Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: Prima di Cinquanta Sfumature di Grigio

Prima di Cinquanta Sfumature di Grigio

L'argomento è complesso, e come al solito le mie capacità non sono all'altezza.
Vorrei avere la capacità di spiegare dall'inizio com'è andata, e cosa mi ha portato ad essere quella che sono, ma è impossibile. Se devo pensare ad un autore che c'è riuscito, che è riuscito a parlare di tutto quel sé di cui io vorrei parlare, forse è uno: Mishima. 
Sicuramente, non ne sono capace.

Dovendo definire la mia sessualità, dovendo inserirmi politicamente da qualche parte mi metterei nella Q alla fine di LGBTQ.
La Q di queer.
Che di base non significa un cazzo, quindi ecco, non significo un cazzo. No, non è vero: aiutiamoci con Wikipedia. 
“Queer” è più che altro un termine politico, spesso usato da coloro che sono politicamente attivi, da chi rifiuta con forza le tradizionali identità di genere, da chi rifiuta le categorie dell'orientamento sessuale come gay, lesbica, bisessuale ed eterosessuale, da chi si rappresenta e percepisce come oppresso dall'eteronormatività prevalente nella cultura e nella società o dalle persone eterosessuali le cui preferenze sessuali le rendono una minoranza.
Ha il suo senso, credo: le mie preferenze sessuali mi rendono una minoranza. Posso dirlo con una buona dose di certezza: negli ultimi dieci anni mi è capitato di etichettare più e più persone - la vasta maggioranza - come vanilla. E non è una cosa che riguarda soltanto il compiersi o il non compiersi di certi atti, certe pratiche: è qualcosa nel come si fa, è qualcosa nello sguardo. 
Se siete della mia parrocchia sapete di che parlo.

Comunque: noi siamo quelli che se qualcuno muore nelle nostre vicinanze e la finanza ci fa una controllatina al computer, sicuro che andiamo dentro. Poi, certo: qualche avvocato bravo nel giro di una settimana ci tirerà fuori, ma non prima di aver preso qualche sputo in faccia, non prima di essere di aver avuto qualche problema. Come un tempo per l'omosessualità, la Q è accettata - o meglio, non giudicata - soltanto per certe categorie di persone: artisti, estrosi, alternativi. 
Elton John può essere frocio. 
George Michael può essere frocio.
Il professore di matematica del tuo figlio tredicenne non può essere frocio.
Per queste categorie le cose, lentamente, stanno cambiando: ma noi della Q siamo l'ultima lettera della sigla. Anche perché, capite: noi Q non abbiamo poi tanti problemi. Finché, ecco, non ti trovi per sbaglio in un indagine d'omicidio e lo sbirro apre il cassetto sbagliato, non c'è un granché bisogno di parlarne. Quello che succede in camera da letto resta in camera da letto. E quello che non avviene nella camera da letto - fidatevi, sembra tutto normale.



Non ho letto 50 Sfumature di Grigio e non ho intenzione di farlo: so soltanto che negli ultimi due anni la Q - o meglio, scusate, un certo interesse e un certo fraintendimento della Q - è diventata mainstream.

“No, perché un'amica di mia Cecilia le ha passato il file di questo libro e mi ci sto fissando troppo a leggerlo.”
Un annetto fa Lucia, mia amica d'infanzia, mi lascia mezz'ora ad aspettare in macchina sotto casa sua perché deve finire un capitolo di Cinquanta Sfumature.
“Ah-ah.”
“No ti giuro: certi pezzi non si capisce neanche che succede.”
“Be', perché è un libro dimmerda scritto dimmerda.”
“No no, perché, cioè, tipo la lega.
“Ah-ah.”
“Tipo le caviglie ai polsi e poi però mette in mezzo un, che ne so, tipo bastone?”
Legspreader.”
“Che?”
“Niente, niente.”
“Certo che però è eccitante.”
“Immagino.”
“Ma secondo te esiste veramente gente che si fa mettere le pinze ai capezzoli?
“Che ne sai, Lucia: il mondo è vario.”

