Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: dicembre 2013

The Ghost of Christmas Past

Insomma.

Avevo promesso che avrei ricominciato a scrivere con regolarità di tante cose inutili ed interessanti, invece questa ultima settimanella mi sono destreggiata tra stati comatosi e stati depressivi. Avrei anche potuto scrivere qualcosa, ma sotto Natale non so mai cosa scrivere. Da una parte non me ne va di parlarne - e cosa dovresti scrivere, sul Natale? La recensione di Una Poltrona per Due? L'ennesima wishlist compratemi cose compratevi cose? Il mio outfit - che è stato composto per il 90% del tempo dal pigiama - per il pranzo coi parenti? Che diavolo si dovrebbe scrivere, a Natale?
D'altra parte ignorare del tutto il periodo natalizio a livello web sta male, sembri uno dei classici Grinch della situazione: potevo fare un post su, che cazzo ne so, come annaffiare le orchidee la vigilia di Natale?


Quindi ho preferito direttamente lasciar perdere e passare il tempo lunga sul divano a guardare film di Natale. Ieri pomeriggio sono resuscitata e mi sono messa a rovistare tra le vecchie diapositive di mio padre e le ancor più vecchie foto della mia famiglia. Oltre ad aver trovato numerose foto di tutta la allegra Snob-famiglia di qualche anno fa - tipo quando quegli sconsiderati dei miei genitori portavano me e Poupette a spasso per il mondo in luoghi pericolosi a compiere attività pericolose della cui pericolosità mi sono resa conto solo post-Mekong - ho trovato anche roba di inizio secolo.

Non so perché le sto pubblicando, mi sembrano belle.


Spendiamo qualche secondo in adorazione del mio nonno paterno, che non ho mai conosciuto. Di fighi così hanno perso lo stampo, è inutile. Non so cosa diavolo sia successo al maschio moderno, non so se sia colpa di tutti i test nucleari fatti dal '45 in poi, ma abbiamo un problema. Guardate che uomo.

Poi c'è questa cartolina che è stata inviata ad un mio zio da un suo capitano, di quando era a Addis Abeba. Ho cercato il suo nome, da quel che ho capito è stato ammazzato dai partigiani nel '44. Mio zio, invece, si è sposato un'abissinia della quale ha perduto le tracce dopo essere stato in un campo di prigionia inglese per alcuni anni è tornato qua ed è morto qua. O almeno è quello che ho capito.


Scrive: In ognuno di noi c'è il buono ed il cattivo. Non bisogna mai lasciare prevalere il secondo.

The Perks of Being Choosy

Dunque. 
Come ben sapete il blog è, spesso e volentieri, il mio unico conforto dai tremendi dispiaceri che la vita è solita darmi. E quindi scusatemi se non vi offro qualche post di pubblico beneficio ma semplicemente qualche classica lamentela alla mia maniera - sopratutto i lettori che sono presenti da più tempo sapranno di cosa si parla.

Cerchiamo di riassumere i motivi del mio disagio in poche parole, così da rendere il tutto il meno fraintendibile possibile.
Ho fatto uno stage curriculare non retribuito per un'azienda, già da subito i dirigenti di quest'azienda m'hanno ventilato la possibilità di restare, in attesa della loro offerta ho rifiutato un paio d'offerte di lavoro significative perché l'azienda mi piaceva veramente, quando l'offerta dell'azienda è arrivata era ben al di sotto delle aspettative, ovvero 800 euro mensili per co.co.pro. con orario full-time.
Avrei potuto accettare perché, come sapete, la mia famiglia si sarebbe potuta sobbarcare la spesa di mantenermi nell'ennesima altra città. Ma quegli 800 euro al mese, i mitologici 5 euro l'ora che a Piazza Pulita hanno creato il silenzio imbarazzante di Monti, qualche anno fa, mi sembravano un insulto non tanto a me quanto a tutti quelli come me, per quelli che hanno passato cinque, sei, sette anni a studiare, le eccellenze delle loro facoltà, i laureati dottorati masterizzati in corso e con lode, che si ritrovano, come nel mio caso, con lo stesso identico contratto di gente che non ha mai toccato libro, che non ha fatto l'università, che non ha investito soldi e forze nel tentativo di migliorarsi. Mi sembrava sbagliato accettare perché se fossi stata una persona con disponibilità economiche diverse già i tre mesi passati in un'altra città, a lavorare gratuitamente, sarebbero stati per me una spesa tremenda, che avrebbe messo in difficoltà me e i miei genitori che già tanti soldi avevano speso per farmi avere un'educazione.  
Ecco: ad accettare mi sarei sentita una krumira. 

