Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: I keep feeling smaller and smaller.

I keep feeling smaller and smaller.

Come sapete, ogni volta che smetto per qualche giorno è più difficile ricominciare, quindi ecco: ci vuole il post di decompressione per riprendere il ritmo.
Se ci pensate, a Gennaio io e voi facciamo quattro anni, e sono più i post passati a scusarmi perché non scrivo, a cercare di decidere cosa scrivere, a capire come scriverlo.

Sono tornata a Siena, e sotto certi punti di vista è consolante. Casa ora è veramente mia mia mia, non ci sono coinquiline né ce ne saranno più, credo. Entro nella stanza vicina e la guardo e cerco di capire cosa ci farò, se un salotto o uno studio oppure non so, per adesso mi sono limitata ad ammucchiarci tutta la roba che non so dove mettere - tipo, ho levato il divano dalla mia stanza e l'ho messo di là nell'attesa di buttarlo via. Che poi l'avevo proprio recuperato dalla strada che qualcuno l'aveva messo e nel giro di un'oretta, credo, non di più, quelli dei rifiuti ingombranti se lo sarebbero preso - quindi ecco, io ho fatto questa cosa, l'ho preso e con l'aiuto di Vero, e Sissi - ve le ricordate Vero e Sissi? - l'ho portato a casa, ed ecco, ha passato gli ultimi tre anni a casa mia. Non so se adesso prenderei un mobile trovato per strada, non credo. Ho visto un paio di divani seri, tipo della Flou tipo della Frau, quando deciderò se restare a vivere qui per più di uno due anni, quando deciderò cosa farne di quell'altra stanza, se uno studio o un salotto, a quel punto forse potrò spendere qualche migliaio di euro e comprarci un divano serio, forse Flou o forse Frau - la Frau è delle mie parti, forse dovrei comprarlo Frau. Per adesso con quella stanza non so davvero cosa fare, e mi sono limitata ad ammucchiarci tutta la roba che non so dove mettere.

Butto via. Sono tre giorni che giro con un sacco dell'immondizia in mano e tutto quello che non mi va a genio e via - domani devo svegliarmi presto e portare giù tutta questa roba, la spazzatura, che già siamo ad uno due tre quattro sacchi - quelli neri, quanti litri fanno, insomma, grossi. È faticoso, in camera mia già c'è molto più spazio. Anche in cucina e così in bagno, mi allargo ed elimino i residui altrui: gli spazzolini colorati, i pacchi di pasta Coop. La casa può, adesso, seguire le mie regole in maniera assoluta - e la cosa un po' mi spaventa.

Non so, ragazzi: sono giorni strani. Che poi sto a ripetervi sempre quello, vero? 

Sto cercando di scrivervi una cosa che è successa - ho ritrovato dei vecchi appunti, e c'erano scritte delle cose che mi hanno fatto pensare - eppure sono molto confusa e mi è un po' difficile dirlo. Era l'esame di Tolstoj e avevo studiato molto per quell'esame, credo - ora come ora non so niente, non ricordo niente. Avevo letto - credo di aver letto i diari di Sofja.

“L.v.g.e.i.v.d.d.f.t.d.f.t.i.m.v.e.l.m.i.d.f.” scrisse. Non indovinai. Volete sapere cosa significava? “La vostra giovinezza ed il vostro desiderio di felicità troppo intensamente mi rammentano la mia vecchiaia e la mia impossibilità di felicità.”

13 commenti:

  1. Il fatto che sia settembre decisamente non aiuta. Io comincio a sentirmi ora in crisi, a distanza di mesi dalla rottura col mio ex (dopo tre anni), dopo aver passato un periodo di strana pace e tranquillità serafica. Mi sento irrequieta e insoddisfatta, vorrei bruciare tutti i libri che sto forzatamente ingurgitando per l'esame di storia dell'architettura, vorrei piangere e correre via. Mi sentivo male con lui, avevo attacchi di panico e avevo sviluppato comportamenti al limite dell' ossessivo-compulsivo, ho buttato via almeno la metà degli oggetti in camera mia, operazione svolta in qualsiasi momento, anche in piena notte. Dopo la rottura mi sono sentita libera e ho smesso. Ma ora comincio a sentirmi spaesata, disorientata. Non lo rivoglio, finalmente sono padrona della mia vita, ma l'ignoto mi spaventa, la libertà è una vertigine. Cerchiamo di vederla come una nuova sfida dalla quale uscire vittoriose...

