Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: POSTA DEL CUORE #2

POSTA DEL CUORE #2

Nonostante la vacanza non posso ignorare le mail di questa carissima lettrice che si trova in una situazione dimmerda, quelle situazioni dimmerda che soltanto uomini dimmerda divorziati e con figli sanno dare.
Andiamo a vedere.

Prima parte.
Cara Viola, difficilmente mi è capitato, nella mia vita, finora, di parlare di me in modo così esplicito, di raccontare le mie storie. Perché ho sempre creduto che le mie storie non fossero così importanti, e che le persone, intorno a me, non avessero voglia di ascoltarle, né tempo. Mi sono sempre raccontata ai miei amici immaginari; qualche volta mi hanno salvato la vita.
Qualche altra volta, se ne sono stati là, in silenzio, e non mi hanno detto nulla. Però c'erano.
Ho bisogno di spiegarti questa cosa che mi è successa, ne ho bisogno perché adesso è tutto così confuso, attorno a me, nella mia testa, che non riesco a vedere chiare le cose. È come quando riapri gli occhi nella luce violenta del giorno e non puoi vedere niente se non quelle strisce che si muovono sulle tue palpebre, dentro.
Ho avuto una storia con un uomo. Io ventisei anni, lui cinquanta. Divorziato, due figli. Diametralmente opposto a me, al mio modo di vivere; a volte, mi sembrava non parlassimo la stessa lingua, e, probabilmente, è così. Una persona volgare, rumorosa, forse anche banale.
Ha insistito tantissimo, mi ha parlato di amore. Mi ha chiesto di amarlo, se è qualcosa che poi qualcuno davvero può chiedere.
Mi sono innamorata.
Ho vissuto con lui alcuni tra i mesi più belli della mia vita. Diceva di amarmi, chiedeva solo di stare con me.
Poi, un giorno, scompare. Smette di rispondere al telefono, mi promette di vedermi per parlarne, ma non lo fa mai.
Io piango, tutti i giorni. Mi sento inutile, mi sento invisibile. Piango dal nulla, in pieno giorno, tra le persone. Piango all'ufficio postale, quando vedo un uomo che gli assomiglia e vorrei andare a chiedergli perché si è comportato così con me, cosa gli ho fatto, e se sta bene, ora, se è sereno.
Continuo a non sentirlo. Continuo a sentirmi inutile.
A convincermi di non meritare nemmeno un saluto.
Passa qualche mese. Mi richiama ieri sera. Parliamo al telefono - lui parla -, io lo ascolto e tremo e ho paura che i fulmini, là fuori, i tuoni, possano tagliare la comunicazione e lasciarmi di nuovo nel silenzio. Mi dice che mi ama e che non ha mai smesso di pensarmi; ma che sta dando una possibilità ad una donna con cui, in passato, aveva avuto una relazione che poi era andata male per colpa sua. Dice che ha dovuto per correttezza, ma che lui ama me.
Gli ho risposto di fare ciò che crede sia giusto.
Non riesco ad avercela con lui. Mi sono limitata a dirgli questo.
Poi, ho chiuso il telefono. E ho pianto.
Vorrei, vorrei veramente, credere a ciò che mi ha detto; solo che è così privo di senso e di logica e di qualunque possibilità di credibilità - è tutto così terribilmente ridicolo - , che non ci riesco. Non ci riesco proprio. Mi fa soltanto ancora più male di prima, mi fa essere ancora più triste. Mi fa avere ancora meno fiducia. Sento che, ad essere maltrattata, è la mia intelligenza.
Adesso dice che vuole vedermi, almeno solo una volta. Probabilmente è ancora un'altra delle sue promesse non mantenute.
Ma io ho paura.
Non so come comportarmi. D'istinto, mi verrebbe da non fare nulla. Di aspettare che qualcosa, dentro di me, o fuori, si muova da sola. A volte mi chiedo se non sia il caso di dirgli che non ho più la forza nemmeno di parlargli. Altre volte, vorrei solo stargli accanto.
La verità, è che la forza non ce l'ho neanche per sapere cosa fare, e come.
Ti sto scrivendo per chiederti cosa faresti tu, al mio posto - cosa diresti ad una persona in lacrime che non sa più dove nascondersi né cosa farsene di tutto questo amore. Cosa diresti, infine, ad un uomo che scompare nel nulla e poi riappare dal nulla, e pretende ascolto, comprensione, silenzio.