L'odio che provo per Cinquanta Sfumature di Grigio è lo stesso odio che prova l'adolescente bruttina e lesbica per la classica troietta della classe che limona con la migliore amica per farlo venire duro ai compagni. Un odio che si sviluppa su tanti e tali livelli - dal c'ero prima io! allo stai sbagliando tutto! - da renderne impossibile una descrizione accurata.

Cinquanta Sfumature di Grigio è una fanfiction scritta da una cinquantenne sposata e profondamente insoddisfatta della propria vita sessuale, che dopo aver consumato the Twilight Saga a forza di ditalini ha deciso di crearsi materiale autoerotico da sé e condividerlo su un sito di fanfiction con il nickname di Snowqueen's Icedragon. E questo dovrebbe bastare.

Non ho letto 50 Sfumature di Grigio e non ho intenzione di farlo: so soltanto che, da quello che leggo dalle sintesi su Wikipedia, che c'è uno scemo ultraricco che si invaghisce di una scema pure un po' complessata e cessa. Dopo qualche uscita la scema complessata e cessa scopre che allo scemo ultraricco garba una versione superficialotta, erronea, edulcorata e mainstream di quello che chiamiamo BDSM. La scema ritardata complessata ci s poi nel giro di tre libri con tanto amore, innocenza ed un figlio uscito fuori per sbaglio - CIAO BELLA SWANN! CIAO! - finalmente riesce a guarire l'animo ferito dalle violenze sessuali infantili - questo a quindici anni ha avuto il culo di trombarsi una MILF e povero amore è rimasto traumatizzato - dello scemo ultraricco.

(Se avete letto i libri e avete una versione della trama diversa datemela pure, le pagine wikipedia di Cinquanta Sfumature sono fatte dai fan di Cinquanta Sfumature: ovvero gente che scrive dimmerda.)

Ehi, amici omosessuali, ditemi una cosa: come vi sentireste di fronte ad un'opera di finzione che vi dice che da quello che siete si può guarire? Che vi dice che siete così perché avete qualche trauma infantile o adolescenziale, e che il Vero Amore vi farà tornare normali? Che sensazione provereste?

Cinquanta Sfumature sta facendo i soldi sulla Q - fanno i cazzo di plug anali con il brand Cinquanta Sfumature di Grigio - dando ad intendere neanche troppo velatamente che la Q è una malattia, un problema, un errore. Certo, dal libro tratto dalla fanfiction di un libro tratto da una mormona non potevamo pretendere un granché.

E diciamo che l'apertura mentale dei membri del cast del film non sembra di molto migliore. La facciadascemo che interpreta lo scemoultraricco è andata a fare ricerca per il suo complessisimo personaggio in un dungeon BDSM. Durante un'intervista dichiara: “È stata una serata interessante. Poi quando sono tornato a casa da mia moglie e dal mio bambino, mi sono dovuto fare una lunga doccia prima di toccarli.” Certo, diomio, cosa vuoi fare, toccare tuo figlio dopo che hai visto del BDSM? Non sia mai, che schifo.

Il giramento di coglioni che tutto questo mi provoca è immane. L'uscita del film ha ritirato fuori tutto il disgusto e l'odio che provavo per questa saga, per quello che rappresenta, per i messaggi sbagliati che dà.

A Febbraio darò soldi a tutta la baracca di stronzi di cui sopra? Non lo so. Forse, fosse solo per dare fastidio bestemmiando e urlando volgarità alle vanilla frustrate che vanno a vederlo per rendere più piccante la relazione col proprio ragazzo - sì, ok, lo so: non è molto maturo ma capitemi.

L'unica cosa che so è: per me esisterà sempre e soltanto un Mr. Grey.


