Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: May-December

May-December

"Adesso non è che vai subito a dirlo a quelli di Internet, vero?"
Pausa.
"No."
Pausa.
"Perché dovrei?"



"Ma tua madre lo sa del blog?"
"Lo sa ma diciamo che rispetta la mia privacy."
"E tua sorella?"
"Non gliene frega un cazzo."

"Pou, non sarebbe figo imparare a suonare il bongo?"
"E adesso che c'entra il bongo?"
"Richard Feynman suonava il bongo."
"E chi cazzo è Richard Feynman?"
"In poche parole è quello che ha fatto la bomba che ha ammazzato tutti quei giapponesi."
"L'Enola Gay?"
"No, l'Enola Gay era l'aereo: lui era uno scienziato, ha fatto proprio la bomba."
"Bella persona, dai. Motivo buono per suonare il bongo."
"No, era una bella persona, davvero."
"Di che è morta?"
"Tumore. Sai: gli esperimenti: tutte quelle radiazioni."

"Anche perché non ce n'è bisogno, sicuramente non è nulla di grave."
Infatti, probabilmente non è nulla di grave: siamo già ampiamente incamminati sulla strada del nulla di grave: colposcopia che non mostra quasi niente: acido acetico che brucia come l'inferno ma non si attacca a niente: iodio che brucia forse di più ma non lascia nulla di scoperto: tutto si impregna: ho la cervice nera come inchiostro.
"Infatti, non è nulla di grave."
Ma la biopsia facciamola comunque.

"E tuo padre lo sa del blog?"
"Mio padre ancora deve capire come funziona internet."

"No, alla fine l'ho preso nero."
"Be', il nero è una certezza."

"Non ti rendi conto che stai avvelenando tutto?"

"Sì, ce n'erano alcuni colorati ma quello nero mi sembrava il più adatto."
"Ah, e quando sei?"
"La prima, nove e mezza."
"Be', dai, così te la levi subito."
"Già, infatti. E torno a Parigi."
"Ricordami chi ti fa da relatore."

"Io ho paura di te."
"Non devi averne, lo sai."
Ci metto tutta la convinzione che ho ma tanto so che non è così.
"Tu sei quella con la pistola."

Sparare ai gatti selvatici dai boschi attorno alla villa di Sette Stelle. Abbracciarne i cadaveri, come se fossero pupazzi di pezza. "Posso tenerlo?" Mio padre ride. "No, poi lo buttiamo via." "Perché lo buttiamo via?" Stringo il gatto più forte, il sangue mi macchia la giacca a vento. "È morto, lo buttiamo via."
Non mi fa schifo il sangue.
Non mi fa schifo la morte.

"No, sanguini. Ancora non sei rimarginata. Ti faccio male."
"Non mi fai male."
"Ti faccio male."
"Non mi importa se mi fai male."
"Non voglio farti del male."
Oppure, semplicemente, ti fa schifo il sangue.
Oppure, semplicemente, ti faccio schifo io.

"Io se sapessi fare una cosa come tu sai fare quello che sai fare non starei a cazzeggiare su Internet."
"..."
"Io se fossi brava nell'architettura come tu sei brava in altro, avevo già spaccato mezzo mondo."
"..."
"Non stavo a pensare al cazzo di bongo radioattivo."

"Sai, mi piaci. Perché a te non fa schifo niente."

"Perché non vai anche tu."
"Ma come ci pensi."
"Perché no."
"MA. COME. CI. PENSI."
"Potresti chiederlo."

"Sai, dovrei mettere la testa a posto."
"..."
"Sistemarmi con una dell'età mia."

Di colpo lunga o corta
che sia la lista-

"Guarda che so riconoscere uno stronzo. Avrò venticinque anni, ma ne ho visti di stronzi. Certo, magari non vecchi e secchi quanto te. Ma di merda appena cagata nella mia vita non ce n'è stata tanta, fidati."