Seconda parte.

Cara Viola,
è passato quasi un mese dal mio primo messaggio, e, nel frattempo, pur essendomene stata immobile - immobile in tutto, nei gesti, nello sguardo, anche nei sentimenti - lui ha ricominciato a farsi sentire.
Mi dice di sé, di quello che fa con i suoi figli, della sua vita quotidiana: intanto, mi ha lasciato intendere di aver nuovamente interrotto la sua relazione con quella donna che era tornata dal passato.
Mi telefona tutti i giorni - io sono all'estero per lavoro, lui in vacanza con i suoi figli -, mi scrive. Io non riesco a dirgli nulla: è lui a parlare, solo lui.
Io taccio, trattengo sempre le parole che, tanto, non mi farebbe dire.
A volte non sono riuscita a trattenermi più, e gli ho scritto che mi mancava, che mi manca, ma sembra che lui non legga queste cose, o, forse, queste cose gli servono per sentirsi amato, aspettato, considerato. In cambio, ricevo resoconti dettagliati delle sue giornate.
A volte mi dico che non posso farcela, che, prima o poi, da qualche parte, tutto questo non detto verrà fuori, e lo farà nel peggiore dei modi.
Sono felice di sentirlo, ma, allo stesso tempo, vorrei potergli parlare. D'altra parte, invece, mi dico che se avesse voluto ascoltarmi, o anche dirmi qualcos'altro, lo avrebbe già fatto, e, allora, mi faccio prendere dallo sconforto, e torno a tacere.
Non riesco a capire cosa voglia da me, e perché continui a cercarmi, anche con insistenza, e a fingere di non vedere i miei sentimenti.
Questo silenzio mi fa ancora più male.
Quando ci penso, mi dico che è assurdo, che è incredibile come certi uomini riescano a farci vergognare dei nostri stessi sentimenti, a farceli vivere come un peso, anche per noi stesse.
Non so se questa storia abbia una soluzione possibile; io, però, ti ringrazio di averla letta, e compresa, Viola. Grazie davvero.

M.


Ciao M. e scusami per il tremendo ritardo con cui rispondo.
La verità è che la risposta che ti avrei voluto dare alla prima mail è una risposta banalotta, superficiale, sgraziata in ogni sua manifestazione, indegna della fiducia e dell'intimità che mi hai riservato. Eppure non ho trovato e non trovo altra risposta adatta, e a questo tuo secondo messaggio non posso fare a meno di rispondere in maniera banale, superficiale, sgraziata.

È UN CAZZO DI VECCHIO STRONZO EGOISTA, E DEVI MANDARLO AFFANCULO. 

Limpida, cristallina.


So benissimo che dentro di te starai già combattendo contro quest'affermazione - combattere contro un'affermazione del genere è quello che io stessa faccio quotidianamente da mesi. E quello che possiamo fare, in verità, è soltanto attendere che quest'affermazione vinca la sua battaglia, l'illusione romantica finisca e qualche minimo sentimento d'amor proprio risorga e ci permetta di mandare affanculo, raccogliere i pezzi, nasconderci in un angoletto sicuro con il Super Attak a cercare di rimetterci assieme. La cosa più triste è che, probabilmente, qualsiasi cosa che io ti dica contro di lui per convincerti a sfancularlo il prima possibile non farà che aumentare la tua pietà e la tua tenerezza nei suoi confronti. “Loro non possono capire” ti dirai “Loro non lo conoscono come lo conosco io, so che può sembrare così, ma non è vero, la situazione è diversa, c'è una spiegazione.” 
O almeno, questo è quello che mi racconto sempre io - e anche molte mie amiche si raccontano robe del genere. 
Non c'è una maniera per convincerti che questa è la maniera giusta d'agire: arriverai il momento, spero, in cui lo capirai da sola.
Intanto non posso che chiedere agli altri Fedeli Lettori che si trovano a passare di qui di consigliarti, di fare altrettanto e cercare a loro volta di persuaderti che il signore qua sopra è una grandissima testa di cazzo e va soppresso dalla tua esistenza il più presto possibile.