59 commenti:

  1. Si va a vedere insieme? Quota Q a rapporto!

    COMUNQUE. Leggi qua e "risveglia la tua dea interiore" (=godi):
    http://www.goodreads.com/review/show/340987215

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  2. Anzi guarda, qua ci sono tutte e tre. http://katastrophiccuriosity.blogspot.it/2012/08/fifty-shades-of-bad-writing-those-of.html

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  3. snob, beata te. Almeno una vita sessuale ce l'hai. Io ho un lavoro magnifico, una vita splendida, tante cose, eppure ho una vita sessuale congelata. CONGELATA. Penso che me la sto conservando per quando arriverà il grande buio. Tristezza. Meno male che ci sei tu che mi fai sognare ogni tanto.

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  4. STANDING OVATION.
    Non l'ho letto, mi basta questa recensione: http://27esimaora.corriere.it/articolo/il-successo-delle-50-sfumature-si-fa-troppo-sesso-virtuale-e-poco-reale/

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  5. Grazie Snob. Io ho cercato in tutto il web recensioni su queste presunte pratiche innominabili descritte nei libri e ho trovato al massimo un po' di bondage e cose del genere. Che poi non è nemmeno il contenuto il problema, ma come dici, la forma...
    Però una domanda: cosa c'entra la Q con il BSDM? Nel senso,io avevo sempre capito che la sigla LGBTQ si riferisce all'orientamento sessuale e alla tua visione sui generi, mentre il BDSM riguarda una certa filosofia del rapporto e certe pratiche. Sbaglio io?

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    1. Secondo me la definizione data da Wikipedia che ho citato sopra rende bene l'idea, ma non ti nego che la cosa è complessa, dibattuta e ognuno ne ha una sua particolare visione.

      Mi piace pensare che il movimento LGBT sia nato nel tentativo di difendere i diritti delle minoranze sessuali, e mi piace pensare che la Q sia stata aggiunta anche per rappresentare me, eterossessuale con un'identità sessuale fortemente definita dalle pratiche BDSM.

      Perché un'eterosessuale dovrebbe sentirsi parte di una minoranza sessuale?

      L'omosessualità è stata rimossa dalle malattie psichiatriche negli anni '70, nel DSM-III non si parla dell'omosessualità come di una patologia.
      Le discipline BDSM sono state depatologizzate soltanto con la pubblicazione del DSM-V. Sai quand'è stato pubblicato il DSM-V? Nel 2013.

      Questo significa che c'erano, potenzialmente, le basi legali per, che ne so, negare un'adozione ad una coppia che pratica BDSM. O che le mie tendenze e preferenze sessuali - preferenze e tendenze sessuali portati avanti consensualmente con il mio partner - potevano essere un capo d'accusa nei miei confronti in un processo di tipo penale.

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    2. Ho capito, grazie!
      Diciamo che io sono addentro il BDSM ma pratico cose che ovviamente devo/dobbiamo nascondere molto bene, specie con la carriera che vorrei fare, però avevo sempre considerato questo aspetto come una generale repressione della sessualità tout court piuttosto che come discriminazione. Grazie per avermici fatto pensare :)

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    3. Oddio, mi sono persa un *non*: non sono addentro ma bla bla bla..

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  6. Mah, è giusto criticare il modo in cui 50 sfumature presenta il BDSM , ma secondo me il parallelo tra omosessualità e BDSM va un po' fuori strada. Il BDSM riguarda solo le persone che vi partecipano, l'omosessualità/bisessualità invece ha anche una dimensione sociale, con tutte le conseguenze del caso. Un esempio cretino: se vuoi invitare il tuo partner con cui fai BDSM a cena dai tuoi non sei obbligata a dire cosa fate in camera da letto; se vuoi invitare il tuo partner dello stesso sesso sei praticamente costretta a fare coming out, rischiando magari che tua madre smetta di parlarti (e sì, nel 2014 succede ancora). Tu e il tuo compagno di BDSM potete tranquillamente sposarvi e fare figli, una coppia gay no, almeno in Italia. E l'insulto preferito dai decerebrati è ancora “frocio di merda”, non “kinky di merda”.
    So che questo parallelo è solo una parte marginale del post, ma è stato un po' fastidioso da leggere.

