc alla ricerca dell'LCD ideale. Per rendermi conto che per avere uno schermo delle dimensioni che volevo io, mi andava via minimo un migliaio d'euro.
Uhm. Un migliaio di euro per qualcosa di cui, nella sua funzione primaria, non ho bisogno.
E che dovrei trapanare ad un muro che, probabilmente, nel giro di qualche anno, sarà affittato a qualcun altro.
Uhm uhm uhm.

(Scusate se mi sto dilungando, ma queste meditazioni che stanno prendendo un intero post hanno occupato, nella mia esistenza, quasi due anni.)

Insomma: dopo qualche tempo, mentre ero a lezione presso la gloriosa UniSi, ho visualizzato la soluzione a tutti i miei problemi.
Il proiettore.
PROIETTORE is the way.
PROIETTORE è la soluzione a tutti i miei problemi.

Ho passato i dieci mesi seguenti a studiare un piano d'azione per rubare un proiettore all'università - che tanto non ci fa niente, diciamocelo. Valutata la non fattibilità della cosa, mi sono rassegnata e mi sono rimessa a sfogliare i volantini dell'Unieuro.

E, insomma - questa epopea tecnologica è quasi giunta alla conclusione - poche settimane fa finalmente ho fatto l'acquisto.
Philips PicoPix. OGGETTO SPETTACOLARE. Grosso come una mano, pagato un trecento euro, se ne sta pacifico sulla sua mensolina tutto il giorno, pressoché invisibile, ma quando si manifesta... 120" di schermo. È un fottuto cinema casalingo. Lo spettacolo. Ci attacchi una pennetta USB, e ti legge tutto: .avi, .mp4, TUTTO. Se avete la tendenza a guardare film giapponesi sottotitolati in inglese, no problem: legge anche gli .srt. È entrato nella TOP 5 degli oggetti più amati. La prima volta che la Ste - grande appassionata di cinema - ha visto questo amorino acceso, si è messa ad urlare.
(La scelta è caduta su un prodotto Philips per una curiosa affezione che questo brand è riuscita a crearmi: produce oggetti meravigliosi e utili - cosa ne sapete, voi, barbari acquirenti di lampadine IKEA, cosa può fare una lampadina Philips alla qualità luminescente di una stanza - ma anche oggetti meravigliosi e profondamente inutili - uno dei quali è il regalo fatto a Poupette qualche Natale fa, una di quelle assurde lampade LivingColors. Senza parlare del fatto che adesso hanno creato le lampadine LED Hue sullo stesso principio multicolore comandabili da iPhone. Non so cosa mi sta trattenendo dal comprarle.)
(Altra parentesi: no, purtroppo la Philips non mi paga e non mi regala nulla. Questa è, come tanti altri miei post, la lettera d'amore di una cliente soddisfatta al brand che l'ha soddisfatta.)

Bello, fantastico. L'unico problema del PicoPix è uno: l'audio. Le casse sono laterali e, per come l'ho collocato io, ovvero sulla mensola-libreria tra i vari volumi, non si sente un granché.
Problema risolto a breve facendo una fusione tra PicoPix e Tivoli Pal.
Ecco a voi lo Snob-Cinema, completo.
Insomma, l'equazione della felicità cinematografica casalinga è:

(Questo post è stato creato ieri sera, in un rigurgito d'odio per l'hashtag #tvoi: non l'ho riletto e ora come ora non mi ricordo che c'è scritto. Stavo solo cercando di convincervi a buttare via il televisore e il berlusconismo televisivo a questo tristemente e strettamente collegato, e darvi all'autarchia visiva con un proiettore. Ecco.)

Domanda a posteriori: quanti di voi sono effettivamente autarchici e non hanno la tv? Ditemi che non sono la sola. 

#8 - Ludwig Mies van der Rohe, Gli scritti e le parole

Visto che mi avete detto di non avere particolari problemi con i saggi o con, in generale, i non-romanzi, vi consiglio questo.
Ludwig Mies van der Rohe è il mio architetto preferito. Una grossa percentuale della gente che dice di amare l'architettura del Movimento Moderno non vivrebbe neanche sotto tortura in posti come Ville Savoye o il Barcelona-Pavillon, mentre io ci metterei la firma.

Il libro è composto da brevi appunti, articoli, note. Buono da leggersi tutto intero, o a pezzetti, ogni tanto. 


Ogni speculazione estetica
Ogni dottrina noi rifiutiamo
Ogni formalismo
L'arte di costruire è la volontà dell'epoca tradotta in spazio.
Vivente. In trasformazione. Nuova.
Non allo ieri, non al domani, solo all'oggi è possibile dare forma.
Date forma soltanto a questo.

