Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: novembre 2013

Tre Oggetti #6

#1 L'AIKO di HAGS

Come ben sapete - lo sapete, no? - sono una delle poche blogger non propense alla marchetta sfrenata e che rifuta il 90% degli invii prodotti o proposte di collaborazione varie. Per adesso credo che gli unici tre brand con cui mi sono trovata a collaborare in maniera vagamente più concreta siano la Lelo, la Philips e BeChic: e se seguite il blog da abbastanza tempo sapete che ero fedele cliente di tutti e tre ancor prima che mi contattassero. Quindi quando mi hanno proposto di inviarmi una Hags per sapere cosa ne pensavo c'ho ragionato un pochino, ho sbirciato il sito e ho pensato vabbé, dai, sembrano delle belle borse, facciamocene mandare una. Avevo paura alla fine uscisse fuori un prodotto buono ma non eccelso, insomma: non qualcosa che mi potesse provocare un amore tale da riuscire a parlare o a scriverne qualcosa in merito. Invece boom. Posso dire con una buona dose di certezza che è una delle borse più belle che io abbia mai posseduto. Dove per belle non intendo semplicemente a livello estetico, lo sapete, ma a livello qualitativo: io giuro che una pelle del genere per una borsa non l'avevo mai toccata. Di un morbido che non vi dico. In più il modello ha l'enorme pregio - cosa di cui non mi ero accorta quando l'avevo scelto, ma è risultata essere la sua dote vincente - di riuscire a contenere perfettamente il MacBook da 15". Donne alla ricerca di una borsa bella, comoda e che riesca a contenere il vostro computer: il suo nome è AIKO, misura L. Ha sostituito la Longchamp, e io con la Longchamp ho un rapporto viscerale, ne ho un paio che ho utilizzato in qualsiasi contesto - dal mare alla trasferta di lavoro di tre giorni a portacomputer. E l'Aiko ce l'ha fatta a spodestarla in due secondi.

#2 LE FELPE CON LE STAMPE INUTILI E COLORATE

Sì, avete letto bene. Colorate. Da quando ho comprato la ormai nota felpa con la scimmia che ultimamente popola il mio instagram ho iniziato a rovistare il web alla ricerca di felpe. Che fine ha fatto la mia nota sobrietà? (Sparita.) L'amore per la desaturazione? (In malattia.) Quel buon gusto che comunque dovrebbe far parte del corredo genetico di ogni italiano? (Sono stata geneticamente modificata.) Insomma, ho scoperto la sfilza di improbabili, improponibili, meravigliose, assurde, cinesissime felpe di ROMWE. E ho subito sentito se si può fare un gentile scambio di link per felpe e felpe per link, vedremo. Dopo che anche Jessica Buurman m'ha rifiutato non mi stupirei di nulla. Vada come vada, godiamoci questa carrellata di idiozia. La felpa con la stampa di American Gothic è quella che senza dubbio preferisco adoro e desidero - non sono sicura che i tipi che hanno deciso di stampare quello specifico quadro su di una felpa si rendano esattamente conto di quanto è figa questa cosa, ma vabbé. A parimerito per idiozia e desiderabilità troviamo quella con l'iceberg, quella con il fenicottero, quella con la Tour Eiffel che ci ricorda un po' la mia vita parigina e quella con le cupcakes, ineluttabilmente e drammaticamente rosa. Sì, sarei capace di andare in giro con una felpa rosa. Probabilmente sono vittima della pigrizia estetica dovuta alla vita d'ufficio: se fosse per me mi presenterei a lavoro in pigiama.
(Ah, mi dicono dalla regia che questa con le rose oggi è in vendita a meno di 20$, se è il vostro genere di cosa.)

