Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: Blogger VS PR

Blogger VS PR

Ora: se mi seguite sapete che non sono esattamente una blogger marchettara.
Ho avuto le miei collaborazioni, i miei regalini, ma se paragonata al 98% della blogosfera siamo tutti d'accordo, credo, nel dire che le marchette sono altre. Giusto?
Per chi non fosse al corrente della mia politica in merito, vi rimando a questo post di un anno fa: Del Web Marketing.

Cosa è cambiato da allora? Dunque, ho ricevuto qualche altro regalo: la Woolrich mi ha mandato quel meraviglioso Arctic Parka e la camicia da Katniss Everdeen

momento outfit post per camicia e parka MODE ON

momento outfit post per camicia e parka MODE OFF

per i quali, vergognosamente, non ho fatto manco un post, non so se ci rendiamo conto. Cioè, insomma, come vedete c'ho provato a farmi fare due foto da mio padre mentre andavamo per montagne - contate che dopo questa qua sopra ho lasciato perdere anche perché guadando un ruscello ci sono caduta dentro e quindi POSSO ASSICURARVI che il Ramar Cloth della Woolrich è meravigliosamente idrorepellente: ma i miei jeans sfortunatamente no. 
La Hags mi ha regalato l'AIKO, che ho recensito in questo post ma anche troppo presto: mentre all'epoca pensavo fosse una bella borsa comoda e di qualità, passati questi mesi posso dirvi che è LA BORSA INDISTRUTTIBILE. Ha subito, con la scusa di essere stata regalata e quindi essendo io inconsapevole del suo costo in euro, le peggio angherie, tra cui pioggia, fango, chili di peso, sbatacchiamenti: è come nuova. Sono intimamente sconvolta. Non credo riuscirò mai più a comprare una borsa che non sia Hags. Se penso ai soldi spesi per la MiuMiu che ha iniziato a dare segni di cedimento dopo un mese mi odio.
Dicevo? Ah, sì: altre collaborazioni? Ogni tanto posto i link delle offerte di Romwe e questi mi danno tipo 5$ di buono.
Ecco qua. Come vedete, sono proprio una blogger disonesta.

Quotidianamente ricevo qualcosa come quaranta - qua-ra-nta - comunicati stampa: nonostante sia spessissimo merda sgrammaticata fine a se stessa me li leggo comunque, soprattutto per tenere bene a mente cosa non fare quando mi trovo a lavorare dall'altra parte della barricata. Le digital PR ti mettono nel loro database e cominciano a mandarti merda-merda-merda che inizia con "Gentile Giornalista" e finisce con "Con preghiera di pubblicazione", senza aver capito la piccola differenza tra il blogger e il giornalista: il giornalista viene pagato dal giornale per il pezzo, il blogger no. Quindi il mio interesse non è semplicemente "produrre un post", ma produrre un post interessante o almeno utile, che se parla di un prodotto ne parli con cognizione di causa, per esperienza diretta, non copiando quattro righe da un comunicato stampa. Perché non devo portare al caporedattore trecento parole, devo raccontare qualcosa di bello a dei lettori, a degli amici. Siamo d'accordo?

Non sono una di quelle che si fa regalare anche i grissini, le mutande Sloggi o il cibo per gatti - e sapete che ce n'è di gente del genere - ma cazzo: non potete pretendere che io scriva un post millantando i pregi di qualcosa che non conosco. Non lo farei a pagamento - non ci sono post a pagamento su questo blog, a parte uno vecchissimo della Woolmark Company che non so neanche se sia più online - figuriamoci aggratis.