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    1. Infatti ho detto nel post che non è la stessa cosa. E ho detto nella risposta al commento appena prima al tuo qual è il problema.

      Io e “il mio compagno BDSM” possiamo sposarci e avere figli, se uno di questi figli schiatta in circostanze misteriose - quelle che ultimamente finiscono sui giornali un giorno sì e un giorno no - e gli sbirri mi trovano il kit da kajira nel cassetto tranquilla che vado dentro e quando riesco ad uscire faccio la fine del padre di Tommaso Onofri.

      Non ti preoccupare che i miei “pervertita dimmerda” più o meno velati me li sono presa, in varie occasioni: ehi, basta che non lo dici a nessuno! Ma lo stesso ragionamento non può essere fatto per un omosessuale? Allora basta stare sempre zitti e far finta di essere come tutti gli altri e non si hanno problemi? Questo dovrei fare?

      Questo pezzo tratto da http://rationalwiki.org/wiki/BDSM#Queer_acceptance secondo me spiega bene perché nel Queer va incluso il BDSM.

      Queer acceptance

      Despite being a non-normative sexual activity, BDSM is not generally welcomed or included under the banner of queer (or LGBT) movements or activism. (This does depend on the groups in question. For example, it is included in queer theory along with practices like prostitution.) To many people who partake in BDSM activities, the interest is just as much an intrinsic sexuality as being gay or straight, but despite this it is often rejected from being considered part of queer/LGBT acceptance and social issues. This is unusual because alternative sexualities and lifestyles such as polyamoury usually are accepted as part of the queer movement, even though, like BDSM, they don't necessarily include sexual or sexuality issues in the same way as L, G, B or T issues do.
      This can be partially rationalised through the purpose of queer movements being to raise awareness of legal struggles; for instance, polyamourous groups can't get recognised legal status in the same way as marriage, which can only be two people, even if same-sex marriage is made legal. But similarly, D&S relationships also don't get any legal recognition as a relationship (and not least this reasoning would also exclude anyone not interested in marriage from being accepted into the queer movement), and the laws concerning whether someone can give informed consent to be harmed are often a stumbling block for BDSM practitioners. As such, combating discriminatory or obstructing laws is relevant to BDSM. If the purpose of LGBT/queer movements is to promote acceptance of alternative sexualities and activities, then there is also no reason to reject BDSM on these grounds; as choosing it as a "lifestyle choice" is still met with a similar level of stigma as any other alternative, non-normative sexuality.
      It may be that BDSM is viewed from within some sectors LGBT activism/movement groups as just an activity that anyone can partake in (indeed, BDSM-lite activities are practically mainstream), and thus doesn't need to be represented, but this would be no different than rejecting all homosexual representation based solely on the fact that some people are only gay when they're drunk.

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    2. E, piccola parentesi: trovo molto, molto, molto triste un omosessuale che fa un discorso del genere escludendo una minoranza.

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    3. Non ho scritto da nessuna parte che il BSDM non dev'essere incluso nella Q di Queer, perché non lo penso. Il discorso che volevo fare non è "Io ho il potere di decidere chi includere o no nello spettro LGBTQ, quindi tu non ne fai parte e zitta", ma un altro: è inutile ignorare che le persone all'interno della categoria LGBTQ affrontano tipi di discriminazione diversi: tu ti sei presa della pervertita di merda da persone ignoranti, ma un transessuale e un omosessuale corrono rischi molto più gravi di quelli che corriamo tu e io (che non sono omosessuale, ma bisessuale). Quindi il tuo paragone era parecchio azzardato, eppure continui a farlo: “Ma lo stesso ragionamento non può essere fatto anche per un omosessuale?”. A questo punto se non capisci la differenza forse non vuoi capire.
      E no, non dico che devi “fingere di essere come tutti gli altri”, ma che le tue parafilie hanno meno possibilità di emergere in un contesto sociale rispetto a un orientamento sessuale, perché non hanno la stessa rilevanza in quel contesto (e solo in quel contesto, poi è ovvio che in un contesto sessuale le cose cambiano).