#3 BUONGIORNO PELLE! BECHIC

BeChic colpisce ancora. Dopo aver prodotto quella che ufficialmente è la migliore crema notte in circolazione ha sfornato un casino di altre meraviglie che i gentilissimi e adorabili PR mi hanno spedito. La vagonata di prodotti ricevuta ancora non è stata analizzata degnamente - ci sono oggetti a me sconosciuti come una cosa chiamata primer occhi, che davvero non so come potrei utilizzare - ho già inquadrato i due prodotti must-have della collezione: lo Scrub del Buongiorno e la Crema del Buongiorno. Insieme alla Crema della Buonanotte creano le basi di una routine quotidiana divina. Lo Scrub del Buongiorno in particolare ha questo misterioso pregio di sembrare un prodotto pressoché inutile ma che se usi per una settimanella di seguito ti cambia evidentemente la faccia. Oppure è l'effetto placebo, non so. È uno scrub estremamente delicato, buono per essere utilizzato tutte le mattine, ma proprio per questa sua delicatezza ti sembra che non faccia nulla. Vi sbagliare, insistete per qualche giorno e poi vedrete. La Crema del Buongiorno forse non è paragonabile per goduria alla sorella della Buona Notte, anche perché sopra ci va sopra il trucco quindi non riesco a godermela per bene. Comunque, da quando uso questi tre prodotti in sinergia ho una pelle fantastica. Mistero.

Mermaid hair

Titolo piuttosto imbecille perché sapete bene che io al massimo potrei fare la sirena di terra, che con l'acqua non è che abbia questo rapporto di folle amore.
Comunque.

Non so se avete notato che ho i capelli verdi.
Purtroppo non in maniera totale - non preoccupatevi che arriveremo anche a quel livello, me lo sento - ma almeno parziale sì. Insomma, le punte sono verdi. Una cosa così.


Visto che moltissimi di voi mi hanno fatto numerose domande sul come/dove/quando, ecco una breve narrazione della storia dei miei capelli verdi.

Come sapete il tentativo di buttare un vasetto di Manic Pani Enchanted Forest sulla testa così, random, è fallito. I capelli mi sono venuti semplicemente NERI. Un nero che dopo tre lavaggi è scomparso. L'unica cosa è che i riflessi rossastri dell'henné sono praticamente scomparsi, credo che il verde della Manic Panic abbia neutralizzato il rosso. Comunque: Enchanted Forest + Capelli Castani = ZERO. Sarà anche che i miei capelli sono i cosidetti virgin hair, ovvero mai toccati da permanente, stiraggio o tinta negli ultimi dodici anni - anzi, rafforzati da strati e strati di henné. Quindi particolarmente resistente ai balsami coloranti, come abbiamo potuto vedere.

Alla fine sono stata una cagasotto e mi sono fatta le extension: sarà stata la violenza psicologica subita da mia madre che, alla dichiarazione mi faccio i capelli verdi ha urlato il classico TU SEI UNA FOLLE, che poi è la stessa frase che pronuncia in qualsiasi momento dichiaro qualcosa, dal mi sono fatta tre microdermal a ho pensato di prendermi un anno sabbatico per fare il servizio militare a sento il bisogno di provare l'LSD per aprire le porte della percezione. Insomma, qualsiasi proposta venga presentata la reazione è sempre così, un po' esagerata. Io poi sono una buona figlia, credo, o almeno una di quelle figlie che non vorrebbero mai dare dei dispiacere alla propria madre, quindi quando reagisce negativamente ad una mia idea o desisto o le massacro così tanto le palle che alla fine è obbligata a darmi il suo benestare ed io smetto di sentirmi una persona cattiva con una scomunica sulle spalle.
Insomma, sono entrata dalla parrucchiera con uno scopo preciso: farmi fare uno shatush piuttosto biondo e buttarci sopra l'Enchanted Forest. Pensavo fosse un'alternativa dignitosa alla decolorazione completa e che il risultato potesse venire decente. Un degradé da nero a verde scuro. Mai e poi mai mi sarei messa le extension. Mai. Sono da bimbaminkia ho detto ma ti pare che vado in giro con tre ciuffetti verdi come l'ultima sfigata alternativa delle medie? Ma quanto cazzo è vorrei ma non posso, farsi le extension colorate?
Ho lasciato alla parrucchiera giusto il tempo di preparare l'inquietante pappetta decolorante che già ero terrorizzata all'idea e ho lasciato perdere. Dodici anni senza interventi sui capelli portano a queste fobie. Ho iniziato ad avere le paranoie. Oddio se li decoloro si rovinano si spezzano muoio. E così via. Da lì parrucchiera + madre, in una sinergia di controllo della mente, mi hanno iniziato ad elencare i contro della mia idea - devi decolorare, ti si rovinano, il verde scarica dopo due lavaggi, devi passare il tempo a rifarti il colore - e i numerosi pro delle extension - non scaricano, quando vuoi te le togli, blah blah blah.
E insomma, sono uscita dalla parrucchiera con le extension verdi. Un lavorone, lo ammetto.
(Se siete delle Marche / Provincia di Macerata e volete farvi fare un lavoretto come il mio mandatemi una mail che vi dico a chi affidarvi.)
E devo dire che sono venute bene. Benone. 
Sembrano i mei, non si notano quasi per nulla, hanno bisogno di scarsissima manutenzione - c'è giusto da pettinarle con un po' più cura di quello che fareste coi capelli normali - non danno fastidio, perfette.