Double Standard

A double standard is the application of different sets of principles for similar situations, or by two different people in the same situation. A double standard may take the form of an instance in which certain concepts (often, for example, a word, phrase, social norm, or rule) are perceived as acceptable to be applied by one group of people, but are considered unacceptable when applied by another group. The concept of a double standard has long been applied (as early as 1872) to the fact that different moral structures are often applied to men and women in society.

- Wikipedia.com


Avevo circa otto anni ed ero la bambina più brava della classe. Brava in Storia, Geografia, Scienze, Matematica - sì, all'epoca ero brava anche in matematica - e, soprattutto, brava in Italiano.
La maestra Maria Luisa, quella d'Italiano, aveva questo vizio, di leggere a voce alta il tema più bello della classe. Inutile dirvi che questo tema, spesso e volentieri, era il mio. (All'epoca questa barbara usanza non mi creava l'imbarazzo che avrebbe poi iniziato a crearmi tra medie e superiori, e anzi mi godevo i miei pochi minuti di fama e invidia da parte degli altri bambini.)

Normale giorno di scuola post verifica di Italiano.
"Oggi leggeremo il tema più bello, quello di Andrea Liuti, che ha preso distinto."
Distinto.

Ho guardato sul fondo del mio foglio protocollo dove, a penna rossa e malefica, c'era scritto ottimo. Me ne sono restata zitta. Me ne  sono restata zitta e mi sono ascoltata la maestra mentre leggeva il tema di Andrea Liuti, che effettivamente non era malaccio, eh, capiamoci. E non mi dispiaceva neanche che non venesse letto il mio tema - alla fine succedeva così spesso che restare una volta senza celebrazione non avrebbe che insegnato un po' d'umiltà al mio ego - ma percepivo qualcosa di terribilmente errato nella legge mondiale, l'idea che l'equazione non portasse: non capivo come mai il tema di Andrea Liuti, che pure la maestra - la maestra! Autorità assoluta di ogni bambino di otto anni - aveva dichiarato essere il più bello, avesse preso un voto più basso del mio; o come facesse il mio tema, che aveva preso ottimo, ad essere più brutto di quello di Andrea Liuti. Un sillogismo che non torna.
Durante la ricreazione, corrosa da dubbio, sono andata dalla Maestra.
"Maestra, ma Andrea Liuti ha preso distinto. Io ho preso ottimo. Perché il tema più bello è il suo e non il mio?"
Credo che la maestra abbia sbuffato, ma potrebbe essere soltanto la mia tendenza a romanzare il tutto.
"Ma Viola, con te non vale, tu hai il pallino per la scrittura. Andrea Liuti ci mette così tanto impegno, poverino, mentre per te è tutto facile."


Pace in terra agli uomini di buona volontà.
Ho provato la stessa sensazione di estreneità e odio che provo per il destino del fratello di quel cazzone del figliol prodigo, non so perché. Tu stai attaccato al culo di tuo padre a fare il bravo ragazzo, lavori i campi con lui, badi alle bestie, non gli chiedi uno spiccio e stai sempre zitto mentre tuo fratello va a puttane con metà dell'eredità. E quando ritorna mica lo sgridano, no. Mica gli dicono niente. No: GLI FANNO FESTA. Ok, ok, ok: Dio perdona anche i peccatori, bello. Io non ti dico di non perdonarli. Non ti dico, dopo averli perdonati, di non trattarli come me. Ma non meglio di me. Ecco. Ecco, questo mi crea qualche problemuccio.
Il double standard nell'epoca cristiana.


Se la maestra m'avesse detto soltanto "Dai, è per far contenti anche gli altri bambini" avrei capito. Capito benissimo. Avrei sorriso e me ne sarei stata buona buona, con il cuore al caldo per la concessione fatta al resto della classe. Ma questa cosa che con me non valeva. Non riuscivo a capirla. Non è così che le cose non valgono. Non vale fare tana a qualcuno quando questo inciampa e si sbuccia il ginocchio, non vale il tiro di dadi quando questi cadono dal tavolo. Non è che non vale un tema se sei brava. Non è così che funziona.

Diario di una Snob - Double Standard

L'ingiustizia avvenuta, insieme alla frustrazione dovuta alla mia incapacità di spiegarla, continuò a perseguitarmi per diverso tempo. Qualche mese dopo lessi il Signore delle Mosche, e fortunatamente - o sfortunatamente - trovai altre riflessioni sulla natura umana con cui passare il tempo.
Comunque, probabilmente, quello fu il mio primo giorno di cosapevolezza adulta, un'epifania di come avrei dovuto passare il mio futuro: a combattere contro il double standard; in contesti così differenti, così diametralmente opposti tra loro da trovarsi in continua difficoltà nel gestire le nuove sfide.

Qualsiasi pregio che, in un detto contesto, sembra essere non abbastanza, se translato in un altro diventa troppo.

