Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: luglio 2013

Prospettive esistenziali provinciali

Evidentemente non sono abituata alle vacanze estive o alle vacanze in generale o all'estate o alla Provincia o in generale sono inadatta e inetta a vivere, non so.
Sta di fatto che negli ultimi dieci giorni non ho fatto assolutamente nulla, niente nada nichts eccetera - anche perché non so esattamente cosa dovrei fare a parte dormire, leggere quotidianamente qualche riga del Lonely Planet Cambogia/Vietnam e guardare cinque puntate di Dr. Who al giorno.
 

Le uniche energie disponibili sono state consumate nell'aiutare Poupette a fare diciassette modellini in varie scale e vari materiali per un esame - sappiate che aprire una specie di laboratorio di falegnameria in cui segare pilastri in miniatura per un palazzetto dello sport creato dalla propria sorella alle tre del pomeriggio di Luglio, con un meeting di zanzare tigre che si svolge esattamente ad altezza delle vostre caviglie non è il massimo della vita - nel tentare di recuperare qualche rapporto sessuale lasciato a metà mesi prima e riportare numerose escoriazioni e ferite di guerra durante l'atto - sto girando con un ginocchio fasciato, non so se rendo - e a smadonnare in turco nei confronti di una connessione troppo lenta che ci sta mettendo secoli a scaricare le stagioni di Community, prossimo telefilm in lista.

Insomma sto vivendo una vita inutile, non esco di casa, non mi connetto e uso il computer come se fosse un televisore: lo scopo della giornata è trovare l'angolo più fresco della magione e restarci nascosta il più a lungo possibile.
Ho litigato con tutti, odio tutti - sì, anche voi - e voglio morire sola.
Per protesta nei confronti dell'umanità mi sono trasferita sotto il mio letto matrimoniale, luogo dove solo io posso arrivare a causa di un'ossatura fortunatamente leggera e una certa flessibilità: sono qua, ferita, rincoglionita e incapace di intendere e di volere.
LASCIO VOLUTAMENTE CHE L'IPHONE SI SCARICHI, spero che questo riesca a farvi capire l'entità del mio disagio.

Speriamo di partire presto che non ce la faccio più.

Scegliere l'Università.

Questo post, a differenza dei miei solito post how-to che spiegano molto praticamente come cavarsela o cosa fare, è un post che viene da quello che mi rimane nella scatola toracica dopo ventiquattro anni - e passa, e passa - di mondo.
Alcuni di voi mi stanno mandano delle mail: chi ha già scelto, chi dovrebbe ma ancora no, chi è indeciso e pensa d'aver fatto la scelta sbagliata, eccetera eccetera.
 
 
Ragazzi, prendete cuore, coraggio e fegato a due mani, fate un bel respiro, e:
fate quello che vi piace, fate quello in cui siete capaci.
 
Semplicemente questo. 
Niente di più, niente di meno.
Prendete un foglio e dividetelo in due, scrivete da una parte quello che amate fare, e dall'altra quello che sapete fare. Nel novanta per cento dei casi - se siete nel restante dieci per cento mandatemi una mail - ci sarà una voce, o forse anche un paio, che compare in entrambe le colonne.
Quello è quello che fa per voi.
È la vostra strada.
E punto.

Lo so quello che mi state per dire:
sì ma le prospettive di lavoro?
Ragazzi miei, le prospettive di lavoro, in Italia, non ci sono per nessuno. La crisi è stata una livella: se un tempo era difficile trovare lavoro con - che ne so - Lettere, adesso lo è con ogni laurea. Quindi non vi preoccupate, e fate quello che volete.
Sono convinta che tutte quelle persone intelligenti che valuteranno i vostri CV, un giorno, preferiranno una vostra laurea presa col massimo dei voti e col minor tempo possibile - perché sì: a fare quello che vi piace è più facile che accada - a qualsiasi laureato in una laurea più figa della vostra, ma presa con le difficoltà di chi non voleva veramente far quello.
Io ci credo, ci credo fermamente.
Capite qual è il vostro talento, il vostro potenziale, la vostra monetina del cazzo e non seppellitela, ma metteteci tutta la passione che avete. Non posso credere, non voglio credere, non voglio vivere in un mondo dove tutto questo non verrà poi ripagato.