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    4. Ma questa è una cosa che ho già detto - “Anche perché, capite: noi Q non abbiamo poi tanti problemi. Finché, ecco, non ti trovi per sbaglio in un indagine d'omicidio e lo sbirro apre il cassetto sbagliato, non c'è un granché bisogno di parlarne. Quello che succede in camera da letto resta in camera da letto.” - e non vedo il punto di ripeterlo.

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    5. L'ho ripetuto soltanto perché mi è stato detto che sono una triste minoranza che esclude altre minoranze (in base a cose che non avevo detto), altrimenti non avrei commentato ancora. Ora me ne torno a lurkare come ho sempre fatto.

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    6. Personalmente è quello che ho percepito dai tuoi interventi: hai trovato fastidioso il mio paragone con gli omosessuali. Il mio paragone era un paragone d'inclusione, ovvero che capisco cosa si prova nell'essere considerati “malati” dalla società e dalla comunità scientifica - cosa, ora come ora, più vera per un kink che per un omosessuale e comunque più giustificata in un kink omosessuale che un kink etero - e ho trovato il tuo fastidio un fastidio d'esclusione, del “stiamo parlando di due cose diverse”, quando a mio parere non è così.

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    7. Il tuo post sembrava un po' una ragazza che soffre di dismenorrea che va a dire a un'altra che sta partorendo "eh, ti capisco, sto male anche io". Nessuno mette in dubbio che la ragazza con la dismenorrea stia male, ma i dolori del parto sono un po' più forti, sono la stessa cosa solo in senso lato.
      (Chiedo scusa per il paragone mestruale, faccio spesso associazioni strane)

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    8. Non mi trovo d'accordo. Non credo sia possibile fare un ragionamento di “quantità” quando se ne parla a questo livello, teorico/ideologico.

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    9. Infatti è a livello pratico che le differenze si sentono, ed è impossibile ignorarle.

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    10. Ma non è un discorso meramente pratico quello che stiamo facendo. Comunque io gli atti di violenza pratici più evidenti che ho visto, soprattutto per quel che riguarda vittime adulte, sono fortemente collegati all'ambiente kink. Omosessuale, ma kink.
      Scusami ma continuo a non capire o apprezzare questa volontà di dividere, quando da parte mia c'è solo volontà di unire.

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    11. Quella che per te è volontà di unire per me è volontà di appiattire, forse per questo non ci capiamo. Secondo me bisogna riconoscere le diverse problematiche che ogni lettera dell'acronimo LGBTQ deve affrontare, senza però smettere di spalleggiarsi a vicenda (E su questo sono d'accordo con te che
      le minoranze che escludono sono tristi. Ho sentito gay e lesbiche dirmi che i bisessuali non esistono. Ok, non sapevo di non esistere)
      Comunque non mi stupisce che l'ambiente kink e omosessuale sia maggiormente vittima di violenza, quando hai ben due caratteristiche diverse dal "mainstream" sei doppiamente discriminato, purtroppo.

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    12. Io non sto negando le differenze di problemi che hanno radici comuni, semplicemente non ne sto facendo una scala di importanza o gravità o dolore come invece mi sembri fare tu.