Troppo carina e ben vestita in un contesto accademico, così da essere considerata stupida a priori, nonostante il rendimento universitario dimostri il contrario ma non abbastanza carina e ben vestita per un contesto sociale nel quale trovare un partner sentimentale/sessuale.

Troppo letterata nell'ambiente degli informatici, in cui, nonostante le competenze acquisite attraverso estati liceali passati a lavorare in studi di programmazione o grazie ai corsi fatti, la mia laurea rappresenta comunque una specie di marchio a fuoco d'incapacità.

Troppo web-related per i miei compagni di corso - un po' troppo scienziata della comunicazione,
troppo letterata - di nuovo - per gli scienziati della comunicazione con cui sto facendo il master - spesso anche per gli stessi professori.

Troppo fashion blogger per i "blog seri",
troppo seria per quelli del Pitti, che hanno deciso che il mio blog non sia degno neanche di un accredito.

Troppo vecchia, troppo giovane.

Troppo donna per saper guidar bene la macchina: e nonostante sia io a portare in giro per le campagne senesi i miei amici, con la mia Polo, mi sono dovuta sentir dire "Eh, donne al volante" da un uomo che sa guidare con il solo cambio automatico.

Troppo intelligente, metti in difficoltà gli altri, tu queste cose già le sai, non farti notare non farti notare non farti notare.

Un'affascinante vita da understatement coatto, in cui non sai come gestire le tue capacità, quando stare zitta o quando parlare; tempo passato a chiedersi se il pregio possa essere visto come difetto in quel determinato contesto.

In una scena di uno dei primi episodi di MadMen, quando Peggy si "rivela" come possibile copywriter, Fred Rumsen commenta: “It was like watching a dog play the piano.

Mi sento terribilmente spesso questo, un cane che suona il piano.

In una sua mail di qualche tempo fa GuidoGuido, complimentandosi per il blog, mi scrisse: "Antiaccademica con gli accademici e accademica con le capre: è così che si fa."

Credevo fosse una cosa figa, non una condanna all'estraneità perenne.

Queste meditazioni mi stanno rovinando la pace della prima serata relativamente libera da impegni accademici: mi sento terribilmente confusa, delusa - e, esattamente come a otto anni, completamente incapace di spiegare bene il perché.

Qualsiasi commento o esperienza personale - sì, anche le critiche costruttive e distruttive, ditemi pure che sono una montata dimmerda, sapete benissimo che preferisco un nemico intelligente a un amico stupido - sarà utile a tirarmi fuori da questo circolino vizioso di pensieri deprimenti.

Motivational Monday #16

Devo creare un sito, creare un database, farmi un seminario sulle mie competenze trasversali cosicché, nel momento in cui questa mia vita da eterna studentessa finirà, avrò nuove maniere per intortare i responsabili HR di qualche azienda e riuscire a farmi assumere.
Ma comunque sarà una settimana piuttosto vuota.
Diario di una Snob - Not all those who wander are lost
Per adesso mi limito ad andare avanti nella maniera migliore, la più complessa: vivere le ventiquattr'ore, fregandomene dell'eternità.

#7 - Educazione Siberiana, Nicolai Lilin

No, no, no.
Non ho smesso di leggere e non ho abbandonato la rubrica Cinquantadue Libri.
Soltanto, ho dovuto alternare ai romanzi diversi saggi - di cui vi renderò partecipi - e numerosissimi manuali di informatica - che vi risparmierò tranquillamente.
Inoltre sono uscita ora dalla settimana una settimana da incubo, durante la quale le lezioni dei due master si sovrapponevano e accoppiavano e facevano le peggio cose mentre io cercavo di trovare il tempo per nutrirmi e dormire.
Comunque, sto leggendo un casino: se trovo il tempo tramuterò tutta la roba letta in post: sicuri che vi interessano pure i saggi? Ditemi voi.

L'Educazione Siberiana fa parte dei libri letti perché ne sta per uscire il film ma di cui alla fine non si vede il film. Ho questa fissa, mi infastidisce vedere il film di un libro che non ho letto - preferisco arrivare con la mente sgombra alla carta stampata piuttosto che alla pellicola cinematografica. Che poi è anche un errore perché finisci per non goderti mai alcun film, mentre invece procedendo in senso inverso, probabilmente, me li godrei entrambi - infatti, ho visto il Grande Gatsby senza aver letto il libro, e non m'è affatto dispiaciuto. E dubito che il film possa rovinarmi la futura lettura del libro. Sto vaneggiando, lo so, lo so.
Diario di una Snob - Educazione Siberiana, Nicolai Lilin
 Per una volta leggendo qualcosa di vero mi sono scordata della prosa e ho badato solo alla storia.