Se vuole raccontare a qualcuno delle giornate che passa al mare con la disgraziata prole che ha generato si paghi uno psichiatra o chiami il telefono amico, non vada a scassare la minchia alle giovani pulzelle che ha illuso. Se ha bisogno di amore da non ricambiare, si compri un cucciolo di razza e si curi di legarlo al guardrail dell'autostrada durante la prossima estate. 
Mandare. Affanculo. Subito. Dico io.

21 commenti:

  1. confermo. tu ovviamente M. non lo sai, ma io da esterna che leggo la tua lettera ho pensato la stessa cosa che ti ha detto Viola. ghiaccio sulle spalle: non lo sentire più e fallo il prima possibile. so' che tu pensi che sia l'uomo perfetto per te ma non lo è. E credimi anche se sono una che all'età poco ci bado a 50 anni un uomo...anzi i cinquantenni di adesso in linea generale non lo sanno cosa vogliono dalla vita. probabilmente (lo so fa male sentirselo dire) sei stata un dolce passatempo, una rosellina fresca in mezzo alle spine e ai rampicanti della sua vita e della sua famiglia: anche se è divorziato, e credimi sono figlia di un cinquantenne divorziato e ho una sorella, probabilmente l'aborto di amore che poteva dare l'ha gia dato. probabilmente non sa neanche cosa voglia dire. ma si sente in colpa, o si' che si sente in colpa e se non tronchi tu lui ti terrà sempre sul filo del rasoio fino alla prossima vecchia fiamma che si fara' presente. Lascia perdere, un bel FANCULO così senza preavviso e addio.

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  2. La Saggezza di Salomone, la Sensibilità di Shakespeare, il Tatto di un elefante: Snob!!

    Non che non sia perfettamente d'accordo. Pur non conoscendo la situazione, se cambia discorso ignorando quello che l' "amata" dice, probabilmente è per evitare la discussione seria, sapendo che ella non gradirebbe quello che ha da dire in proposito :(

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    1. Questa però si chiama viltà. O paraculaggine.

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    2. Appunto! Nel senso che quello che direbbe sa finirebbe il rapporto come lo intende lui. Ergo, prosegue ai suoi termini. Non ha senso aspettare, secondo quel poco che si evince dalle lettere, perchè non ha nessuna intenzione di cambiare il rapporto. Si chiama egoismo. E NON è certo tipico di uomini innamorati :)

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    3. Purtroppo temo sia proprio così: chiudere del tutto il rapporto vorrebbe dire rompere il giocattolo che lo fa divertire così tanto. Sì, è viltà e paraculaggine, come dice Mareva. E forse anche insicurezza, necessità di sentirsi amato senza riserve solo per appagare il suo ego. È triste, ma temo sia abbastanza vicino alla realtà.
      M.

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  3. Nel leggere questa storia il mio primo sentimento è stato il rispetto. Rispetto per la dignità che M., nonostante la palese sofferenza, riserva a se stessa e al suo amore. Rispetto per la sua consapevolezza e la sua intelligenza. Solo dopo ho pensato che, però, dovrebbe mettere in pratica tutto ciò che traspare dalle sue parole perché le armi le ha ed è mille volte superiore alla mediocrità di quell'uomo di pezza con cui si trova a relazionarsi. Ci sono persone che hanno una maturità sentimentale pari a quella di un paramecio; non sono in grado di amare se non a senso unico, sono incapaci di qualsiasi slancio che preveda un impegno o un mettersi in gioco. Incapaci di compromettersi saranno sempre bisognosi di qualcuno spacciandosi, però, per il bisogno di questo qualcuno. Non cambiano. Succhiano e non lasciano nulla. Si nascondono e usano le persone. Molte volte perché stronzi, altre perché completamente ignoranti relazionalmente.
    Scappa. Sradicati, M. Fai questo regalo a te stessa. Lui sopravviverà. Non gli sei indispensabile. Nessuno lo è per lui. Una vale l'altra. Basta avere una figura femminile che lo faccia sentire uomo e lo legittimi nella sua povera, inutile e becera esistenza.