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  7. Premessa # 1: non ho letto i libri - mi sono sempre sembrati degli Harmony un po' più spinti dedicati a casalinghe frustrate e facilmente impressionabili e a persone che non hanno mai fatto pace con la propria sessualità e si sentono trasgressivi. La tua esegesi è stata più che esaustiva e incredibilmente convincente, grazie.
    Premessa # 2: non mi considero queer né, in tutta sincerità, mi sento di appartenere a nessuna delle categorie. Ho amato uomini e donne; ho praticato sesso in diverse forme; mi sono sempre fatta poche domande a riguardo.
    Questo per dire che non posso immaginarmi nei tuoi panni ma che capisco esattamente la sensazione e i sentimenti che hai espresso in ciò che hai scritto. Vissuti con modalità e in situazioni differenti, naturalmente.
    Ciò che avviene tra due adulti consenzienti non andrebbe mai giudicato ma il grosso del problema è che le persone si permettono di giudicare gli altri in base a se stesse e questo, purtroppo, non porterà mai a nulla di buono.
    Aggiungici, poi, l'orizzonte socio-culturale bigotto, ristretto e viscido in cui molti sono cresciuti e si muovono e hai un mix letale costituito da persone incapaci di rapportarsi con la propria sessualità, i propri desideri/impulsi e castrati nell'immaginazione.
    E se poi questo non bastasse, aggiungici anche le ragazzine idiote con i tumblr a tema BDSM (o che tentano di esserlo) che si spacciano per iper-trasgressive svalutando un mondo che magari nemmeno appartiene loro, credendo di essere donne vissute.

    Un bacio Snob e tanta comprensione.

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  8. Ok, dunque: io mi definisco queer, e amo il termine, perché, appunto, non mi riconosco precisamente in nessun orientamento sessuale preciso (cioè: in teoria sono bisessuale, ma che ne se so se da domani mi piacciono solo donne o altro? E perché dovrei farmi condizionare da un'etichetta?).
    È senz'altro vero che la Q viene inserita nella sigla per rappresentare tutto quello che non ha un nome, ma che questo sia necessariamente legato all'orientamento sessuale in senso stretto o all'identità di genere è stupido e, a mio avviso, sbagliato. È come le femministe che dicono che accettare la sottomissione in campo erotico sia IL TRIONFO DEL PATRIARCATO, per rimanere in tema.
    Sotto l'etichetta "gay" ci sono miliardi di distinzioni. Le lesbiche possono essere di vario tipo a loro volta. I bisessuali non esistono e vabbè.
    Ma tutto questo è, paradossalmente, negato agli etero, che secondo il pensiero comune, da straight, pure il sesso devono farlo straight o altrimenti sono dei pervertiti. E questa ovviamente è una cazzata stratosferica e il buon Dan Savage sta lì a ricordarcelo. Quindi sì, magari la Q nasce in seno al movimento omosessuale, ma serve proprio per APRIRE a tutte le "diversità" e a chi non si riconosce in un canone straight/normativizzato. Ben vengano gli etero kinky, ben vengano gli asessuali, eccetera eccetera.

    TL;DR: un etero può essere queer.

    Non so se si è capito qualcosa. Spero di sì. Comunque la queer culture è una figata della madonna.

    E comunque sì, le minoranze che escludono sono di una tristezza infinita.

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  9. Tralasciando la discussione etimologica e semantica in atto tra i commentatori - non ho le competenze né una posizione che mi permettano di dire la mia - passiamo alle questioni VERAMENTE importanti. Non ho mai letto niente di Mishima e Google sembra essere più interessato alla sua morte che alla produzione: da dove consigli di partire?

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    1. Confessioni di una Maschera è spettacolare.
      Non ho mai letto qualcosa di così capace di raccontare l'evoluzione della sessualità di un individuo. Se pensi che è stato pubblicato nel '48 resti sconvolto, davvero.

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  10. "Anche perché, capite: noi Q non abbiamo poi tanti problemi. Finché, ecco, non ti trovi per sbaglio in un indagine d'omicidio e lo sbirro apre il cassetto sbagliato, non c'è un granché bisogno di parlarne."

    Esattamente come un appassionato di caccia che ha fucili in casa. Boh, l'eventuale reazione della polizia non la vedrei come una discriminazione sessuale, ma un dubbio lecito a indagine appena iniziata.
    In generale, secondo me sei un po' malpensante; o comunque sopravvaluti la E.L. James che è ignorantissima in merito (ho letto il primo libro, ed hai dedotto correttamente, i due protagonisti non è che si diano a pratiche estremissime, anzi) e non penso fosse sua consapevole intenzione condannare il BDSM come pratica del demonio e/o malattia. Semplicemente, ha ragionato per stereotipi dicendosi che "il sogno mio e di ogni donna è quello di cambiare un uomo tenebroso" e voilà, il fenomeno letterario è servito.