Motivational Monday #15


Questo Motivational Monday non è molto motivational.
E non ha bisogno di commenti.

L'ottimismo di Lana Del Rey

Sì, questa settimana non ho scritto un cazzo nonostante avessi tanti, tanti, tanti post da scrivere.

Tipo, l'HOW-TO completo dell'henné, visto che me l'avete chiesto in tantissime - boicottiamo tutte assieme quelle brutte ricrescite a duecento euro che le povere ragazzine vittime della distorta idea di bellezza che ha la società attuale chiamano SHATUSH e ritorniamo al bel ramato democratico - UGH! - e hippy dell'henné.

Tipo, un post di ringraziamento a Tony Stark AKA Iron Man che nel suo ultimo film ha reso fighi gli attacchi di panico. GRAZIE TONY! Dopo aver passato tutti gli anni delle superiori con la testa tra le ginocchia in qualche angolo sperduto del Liceo con la sensazione che l'atmosfera mi bruciasse nei polmoni come benzina e con il cuore vicino al collasso e venendo, per questo, additata come la matta della scuola finalmente tu, Tony, legittimi ansie e paranoie di migliaia di nerd/antisociali/casiumani dicendo: anche i supereroi hanno gli attacchi di panico. Grazie Tony.
Certo, noi non abbiamo salvato il mondo indirizzando una testata nucleare in un portale spazio-temporale apertosi sopra a New York sbaragliando una nave madre aliena, ma ehi - insomma, anche noi abbiamo i nostri drammi.
Ragazze, tutte assieme: GRAZIE TONY.

Tipo, un post che tutte le amiche mi chiedono da secoli: quello che narra ai pochi lettori di sesso maschile di questo blog quali sono quelle due-tre cose che a letto noi donne non sopportiamo ma che, alla fine, visto che di base l'altro sesso ci fa pena, non diciamo mai di odiare.

Tipo, un post sulle nuovissime Luna Beads Noir che mi sono arrivate l'altro giorno. Con aggiunta tutta la mia esperienza di culturista vaginale degli ultimi anni. Ah, tra parentesi: a tutti quelli che mi dicono che sono una venduta ecc. ecc.: volete sapere una cosa? Le Luna Beads Noir me le sono comprata. Perché? Perché sono così cogliona da sentirmi in colpa a chiedere ai PR un prodotto che voglio provare a meno che non siano loro ad offrirmelo.
Come vedete, nel giro dell'invio prodotti per recensione ci sto proprio dentro.
Quindi, si ricarica la postepay e via.

Comunque, stamattina mi sono svegliata presto per andare alle mie ormai usuali lezioni da FuffaTeller. Arrivo in Facoltà e scopro che lezione non c'è. E io che per questi due giorni di lezione ho saltato il Salone del Libro. Vabbè. Depressa e scazzata come non mai trovo su FB - un social network che disprezzo ed evito di utilizzare - la più bella pagina esistente: L'OTTIMISMO DI LANA DEL REY.

Vi offro un rapido tour della bellezza e genialità di questa pagina.








Lo so, lo so. Come potevate vivere senza?
Non ringraziatemi.

(Ok, probabilmente l'80% di voi già la seguiva, scusatemi se arrivo sempre per ultima. Che palle.)

Ora vado a mettere in ordine la camera, sono settimane che non ritrovo più né la collana Tiffany che m'ha regalato mia sorella per la triennale né la Montblanc che m'ha regalato mio padre per la specialistica. Qualcosa mi dice che Lana del Rey la sfiga è con me.



Motivational Monday #14



Ho smesso di sentirmi integrata con il mondo circostante in qualche punto imprecisato delle elementari.
Mi sembra di aver passato buona parte della mia vita a fare le scelte sbagliate, a scegliere le persone sbagliate con cui stare, soltanto per non rischiare di essere veramente scacciata dai miei simili.

Mi sono iscritta allo Scientifico nonostante tutti mi dicessero che ero più adatta al Classico, ho iniziato a frequentare la facoltà di Lettere solo dopo essermi laureata, ho iniziato ad imparare il francese solo al ritorno da Parigi. Sul pezzo di carta c'è scritto Critica Letteraria ma sto frequentando dei corsi di Web Marketing, la commissione della mia seduta di laurea non parlava in italiano, sto in una lista di fashion blogger pur essendo tutt'altro che fashion.

Qualcuno m'ha detto: "Antiaccademica con gli accademici e accademica con le capre: è così che si fa."

Stando sempre fuori quelli come noi riescono a capire meglio cosa succede dentro.





Tre Azioni #1

(Ormai mi sto divertendo a raggruppare tutto per tre. Tre Azioni, Tre Oggetti, Tre Tre Tre. Dopotutto, è il numero perfetto, in particolare per le rubrichette inutili di questo inutile blog.)
 