Quindi ho fatto una cosa che non è stata presa bene, anzi è stato considerato un atto di superbia: ho chiesto di più. E ho scoperto che a chiedere di più vieni considerata una persona di merda, tanto dai tuoi colleghi - quelli che al loro tempo non hanno osato chiedere di più, quelli che si accontentano, quelli che vogliono stare tranquilli - tanto che dai capi. E così la storia finisce.

Finisce, anzi, con qualche nota più amara del solito:
con tutti che sapevano che sarei stata sbattuta fuori per la mia superbia e nessuno che m'ha detto nulla.
con le password dei siti che gestivo già cambiate ancor prima che mi fosse data notizia del fatto che non ero più gradito membro del team.
con le risposte vaghe su Skype alla mia richiesta del regalo di Natale per il nostro manager, "ma lo avete già fatto il regalo di Natale? perché volevo partecipare pure io" e le colleghe che ti rispondono che non sanno.
con la mia valigia che aveva dentro i vestiti per una cena aziendale a cui non sono invitata.
con la mia tutor che alle mie domande di info su un progetto che stavo portando avanti, che era stata una mia idea, mi risponde dicendo che "non se ne fa più niente".
con le piccole invidie, le piccole menzogne, le disonestà, le malignità, le cose non dette in faccia ma dietro la schiena, la bassezza morale delle persone piccole che vogliono piccoli posti tranquilli dove passare la loro piccola vita senza disturbi, senza sogni, in tranquillità.
E con questo: con il sentirmi ripetere che sono davvero brava, ma troppo superba. Perché non ho voluto lavorare per cinque euro all'ora.

Insomma, le solite piccole delusioni.

Ho capito che alle aziende non piace la gente intelligente, motivata, ambiziosa
Alle aziende non piacciono i sognatori.

Alle aziende piace la gente tranquilla.

È veramente triste che sia così, non trovate?
Non so perché, ma mi sento un po' Katniss Everdeen.

La buona notizia è che potrò ricominciare a scrivere spesso.

My Secret Case

Nonostante questo post sia in cantiere da un bel po' ho sempre avuto difficoltà a finirlo. Anzi: puntualmente cancello tutto e mi ritrovo con la pagina vuota.
Questo per svariati motivi. Ogni volta che parliamo di sesso ho paura di fare la fine di quelle dozzine e dozzine di blogger che non avendo un aspetto fisico felice si buttano nel personaggio della bruttina che tromba da dio e ci ammorbano con guide di kamasutra web che, invece di aiutare il lettore, non sono altro che i classici post autoreferenziali che devono dire guardate come sono brava! guardate come sono brava! E la lettrice, che magari c'ha qualche problema a letto ma non perché sia sfigata o una minorata mentale ma perché i problemi a letto, ogni tanto, capitano a tutti, non fa altro che sentirsi ancora più impedita - ma come? sono tutte dee del sesso, perché io no?
Ecco, il mio principale problema è questo. Se inizio a parlare di sesso è perché voglio ridere, scherzarci, farci una lieve satira - come è successo nel post sul clitoride - ma essere anche un po' d'aiuto, non vomitarvi addosso le classiche banalità sul oh sì fallo godere o oh sì se non fai questo questo e questo sei una sfigata.
In secondo luogo, questo post è un post fatto per presentarvi un meraviglioso love shop che mi ha contattata e la sua fantastica proprietaria s'è dovuta sorbire tre ore di telefonata con me, mentre si parlava di arte, vibratori, design, fotografia, bellezza, sesso e amore. Come sapete, rifiuto qualcosa come il 90% delle collaborazioni che mi vengono proposte. Perché significherebbe parlare di qualcosa che v'annoia, o che esteticamente non mi piace, o di banale, o di volgare: insomma, significherebbe parlare di qualcosa che voi, miei lettori, non meritate. E sì, posso dire quel che cazzo che vi pare, che non mi interessa delle visite - e questo è vero - ma di questo blog, io e voi siamo responsabili a metà. In tre anni è cambiato moltissimo. Voi l'avete plasmato. Se non sono qui a piangermi addosso scrivendo dei miei fallimenti amorosi è grazie a voi. Siate contenti, bimbi: questo blog è anche vostro. E secondo me questo posticino virtuale speciale che vi sto per presentare vi merita.