Lo so quello che mi state per dire:
sì ma mio padre mia madre mia nonna vogliono che faccia medicina/odontoiatria/ingegneria/economia
Prendete i vostri cazzo di genitori e portateli di fronte a questo post.
Signora, signore: cosa cazzo state facendo?
Ho visto le menti più brillanti della mia generazione, gente che avrebbe potuto spaccare il culo al mondo e salvare l'Italia dalla crisi, ho visto gente di gran lunga migliore di me bloccata mortalmente nella scelta sbagliata fatta da altri per loro. Pensate davvero che mandarlo a fare Medicina lo farà felice? Pensate davvero che riuscirà a fare quella facoltà con profitto, nonostante non gliene fotta un cazzo? Vi troverete a pagare tasse di anni e anni fuoricorso, e ve lo sarete meritato: nel tempo in cui questo ragazzo, questa ragazza, cercava di prendere la laurea che voi volevate prendesse, avrebbe fatto in tempo a prendersi quella che voleva e, ormai sicuro di sé, delle sue capacità, delle sue potenzialità, anche quella che volevate voi. Stesso tempo, due lauree - a voi il calcolo.
Lasciate in pace i vostri figli, fategli fare quello che cazzo gli pare.

Altri due o tre consigli: non fate le università private, che - ci sono le eccezioni, non iniziatemi subito a commentare - sono ormai delle fabbrichette che macinano soldi e creano pupazzetti fatti con lo stampino. Per diventare pupazzetti fatti con lo stampino avrete tutto il tempo del mondo poi, finita l'università: fate risparmiare i vostri genitori, risparmiatevi la tristezza di essere bocconiani e sceglietevi una buona università pubblica.
Sarete un po' meno coccolati, sicuramente: imparerete un po' a soffrire, e questo vi farà bene.
Per dare i soldi alla IULM avrete il tempo con i vari master, non vi preoccupate.
 
Andate fuorisede. Abbandonate il nido, gli amici, il fidanzato, la famiglia. Imparate a lavarvi le mutande e a cucinarvi. A pagare le bollette e a litigare con i coinquilini e col padrone di casa. Se i vostri non se lo possono permettere, informatevi presso l'azienda per il diritto allo studio della facoltà che volete frequentare per prendervi la borsa di studio e la residenza universitaria. Andatevene via. Imparate a camminare da soli.
 
Fate un erasmus. Non abbiate paura del mondo esterno. Non restate nella vostra zona di comfort. Andate fuori. Andate a vedere. Poi, tornerete, ma deve essere una vostra scelta: andate a vedere.

Non fatevi fregare dall'accademia: non fatevi raccontare da professori di un'altra generazioni storie sulla carriera accademica, sui dottorati, sugli assegni di ricerca. A volte funziona, ma spesso no: non deve essere la vostra prima prospettiva. Guardate sempre fuori, e avanti.

Non limitatevi a quello che vi dicono di fare: fate di più, leggete di più, studiate di più. Fate leggete e studiate anche altro, tutto quello che vi capita a tiro e sembra avere un buon odore, avete tempo - saranno gli unici anni in cui avrete tempo - e avendo tempo ma avendone così poco e passando così in fretta - giuro, era ieri che entravo questa casa, a Siena, da dove vi scrivo, era ieri ma ieri sono andata in segreteria a fare la richiesta del mio certificato di laurea, quindi ieri è già passato - passando questo tempo così in fretta sarebbe ridicolo, sarebbe da imbecilli, sareste dei perfetti idioti, credetemi, a sprecarne anche solo un'ora.
 
Non risparmiatevi. Metteteci tutto quello che avete. Nulla andrà sprecato, fidatevi.
 
Non so cos'altro dirvi, ma dovevo, dovevo assolutamente dirvelo.


Miscellanea generalista in attesa di tempi migliori

Perché nonostante adesso questo sia un blog serio dove offro contenuti pieni di spessore, ogni tanto ritornare alla vecchia modalità nessuno mi ama e ho bisogno di raccontare i cazzi miei a degli sconosciuti fa bene.