#1 Costruire un blanket fort
Non esiste momento sbagliato per difendersi dalla bruttezza e cattiveria del mondo esterno. E non c'è maniera migliore per difendersi dalla bruttezza e cattiveria del mondo esterno che creare un blanket fort. Non importa quale sia il vostro attuale problema, il blanket fort è la vostra soluzione. Dovete preparare un esame? Create un blanket fort, chiamate due o tre compagni di studio, piazzatevi lì dentro e ritrovate la motivazione universitaria sotto le lenzuola. Siete depressi? Uguale. Blanket fort, due o tre amici, un portatile con qualche film da vedere, tavolette di Lindt fondente e nel giro di ventiquattro ore sarete una persona nuova. La vostra relazione non va bene? Chiudetevi con il vostro partner a fare l'amore in un blanket fort. Avete bisogno di starvene per i cazzi vostri? Blanket fort, provviste, meditazione e via. Il blanket fort è la certezza. È la Bookhouse di Twin Peaks, e la sweat lodge di John Locke. Non importa cosa stiate cercando, se rifugio dai nemici o l'illuminazione: il blanket fort è il luogo dove trovarlo.
Avete solo bisogno di: spaghi, mollette, nastro da muratore, sedie, molte lenzuola, molti cuscini, ventiquattro ore di pace in cui non uscire dal blanket fort se non per casi di assoluta necessità, torce e/o luminarie varie ed eventuali, provviste sufficienti per la durata del ritiro spirituale.
Inizierò a mettere alla prova i pretendenti alla mia mano chiedendo loro di costruire un blanket fort con me.

#2 Guardare il film degli Orsetti del Cuore
Il cartone animato più visto - ok, uno dei cartoni animati più visti tra i due e i cinque anni. SE non avete mai visto il film degli Orsetti del Cuore, dovete vederlo. Se non sapete chi sono gli Orsetti del Cuore, dovete vederlo. Se avete già passato una buona dose della vostra prima infanzia a vedere gli Orsetti del Cuore, probabilmente avrete già abbandonato questo post per andarvi a rivedere questo spettacolare e meraviglioso film. Ingredienti principali: Cuori, Arcobaleni, Nuvole, Lecca Lecca, Orsetti, Stelline... Cuori l'ho già detto?

Non fingete disgusto per queste mie botte di infantilismo, so che volete vedere gli Orsetti del Cuore. Lo so.

#3 Mangiare un avocado, piantare un avocado
Giusto per concludere con la giusta dose di imbecillità questo post, passiamo a profondi argomenti di gastronomia e botanica.
Punto primo, grastonomico: perché noi italiani bistrattiamo così tanto l'avocado? Perché?
Povero avocado. Date le mie tendenze fortemente messicane rimaste dalla tesi, ultimamente consumo avocado come se non ci fosse un domani. Avocado all day long. La mia naturale prigrizia è confortata dalla semplicità e la bontà del pane tostato con sopra l'avocado spalmato a forchettate. Pepe, sale, ed è fatta. Sono la persona più felice del mondo, e ne mangerei ad oltranza.
Punto secondo, botanico: perché non approfittare della prrrrrrrimavera e di tutti i grossi semi cicciotti e avocadosi che questa nuova follia alimentare sta producendo?
Mettendo il seme d'avocado in bilico, con tre/quattro stecchini, su di un bicchiere d'acqua, col culetto al bagnato e su un davanzale assolato, nel giro di un mesetto dovreste assistere al miracolo della vita vegetale. Io ci sto provando, andate a mangiarvi un avocado e provate pure voi.
(Lo so, lo so, sto diventando sempre più imbecille.)

Nylon - dubbi di una primavera

Mentre le blogger serie, vere, che scrivono post intelligenti e hanno contatti con le CASE DI MODA! e le CASE COSMETICHE! e vengono invitate agli eventi vi danno consigli concreti su come affrontare questo meteo ballerino che non si sa cosa cazzo voglia da noi - probabilmente se utilizzassi meno la parola "cazzo" il mio blog sarebbe più amato dai PR. Che dite? Inizio ad usare qualche altra parola? Tipo cippalippa? Cavolo? "Caspio", come diceva Sissi, la ex-coinqui cattolica? - io mi limito ad unirmi allo sconforto comune del CheCazzoMiMetto e, anzi, voglio portare in evidenza un topic di una certa importanza: le calze.
Ma non le calze in generale: le calze a Primavera.

Ecco: le calze a Primavera sono un problema enorme.
Analizziamolo nel dettaglio.