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  4. Grazie infinite, Viola, e grazie a voi, Fedeli Lettori della Snob <3
    So che la sola soluzione praticabile, ora, è quella di provare a staccarsi, in qualche modo, e davvero spero che le vostre parole mi diano la forza di smettere di rispondergli; non è un distacco vero, ma, forse, potrebbe aiutarmi a prendere le distanze lentamente, anche facendomi io stessa altro male.
    A volte mi chiedo perché io continui a desiderare la presenza di questa persona, ma, forse, arriva un momento in cui occorre smettere di porsi domande e fare qualcosa.
    Purtroppo non sono nemmeno più nella fase "io lo capisco meglio degli altri": vorrei solo iniziare a soffrire un po' meno per questa storia che va avanti da troppo tempo.
    Grazie infinite, davvero.
    M.

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  5. Cara M,

    se una tua amica, anzi, se una donna a caso ti raccontasse questa storia, cosa penseresti? Se leggessi questa storia in un blog, che cosa suggeriresti?
    È difficile chiederti di guardarti dall'esterno, ma tu puoi. Non sei ingolfata in un matrimonio, non hai prole in comune, né mutui. Ti ci senti dentro fino al collo ma non lo sei.

    È davvero lampante che questo signore ti sta prendendo per il culo. Crisi di mezz'etá, voglia di sentirsi piacente, voglia di figa giovane. Hai capito? Figa giovane e nulla piú.
    Scusa l'espressione non proprio aulica, ma cosí stanno le cose.

    Hai 26 anni: non voglio dirti che sei giovane e piena di possibilitá. Voglio invece dirti che sei matura abbastanza per cercare uomini decenti, se é questo che vuoi; e sicuramente matura abbastanza per capire che stare a sentire le cronache di un bugiardo in vacanza é una perdita di tempo colossale.

    Mandalo a fare in culo.

    bixx

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  6. A parte la visione del povero cucciolo di razza, che spero non diventi mai reale.. :) io la penso come Snob. Per prima cosa, sparire in quel modo è stato da idioti. Che razza di scusa è quella di dare una possibilità ad un'altra se lui ama te? Poi ora ritorna, egoista più di prima pretendendo un'ascoltatrice innamorata mentre lui se ne fotte allegramente di tali sentimenti. Mandalo a quel paese, se è necessario cambia numero...insomma fallo uscire immediatamente dalla tua vita. Te la sta solo rovinando!

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  7. Cara M. non posso che accodarmi ai consigli della snob e degli altri lettori. Le vostre vite devono separarsi. Ho letto che sei all'estero per lavoro, benissimo, hai già la distanza fisica, se serve scrivigli un'ultima mail e poi bloccalo. Ti serve tempo dove a tenere il controllo sei tu. Prima hai subito il suo distacco, adesso devi staccare tu. Poiché in un discorso così un pò di banalità è utile (e anche vera) ti dico che devi avere pazienza e forza e il tempo sarà la cura.Un abbraccio

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  8. i secoli passano e le storie d'amore rimangono sempre tutte uguali. mandalo a cagare e cercatene uno più giovane e belloooo che problemi non ha

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  9. Cara M
    Non mandare a fanculo nessuno, non serve a niente, in questi casi non è nemmeno liberatorio come si potrebbe pensare. Ti dico quello che penso io; questo signore qua è semplicemente nel pieno di una crisi di mezza età, davvero, e non è il caso che trascini pure te in questa crisi. E c'è di più: lui è invidioso di te. Perché lui nella sua mente è al capolinea. Stop. Arrivato. È nella gabbia che si è costruito da solo, fatta di un lavoro - probabilmente - di merda e prole rompicoglioni. Sei giovane, a questo mondo ci sono tanti ventiseienni belli e disposti ad amarti come meriti, davvero. Taglia tutto, smetti di farti sentire senza dare spiegazioni, lascialo nel suo brodo squallido, e vai avanti.
    E.

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  10. Ragazzi, grazie, davvero. Io ho solo paura di sparire nel nulla perché non vorrei comportarmi male come lui s'è comportato con me. Vorrei tagliare, l'ho già scritto e lo riscrivo perché possa sembrarmi più vero: è la sola soluzione sensata, mi pare. Vorrei, però, idealmente, farlo con garbo. Debbo però capire cosa significhi "con garbo".
    Un'altra parte di me vorrebbe anche tantissimo mandarlo al diavolo e farlo, con fermezza, perché di gentilezza ne ha avuta anche troppa; ma non so se ne sono capace. A volte vedo accendersi lo schermo del telefono e mi sembra tutto impossibile; non lo è, lo so: ho smesso di raccontarmi questa storia. La vostra comprensione e le vostre parole mi danno forza, e mi fanno sentire meno sola. Ve ne sono tanto, tanto grata. In fondo, come più o meno mi scriveva Viola giorni fa, alla fine si piange e si resta a casa a guardare il soffitto per qualche tempo. Poi ci si deve dare una mossa.
    M.