Dopo la giusta introduzione andiamo al sodo.

Di masturbazione femminile si parla poco e male. Hanno passato così tanto tempo a dirci che era una cosa sporca e sbagliata che ancora non siamo riuscite a levarci di dosso quest'idea. Molte che lo fanno non lo ammettono - giustamente: vedeste cosa mi devo sentir dire ogni volta che esce fuori che sul blog ho recensito vibratori - ma, ancora peggio, forse: molte non lo fanno. Non lo fanno davvero. Non lo hanno mai fatto, si sono sentite in colpa a provarci, si sentono sporche a pensarci. E proprio non capisco perché gli uomini possano farlo con tranquillità mentre noialtre dobbiamo starcene zitte. Un uomo che si masturba è, spesso e volentieri, ridicolo. Una donna che si tocca è l'universo che si chiude su se stesso, si riduce ad un nucleo di densa polvere cosmica e esplode, e nuovamente dà vita al creato. L'orgasmo femminile è il Big Bang, è la forza più potente al mondo. Non voglio iniziare a dire che questo sia sbagliato perché secondo me nel sesso non c'è nulla di sbagliato, non ci sono regole che vanno bene per tutti ma solo tante eccezioni, e anche la routine più collaudata può fallire di fronte ad un partner nuovo. Quindi se non lo fate e non vi sentite di farlo e state bene così, la vostra vita sessuale va a gonfie vele e non ci sono problemi bene: se non siete abituate a toccarvi non c'è nulla di male. Ma se c'è un fondo di insicurezza, di paura, di imbarazzo in ogni vostro rapporto, se non vi sentite mai soddisfatte e non sapete neanche cosa chiedere per essere soddisfatte, forse è il momento di conoscersi un po' meglio.

My Secret Case. Cliccate, andate a guardarlo, tornate e ditemi se non è delizioso. Sì, è delizioso, ecco. Se siete delle esperte nel mondo dei sex toys potete buttarvici a capofitto ed ignorarmi, se fate parte di quelle che non so non sono sicura ommioddio ma i vibratori ma non li usano solo le pornostar? venite con me, prendetemi la manina che vi voglio mostrare qualche giocattolino piccolo piccolo e divertente adatto per le novizie, perché My Secret Case è immenso e ci si perde facilmente.
Personalmente, per iniziare consiglio sempre massaggiatori clitoridei esterni. Belli i vari dildo, conoscete l'adorazione che ho per i rabbit ma quando ho iniziato ho iniziato con robetta più tranquilla.
Il mio primo amore è stato l'Alia delle Lelo. Rosa e oro. Un giocattolino di Sailor Moon. Impermeabile, cosa secondo me vitale nel caso si viva con altra gente e i momenti di privacy siano limitati alla doccia. Però è passato parecchio tempo e nonostante l'Alia mantenga tutti i suoi pregi abbiamo tantissima scelta.

Fake Make Up: per tutte quelle che sono, tutte timide, ai margini del Paese dei Sex-Balocchi e vogliono qualcosa che si confonda bene nella borsetta ecco il kit da trucco che non serve a truccarsi: pennello, mascara e rossetto. Il rossettino è il mio preferito. Questi mi sa che li regalo per Natale a due-tre amiche che ne hanno bisogno.