♥ Inizia a fare caldo. Caldo. E sì, certi giorni potrà piovere, certi giorni potrà esserci un certo venticello freddo, ma il fottuto termometro non mente: i gradi ci sono, poco da fare. E portare le calze coprenti è impossibile. Addio Caldo Cotone Calzedonia, fedele compagno dell'Autunno/Inverno. A meno che non sia una strategia specifica per prepararsi all'estate facendo la sauna dentro lo spessotto poliestere Tezenis, le calze coprenti vanno eliminate.
♥ Però, però. Per andare senza calze è ancora presto. Il cazzo di venticello freddo - quello che arriva puntuale e malefico in giornate che sembravano perfette e assolate ma nel giro di due minuti si trasformano in terribili grandinate - rischia di farti prendere il cagotto anche se hai soltanto il dorso del piede scoperto causa abbinamento pantalone e ballerina, figuriamoci girare con la gonna e le gambe scoperte. FI-GU-RIA-MO-CI. Vi disprezzo tutte, voi esibizioniste della gamba nuda prima di Giugno.
♥ Anche perché, parliamone, difficilmente la gamba è pronta a scoprirsi a Maggio. Parlo con voi, fanatiche nudiste primaverili. Cosa credete, che la gente non noti il fatto che non vi fate uno scrub dalla caduta delle Torri Gemelle e che c'avete un luminescenza verdolina da pesce abissale? E che vi siete fatte la lametta al volo proprio per sfoggiare 'ste lonzette pallide? Dai, vergognatevi. Sembrate un branco di turiste tedesche che non hanno mai visto il sole del Bel Paese. CONTEGNO, ITALIANE. Contegno. Lasciate qualcosa all'immaginazione. Copritevi.
♥ Quello che resta di tutto questo ragionamento è: la calza velata.
E qui si scatena l'inferno.
C'è chi è assolutamente contro, chi le odia, chi dice che fanno sciura, chi dice che fanno funerale americano ad Agosto, chi le mette per evitare il cagotto ma se potesse ne farebbe tranquillamente a meno, chi a questo punto preferisce mettersi quelle color carne, chi ha deciso, per evitare il problema, di non portare gonne fino a Giugno.
Io, io non so che pensare.
Non ho un'opinione in merito.
Non lo so.
Anzi, sì, lo so.
A me le calze velate nere piacciono. Parecchio.
(NERE, eh. Non quelle color carne. Le color carne non le reggo.)
Lo confesso come un peccato ma è così. Le preferisco di gran lunga a quelle coprenti.
Vero: il rischio puttanone/sciura/vedovaamericana è dietro l'angolo.
Ma, pensandoci bene, fottesega.
Oltre a tutti i problemi già sopra manifestati, nel mio caso se ne aggiungono altri tre, che mi portano a indossare dieci denari di nylon nero ogni volta che posso.
Numero uno: ho le gambe secche, e se mi metto la gonna senza le calze sono sensuale come una bambina di otto anni con la divisa del collegio. Forme zero. Già spesso e volentieri mi metto addosso roba inconsultamente larga, se mi levo il piacere delle calze nere velate, che hanno il pregio di dare un po' di tridimensionalità alla gamba, so' spacciata.
Numero due: ad aggiungersi al problema gamba magra, c'ho il problema gamba coperta di lividi. Ora, non lo so se di notte esco di casa sonnambula e mi unisco al fight club. Ma non c'è una volta che le mi gambe non siano martoriate da graffi lividi e similia. Boh. Mistero. Ditemi che non sono l'unica.
Numero tre: a differenza di molte sfortunate che sono chiare di carnagione e, senza calze, incorrono nell'effetto mozzarella/cadaverediungiorno, io sono scura. Già adesso potrei sembrare mediamente abbronzata. Se non fosse per il fatto che questo colorito di solare o estivo non ha nulla, sembra piuttosto spento e grigiastro, e l'effetto che fanno le mie gambe scoperte di questo periodo è o quello prostituta portoricana appena arrivata o cadavere tumefatto e violaceo dopo una settimana di putrefazione.
Come vedete, non ho la possibilità di andare a gamba nuda.
Mi piacerebbe tanto darvi una soluzione a questo annoso problema ma, come ben vedete, sono messa peggio di voi e non so come regolarmi, anzi: vi chiedo con tutto il cuore di darmi la vostra opinione sulla questione della calza velata nera e della calza primaverile in tutte le sue declinazione.
Se qualche maschio feticista del collant dieci denari nero velato passasse di qui è il benvenuto: ditemi che sono la cosa più sexy del mondo così, nell'eventualità stia compiendo un delitto fashion, lo farò con almeno la certezza di fare la gioia dell'altro sesso.

Aiutatemi che con questi problemoni non ci dormo la notte.

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Motivational Monday #13



Sto diventando un po' troppo ottimista e melensa anche per i miei gusti, lo so, lo so.
Aspettate, tanto sono tipo due mesi che non ho una delusione d'amore, non può durare tanto. Il rigurgito acido è dietro l'angolo.