Insomma, arriviamo al dunque.
Oggi ricevo l'ennesima caterva di comunicati stampa.
Tra questi uno che parla di un brand di borse sporty-chic - quelle cose da campeggio glamour americano - di cui avevo già puntato i prodotti, in vendita su Asos, già da tempo.
Nella mail c'era scritto
Per qualsiasi ulteriore informazione vi prego di non esitare a contattarmi, resto a vostra disposizione per richieste di campioni, immagini in still life o maggiori informazioni su brand e prodotto.
Richiesta di campioni. Ok, queste borse mi garbano, sentiamo un po'.
Mando la mail chiarendo che non pubblico comunicati stampa e blah blah blah, e chiedo info sull'invio prodotti.
La ringrazio per il suo interesse, posso inviarle un prodotto in conto visione se vuole vederlo nel dettaglio e recensirlo al meglio, senza alcun problema. Purtroppo *** è un brand che non realizza gift o product placement. Se è interessata a ricevere il prodotto per restituircelo poi, le chiedo cortesemente il suo indirizzo e i dati di intestazione per la bolla.
Nel senso: lo guardo e ve lo rimando e dico che è figo? O me lo tengo per, che ne so, due mesi? Perché secondo me per capire se una borsa vale la pena comprarla un mesetto ci vuole, eh. Che è carina lo capisco dalla foto, voglio vedere se mi si scuciono i manici quando ci metto i libri, voglio vedere se la stampa sbiadisce dopo un lavaggio, voglio vede' 'sta roba qui. Sarò matta io?
Rispondo:
Grazie ***,
ma credo che più che una visione in dettaglio sia necessario un utilizzo.
Mi dispiace che la *** abbia questa politica.
La ringrazio comunque per la pronta risposta.
Io qui, fossi stata la PR, avrei chiuso. Lei no.
sa, i comunicati sono solo di informazione sulle nuove collezioni o lanci prodotto, tendenzialmente non sono legati ad inserimento prodotto o gift o attività di marketing collaterale come endorsement o product placement, a volte si organizzano attività di questo tipo ma è chiaramente nel corpo del messaggio. *** è un brand che ha talmente tante vendite e talmente conosciuto a livello mondiale che non ha bisogno di “comprare” il giudizio positivo di un blog.
Oltre al fatto che non c'è bisogno che metti le parole in inglese per fare la ganza, che non te preoccupa' che quei due esami di Scienze della Comunicazione li ho fatti pure io.
Oltre al fatto che nel corpo del messaggio, chiaramente, c'era scritto di chiedere maggiori info per i campioni e quindi io ho chiesto maggiori info per la richiesta di campioni.
BRAND CHE HA TALMENTE TANTE VENDITE DA NON AVER BISOGNO DI COMPRARE IL GIUDIZIO POSITIVO DELLE BLOGGER?
Scusa?
Però mi caghi la minchia perché ti pubblichi la news, eh? Però mi massacri le palle con i comunicati stampa, veeeero?
Nonostante ciò, rispondo da signora:
Mi dispiace vedere che le agenzie e le ditte lavorano coi blog utilizzando metodi buoni solo con la ormai quasi estinta old press! :D
Naturalmente nessuna volontà di critica nei suoi confronti, so benissimo che è una semplice dipendente.
La ringrazio comunque e arrivederci :)

Polite, rilassata, tranquilla.
E qui, ragazzi, la tipa s'è sprecata.
VERAMENTE.
Perché la PR è anche blogger, e lei sa come funzionano le cose.
Sono una blogger anch’io di un blog che ho fondato nel 2008, prima della Ferragni e in contemporanea a Frizzi Frizzi, un blog molto conosciuto e rispettato dai professionisti della moda e non solo, con un milione di visualizzazioni mensili in media, nessun follower sui social comprato ne situazioni da blogmafia come se ne sono sentite parecchie ultimamente.
Non ho mai chiesto ne prodotti ne pagamenti per articoli, ho sempre scelto di cosa parlare in maniera autonoma e con spirito critico, proprio perché i blog hanno la libertà di fare e dire ciò che vogliono, diversamente dalla stampa cartacea (che conosco bene per il lavoro che ho sempre svolto come pr) che scrive di un marchio solo se si acquistano tot migliaia di euro di pagine pubblicitarie.
La cosa davvero triste è che i blog si stiano riducendo a perseguire proprio quell’atteggiamento tipico della carta stampata, dove non prevale il buon gusto, l’esclusiva, l’importanza o la diversità di un’informazione ma quanti prodotti vengono distribuiti tra i proprietari del dominio del blog.
Le segnalo per tale ragione che non è *** in questo caso a sbagliare ma sono quei blogger che pretendono di trasformare la libera comunicazione della rete in informazione pilotata. Questa mail non per aggredirla, ha scelto una persona molto ferrata in questo argomento (come potrà vedere) ma solo per segnalarle che per la stessa presentazione mandata oggi ho ricevuto 50 richieste di prodotto in regalo da recensire e indossare o tariffe in € per scrivere il post. Io, se ha piacere, le manderò sempre le press release dei brand che seguo, se le interessano è libera di inserirle nel suo blog altrimenti può scegliere di non farlo.
Blog molto conosciuto! Stimato dai professionisti! Non comprano followers! Milioni di visite! Persona ferratissima! YEAH! 