Cuoricini?
♥ Sto passando il week end in Provincia. Ma domattina riparto per Siena che già ho un vago senso d'oppressione dalle parti dello sterno. Tipo che mi sento morire. Tipo che sono ventiquattro ore che canto A Rush of Blood to the Head dei Coldplay guardando con aria truce tutto quello che mi sta attorno. Non mi ero mai accorta di avere così tanto odio adolescenziale nei confronti del mio paese natio, chissà da dove esce fuori. Comunque, di base sono venuta qua perché è priorità assoluta la programmazione del viaggio in Indocina che io e Li faremmo ad Agosto - è il nostro reciproco regalo di Laurea, in poche parole. La scelta definitiva è su Laos/Cambogia o Vietnam/Cambogia. Probabilmente la seconda. Diciassette giorni circa con lo zaino in spalla ed ecc. ecc. Il motivo per cui voglio andare in Cambogia è che voglio farmi una foto di fronte i templi come Lara Croft.
Se qualcuno è stato in Cambogia/Vietnam/Laos o Indocina in generale e vuole dare qualche consiglio è il benvenuto. Sappiate che sarà un viaggio un po' temerario quindi consigli temerari, non roba da femminucce. Sto pensando di rileggermi tutti e nove i Manuali delle Giovani Marmotte per essere pronta ad ogni evenienza. Oppure di comprarmi qualcosa scritto da Bear Grylls per lo scopo, non so.
(In verità, il grande dramma e la grande preoccupazione è sempre nei confronti della connessione internet. Dovrò farmi una scheda sim vietnamita.)


♥ Ho passato tre settimane d'inferno in cui gestire tutto - cosa? - e tutti - chi? - è stato pressoché impossibile e ho rischiato il tentato omicidio/suicidio almeno una ventina di volte - quattro delle quali durante il sonno, soffocata dal catrame che ha ricominciato a rivestire i miei polmoni da quando, stressata come non mai, ho smesso di ricordarmi di mettere in carica la mia sigaretta da androide e ho ceduto alla tentazione del pacchetto di Marlboro da dieci, che all'inizio durava due giorni e negli ultimi tempi è arrivato a durare quattro ore. Date le nottate insonni avevo iniziato a fare profonde meditazioni filosofiche con il tabacchino sottocasa sui milligrammi di catrame nei pacchetti da dieci, ma quando mi sono trovata a comprare un pacchetto di Wiston Silver - lo step successivo erano le MS ultralight che fumava la madre casalinga del mio ex, me lo sentivo - ho rimesso a caricare tutto l'ambaradan da androide tabagista e mi sono comprata altre due batterie e dei bocchini di metallo satinato e dei liquidi nicotinosi al marshmallow, alla nocciola - che fa veramente schifo, e all'uva fragola, nonché qualcosa che ricordi il sapore del golden virgina, e, insomma, sono ritornata a svapare, credo, forse, vedremo quanto duro.

♥ Vi ricordo che le #SNOBTEE sono in vendita fino a stanotte a mezzanotte e poi la vostra possibilità di insultare il prossimo indossando una maglietta sparirà del nulla. Comunque, già adesso ringrazio tutti quelli che le hanno comprate. Non tanto perché ci sia stato un guadagno significativo - ancora devo capire se ci sto o non ci sto andando sotto, questo brivido imprenditoriale mi tiene sveglia la notte - al massimo, credo, sarò capace di comprarmici il dominio del blog per i prossimi tre anni e forse fare una donazione di 25$ ai Sea Shepherd. Ma ha fatto piacere vedere un progetto, per quanto piccolo, inutile e sciallo, funzionare così bene. Grazie a tutti, davvero.


♥ Notiziona della settimana: ho fatto un colloquio di lavoro e m'hanno preso per uno stage. Voi direte: sticazzi, ma per una che nonostante sembri una cazzona superba ha l'autostima e la fiducia in se stessa di Penny, l'orfanella che Bianca e Bernie vanno a salvare nel primo film - mica l'aussie cazzuto che cavalcava le aquile dorate del secondo - sono grandi risultati. Il fatto che qualcuno, che un'azienda non consideri la mia presenza lesiva per il fatturato nonostante non sia pagata mi sembra un risultato grandioso. Naturalmente io ho fatto le mie solite cinque o sei gaffe, tipo ho insultato la facoltà di Scienze della Comunicazione quando tutti quelli che erano presenti al mio colloquio erano Scienziati della Comunicazione. Sono un genio? Lo so, lo so.