(Sarà la primavera ma ho pianto vedendo il cactus tutto solo. Povero cactus.)

LELO Luna Beads

Ripubblico uno dei post più letti dei vecchi tempi, in attesa di qualche sequel che progetto di scrivere in breve. Perdonate l'ingenuità editoriale dei bei tempi andati e le fot - che fanno cagare

Dovendo quindi scegliere, nel marasma dei sexy toys che la rete ci offre, cosa comprare e dove comprarlo, ho scelto di affidarmi a quella che, secondo me, è la ditta non plus ultra nel campo: la LELO, le cui Luna Beads sembravano perfette per gli scopi ginnici che mi sono prefissa.
Visto che dovevo fare qualche altro acquisto le ho comprate presso lo store online della Bottega della Luna, ma si può acquistare tranquillamente anche attraverso il sito della LELO.

Parliamo ora di cose serie.

Unboxing
Una delle cose spettacolari della LELO è il packaging. Niente scatolette cheap con grafiche improbabili o immagini di pornodive russe in pose ammiccanti. Le confezioni LELO sono sobrie, eleganti, raffinate.






Andiamo al dunque

Aperta la scatolina nera, ci troviamo faccia a faccia con qualcosa di lievemente differente dalle solite Geisha Balls.



Infatti abbiamo ben quattro sfere intercambiabili, quelle rosa da 28 grammi e quelle celesti da 37. Questo permette di regolare l'intensità dell'allenamento.
(Lo so, detta così sembra che sto descrivendo attrezzatura per la palestra casalinga su un canale di televendite.)
Basta far scivolare fuori dalla fascetta in silicone bianco una sfera e sostituirla con un'altra. Nonostante sia un'operazione semplice, non preoccupatevi, non ci sono rischi che le sfere decidano di andarsene autonomamente a spasso per la vostra vagina, ok?


Dentro la scatola trovate il resto dell'equipaggiamento standard LELO: la garanzia che dovrete attivare attraverso il sito, libretto d'istruzioni, sacchettino di raso per contenere le Luna Beads quando non in uso.

Dando un'occhiata più da vicino alle sfere potete vedere come sono strutturate, ovvero contengono al loro interno altre due sfere, i veri e proprio pesi, che quando indossati sono quelli che producono le vibrazioni allenanti.
Ah, ecco, arrivati a questo livello dell'unboxing noterete una cosa: le sfere fanno un po' di rumore, il classico rumore da sonaglio di plastica. Ecco, di questa cosa parleremo tra qualche riga, ma non fatevi prendere dal panico.

Utilizzo


Le dimensioni possono sembrare... "scomode", soprattutto se non avete esperienza con aggeggi interni - tampax o MoonCup - ma per inserirle basta un minimo di pratica e di confidenza con il proprio giardino segreto - confidenza che, se non avete, è veramente il caso vi facciate entro breve. Motivo buono per comprarsele.
Al massimo per inserirle potete scegliere di utilizzare del lubrificante, rigorosamente a base d'acqua, mi raccomando.
Magari se trovate difficoltà nell'inserire l'intero sistema o a mantenerlo all'interno potete scegliere di iniziare con una sola sfera da 28 grammi.
Sembra ridicolo ma anche 28 grammi, per una persona poco allenata, possono essere difficili. Se siete in questa situazione avete una buona ragione per continuare, insistere ed allenarvi.
Al pari dei tampax hanno quello che chiamo "il filo di salvataggio", quindi non dovete preoccuparvi per il recupero, ce la farete.

Ecco, ormai le sfere dovrebbero essere state inserite con successo. Non dovreste sentirle come una presenza ingombrante - in quel caso rimuovere e ripetere. Camminate e - sì, si sente la vibrazione. Se siete da soli in una stanza piuttosto silenziosa avrete anche l'impressione di sentirle - ma non è così. Nessuno vi sentirà fare dlin-dlon se le portate in pubblico, quindi rilassatevi.
E no, il timore che la Zitella Acida aveva espresso nel post introduttivo non si avvererà: niente orgasmi fulminanti di fronte al fruttivendolo, dal dentista o mentre si fa jogging. Nessuno si accorgerà di nulla.
La vibrazione sarà appena fastidiosa all'inizio, e via via più piacevole mano a mano che vi allenate. Ma sarà sempre leggera, se avete letto racconti o recensioni di gente che viene alla frenate dell'autobus o simili - be', o sono cazzate o queste ragazze hanno patologie gravi.