Le paperelle: queste, a dire il vero, le ho già regalate a due amiche quando ero a Parigi - sì, sono il tipo di amica che regala vibratori a forma di paperella: so che desiderate anche voi essere mie amiche. Vale e Ross, salutate dal pubblico con la mano. La paperella è diventata un oggetto cult nell'ambiente dei sex-toys da principianti: ce ne sono di mille tipi diversi, carinissime, con un livello di idiozia che non posso che adorare

Mini: se l'idea dei rossettini e delle paperelle vi sembra un po' infantile e volete buttarvi su qualcosa con l'aspetto più professionale non preoccupatevi: c'è il Mia della Lelo, che già conoscete benissimo, il Tango e il Salsa di We Vibe, altra ditta che non ha paura di fare sex toys d'altissimo livello, il bellissimo D2 della Ovo e alla fine non posso non metterci di mezzo questo bullet dalla punta morbidosa e rosa. Tutti piccini picciò, di prezzi vari, tutti carinissimi perché se un oggetto non è carino non ha diritto di stare al mondo - no, non è vero, lo sapete: noi vogliamo bene a tutti.

Purtroppo se continuo così rischio di fare un post lunghissimo: più giro per My Secret Case - e sappiate che ho avuto ben due mesi per girarmelo tutto ma ancora scopro roba nuova - più trovo oggettini fantastici con cui volersi bene. Cerco di presentarvene altri due o tre che mi hanno colpito e poi lascio stare, promesso.

Leaf by Swan: qui si parla di un'intera linea fatta apposta per tutte le lettrici più hippy, green e vegan del blog. Tutta una linea di massaggiatori ispirati alla natura e con le confezioni ecocompatibili. Secondo me sono bellissimi.

E adesso arriva il pezzo forte che ho scoperto solo adesso e che mi farò mandare a breve: il Wake-Up Vibe. La soluzione definitiva per il risveglio, per tutte le donne che avrebbero bisogno del morning sex per arrivare in ufficio pimpanti ma non hanno un uomo accanto da utilizzare. Imposti la sveglia, te lo infili nelle mutandine e lui ti sveglia vibrando. Ho ufficialmente trovato l'uomo della mia vita. Me lo prendo e ve lo recensisco. Se funziona davvero è la svolta assoluta. Assoluta. Mi chiedo come abbia fatto a non pensare io ad un oggetto del genere. Amore puro.

Spero che questa carrellata di giocattolini amorosi - e i disegnini! ho accettato di scrivere questo post al 90% per i disegnini, lo ammetto. Guardate che belli! - dicevo, spero vi sia piaciuta, vi abbia suscitato in qualche modo interesse e abbia fatto scoprire, tanto alle lettrici più esperte che alle novizie, qualche prodottino nuovo

Visto che mi piacerebbe continuare a parlare con voi di tutti i sex toys del mondo intero e scrivere altri post in merito fatemi sapere se vi piacerebbe e se c'è qualcosa di specifico che volete sapere: via libere alle domande. Rabbit? Bondage? Sex-toys per coppia? Sex-toys da regalare ad una fidanzata non esattamente convita? Ditemi pure.





The Lizzie Bennet Diaries

Signore, ho trovato una cosa che adorerete.
(Dico signore perché in questo caso sì: dubito che i rari lettori maschili di questo sfigatissimo blog possano trovare conforto nella mia scoperta.)
Insomma, sapete bene che in questi giorni non ho una vita, passo il poco tempo libero collassata a letto a giochicciare col computer e per il resto si lavora e si dorme - Dio, non ho mai aspettato con tanta impazienza le vacanze di Natale ed il ritorno a casa. CASA. Al pensiero di poter passare qualcosa come dieci giorni tutti nello stesso luogo dormendo nello stesso letto mi riempie il cuore di gioia. GIOIA PURA. Letto mio, non ci separeremo mai più. 

Cosa stavo dicendo?

Ah, ecco: l'altro giorno stavo cazzeggiando alla ricerca di una immagine di una qualsiasi delle trasposizioni di Orgoglio e Pregiudizio da mettere nel post. Certo, ho trovato delle cose, uh, interessanti.
Come faremmo senza l'idiozia di tumblr, io mi chiedo. Come. Faremmo. Senza.