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    1. Chissenefrega del garbo, non lo merita. Non sprecarti neanche a mandarlo affanculo, non rispondergli più e che vada per la sua strada. E tu per la tua

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  11. Cara M. la prima cosa che mi è venuta in mente leggendo la prima delle tue lettere è stata la stessa che ha detto la snob: è un cazzo di vecchio egoista.
    Poi mi è salita una rabbia infinita insieme a una grande tenerezza e rispetto per i tuoi sentimenti, per la tua dignità.
    Ho un bel po' di anni più di te, ti parlo come farei con una sorella minore: purtroppo di uomini egoisti, narcisi e vacui come questo ce ne sono a palate e quando si è giovani (ma anche dopo!) è più facile di quel che si pensi cadere nella loro rete. ma non sono niente più che sciocchi narcisi, e non sono nemmeno capaci di offrire un qualche tipo di amore ripiegati come sono su stessi ad ammirare non si capisce cosa. Lo capirai da te, verrà un momento che ti sembrerà davvero troppo.. e riuscirai a vederlo per quello che è; io ti auguro solo che questo momenti arrivi presto, perchè che arriverà ne sono sicura :)
    Ti mando un abbraccio davvero davvero di cuore, sono sicura che starai meglio e che un giorno ci farai persino una risata sopra a questa storia (garantito!!).

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  12. Io quoto chi ha detto di tagliare senza ulteriori spiegazioni. Dico ulteriori perché non c'è molto da spiegare: è tutto già li, evidente nella sua logorrea narcisista e nel tuo silenzio. Che gli devi dire? Che è stato crudele? Lo sa, e non lo ammetterebbe mai. È davvero il tipo che adotterebbe il cane di razza per poi lasciarlo sul guard rail.
    Scusa la crudezza, M., ma sì: mandare affanculo subito. Ma non chiamandolo e dice dpgli vaffanculo, ma scomparendo tu da lui. Ciao, è stato doloroso e a volte molto bello, ma ora è solo doloroso e tu non puoi farci un beneamatissimo cazzo. (Tu=lui; perché tu=M puoi eccome).
    La mossa è tua, non aspettare. Sai già ciò che devi, non temere l'egoismo — l'egoismo, a volte, non fa che bene.

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  13. Cara M,
    la cosa che più di ogni altra ESCE dal tuo racconto è che questa persona NON ti ascolta.
    Forse perchè non ne è capace, perché non gli interessi tanto da porsi domande su di te, su come stai, su come non farti soffrire.

    Il ruolo che lui sembra assegnarti è quello di uno specchio che stando fermo gli rimandi un'immagine di sé più giovane e potente e non quella di un 50enne patetico con famiglia spezzata.

    Dici di essere all'estero per lavoro: ottima, ottima, ottima occasione per guardare ad altro.