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    1. scusate x il doppio commento... non mi ero accorta del tasto "rispondi" (vivo nell'iperuranio)... allora ti lascio qui il mio indirizzo direttamente cosí non disperdo commenti, poi decidi tu nel caso: heavypebblechiocciolahotmailpuntoit ...
      Snob... mi associo allo stato d'animo generale :(

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  2. Ma quella è la tua camera? E' molto bellina, complimenti!!
    Capisco il momento di "stranimento" tipico di ogni cambiamento. E ti dico che settembre basta e avanza già da solo per stranirsi... che dire? Forza e coraggio!!!
    Un abbraccio
    Life, Laugh, Love and Lulu
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  3. non scusarti, che in questo periodo siamo tutti con l'acqua al collo...
    che settembre non avrebbe potuto accoglierci più incasinati di così...
    che quasi mi spaventa che ci sia tutto questo spazio per progetti & company...

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  4. Ho sempre percepito settembre - avendo vissuto più anni a scuola che non - come il mese in cui ricominciare. Come l'inizio di una nuova storia che ero io stessa a scrivere. Molto spesso, poi, la trama non cambiava molto ma altre volte, la sola idea di poterlo fare era foriera di enormi mutamenti.

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  5. É successo anche a me, poco fa, di ritrovare libri ed esami. Un paio, che mi erano piaciuti particolarmente e per cui avevo studiato molto, non ricordavo neppure di averli fatti. Cioè tutto il mio amore per Ingeborg Bachmann e niente, non ricordavo di aver mai fatto letteratura Austriaca. E così per molti esami, tanto che ho tenuto i volumoni di filosofia a portata, e progetto di ricominciare da zero. Quanto mi fa sentire capra, non ricordarmi cose che ho amato studiare, lo trovo frustrante in modo intollerabile.

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  6. A me invece il periodo piace parecchio, e se fossi nel mezzo di una mega pulizia sarebbe anche meglio... il concetto "ricominciare/sistemare/riorganizzare" mi piace. Prova a vederla come un'opportunità per riorganizzare un po' la tua vita, non è così male! ;)

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  7. aaaaaiiiii niiiid maiiii gheeeerllll
    aaaaaim aaaander deee gun egheeeeeeeeiiinnnn

    certo Snobbe se continui ad ascoltare i National 'un ti passa mai, eh, te lo dico.
    (e però, come si fa a smettere?, eh, lo so)

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  8. Snob, MA CHE CAMERA FIGA.

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  9. I grossi cambiamenti, quanto spaventano.
    Io mi sto apprestando a finire gli esami. Questa laurea triennale significa due cose: - specialistica a Bologna; - trasferimento.
    Queste due cose, da lontano, sembravano lucenti ed eteree. Significavano libertà, niente più rotture di coglioni, o meglio, rotture di coglioni diverse da quelle che mi assalgono ora. Eppure adesso ho paura. Esame dopo esame. Sono quasi alla fine e temo che arrivi questo definitivo cambiamento.
    La mia paura si muove lentamente, come se mi avessero iniettato un veleno nei piedi. Le gambe si fanno molli e perdono di sensibilità. Prima o poi morirò del tutto ... per poi rinascere?

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  10. Anonimo del primo commento... ciò che hai scritto mi rispecchia molto, son colpita... ma purtroppo io non sono riuscita a fare il passo di chiuderci del tutto, ancora... se ti andasse potrei contattarti...così x due chiacchiere?
    Francesca

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  11. Butta, risistema, pulisci, elimina. A volte la vista sta ferma immobile per mesi, anni e poi riparte tutto un colpo, accelerando all'impazzata. E si scopre che gestire l'improvvisa felicità può essere difficile almeno tanto quanto la tristezza.
    Che cosa hai buttato via Snob?

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  12. premetto che anch'io sono fresco di trasloco, sicchè più o meno sono nella stessa situazione, se non che in aggiunta ho completamente ristrutturato l'appartamento e oltre alla pulizia fisica (e di conseguenza anche mentale) dei residuati dell'altro appartamento, ho anche qualche migliaio di piccole rifiniture da finire...ma ti scrivo per un altro motivo! Come si chiamano quelle cose geometriche che ti penzolano sopra la testa finchè dormi? le voglio anch'io!
    A.

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