Voialtri, che mi raccontate?

#SNOBTEE

Le avete chieste sui vari social, mi avete confermato il desiderio attraverso questo post e adesso, dopo qualche mese, le avete: le #SNOBTEE sono arrivate.

Trovare un modello carino ma che non fosse costoso e di un tessuto decente, trovare qualche disgraziato serigrafo disposto a stampare ai miei tempi e alla mia maniera e senza farmi spendere una fortuna e non pretendendo un numero minimo, trovare la maniera per mantenere il tutto, spedizione inclusa, al prezzo più basso possibile non è stato esattamente semplicissimo.

Ma alla fine eccoci qua: pronti a dare la possibilità a tutte le SnobLettrici di manifestare odio verso gli idioti o antisocialità senza neanche il bisogno di parlare.

Specifiche tecniche: sono delle tranquillissime tee di cotone piuttosto leggero e morbidoso, lunghette e con un bello scollo tondo. Niente a che vedere con le classiche tee da donna che rifilano in certi contesti - il modello aderente cortino girocollo dei primi anni duemila. Le taglie vanno dalla S alla XL. Per ANTISOCIAL NETWORKING La Ste porta una M, mentre per I'M SURROUNDED BY IDIOTS porta la XL - ho preso due taglie diverse per far circa capire come potevano buttare. Io, dato il mio stile, mi metterei nettamente una XL bella larghetta. Nella descrizione di ogni prodotto, nello shop, trovate i centimetri esatti di ogni misura, così da potervi regolare meglio.

Logistica: lo shop sarà aperto da adesso fino alla mezzanotte di Domenica 14 Luglio. Dopo di allora, le vendite saranno definitivamente chiuse e noi manderemo in stampa le magliette da voi ordinate. A quel punto, con immenso amore e sublime cura, la sottoscritta si metterà a piegare, impacchettare e spedire le vostre magliettine, che arriveranno dopo poco nella vostra cassetta postale. A spedizione avvenuta riceverete una mail dalla sottoscritta.

Prezzo: il prezzo è di 18.00 € a pezzo, spedizione inclusa. Vi avevo promesso di tenermi sotto i venti euro e ce l'ho fatta. Avrei voluto fare di meglio ma non sapendo quanti pezzi effettivamente saranno venduti e dovendo coprire con il guadagno il rischio che le Poste Italiane mi perdano qualche pezzo in giro ho dovuto tenermi sui 18.00 per non rischiare di andarci sotto.

Disclaimer: il mio scopo non era creare dei pezzi d'alta moda o di far soldi vendendo magliette o niente. Non è che adesso andrò in giro dicendo di essere una stilista o chissà che. Sono magliette che vanno benissimo per quando si è scazzati, e le ho fatte per me, per quando sono scazzata. Vi sono piaciute, e ho quindi cercato la maniera più semplice per farle avere anche a voi.

Spero vi piacciano.
Ecco le foto, fatte proprio questa mattina con infinito amore dal mio fotografo di fiducia, Kosmios, con La Ste utilizzata come cavia-modella.
Cliccate sui titoli per essere rediretti allo shop.
Per qualsiasi problema non esitate e lasciate un commento o mandatemi una mail.

<3





P.S.: MODELLO DA UOMO

Visto che, curiosamente, ho anche qualche lettore maschile che per sbaglio, a tratti, capita qui, mi sono attivata per farvi anche il modello da uomo. Purtroppo non abbiamo uno shooting figoso come quello sopra da offrirvi - tanto lo so che a voi uomini non ve ne frega niente - ma almeno le magliette sono ora in vendita con tanto amore.

I'M SURROUNDED BY IDIOTS
&
ANTISOCIAL NETWORKING
 

Guida Snob definitiva all'Henné

Non voglio fare quella che ogni post si scusa perché non ha tempo per scrivere un post - molto meglio di quelle che dicono di fare le blogger per lavoro ma non pubblicano post da mesi, per esempio (eccomi, già divago! La vecchiaia.) - ma mi sento in dovere di giustificarmi: 'sto cazzo di post l'ho scritto ben due volte e ben due volte mi si è cancellato. Prima è scomparsa la bozza qua su blogger - blogger, ci siam sempre tanto amati, ma se continui a scassare le palle vado su wordpress e ti mando affanculo - poi, quando in un momento di creatività mi ero messa a riscriverlo tutto dall'iPad mentre mi facevo la pedicure - pedicure, ragazze: fatevela, è estate, non fatemi vedere quei piedi anti-footjob che veramente mi fate calare l'erezione che non ho - mi si è nuovamente cancellato quindi pianti, strepiti, fottesega, sticazzi.