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  14. Sono passata di qui per caso, e mi impiccio. Mi rivolgo direttamente a te, M., che sei incappata in uno di quegli amori che non si sa bene perchè nascano, ma di cui poi non riesci quasi a liberartene.
    Dico quasi perchè se ne esce, M., prima o poi se ne esce.
    Io ho vissuto una storia simile alla tua, solamente nel senso che il lui delle situazione da un giorno all'altro ha smesso di voler condividere ogni cosa con me, e mi ha reso totalmente trasparente all'interno della sua vita (e vedendolo per strani casi contingenti tutti i giorni, ti assicuro che non è stato un periodo facile). Ma come noti sto parlando al passato. Adesso, pur continuando a vederlo tutti i giorni, sorrido pensando a quanto è stato meschino, e a quanto mi faccia pena.
    Ma volevo dirti un'altra cosa: sentirti dire adesso di mandarlo affanculo (faresti benone) non lo riesci ad accettare. Perchè tu hai di lui un'immagine troppo perfetta dall'alto del piedistallo che gli hai costruito per poter anche solo pensare quanto invece sia un miserabile stronzo. Quindi mi permetto di girarti la questione: non è che semplicemente volete dalla vita e dall'altro cose diverse?
    Tu magari vuoi un amore vero, completo, qualcuno che ci sia stabilmente nella tua vita, non so, sto ipotizzando. E speri, preghi, che sia lui a darti questo amore. Ma lui non ne è capace, a quanto sembra.
    Per i figli, sì.
    Per l'altra donna a cui "deve" (gliel'ha ordinato il medico?) un'altra possibilità sì, per lei c'è, e ci sarà ancora se lei avrà bisogno.
    Ma a te non è capace nemmeno di rispondere ai tuoi "mi manchi".
    Eh va beh. Non ce la fa.
    Non è che ci si può incazzare con un cane che non sa guidare no? Ecco, magari prova a vederla da questa angolazione. Sì, lo so che prima ce la faceva a darti quello di cui avevi bisogno, ma evidentemente non ha retto la distanza, e anche questo, nella vita conta.

    Ti mando un grosso abbraccio, e ti assicuro, perchè lo so, che tu vali almeno mille volte al cubo uno come lui. Vanesio, inconcludente, capriccioso ed egoista piccolo omuncolo.

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    1. Leggo adesso il commento di Uhm: grazie, le tue parole mi sono davvero di conforto. Credo sia esattamente come dici tu, ed infatti non gliene voglio. Non vuole darmi amore, non mi ama: come potrei fargliene una colpa? Succede, non voglio nulla da lui. Solo essere lasciata tranquilla, a piangere, per un po'.
      Ma non gliene voglio.
      Mi dispiace solo perché, adesso, si ripresenta di quando in quando, mi scrive che vuole stare con me, e sparisce subito dopo avermelo scritto. Per tornare a scrivermi le stesse cose dopo qualche tempo.
      Per me è dura, vorrei liberarmi di questa tristezza e di questa storia, ma lui me lo rende impossibile; perché quando inizio a ricostruirmi una specie di equilibrio, lui torna, mi scrive o mi dice quelle cose, e poi sparisce.
      Mi sento una specie di stupidissimo, patetico, ridicolo Sisifo.
      Ti abbraccio anche io, e grazie, ancora, davvero per la vicinanza e per il conforto.
      M.

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  15. Sono contenta se posso esserti d'aiuto. Stai attraversando una fase difficile, in cui non gli dai colpe (anche se poi, magari capirai che anche lui ha le sue...) e al tempo stesso non riesci a chiuderlo fuori. Quando stavo come te nemmeno io sapevo come avrei fatto ad uscirne, e adesso, dopo anni e tante lacrime versate da riempirci comodamente un paio di piscine olimpioniche, ti posso solo dire che "è bastato" capire esattamente quello che volevo. E ripetermelo ossessivamente ogni giorno. Piano piano il piedistallo è crollato e l'ho visto bene per quello che era. Ma la cosa più importante, io sono diventata consapevole di ciò che sono, e non è affatto poco. A presto, se e quando vorrai ;)

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  16. Io penso che il cinquantenne sia un narciso, consapevole della sua età.
    Questa sua consapevolezza lo porta ad una continua ricerca di manifestazioni di consensi, amore, e affetto per saziare il suo enorme ego.
    Lasciarsi porte aperte, gli consente di poter avere una gamma di prede più vasta, nei periodi di magra, se non trova conforto fisico o psicologico da te lo troverà da un'altra amica, ex amante o simili, lasciate a suo tempo proprio come te, e tenute nel limbo per lo stesso motivo, potresti sempre venir utile.
    L'uomo solitamente ha la disgrazia di dover fare i conti con il proprio pisello, è il piccolo diavoletto tentatore che spesso prende il sopravvento sulla persona , ma non è questo il caso. Ammesso e non concesso che l'abbaglio per una scopata può essere perdonata, ripeto non è questo il caso, qui leggiamo di una persona che ti sta usando ripetutamente per soddisfare unicamente il suo piacere di piacere.
    Io un tempo fumavo tre pacchetti di sigarette al giorno, mi è stato più facile smettere da un giorno all'altro che ridurre il numero di sigarette, chi vuol intendere intenda.

    Ciao

    Sybian

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