L'unica cosa che mi manda un po' in crisi che essendo i capelli delle extension ultratrattati restano più ruvidi e a volte un po' più crespotti dei miei, che non avendo conosciuto parrucchiere/tinta/piastra/phon sono più morbidi. È una cosa che non si nota a livello visivo ma che mi infastidisce a livello tattile. Ho fatto di tutto: impacchi con olio di cocco, di mandorle, di karité, eccetera. Nada. La soluzione è stata trovata più per caso che altro nel reparto capelli della Pam, dove quasi per sbaglio ho comprato la Mousse Idratazione Intensa della Pantene. Lo so, lo so quello che mi state per dire: madonna che ciofeca, una mousse della Pantene, sarà tutta siliconi e paraffina. Sicuramente, eh, l'INCI fa schifo: ma il suo porco lavoro lo fa: capelli ultramorbidi.
E così sono una donna ufficialmente soddisfatta della sua chioma nero-verde.
Per ora. Perché comunque questa storia delle extension un po' mi infastidisce, e vorrei avere tutti i miei capelli assolutamente verdi.
Devo ragionarla ancora, ma per adesso mi accontento.

Ora il via libera a dubbi, domande, perplessità su questa mia scelta tricologica - e se passa qualcuno con capelli decolorati e ritinti di colori assurdi che vuole dare testimonianza parli pure.

SHOW ME LOVE

Proprio nel momento in cui tutti quanti a questa cosa delle it blogger Lifestyle per Grazia avevamo smesso di crederci - ormai c'ho il bottone di Grazia sulla barra laterale da quanto? Un anno? - ecco che lo staff di Grazia risorge e indice il contest per le Lifestyle Blogger: tutto questo, naturalmente, mentre sono a Roma a combattere per la madrepatria, nel tentativo di eliminarmi dai giochi ancor prima che inizino. Fortuna qualche lettrice consapevole della mia nullità organizzativa m'ha informata.
Comunque, hanno scelto ben 10 blogger, uno per ogni distretto, per un combattimento mortale in una gara di onore, coraggio e sacrificio - dicevo, 10 blogger finalisti per il titolo di IT Lifestyle Blogger di Grazia. Sappiamo quali vantaggi porterà l'essere It Blogger di Grazia? No, non ne ho la più pallida idea. Ma ormai siamo in ballo e balliamo, ecco qua.

È quindi arrivato il momento in cui richiedervi una profonda e assoluta dimostrazione d'affetto e fedeltà, cliccando su questo link e mettendo like sulla foto del mio post. Naturalmente, se la pigrizia di questo week end novembrino non vi ha levato l'uso della tastiera, potete anche buttare giù due righe di commento e spiegare a quelli di Grazia come mai mi volete tanto bene e che parte determinante della vostra vita sia il mio blog - sì, lo so che il mio blog non è una parte determinante della vostra vita, ma per una volta facciamo finta tutti assieme, vi va?

Mononoke Hime

Sarà perché indubbiamente è uno dei film di Miyazaki più sconosciuti in Italia - parliamone, Miyazaki in Italia è arrivato con Spirited Away, prima giusto due o tre otaku sapevano chi fosse - e sapete che io devo fare quella alternativa a tutti i costi e fammi piacere a forza la roba meno nota. Oppure sarà per tutta quanta quella storia che mi affascina enormente - lo sapete bene - del feral child, il bambino abbandonato nei boschi e cresciuto dagli animali, spesso e volentieri dai lupi.
Sarà che è il più crudo, il meno adatto - a mio parere - ad un pubblico infantile,  e quello in cui i limiti tra bene e male dei personaggi sono ancora più confusi del solito.
Ma Mononoke Hime ha una grandezza che gli altri anime di Miyazaki, che pure aprezzo tantissimo, non hanno.