(Queste sono probabilmente le righe più confuse che ho scritto negli ultimi dieci anni.)

Poi la Ste mi ha detto che secondo lei i post che sto scrivendo ultimamente sono troppo lunghi ed io sono andata in paranoia: sono troppo lunghi? Davvero? Volete post brevi ma intensi e pubblicati più frequentemente o qualcosa con un po' di sostanza - per quanto sia la stessa sostanza di cui sono fatti gli imbecilli e i marshmallow - pubblicato, bof, quando ce la faccio a scriverlo?
Ditemi se li volete corti o lunghi che il dubbio mi assedia e distrugge.

Ora, dopo tutto questo delirio, passiamo alla definitiva Guida Snob all'Henné

Henné 
In questo post si parlerà di quello che commercialmente viene chiamato henné rosso e che scientificamente viene chiamato lawsonia inermis. Non henné nero non henné castano non henné biondo, quelli sono tutti mix di altre erbe che funzionano in maniera diversa: noi siamo amiche del rosso aka lawsonia inermis.

Questo lawsonia inermis è una pianta che cresce in varie zone calde medio orientali e che, polverizzato, viene da sempre utilizzato nelle suddette zone per tingere la pelle e i capelli. Nonostante non posso negare di provare una certa fascinazione per le mani e i piedi violentemente tinti di rosso della tradizione araba, per adesso ci limiteremo a studiare la meno impegnativa storia della tintura dei capelli.

Pro dell'henné
Se avete dei capelli che fanno schifo, l'henné è quello che fa per voi. Perché l'henné è la cura ricostituente per i capelli definitiva e assoluta, imparagonabile per qualità e per durata - e per costo - a qualsiasi alternativa profumeria o parrucchiere proveranno ad offrirvi. L'henné, a differenza delle tinte, non va a danneggiare il capello ma crea una specie di pellicola che liscia e chiude le cuticole del capello, lo rafforza, lo fa diventare più lucido e ne aumenta il diametro - dopo un'applicazione d'henné i capelli sembrano essere il doppio di quello che erano, per la gente con i capelli sottili è il massimo. Se avete la cute tendente al grasso o a rischio di forfora, l'henné spesso risolve il problema. Inoltre, se vi piace il rosso e volete farvi rosse, l'henné è la tinta rossa definitiva. il rosso si sovrappone al colore del vostro capello dando un'infinità di sfumature diverse, dal rosso rame chiaro per le bionde di tipo svedese a dei minimi riflessi rubino sui capelli neri di tipo africano. A differenza della tinta chimica rossa non sembra finto e non scarica in maniera traumatica, facendovi passare da un rosso fuoco ad un arancione T come Tigro e tutti gli amici di Winnie the Pooh.

Contro dell'henné
Il contro principale dell'henné è uno: il rosso. È un rosso che, nonostante scarichi, difficilmente se ne va - anche con tinte chimiche o tentativi del parrucchiere, il rischio che il riflesso torni è perenne. Se i colori che vi piacciono per i capelli sono freddi, tendenti al cenere, state lontane dall'henné. Se tutto quello che è dorato ramato mogano o simili vi garba, fate pure. 
Altro lato negativo dell'henné: l'applicazione e la posa. Se cercate qualcosa da fare in una mezz'oretta, avete proprio capito male. Nonostante il tempo per l'applicazione diminuisca a mano a mano che ci si impratichisce - io ormai me lo applico nel giro di dieci minuti, da sola, senza fatica - il tempo di posa è di minimo - ma minimo proprio - tre ore. Sciacquarlo anche non è una passeggiata.
Ultima cosa: l'henné sa... di henné. Ovvero di erba, fieno, una cosa del genere. Questo odore si sentirà sia mentre lo applicate sia per qualche lavaggio successivo. Non è un grande dramma ma è bene che lo sappiate.