Comunque, dicevo. Stavo cazzeggiando quando ho trovato questa cosa assurda: è una specie di remake in cento video da tre/quattro minuti l'uno di tutto Orgoglio e Pregiudizio, ambientato ai giorni nostri, con Elizabeth Bennet che racconta tutta la storia attraverso questi mini-vlog.
Me li sono fatti fuori in una giornata. Vi giuro, sono fantastici.

I tipi che hanno organizzato sono dei geni sotto tanti di quei punti di vista che ancora devo analizzare il tutto sotto il piano della trasmedia & new media narrative e tutte quelle cose fighe e assurde e mai studiate degnamente da nessuno a parte due o tre americani e che adesso sto prendendo in mano e mi sono limitata a guardarmeli tutti d'un fiato perché di base sono una femminuccia e la parola DARCY riesce a farmi tornare l'adolescente sfigata con gli occhiali di cui vi ho parlato spessissimo - anche se, fermi fermi, faccio parte di quella percentuale di popolazione che apprezza Jane Austen a) per il grande contributo che ha dato al Romanzo come genere focalizzandosi su persone, vite, svolte esistenziali che possono sembrare inutili ma che nel momento stesso in cui vengono narrate e lette iniziano a rappresentare l'assoluta priorità del lettore - per tutto questo pippone se volete vi passo la bibliografia b) per la sua assoluta e fantastica wittiness, c) solo qui arriviamo alla storia d'amore e a Darcy, ecco, vedete? ci sono stati due punti più significativi, prima.

(Tra parentesi: oggi è il compleanno di Jane Austen. Auguri Jane! Un Sagittario: anch'io, siamo indubbiamente le più cazzute.)
Insomma, si chiamano the Lizzie Bennet Diaries e sono geniali. Andate a guardarli immediatamente - anzi no, trovatevi una giornata di cazzeggio da consumare godendoveli tutti assieme.

Da quel che ho capito stanno facendo anche una versione riadattata di Emma - è la prossima che mi vedo, anche se dubito possa superare la grandezza di Orgoglio e Pregiudizio.

Parlando di Orgoglio e Pregiudizio: ho avuto adesso un flash dell'altra sera, che sono andata a vedere Hunger Games - Catching Fire. Il Presidente Snow è Mr. Benneth e Joannah è Lydia Bennet, vero? Ecco perché sentivo un qualche formicolio nel fondo del cervello.

...the improvement of her mind by extensive reading.

Insomma, visto che la mia vita sta andando di merda su tanti di quei piani che ho quasi perso il conto e passare il tempo a lamentarmi non servirebbe a nulla, passiamo a delle lamentele costruttive e cerchiamo una soluzione: NON. LEGGO. PIÙ. UN. LIBRO.
Sì, esattamente. Non leggo più. Non leggo più una mazza. Non c'ho tempo per respirare, figuriamoci per leggere. La mia vita è: LAVORO. SONNO.
Dio che tristezza.
Avete notato che non riesco neanche più ad aggiornare il blog? LA. DEPRESSIONE.
Contando che le uniche due attività che riescono in una qualche maniera a rilassarmi / tranquillizzarmi / farmi scordare delle brutture della vita sono la lettura e la scrittura, capite che sto vivendo una situazione piuttosto deprimente.

Tornando nella specifico di tutta la storia: ricordate che all'inizio dell'anno avevo addirittura fatto la lista dei Cinquantadue Libri? Ecco, figuriamoci. Oddio, in effetti credo di aver letto Cinquantadue Libri, durante l'anno. Di cui tre quarti erano saggi. Saggi. Saggi di comunicazione, scienze sociali, antropologia, informatica, sticazzi. Perché? Non s'è capito. Ancora sono convinta che studiare mi porterà da qualche parte. Anche se date le ultimissime evoluzioni lavorative posso affermare con una certa consapevolezza che a nessuno fotte un cazzo delle nostre lauree. Signore mie, un consiglio: ANDATE A FARE L'ITIS. E non perdete tempo. 
Comunque, dicevamo, non ho letto altro che saggi. fino a Ottobre, quando è iniziato lo stage, e da lì in poi ho proprio smesso di leggere. Oltra a non avere mai tempo per farlo, mi sembra di non avere né tempo per comprare i libri - a parte quelli che posso trovare in vendita alla Pam, che come immaginate non sono un granché. Non entro dentro una libreria da mesi. Non so neanche com'è fatta una libreria.
Un'altra cosa di cui mi sono resa conto è di quanto leggessi dall'iPad. Utilizzavo moltissimo l'iPad. Da non crederci, vero? Ed invece una buona parte della mia assenza letteraria è dovuta anche alla morte dell'iPad. Sembra ridicolo, ma poter comprare qualsiasi libro di cui ci viene voglia sul momento, iniziare a leggerlo, portarselo sempre dietro senza sfondarsi o spalle o borse o riempiendo trolley che servono per essere riempiti da vestiti che devo indossare durante la settimana lavorativa. 