Oltre al fatto che io ad ogni riga vedo sottili accuse di essere una pezzente marchettara che compra i followers su twitter e i like su facebook e venderebbe il culo a Berlusconi per avere in regalo uno smalto Chanel.

Oltre al fatto che la famosa blogger mi ha poi confermato che il suo blog - che non avevo mai sentito nominare - non è un blog, ma una webzine, gestito da più collaboratori e che spesso e volentieri si limita a pubblicare quei comunicati stampa che a me sembrano tanto stupidi e inutili.

Non so: la mia parte blogger si è sentita offesa, la mia parte digital PR si è sentita depressa al pensiero di essere rappresentata da gente così.

Secondo me mandare un paio di foto con tre righe di comunicato stampa ai blogger - altro discorso per giornali o webzine gestiti da diversi autori e impostati come il cartaceo - non è fare un buon lavoro. Secondo me un PR con i blogger dovrebbe cercare di instaurare un rapporto, ma magari sono io che sono troppo ingenua. I brand con cui collaboro sono così, ma forse per questo son così pochi.

Datemi una vostra opinione in merito - soprattutto voi, amiche blogger.
Cosa dovremmo fare? Pubblicare comunicati stampa senza fiatare?
E voialtri, lettori: sareste interessati a leggere un post con scritto: TizioCaio ha prodotto delle nuove borse con una stampa vintage coi pesci del mare artico! Fighissimo! e una foto di repertorio?

Sono io che sono troppo ancorata ad una diversa idea di blogging?




25 commenti:

  1. Ma non fartele neanche, 'ste domande.
    Se sto cercando informazioni tipo comunicato stampa, vado sul sito dell'azienda. Oppure guglo e cerco appunto quei siti dove ti schiaffano lì due info e ciao, che mi sembrano abbastanza inutili e fini a se stessi.
    Se invece voglio farmi un'idea basandomi sul giudizio di chi ha utilizzato il prodotto, mi affido ai blog (dopo averli selezionati, ovviamente). Un conto sono magari quei blog che parlano di trucchi o robe del genere, che pubblicano il comunicato e poi, tempo di testare le cose, scrivono il pezzo. E' l'unico caso dove li tollero. Per il resto, i comunicati stampa messi lì alla cazzo di cane mi sembrano le Offerte Volantino del supermercato, presente?
    E tra l'altro, meno male che c'è ancora gente che non si fa problemi a dire con molta tranquillità ciò che pensa - perché diciamolo, in realtà la questione nasce proprio da quelle che scrivono rose e fiori anche se il prodotto fa schifo. E sono pure pagate.

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  2. Ho letto tutto e sono d'accordissimo.
    Solo che non riesco a smettere di pensare a quanto mi piace la tua camicia.
    Scusami.

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    1. La camicia è BELLISSIMA, e dopo aver scoperto tantissime cose fighe sulla Woolrich ne sono sempre più innamorata <3

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  3. in un mondo di markette feroci e neanche tanto celate, il tuo blog sembra una boccata d'aria fresca. Complimenti!

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  4. Sono basita. Ma che davvero questa ti ha risposto a sto modo? Quanto mi urta il precisare 'prima della Ferragni'. E già qui avrei chiuso il pc e mi sarei fumata una sigaretta, fossi stata in te. Roba da non credere. Ma la parte migliore è ''proprio perché i blog hanno la libertà di fare e dire ciò che vogliono, diversamente dalla stampa cartacea''. Davvero? E da quando? Io ''leggo'' comunicati stampa copiati alla bene e meglio e con obbligo (perché alla fine salta fuori) di parlarne bene. La signorina poi si è sentita toccata dal termine 'dipendente'? Che personaggio.


    Non sei tu che sei ancorata, sono loro che pensano di avere a che fare con milioni di blogger a stampino.