Preparare l'henné
Lo so che probabilmente, in giro, avete letto di tutto: ci sono quelli che usano la tisana di ribes neri dei Sibillini e mentre lo mescolano dicono l'Ave Maria, quelli che ci mettono la maionese, quelli che lo lasciano riposare sotto a luce della luna piena, di tutto.
Io ho passato diversi anni della mia esistenza - questo post ve lo spiega - a fare l'henné tipo una volta ogni due settimane, quindi ho una certa sapienza empirica in merito. E dall'altezza della mia sapienza empirica in merito vi dico che: less is more.
La mia ricetta definitiva è così composta: lawsonia inermis da erboristeria - un periodo lo compravo su internet ma quello di erboristeria, nonostante qualitativamente non sia eccelso, fa il suo lavoro senza problemi - acqua calda quasi bollente quanto basta a fare una pastella che abbia la consistenza dello yogurt e un paio di spruzzare di aceto di mele - vuole leggenda che qualcosa di acido aiuti a rilasciare il colore.
Stop.
Non ho mai notato miglioramenti nell'utilizzo di tè, karkadè e simili, e per quel che riguarda altre aggiunge più consistenti - oli vari, yogurt, uova, ecc - secondo me non fanno altro che limitare la presa che il colore ha sui capelli.
Ricordate che l'henné macchia, quindi evitate di usare ciotole di plastica che potrebbero essere rovinate irreparabilmente.
Ossidare l'henné?
Per ossidare si intende far riposare l'henné per un tempo variabile a seconda della temperatura - più è caldo, minore il tempo - per fargli rilasciare meglio il colore. Io, personalmente, non ho mai visto grandi differenze tra l'henné lasciato ossidare o l'henné applicato immediatamente. Forse si nota la differenza nelle applicazioni più brevi, non so. Fate come preferite, il risultato non cambia un granché. Leggenda vuole - sempre leggende, qui - che l'henné ossidato dia un colore più tendente al ciliegia e quello applicato subito lo dia più simile al rame.
Applicare l'henné
L'applicazione dell'henné non è un'attività semplicissima, affatto. Con il tempo ci si prende mano e diventa tutto più facile, ma all'inizio ci sono buoni rischi di fare casini. In poche parole, dovete impiastricciare omogeneamente i vostri capelli con questa specie di fango, stando ben attente a farlo arrivare fino alla radice. Per questo motivo vi consiglio, soprattutto all'inizio, di abbondare con l'henné - io per i capelli fino alle spalle ne utilizzo circa un etto, ma consiglio, per le prime volte, di utilizzarne anche due così da non avere problemi a raggiungere anche i punti più difficili. Ognuno ha un suo metodo che sviluppa nel tempo, il mio è questo - ed è il meno scientifico che conosco: mi metto a testa in giù o nella vasca da bagno o nel piatto doccia, come se mi stessi lavando i capelli, e, con le mano coperte dai guanti in lattice, spalmo a casaccio l'henné sui capelli, cercando di fare un lavoretto omogeneo. Quando l'ho finito, creo un bello chignon di fango sulla sommità della testa, mi levo i guanti e mi ricopro di cellophan fino a sembrare una creatura aliena, stando ben attenta a sigillare tutto il fango in maniera che non coli in giro. Se avete intenzione di dormire con l'henné - ecco, adesso parliamo dei tempi di posa - la cosa migliore è fare come fanno i parrucchieri con la tinta e fare un bel cordolo di cotone idrofilo attorno ai bordi del vostro cuoio capelluto, così che assorba eventuali percolazioni henneose e non vi sporchi cuscino o simili. Ah, ricordate che l'henné - l'ho già detto? - macchia: l'operazione va eseguita con vestiti scuri e tentando di lasciare meno grumi fangosi in giro per il bagno - o ripulendoli prima che macchino i sanitari. Altra cosa: mettete una crema bella grassa sulla pelle attorno ai capelli, prima di mettere l'henné. Non correrete il rischio di ritrovarvi le orecchie arancioni e fa fare ancora maggior presa al cotone messo come cordolo di sicurezza.