Motivo per cui sto pensando di comprare qualche altro oggetto tecnologico volto alla lettura.

Tipo: il Kindle.
Non so perché ma sento un grande bisogno del Kindle. Secondo me il Kindle potrebbe farmi recuperare vita e speranza e letteratura. FERME TUTTE. Non attaccate con il pippone Viva La Carta Abbasso l'E-Ink. Siamo tutti d'accordo su questo. Sarebbe bellissimo, fantastico se io potessi vivere in un grande castello in qualche imprecisato bosco francese con un padrone di casa single, ricco, abbrutito da qualche incantesimo e con una enorme stanza riservata soltanto ai libri, ma la realtà è piuttosto una vita da impiegata sottopagata che passa il suo tempo di fronte al computer in ufficio e riesce a dormire a casa sua due notti a settimana se è proprio fortunata.

Quindi sì, la storia del profumo della carta è molto figa, ma la carta pesa ed il Kindle no. Stavo pensando al Kindle Paperwhite: che ne dite? Oppure potrei ricomprarmi un iPad, non so. Però forse sul Kindle ci si legge meglio. Consigli?

Ah:
ANNUNCIAZIONE ANNUNCIAZIONE!
Dopo profonda meditazione ho finalmente scelto le tre vincitrici delle #SnobTee.
È stato difficile perché molte delle frasi che avete cacciato fuori sono più che geniali. 
Vincono: Chiara con la citazione twinpeaksiana "In real life there is no algebra", Alba con l'acclamatissima "I used to be normal six cats ago" e Vale che ne ha cacciate fuori tre che amo in egual maniera.
Mandatemi una mail con i vostri indirizzi, bimbe.
Visto che, come ho detto, molte altre frasi mi sono piaciute molto, se mai verranno fatte delle Snob Sweatshirt durante l'inverno, i partecipanti particolarmente geniale del giveaway riceveranno una mail con uno sconto da utilizzare per l'acquisto. (Poi ditemi che non vi amo.)



Carlo Solito - Giordania_Instaeternity

Vi avevo già parlato di ALL'ANM, il docu-film di Carlos Solito.
Questa volta Carlos ci parla della Giordania, e lo fa durante tutta la Notte d'Arte di Napoli. Se qualcuna di voi lettrici è in zona vi consiglio di passare a vedere gli scatti di Giordania_Instaeternity, che sarà allestita in pieno centro, nella chiesa di San Domenico Maggiore. A collaborare all'evento anche il fantastico staff di Love Studio.
Eccovi qualche scatto in anteprima.