È un classico anime di Miyazaki, tutto attento al rapporto uomo-natura, all'ecologia e all'ambientalismo - ma, mi dispiace dirvelo, senza tutte le fantastiche e meravigliose e steampunkosissime macchine volanti che c'hanno deliziato in tante altre sue opere. Però in compenso abbiamo mandrie di cinghiali, divinità-lupi grossi come elefanti, una ragazza che è l'equivalente nipponico di Mogwli e lo Spirito della Foresta, 'sto coso che di giorno sembra un cervo con la faccia da essere umano e di notte diventa questo gigante gelatinoso e sonnambulo - insomma, un cast d'eccezione, signori miei.

A parte le cazzate, ripeto: è uno dei miei anime di Miyazaki preferiti.
Se non l'avete visto, scaricatelo subito.

#SnobTee GiveAway


 

Insomma, anche durante questa stagione autunnale le #SnobTee sono andate a ruba e nonostante per miei problemi lavorativi/logistici abbia dovuto appaltare completamente alla SnobMadre il lavoro di impacchettamento e spedizione tutte le SnobTee dovrebbero essere ora nei cassetti dei loro amorevoli e dolci proprietari.

Visto che, come v'ho detto, tutta la cosa è stata gestita a quattro mani e né io né la SnobMadre siamo note per essere persone precise e organizzate, sono saltate fuori due o tre magliette di troppo

Che sono ben felice di donare a voi, mie amate.
Essendo due L e una XL direi che vanno bene pressoché a qualsiasi essere umano di sesso femminile, di qualsiasi taglia e conformazione - maschietti, mi dispiace terribilmente ma sono rimaste solo quelle da signorina. Lo so, è un mondo crudele - quindi le metto in palio così, a caso.

A differenza di tutte le blogger per bene che già seguite e che quando fanno i giveaway vi chiedono di mettere like a mezzo facebook, io sono piuttosto soddisfatta del mio numero di visitatori/follower/like e quindi non vi obbligo a fare nulla: dopotutto, se passate di qui significa che il blog già vi piace, no? Naturalmente se ancora non mi seguite su: facebook, twitter, instagram e bloglovin potete farlo, che lo apprezzo.

Quindi, le istruzioni sono semplici: da adesso alla mezzanotte circa di Domenica 24 potete lasciare qua sotto un commento - uno solo, mi raccomando - con il vostro indirizzo mail e con la frase che vorreste vedere stampata sulle prossime SnobTee: siate creative e cazzone come io stessa vi ho insegnato. Non c'è limite al politicamente scorretto. Fatemi vedere di cosa siete capaci. Le tre più creative e imbecilli avranno in dono le magliette. Se la creatività sarà scarsa mi limiterò a prendere Cigolo, il bel cucciolo felino che vedete ogni tanto gironzolare per il mio instagram, e gli farò scegliere le Elette destinate ad indossare le SnobTee.

Ringraziamo le proprietarie delle fotografie qua sopra: PhloPhlo, Kellakiara, Halfway e la mitica Iris.