Tempo di posa dell'henné
Il più possibile, ma minimo tre ore. Soprattutto alle prime applicazioni. Poi le cose andranno un po' meglio perché una base di colore già ci sarà - io, comunque, preferisco fare almeno un'applicazione ogni tre di almeno sei-sette ore. E voi, giustamente, vi domanderete: come cazzo faccio a tenere l'henné in testa per sette ore? Facile: dormendoci. Il tempo del sonno è spesso tempo sprecato, ma potrete economizzarlo facendovi, nel frattempo, l'henné. O, se proprio non riuscite a concepire questa cosa del dormire con tre etti di fango in testa, fatelo durante i pomeriggi di sessioni d'esame: unire l'utile al dilettevole. Comunque, la regola base è: più tenete l'henné al caldo sulla vostra capoccia, più l'effetto filmante e colorante di questo sarà forte e duraturo.

Sciacquare l'henné
Sciacquare l'henné può essere un'esperienza traumatica quanto applicarlo, se non state attente.
Prima cosa: non pensate candidamente di potervi fare la doccia: rischiate di passare la seguente settimana a tentare di levare la sfumatura arancione dal corpo. Come per l'applicazione: a testa in giù nella vasca. Quando avrete levato il grosso con la cornetta della doccia, è il caso di utilizzare un - bel - po' di balsamo per levare il restante - io compro allo specifico scopo lo Splend'Or al Cocco, prodotto famosissimo tra tutte le capellone italiane - mentre invece vi sconsiglio di usare lo shampoo: l'henné ha già delle proprietà lavanti, quindi i vostri capelli dovrebbero essere già puliti, e lo shampoo rischia di seccarli ulteriormente - perché, come vi ho già detto, l'henné ha questo effetto astringente sulla cute grassa. Continuate a sciacquare finché l'acqua risulta relativamente limpida - l'importante è non vedere più polvere, continuerà comunque ad essere un po' arancionata - e a quel punto asciugate come al solito. Abbiate cura di non utilizzare asciugamani chiari, che rischiano di rimanere macchiati dall'henné anche dopo qualche lavaggio. Cosa intelligente, anche, è fare un ultimissimo sciacquo con acqua e aceto di mele: fissa il colore.

Credo di aver consumato la mia sapienza in merito ma sicuramente non è così: domandate pure qua sotto, sono pronta a rispondere. <3



Fai un post su come sopravvivere alla vita.

Che poi se non scrivo nulla per troppo tempo mi sento in colpa, non ho capito se nei vostri confronti o nei confronti di me stessa - sicuramente tengo più io a voi che voi a me. Che magari poi mi dite "Dai, Snob, scrivici questo post" solo per farmi un piacere, come si fa con certe nonne a cui si chiede una torta di mele o certi bambini, di quelli molto piccoli, a cui si danno incarichi nulli - solo per farli sentire utili.

Il tempo che passo a lezione mi consuma e quando torno a Siena sono capace soltanto di mettermi a dormire o di collassare sul divano a guardarmi l'ultima riscoperta telefilmica del momento, il mitico, amato, sconosciuto e sottovalutato Dark Angel che, con il suo splendore cyberbiopunk postapocalittco distopico e invernalnucleare merita un post a parte quindi smetterò di parlarne.
Ogni sera, comunque, son grata di avere un letto e un divano e un proiettore e dei cuscini e due lavagne KLUDD dove scrivere le cose che devo fare e non mi ricordo di fare, nonché pothos ed edere che scendono dalle mensole e tanti libri e non voglio fare l'esagerata e dire che gli oggetti mi rendono felice ma un po' è così, hanno quella fedeltà statica e perenne che nessun essere umano potrà mai darti, adoro appoggiare oggetti piccoli e belli in punti specifici e strani della stanza, in bilico da qualche parte, e vederli ancora lì, in attesa, quando torno - se fossi di religione animista potrei dire di vederli scondinzolare.

Poi sta succedendo questa cosa stranissima per cui sto perdendo fiducia nella gente ma sono come meno cattiva, o non ho più motivo di essere cattiva, o meglio: non mi fido della gente ma non ho più bisogno di nascondere nulla perché, probabilmente, non ho più niente da nascondere: un tempo c'era un posto segreto dove facevo entrare pochi, ora che non ci faccio più entrare nessuno è come non esistesse più e quindi anche l'affanno del difenderlo è finito, e posso definirmi molto tranquilla, nonostante terribilmente disillusa, in questo periodo della mia vita.

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