"Babbo."
"..."
"Babbo."
"Eh."
"Comunque, la maturità è andata bene, no? Potrei iscrivermi a qualcosa. Lavoro pure, e t'aiuto pure a casa, e col cemento, prometto. Però potrei andare a fare Ingegneria ad Ancona. O, più vicino. Tipo, Lettere. Storia. A Macerata."
"Ma come ce pensi."
Nonno è morto poco dopo, comunque.

"Ma tu stai bene con me?"
"Non lo so."

"Che animale ti senti?"
Addentrarsi - lentamente - scalzarsi per non far rumore. La pianta del piede di mio padre - le nostre ossa nelle stesse pose fanno lo stesso rumore, perché non ti sono figlia ma gemella, non ti sono figlia ma clone. Scoprire con due dita appena le tracce non più fresche dei cinghiali, cercare riparo dal freddo nei tronchi cavi dei faggi, mangiare le more, intuire i crochi viola sotto la neve vecchia e rigida, sotto le foglie marce. Fuggire dal sole, correre lungo il crinale zigzagando tra gli alberi, inciampare, rotolare lungo il versante ombroso a nord, restare ferma, lunga, senza fiato. Grattare via muschio e corteccia, rigarsi le unghie di nero, sfregarsi il terriccio addosso, voler nascondere l'odore. Trovare fatte di lupo vecchie, lanose del pelo della preda, alte sui sassi a marcare il territorio, frammiste ad ossa, e piume. Abbassare i Levi's, cagarci vicino, lasciare anch'io una mia traccia, marcare anch'io il mio territorio.

"E allora perché stai con me?"
"Curiosità."
"..."
"Curiosità."



12 commenti:

  1. Se fossi davvero mia conterranea diresti "IN Ancona". Confessa!!

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  2. Snob, ho bisogno di te.
    Sono una persona che non prova attrazione fisica se manca quella mentale e sentimentale.
    Che implicazioni ha stare con uno che (come moltissime persone normali, lo capisco) può sentirsi attratto e avere rapporti con partner "occasionali"?
    Ovviamente la premessa è che tutto questo non succede al tempo in cui sussiste la nostra relazione di monogamia e fedeltà, ma è successo in passato...
    Cosa faccio snob? Smetto di avere pensieri inutili?

    Questo post è stupendo, come sempre. Vorrei capire di più i fatti dietro questi dialoghi.
    Love

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  3. L'utilizzo che fai del dialogo è molto socratico e - dal mio punto di vista - incredibilmente affascinante e stancante. La ricerca continua della verità svuota.

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  4. Al momento sono leggermente menomata da una massiccia dose di Lexotan, altrimenti direi qualcosa in più: questa cosa è davvero bella. Bella di quel bello che tende al grandioso.

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    1. Snob, sarai orgogliosa dei tuoi lettori!

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    2. Eeeeh? Che significa? A parte che l'orgoglio è un sentimento che appartiene a chi mon ha una storia personale né una dignità. Cosa volevi dire? Dovrebbe vergognarsi perché una sua lettrice prende ansiolitici?

      Tu immagino sarai di quelle orgogliose se le tue lettrici vomitano dopo la cena.

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  5. bella questa meditazione tra sonno e veglia

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  6. Non ci ho capito quasi niente. Eppure mi è piaciuto moltissimo :) Mi piace come scrivi. Mi piace l'atmosfera selvatica.

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  7. L'ho letto quando hai pubblicato, l'ho riletto ieri, l'ho riletto oggi. Bello, da vertigini. Sono una tua fedele lettrice che mai ti commenta. Volevo commentare il post prima di questo, ma poi non volevo ficcarmi in mezzo a tutto quello schifo. Molto meglio commentarti qui per dirti che quando scrivi così mi piace, e molto. Grazie

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  8. Davvero molto coinvolgente questa narrazione a fotogrammi, molto evocativa anche... :)

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[Ricordate sempre: good grammar is sexy.]

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