Tre Azioni #4

#1 Vedere i 75° Hunger Games

Devo ammettere che io e gli Hunger Games non abbiamo sempre avuto un buon rapporto. Di base, essendo stata per lunghissimo tempo una fanatica di libri fantasy e essendomi poi disintossicata quasi del tutto, ho grosse difficoltà ad avvicinarmi a qualsiasi cosa che lo sembri anche vagamente. Quindi ho prima ignorato completamente i libri, poi ignorato completamente il film e soltanto dopo parecchio l'ho scaricato in bassissima qualità e me lo sono visto più che per sbaglio che per altro. Devo dire che l'ho riguardato, in momenti di noia e nullafacenza, diverse volte, ma senza mai ammettere che mi fosse piaciuto.
Insomma, mi sono resa conto della mia passione per il primo film soltanto quando, visto il trailer del secondo, m'è scappato un dobbiamo assolutamente andarci. E, come ben sapete, nella mia ottica soltanto pochi film meritano il cinema avendo io stessa un quasi-cinema casalingo. Se voglio andare al cinema a vedere un film significa che per quel film ho veramente una cotta mostruosa. Come sia stato possibile non accorgersi fino adesso di questo amore nascosto non s'è capito, ma vi giuro che quando nel trailer si legge la frase the odds are never in our favor c'ho quel brividino che soltanto la roba che ti piace ti sa dare. Dopotutto, per adesso, non c'è un stato una storia fantascientifica ambientata in un futuro distopico che non sia riuscita, in qualche modo, a conquistarmi: perché the Hunger Games avrebbero dovuto essere da meno?
Sto cercando la forza e il tempo per comprare e leggere i libri - sono sicura che molte di voi si sono già lette tutta la saga: com'è? ne vale la pena? No spoiler, eh.
Tralasciando un attimo il cartaceo, il secondo film sembra avere tutte le carte in regola per essere spettacolare - tra cui una colonna sonora memorabile: pezzi preferiti, senza dubbio, sono We Remain di Christina Aguilera, Atlas dei Coldplay, Silhouettes dei Of Monsters And Men e Lorde - Lorde amore mio - che m'ha fatto questa fantastica cover di Everybody Wants to Rule the World dei Tears for Fears che in confronto Gary Jules con Mad World un nonnulla.
In più: lei è a mio parere veramente veramente veramente bella, ogni volta che vedo qualcuno che tira con l'arco mi prende la malinconia e mi ricorda di quando io tiravo con l'arco - questa ve l'ho mai raccontata? - e adoro come si vestono e conciano i capelli quei folli di Capitol City.
Appena esce vado a vederlo.


#2 Preparare e bere il Chai Tea Latte

Che spessissimo, per motivi di paresi orale, chiamo Tai Chi Latte facendo le mie classiche figure di merda. Comunque. Il Chai Tea Latte è una bevanda meravigliosamente neocoloniale che mi fa puntualmente sentire un personaggio che si colloca a metà tra un qualsiasi testo di Rudyard Kipling e il mitico film Disney La Piccola Principessa - no, se non avete visto La Piccola Principessa la vostra infanzia non è stata degna di essere vissuta. Poi da quel che ho sentito dalle ultime previsioni metereologiche siamo ufficialmente entrati nella stagione del tè a tutte le ore e a tutte le maniere.
Ci sono circa cinquanta metodi diversi per preparare il Chai Tea Latte, ma alla fine gli ingredienti sono quasi sempre gli stessi: tè nero forte, latte intero o - ancor meglio - latte condensato e il mix di spezie per il Chai Tea, che si trova anche a Siena da Tiger quindi posso dire ufficialmente che si trovi ovunque. Nell'eventualità non lo troviate, le spezie da unire sono cardamomo, pepe nero, cannella, zenzero e chiodi di garofano. Anche se, come al solito, si trovano quarantamila ricette diverse e ognuno ha una sua opinione in merito quindi, ecco, potete anche andare un po' a sentimento.
Come dicevamo, ci sono pareri discordanti sui vari tipi di preparazione: io condivido il mio metodo, senza assicurarvi che sia quello originale indiano o il migliore.
Mettete sul fuoco un pentolino con l'acqua - vi prego, per il tè non utilizzate quella del rubinetto: o quella imbottigliata o quella filtrata con la caraffa - insieme ad un cucchiaino del mix di spezie. Quando arriva a bollitura dovete aggiungere il té: se lo avete in foglia basta aggiungere un'altro cucchiaino all'acqua, attendere un tre-quattro minuti e poi filtrare il tutto nella tazza; mentre se avete le bustine mettetene una nella vostra mug, piazzateci sopra un colino e versate l'infuso di spezie ancora ben caldo. A questo punto alcuni vi diranno di aggiungere del latte - probabilmente, quelli che non vi avranno detto di non bollirlo assieme alle spezie. Per quel che mi riguarda, la scelta definitiva è utilizzare il latte condensato: massimo livello di cremosità del tè.


