Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: Yeah it's overwhelming, but what else can we do?

Yeah it's overwhelming, but what else can we do?

Ogni volta ricominciare è più difficile, ed è inutile che ve lo stia a dire, ed è inutile che io stia qui a ringraziarvi per ogni singola mail, messaggio, commento ricevuto in questi - quanto tempo è passato? una settimana? qualcosa di più, qualcosa di meno - dicevo, in questi giorni in cui ho avuto voglia di lasciare tutto.
Sono tuttora molto confusa e stare qui a scrivere in nessun modo sembra aiutarmi, ma siamo soltanto alla quarta riga - non è vero: so che arriverò alla fine di questo post e non c'avrò capito un cazzo comunque. 

Non scrivere, non farsi foto allo specchio: sicuramente è triste che la mia identità sia così strettamente legata ad una cosa che neanche esiste, a questo blog - pensateci: sono alcuni mega di informazioni che se ne stanno chiusi in un server da qualche parte in America: credo in California, credo a Santa Monica - capite, questa cosa non esiste eppure determina quello che sono - questa cosa non esiste eppure le mattine in cui questa cosa non esiste più ho difficoltà a svegliarmi, a lasciare il letto, a fare qualcosa.

Nessuno ti chiede mai cosa sei. Tutti ti chiedono cosa fai.
Cosa fai, la risposta è varia. Ora, in poche parole, niente. Ci sono alcuni progetti fermi, alcuni da iniziare, alcuni falliti. Sono cose avvenute da poco, o che stanno per avvenire. Ora come ora non faccio niente. Farò dei controlli, un po' più spesso delle linee guida cliniche, un po' più spesso.
Se qualcuno mi facesse l'altra domanda, credo che questo potrebbe essere una risposta, o almeno la cosa più vicina ad una risposta che i miei scarsi mezzi sono capaci di trovare.

Marta Zura-Puntaroni


È molto difficile da spiegare. Vorrei essere capace di spiegare.

Vorrei anche dirvi che è cambiato qualcosa, che, insomma, si è giunti ad una conclusione.
E invece no. È tutto anche più confuso di prima.

Vorrei, inoltre, poter far finta di nulla, e cancellare questo post, e ricominciare a scrivervi di cazzate, o anche cose intelligenti, e parlarvi dei libri che sto leggendo e i film che sto vedendo e le creme che sto mettendo e i vibratori che sto usando e la vita che sto facendo, ma non riesco fisicamente a ricominciare facendo finta che nulla sia accaduto.

Uno dei grossi problemi è che non riesco ormai da tempo a scrivere per me stessa. Non riesco a concepire di scrivere se non per pubblicare sul blog. Se non viene pubblicato è come se non esistesse, come se non fosse mai stato scritto, ovvero se ne resta sottopelle a darmi fastidio come una spina, come una scheggia di legno, come un frammento di vetro.

Quindi capite bene che quando lui mi dice di non scrivere di lui - lui che ora è tutto quello che ho sottopelle a darmi fastidio e a incancrenirsi e a farmi soffrire, questa piaga interiore che mi costringe ad abbandonare ogni luogo conosciuto e a perdermi, a esplorare - capite quanto sia difficile per me.

Ma ci proveremo.

11 commenti:

  1. Sei molto bella, tu. Non solo fuori, con quella bellezza così prepotente e così inusuale da richiedere un minimo d'attenzione perché possa essere notata. Sei bella in senso ampio. Un po' alla greca, per intenderci. Sei bella nella tua confusione, nella tua debolezza, nel tuo esporti, nel tuo mostrarti a petto nudo con un segno sul petto, a indicare dove colpire. Non al cuore, no. Ma in un punto più doloroso, quello che sta a metà strada tra la pancia e la testa e che giostra scelte e mosse. Il cuore non è che un muscolo banale a cui è stata affidata una serie di responsabilità che, poverino, magari nemmeno vuole. Ha già il suo bel lavoro, lui.
    Conosco la sensazione di inutilità data dal non "far nulla", ora che sono nuovamente senza lavoro, nuovamente in cerca. Non potevo fare il cercatore? Sarebbe stato tutto più semplice. Per cui riempio: con libri e penne e tatuaggi e sport e qualsiasi cosa mi dia la sensazione di stare, ancora, ancorata su questo pavimento. Per questo, a fronte di questo, ti dico: non farti portare via ciò che ti mantiene in vita. Ciò che è linfa, e gioia, e cervello in movimento. Non fartelo portar via da nessuno perché, poi, non è detto che lo ritroverai ad aspettarti. Fai le tue scelte, insensate e coraggiose, ma non scordarti di te per più di un attimo.
    Ti abbraccio forte.