    Tempo fa avevo contattato una nota azienda di cosmetici naturali spiegando che, essendo io vegana ed avendo una pagina fb molto seguita, avrei avuto piacere (rispetto a tante che neppure lo meritano) di recensire i loro prodotti. E loro di tutta risposta mi comunicano che sì sarei la partner ideale ma che al momento possono solo mandarmi comunicati stampa. Poi però ti fai un giro per i blog che parlano dei suddetti prodotti e ti rendi conto che su 100 post dedicati a cosmetici testati sugli animali ogni tanto salta fuori quello sulla marca in questione. Mi domando, spesso, se tutto ciò ha un senso. Probabilmente no.

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  5. "[...] so benissimo che è una semplice dipendente." Chissà perché le persone, nella fattispecie la sig.ra/sig.ina con cui ti sei trovata a dialogare, trovano terrificante una frase del genere e si sentono in dovere di alzare la cresta e specificare che "no, loro non sono delle semplici impiegate. Loro hanno le visualizzazioni". E 'sti cazzi? Io trovo che essere una "semplice dipendente" e saper fare il proprio lavoro (come ben hai sottolineato tu) sia pure più bello di avere un milione di visualizzazioni. E trovo anche deprimente trattare i propri possibili clienti come pezzenti che venderebbero la madre per un campione gratuito.

    Ricevo raramente proposte del genere, ho un blog personale e faccio poche visualizzazioni, ma quando apro la posta e trovo comunicati stampa striminziti e urlanti li cestino senza leggerli.

    Penso tu ti sia comportata nel modo più professionale possibile. E, almeno, ti sei fatta due risate!

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    1. Ma infatti io non ce l'avevo mica con lei: non è politica dell'azienda, pace.
      Avendoci lavoricchiato, con le aziende, so benissimo che sono dei cagacazzo tremendi: note ditte francesi di cosmetici - non è difficile - che non volevano mandare alle blogger una crema che al supermercato costa 8 euro. Cazzo, a te costerà quanto? 3 euro? E non possiamo inviarne una decina?
      "No, se vogliono possiamo mandargli quelli in bustina da 5 ml."
      Maddai.

      Però se me le difendi mi sembri più cretina di loro, scusa.

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    2. Difendere le PR incapaci, dici? No, il mio discorso era riferito a chi si sente offeso da certe definizioni. Credo non ci sia nulla di male a essere una "semplice impiegata" ma era un discorso generico senza voler avere un riferimento diretto alla tua esperienza.
      Le politiche aziendali ci sono, possono non piacere, ma in quanto impiegato nella tal azienda le rispetti e le fai rispettare, con tutto ciò che ne consegue. Mi ha fatto solo sorridere tristemente il modo in cui questa donna si è permessa di trattarti e come abbia sentito la necessità di rimarcare dei presunti ruoli.

      Buona giornata Snob!

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    3. No no no, io dicevo che se la PR difende le aziende è più cretina delle aziende stesse xD

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    4. Diciamo che si è sentita sminuita senza ragione.
      Peccato che prima trattano la gente come prostitute e poi la prendano male se le persone li manda bonariamente a quel paese.
      Tempo fa ho ricevuto una proposta per 10 post alla fantasmagorica cifra di 20€ :)
      Vabbè che ho un blog personale con 4 visite in croce ma santo cielo come pensi che ci sia qualcuno che ti dica si? E se c'è pensi seriamente che abbia un seguito come blogger?
      Purtroppo ci sono modi e modi di fare le cose e il concorso di colpa è tra la PR, l'azienda e qualche blogger che alla fine dice sempre di si...

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    5. Sì, siamo d'accordo! :D
      <3

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  6. Ma che ridere, credo di aver capito di chi parli perchè ho ricevuto la stessa identica email ovviamente.
    Non so, ho scelto mesi fa di non diventare un catalogo di comunicati stampa sterili. Se si sceglie un rapporto alla pari con il lettore credo sia il minimo consigliare qualcosa che si è PROVATO.
    Mi sembra assurdo comunque, richiesta dei campioni e alla fine campioni non sono. Sono perplessa e un po' avvilita.

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    1. Ovviamente!