Conclusioni

Sia chiaro, le geisha balls hanno senso solo se usate per lungo periodo e per rafforzare i muscoli vaginali, con una certa continuità e con uno schema d'allenamento preciso.
Se cercate qualcosa di più immediatamente eccitante, per voi o per il vostro rapporto di coppia, buttatevi su qualcos'altro. Se invece volete dei benefici a lungo termini...
Come regolassi con l'allenamento? Per questo dovete regolarvi voi.
Io ho iniziato il primo giorno con una singola sfera rosa per poi passare a due, 56 grammi, e sono ormai circa dieci giorni che le indosso almeno un'ora al giorno. Penso di andare avanti così per qualche settimana, prima di passare al livello successivo.
Funzionano?
Sicuramente la differenza si sente. E lo posso dire dopo meno di due settimane d'utilizzo.
Purtroppo non ho avuto una maniera di sperimentare la tonicità della mia vagina su qualche vittima più o meno consenziente - nonostante l'Amico con Benefici si sia fatto sentire mi sembrava particolarmente presuntuoso da parte mia abbandonare lo studio per andare a sperimentare il successo delle Luna Beads - cosa che comunque, nell'eventualità, avrei fatto solo per voi e per poterci dare una giusta recensione di tutta la faccenda.

P.S.?

Allora, io non sono una sex toys reviewer, forse non mi dispiacerebbe vedermi inviati falli di gomma da aziende erotiche ed essere pagata per recensirli, però sto cercando di prendere una laurea specialistica in Critica Letteraria e visto che tutti i professori mi danno 30 senza che io faccia troppa fatica magari Dio ha altri progetti per me.
Tutto questo per dire che non so se ho fatto questa recensione per bene o se ho risposto a tutte le vostre eventuali domande sulle Luna Beads - se ne avete altre siete liberissimi di farle qua sotto - ma io ci ho messo quasi tre ore e tutta la buona volontà che avevo. Spero lo apprezziate.

Q&A

La Zitella Acida: Ma fammi capire na roba:l'uso delle palline ha lo scopo di attivare i muscoli vaginali o vi è anche un piacere nel farlo? Sostanzialmente chi avrà dei benefici in questo, noi o l'amico con i benefit (che tutte abbiamo. come le geisha balls per altro)?

Snob: Dopo che ti sei abituata portarle è piacevole - siamo ben lontani dagli orgasmi improvvisi, come ho detto, ma sono uno stimolo eccitante continuo e leggero. Ma, naturalmente, il loro grande pregio sarebbe attivare questi benedetti muscoli vaginali - che qua in Italia non sappiamo manco cosa siano, conta che invece, in paesi come la Svezia, viene insegnato a fare i Kegels alle bambine delle elementari.
Questo perché? Perché avere dei muscoli vaginali e il muscolo pubococcigeo allenato permette alla donna una miglior vita sessuale, sia per lei, che raggiunge più facilmente l'orgasmo, che per il partner, a cui puoi fare i giochini da geisha stile metterti sopra e farlo venire senza muovere nulla se non i muscoli vaginali.
(Ora, questo non l'ho sperimentato da me, quindi non so dirti se è leggenda.)
Ma i benefici non sono solo sessuali, per la donna: avere una buona consapevolezza dei propri muscoli vaginali e averli allenati è utile durante tutto l'arco della vita, diminuiscono i dolori mestruali, facilitano il parto e aiutano il recupero di tonicità dopo di esso, nell'età avanzata scongiurano patologie come l'incontinenza o il prolasso dell'utero.

Dove Real Beauty Sketches

Nonostante quei furfantoni della Dove ormai da diversi anni stiano cercando di venderci saponette con un quarto di crema idratante facendo leva sulla nostra voglia di essere benvolute, apprezzate e amate così come siamo, ogni volta che esce una nuova pubblicità progresso sullo stile della primissima Dove Evolution non posso fare a meno di guardarmela tutta - anche se me la mettono prima dei video di YouTube. Cosa che solitamente odio.


Quando vedo queste cose così non vi dico che mi scappa la lacrimuccia ma poco ci manca. Tipo, dopo averlo visto ho scritto "LOVE YOURSELF" sulla lavagna. (Sì, ho una lavagna. Due lavagne. Di vetro. Ikea. Proprio di fronte al letto, così appena mi sveglia sbang! il messaggio motivazionale della giornata si manifesta. Insieme alla lista delle cose da fare. E preferisco restarmene a letto.) Dopo dieci minuti ho cancellato tutto, eh, ma almeno ci ho provato. Il desiderio successivo è stato quello di andare in biblioteca a prendere per culo le studentesse grasse e/o malvestite, ma questi sono i miei moti di ribellione preadolescenziale che sono rimasti qua, fermi, dai primissimi anni duemila.

Sono troppo cinica per le assurde menate acritiche del "Sei perfetta così come sei", ma alla fine dovevo scrivere un post su Tony Stark ed invece mi sono trovata a condividere questa cosa qua.
Mah.
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