    RispondiElimina
  2. "mi piace quel tuo naso che s'intona con il mondo
    mi piaci perché sei intelligente
    si vede dalle tue mani come le muovi
    mi provochi pensieri e sentimenti sempre nuovi"

    RispondiElimina
  3. A quanto pare la tua vita è destabilizzata innanzitutto da signor Coso. Io direi che è il caso di prendere atto che il sentimento è a senso unico (ciò emerge da tutto quello che ci racconti) e che è inutile continuare ad aspettare, con la segreta speranza che la corrispondenza in realtà esista seppur nascosta, che le cose cambino. Non per banalizzare il tuo post, che si riferisce anche ad altro, ma traspare come tu sia fragile in questo momento e aggrappata a lui. Forza Snob, pian piano e a fatica le cose cambiano, ma bisogna innanzitutto volerlo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Aggiungo che mi aggrego a quanto scrive la lettrice anonima del quinto commento circa la personalità, ma con un'osservazione: quando si inizia a stare troppo male bisogna stare attenti e non trascurare la situazione. Bisogna volersi bene, dopo rialzarsi è dura. Se hai bisogno vai da uno specialista: si può essere persone sensibili e complesse, senza rinunciare ad una certa serenità.

      Elimina
  4. il tuo blog è uno dei pochi interessanti in circolazione e non può essere chiuso.
    Una tua lettrice datata.

    RispondiElimina
  5. A parte aggregarmi alle mille lettrici che ti spronano a continuare a scrivere e a mantenere in vita questo blog, perchè sarà pure completamente virtuale, ma quando ricevo la notifica di un tuo nuovo post la mia giornata diventa un pochino più bella e a volte corro subito a leggere, altre volte, invece, lo tengo da parte come una piccola chicca con cui premiarmi/coccolarmi dopo una riunione particolarmente lunga e noiosa.
    E poi perchè credo che la grande forza dietro questo blog è la tua personalità, che sarà forse un po' fragile, ma almeno è molto più sfaccettata, poliedrica e interessante della maggior parte delle persone che si incontrano in questo mondo appiattito.
    E, forse, vivere in questo modo "complicato" genererà maggiore infelicità, almeno apparentemente, ma se non altro ti permette di vivere la vita in modo più intenso e reale.
    E scongiurare il rischio, quando ormai è troppo tardi e la parte di vita migliore è già trascorsa, di accorgersi dello squarcio del cielo di carta.
    Ti abbraccio forte

    RispondiElimina
  6. Ciao, mi aggrego anche io a chi dice che questo piccolo spazietto virtuale conta qualcosa. Per me conta. Non so cosa ti affligga, né ho la presunzione di saperlo e di darti consigli. A volte sono periodi che passano, a volte sono disagi più radicati e profondi, chi lo sa. Fai quello che ti senti di fare, ma ricorda sempre che qui, in questo spazietto, ci sono persone che ti aspettano a braccia aperte, qualsiasi cosa tu scriverai e ci mostrerai.
    Un forte abbraccio,
    S.

    RispondiElimina
  7. "Questa cosa che non esiste" è alla fine un'esternazione di quello che sei, una specie di alter ego.
    Esiste in quanto espressione di te e a quanto leggo negli altri commenti (e a quanto penso io personalmente) interessa e piace.
    Tu piaci. Sei di una bellezza irriverente, semplice, quasi naive, come se urlassi al mondo "Io sono così ed è ok", anche se magari per te non lo è per niente (ora).
    Quindi mi permetto di dirti (sperando di non risultare troppo invadente) che sei ok, anche se adesso ti sembra l'esatto contrario. Fidati. Sei davvero ok.

    RispondiElimina
  8. Sei di un bellezza sconvolgente. Tu mi turbi
    Cuor di leone

    RispondiElimina
  9. Viola, io posso sentire quello che stai sentendo. So che ci sono momenti in cui credi di potercela fare da sola, e so pure che l'attimo dopo la tua vita esiste - scrivi, suoni il piano, suoni tutto quello che puoi suonare, urli al muro, piangi, piangi, pensi, pensi troppo - solo se puoi, in qualche modo, collegarla a lui. E allora scrivi, e suoni il piano e urli e piangi e pensi solo per lui. Lo so. Lo sai che è quello che sto vivendo ormai da mesi.
    Non credo ci sia soluzione, ora, ma spero che un giorno ci si svegli, accorgendosi che "molto chiare si vedono le cose" e che è possibile iniziare ad andare da sole. Questa è la sola cosa che spero. Per te, e per me.
    Ti abbraccio. Mavie

    RispondiElimina
  10. E - lo davo quasi per scontato ma meglio precisarlo - sei bellissima. Mavie

    RispondiElimina

[Ricordate sempre: good grammar is sexy.]

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...