#3 Far tornare felice un vecchio mobile con la vernice lavagna

Perché la vernice lavagna porta felicità in ogni dove. Parlo soprattutto agli studenti universitari: se avete un mobile cucina particolarmente orribile e vecchio e anche il proprietario di casa è consapevole della sua bruttezza e vecchiezza proponete una ripitturata fai da te. Io avevo una delle cucine più brutte che essere umano avesse mai progettato, tutta in compensato ricoperta da laminato giallino sui pensili e finto marmo grigio sul piano lavoro. Ho passato sette anni della mia esistenza a chiedermi come fosse possibile scegliere un abbinamento così del cazzo. Dopo anni passata ad odiare quella cucina e a credere che l'unica soluzione fosse eliminarla e comprarne una nuova ho preso il coraggio a due mani e ho comprato lo scotch da murature, due barattoli di fondo all'acqua e due barattoli di vernice lavagna. E un rullo, naturalmente. Con due pomeriggi la cucina ha ripreso vita, e adesso è oggettivamente meravigliosa.
Davvero. È bellissima. Io credevo cre avrei fatto un casino assurdo, mentre invece è venuto un bel lavoretto: la vernice lavagna è a prova di imbecilli, fidatevi. Quindi, se avete qualcosa di brutto che gira per casa, o anche una parete triste e vuota - insomma, qualsiasi parte dell'abitazione che ha bisogno di un tocco di brio ha bisogno della vernice lavagna.
La cosa bella è che se lasciata così, senza scritte, sembra quasi una roba di gran classe, cn questo nero ardesia opaco e un po' granuloso. Poi se iniziate a scriverci sopra ecco che finite in terza elementare. Tutte e due sensazioni bellissime, e intercambiabili: con una mano di spugna umida la lavagna torna come nuova.

Viva la Nostra Siena

Come avrete notato dalla drammatica ed evidente assenza di post, ultimamente sono stata un po' occupata. E per vari motivi, tra i cui una buona dose di scaramanzia, non vi ho resi un granché partecipi. Ma adesso sì.

Siena è tra le sei finaliste candidate per il titolo Capitale Europea della Cultura 2019.


 

Philips Hue

Ormai sono passati mesi da quando quei simpaticoni ultragentili della Philips, in seguito alle numerose manifestazioni di profondo amore per il loro brand in questo post, mi hanno mandato a casa uno degli oggetti più magici che mente umana abbia creato: HUE.
Spiegazioncina per chi ancora non sa cosa sia HUE, riassumendo il tutto in pochissime parole: lampadine. led. multicolori. comandabili da iPhone.
E se non capite l'enorme e magica e autistica potenzialità dell'avere qualcosa del genere dentro casa allora non avete capito nulla della vita.
Questo per due principali motivi.

Evidentemente non avete mai visto Fringe e non avete mai sentito la necessità di avere, esattamente come Walter nel suo laboratorio, la possibilità di accendere le luci senza toccare l'interruttore. L'interruttore, che oggetto scomodo e inutile. Calcolate poi che il mio letto è dalla parte opposta della camera e puntualmente mi dovevo alzare già bella climatizzata alla temperatura delle coperte per andare nel triste mondo esterno al letto per andare a spegnere la luce. Che mondo barbaro.

Evidentemente non avete mai visto il primo Iron Man e non avete mai sentito la necessità di qualche marchingegno elettronico che apra automaticamente tutte le finestre e porti la luce mattutina nella vostra buia camera, possibilmente quando avete lasciato nel vostro letto il/la FWB della sera prima.


Essendo io una persona notoriamente problematica, ho visto questi film/telefilm, ho avuto queste necessità e queste necessità sono state soddisfatte divinamente da HUE. Fanno esattamente tutto quello che dicono di fare: si accendono e si spengono al tocco sull'iPhone, si installano con tre secondi, si accendono quando tu entri in casa e si spengono quando tu te ne vai, si spengono quando ti stai addormentando e si accendono quando hai fissato la sveglia.