      Davvero, questa cosa è detestabile: prima vieni a chiedermi di chiederti dei campioni o maggiori informazioni, poi mi tratti come una pezzente?

      E soprattutto: crede che essere una "vera blogger" e difendere la "libera comunicazione" la cosa giusta da fare sia pubblicare comunicati stampa random?

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  7. Snob, ciccina che non sei altro, non cambiare mai <3 Sei la mia unica ancora di salvezza in una valle di blog di merda <3

    Bi.

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  8. Snob ma non ci pensare nemmeno a pubblicare i comunicati scena fiatare. Ma sai che rottura di scatole quando su bloglovin' vedo in fila quattro o cinque post di blog diversi ma dal contenuto UGUALE? Non dico simile, ma proprio copia e incolla.
    Tu continua così <3

    J.

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  9. Difendi la tua unicitá ed indipendenza coi denti, se ti omologhi non val piú la pena leggerti...di mediocritá ne ho abbastanza.
    Nadia

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  10. non se ne può più, ste liste girano e si moltiplicano d'agenzia in agenzia. Cheppalle!

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  11. Io credo una cosa semplice: si fa confusione tra giornalisti e blogger.
    Tutto qua. Risolto questo problema, si farebbero meglio le cose e ci sarebbero meno incazzature. Il giornalista informa (e quindi mandargli tonnellate di comunicati stampa), ma il blogger recensisce, scrive soggettivamente la propria esperienza e non è detto che sia sempre positiva. Ho la fortuna di conoscere due tra le migliori PR di sempre, Vera E Elisabetta (non dico i brand - anci si perchè meritano WELLA; NASHI ARGAN, TEK), che riescono a creare un rapporto con i blogger, a entusiasmarli, a coinvolgerli in un progetto. Ecco i blogger rientrano in un progetto di comunicazione ben diverso da quello dei giornalisti. Se non si capisce questo, poco contano. (E poi che palle con questa bloggermafia, con questa compravendita di like su facebook (non si parla mai però di Instagram)....

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  12. Snob, il tuo blog non lo conoscevo, però ho letto questo articolo e mi è piacuto per come è scritto e per quello che dice. Grazie per averlo scritto.

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  13. Snob, continua così. Di foto di repertorio e due righe in croce è pieno il web. E sinceramente è triste. E inutile. Evidentemente c'è una grossa fetta di pubblico che vuole quei contenuti, che se li tengano. Il tuo è uno dei pochi blog che seguo e non appena pubblichi un nuovo post mi spunta un sorriso. E sai perché? perché non mi hai mai delusa. Certo a volte possiamo avere visioni diverse (anche se al momento non me ne viene in mente nemmeno una) ma non importa: quello che leggo è autentico, dà spunti di riflessione, è curato da un punto di vista formale. Non è la solita merda. C'è una delle magliette che hai fatto stampare che esprime molto bene questo concetto. Con tanto affetto anche se non ci conosciamo, Irene

    p.s. ma l'idea di una lettera al mese? hanno aperto Tiger anche a Firenze e ci sono tipo un sacco di buste colorate e mi è tornato in mente il tuo post. io le buste le ho comprate, ma oramai l'unica corrispondenza cartacea è quella delle raccomandate con l'Unifi.

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  14. "Una diversa idea di blogging."

    Vedi com'è tutto relativo, nella mia diversa idea di blogging non c'erano l'uso del grassetto a macchia d'olio, non s'era mai vista la parola outfit e non si scrivevano post su come allacciarsi un foulard in test.

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    1. Mi sembra che tu stia criticando l'argomento piuttosto che il modo - facendo, credo, anche un po' di confusione.

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  15. "Una diversa idea di blogging."

    Vedi com'è tutto relativo? Nella mia diversa idea di blogging non c'era l'uso del grassetto a macchia d'olio, non s'era mai vista adoperare la parola outift, non si sarebbe mai scritto un post su come allacciarsi un foulard in testa e c'erano dibattiti su temi come la fiducia tra autore e lettore, non sulle marchette.

    Ma questo accadeva prima che il blogging diventasse, diciamo, un gioco da ragazze.

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    1. Ah-ah, le donne non possono bloggare, capisco.

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    2. A Domizià, ma sparatenculo, fai il favore.

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[Ricordate sempre: good grammar is sexy.]

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