Dune - David Lynch

Qualche tempo fa ho letto - letto, cosa che orma capita rarissimamente: non ne ho più il tempo, e non sapete quanto questo mi disturbi - dicevo, qualche tempo fa ho letto In Acque Profonde di David Lynch. È un libro brevissimo, che parla del rapporto di Lynch con le tecniche di meditazione trascendentale e come queste abbiano o non abbiano influito sui suoi film. Ci sono tantissimi riferimenti ai suoi film: il problema è che non avendo visto nulla a parte Twin Peaks non è che capissi esattamente di cosa stesse parlando. 
Tipo, ad un certo punto definisce Dune il suo più grande flop. Visto che è un film di fantascienza ed io faccio parte di quella minuscola percentuale di esseri umani di sesso femminile ad avere un'evidente e drammatica passione per la fantascienza me lo sono scaricato. 
(Parliamo un secondo di questa cosa della fantascienza: perché alle donne non piace la fantascienza? Io non ho mai trovato una ragazza disposta a rivedersi con me, che ne so: Bladerunner, o Alien, o anche solo Star Wars. Magari non manifestano pubblicamente il loro disprezzo per la fantascienza - soprattutto, mai di fronte ad uomini papabili appassionati di fantascienza - e tu pensi: ma che bella persona! Le piace Star Wars! e poi scopri che non è vero. Che omettono. Che mentono. Uomini, non fidatevi: hanno imparato le basi della cultura sci-fi soltanto per prendervi nella loro trappola. Siate attenti.)
Comunque, me lo sono scaricato, e visto, e sarà per colpa delle figure messianiche/cristologiche piazzate in universi sconosciuti che tanto mi affascinano ma mi è piaciuto. Ho segnato l'intera saga di Herbert nella lista dei libri da leggere, ma dubito fortemente ci riuscirò a breve - forse, forse a Natale.

Un buon non-compleanno

Nonostante io abbia la tremenda e assoluta convinzione di essere un portafortuna per chiunque mi abbia vicino, sono vittima come tutti gli altri delle variazioni della sorte.
Quindi, riassumendo, la mattina del mio compleanno la Polo si sentiva la Cappella Sistina in periodo di elezione papale, ha iniziato ad emettere fumo bianco da tutti i pori e sono stata costretta a lasciarla da un meccanico, rimanendo così bloccata nella periferia pisana per tutto il week-end.
Insomma ho passato il giorno del mio venticinquesimo compleanno in ufficio a lavorare. E la sera a guardare la tv in solitaria. O meglio, non proprio in solitaria: avevo Cigolo
Mi ero scordata di quanto riesca a risollevarti il morale un gatto.
Quindi scusatemi se non ho risposto in maniera degna ai tweet, ai commenti e alle mail che mi auguravano buon compleanno: ero un tantino scazzata e soprattutto ero a lavoro.
Data la mia situazione di esilio dal mondo conosciuto, l'assenza della mia Poupette che ormai da mesi se ne sta a Copenaghen e mi manca da morire nonostante poi quando siamo assieme puntualmente si litiga - se anche voi avete sorelle non ve lo devo mica stare a spiegare - eccetera, ho ricevuto solamente due regali di compleanno, di cui uno era poi stato dato in anticipo.
La Ste mi ha portato al concerto dei Placebo. Forse il primo concerto in cui sapevo tutte i pezzi cantati. Forse il primo concerto di un gruppo che mi piace, e parecchio, contando che tutti gli altri concerti che mi sono fatta me li sono fatta per accompagnare qualcuno.
Non mi hanno fatto la traccia che secondo me è la più bella dell'ultimo album, Bosco, ma è stato bellissimo. Mi sono presentata vestita in maniera più adatta, forse, al concerto dei Daft Punk, con questa tremenda camicia argentata MSGM. E mi sono comprata la t-shirt del tour, naturalmente.
L'altro regalo è stato veramente figo e veramente inaspettato, quindi diciamo che raccoglie in sé tutti gli altri regali che non ho ricevuto. Mentre ero in ufficio a piangere la mia triste sorte di venticinquenne bistrattata dal fato, è arrivato questo enorme e meraviglioso pacco dal WP Store con dentro uno splendido, meraviglioso, fantastico Woolrich Parka, gettando l'intero ufficio - ok, qui sto un pochino romanzando - nell'invidia più totale. Mi sentivo un po' la Piccola Principessa quando si ritrova tutta la triste mansarda del collegio magicamente e lussuosamente arredata: guardate che anche se qua sono l'ultima ruota del carro e manco vengo pagata là fuori sono qualcuno. Comunque, è un oggetto così tremendamene meraviglioso che meriterà lunghe narrazioni e qualche foto più degna di quelle seguenti. Il pensiero di andare in giro con lo stesso parka che negli anni '30 portavano per le spedizioni in Antartide mi fa sentire un po' meno sfigata di quello che sono.

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