Uno dei miei grandi dubbi esistenziali era, però, l'effettiva praticità di avere 'ste lampadine. Nel senso: magari sono un giochino, una cosina divertente da far vedere agli amici - guarda! Accendo le luci con l'iPhone! Uuuuuh! - ma che poi nella vita pratica di tutti i giorni diventava un massacro. Che ne so, hai l'iPhone scarico e resti al buio, cose così. Oppure che alla fine hai speso un casino di soldi per tre lampadine e poi le utilizzi esattamente per le stesse cose per cui utilizzavi le altre quindi e quindi di base sono stati soldi sprecati.
Allora, per quel che posso dire io dopo mesi di utilizzo: una cosa bella è che la storia dell'iPhone non impedisce che le lampadine siano comandate tranquillamente da interruttore classico. Si accendono e si spengono come le normali lampadine. Non è che se per qualche motivo vi trovate sforniti di un iPhone, un iPad o del vostro computer restate al buio totale. Fanno comunque il loro lavoro, il che è meraviglioso, direi.
Un'altra cosa che posso dire con una buona dose di sicurezza è questa: l'avere Philips Hue in casa va oltre il mero aspetto ludico e aumenta evidentemente la qualità della luce di una stanza. Ancora più che tutte le fighissime lucette colorate che adoro profondamente e che più e più volte ho utilizzato per terrorizzare le mie coinquiline inconsapevoli di queste cose delle luci comandabili da remoto, quelle che rendono HUE una grande invenzione sono le diverse tonalità di luce bianca, che quindi si adattano meglio a qualsiasi attività vi troviate a fare: luci fredde e forti per lavorare, più calde per leggere, più delicate e ancora più calde, quasi aranciate, per collassare sul divano, e così via.

Una cosa che devo dire è che l'App della Philips per gestire HUE non è il massimo: le potenzialità di queste lampadine sono infinite ma l'app ufficiale un po' limitata. Fortunatamente la Philips ha rilasciato le API e i developer si sono sbizzarriti in una significativa quantità di applicazioni alternative. Potete trovare di tutto, anche quella che vi permette di utilizzare le lampadine per creare una discoteca casalinga, con luce e musica che vanno a tempo. Comunque, la più figa in circolazione, gratuita, è senza alcun dubbio Goldee. A differenza di tutte le altre app, che mantengono la luce fissa sia per intensità sia per colore, con Goldee hai tutte queste lievi variazioni all'interno delle varie scene, qualcosa che dà l'impressione di essere all'aria aperta, in un contesto naturale, piuttosto che chiusi dentro una casa con delle lampadine al LED. Se avete le HUE e ancora non vi siete scaricati Goldee andate immediatamente a farlo. Contando che è uscita solo un paio di mesi fa i developer ancora hanno in serbo molte sorpresine, secondo me.

Audrey

Sono in un momento vagamente disconnesso della mia vita. Sì, passo tutta la giornata in ufficio di fronte ad un computer iperconnesso, ma naturalmente non posso mettermi a scaricare roba dal torrent, eh. La sera sono munita soltato di una web-pocket, quindi di scaricare, tra velocità e limite di mega, non se ne parla.
Così mi butto nei vecchi telefilm e mi rivedo roba già vista e che amo, come, per esempio, il più bel telefilm mai creato a mio parere: Twin Peaks.
Amo quel telefilm.

Il mio personaggio femminile preferito è senza dubbio Audrey Horne. Audrey Horne vorrei essere te. Sono una grandissima fan della coppia Dale Cooper - Audrey Horne, che poi era quello che Lynch voleva e aveva previsto. Comunque, è fantastica.
Secondo me è uno dei personaggi più complessi e che maggiormente evolve in tutta la serie, ed una di quelle di cui maggiormente ho sentito la mancanza - sì, nel Magico Mondo della Snob sentiamo la mancanza di personaggi immaginari. Ma sono sicura che se siete qua a leggermi è perché capita anche a voi - dopo la fine dell'ultima puntata. 
Poi è, indubbiamente, la più stilosa. Quei maglioncini, quelle sopracciglia, quelle gonne, quei capelli. Le stringate e i kitty heels, il rossetto rosso e il neo al lato dell'occhio. Audrey, fai parte del mio Olimpo della gente figa. 
Non s'è capito come sia potuto succedere che tutti volevano farsi quella sciacquetta bionda di Laura e non te. 


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