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    1. Mi stai dicendo che le mie abitudini sessuale equivalgono ad un porto d'armi?

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    2. Mi baso su ciò che hai detto. Io sinceramente non ho idea di cosa si usi nel BDSM vero, tralasciando le manette ed i frustini dell'immaginario comune; ma se tu stessa scrivi che potresti passare dei guai con la legge se la polizia aprisse il cassetto sbagliato... boh, arrivo alla conclusione che si tratti di qualcosa che, se usata scorrettamente, potrebbe fare male sul serio.
      Ovvio, un sex toy non è un coltello o una pistola, non volevo paragonare i due oggetti, ma le reazioni che potrebbero suscitare nelle forze dell'ordine.

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    3. No, non troverebbero nulla di “pericoloso”, ma gusti sessuali kinky sono sempre stati visti come “perversioni” dall'opinione pubblica - e non è raro che gente si trovi indagata soltanto perché ha dei porno nel computer, figuriamoci se ha materiale BDSM in giro per casa.

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  11. pervhe ti senti sempre cosi superiore quando ci racconti cose sessuali? e.

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  12. Non mi sento superiore, affatto. Forse il tuo vissuto sessuale ti fa sentire inferiore nel leggere quello che scrivo. Mi dispiace per te.

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  13. Il libro è una merda.
    E come femmina D, mi irrita immensamente anche il fatto che rinforzi non solo l'idea che esista un BDSM da massaia, ma che i ruoli siano necessariamente signorina sottomessa e signore dominante. Il che ha tutto il mio rispetto nella cosa reale, nel coinvolgimento vero. Ma fuori, mi verrebbe da dire proprio per chi legge 50SAG, questo passa l'idea che, pur anche nelle sconcezze, ci siano cose che vanno bene e cose che no. Spoiler: noi no.

    Ho letto quaranta pagine del libro e volevo picchiare entrambi i protagonisti, e non per mio diletto. Non vedrò il film nemmeno se mi pagano.

    (Per me la tua definizione di Q e tutto il paragone sono assai corretti).

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  14. Sono sostanzialmente d'accordo nella tua "non lettura" del libro, non avendolo letto neppure io ma avendone percepito forma e contenuto decisamente mainstream. Credo sia un prodotto di mktg che ha individuato un target preciso e un vuoto da colmare, devo dire che fare i soldi sulle aspirazioni della gente è una perversione che ho sempre ritenuto interessante. E vecchia quanto il mondo.
    Il tuo rancore così profondo verso questo e la tua supponenza, nonchè la precisa volontà di sentirsi discriminata, posso capirli ma non condividerli. Mi trovo d'accordo con l'anonimo che trova del tutto fuori luogo l'accostamento pratiche kinky/omossesualità: sono assolutamente contesti che investono l'esperienza sociale in modo differente.
    Detto ciò, bello poter discutere di questo.

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    1. Non sono d'accordo né con questa supponenza che vedete ovunque - inizio a pensare che questa specie di malcelato senso d'inferiorità che traspare da alcuni commenti del blog sia quasi fisiologico in una certa percentuale di lettori - né con la storia del kinky/omosessuali, ma ho già spiegato più che ampiamente il mio punto di vista.

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    2. Nessun senso d'inferiorità, pratico e adoro il BDSM, non mi hai aperto nessun mondo a cui non posso accedere. Mi fa sorridere questa tua costante ricerca di appartenere a una nicchia per sentirti speciale. Te lo dico senza arroganza, non prendere tutto come un'accusa. Solo un'osservazione da fuori, magari mi sbaglio.
      Le discriminazioni sono altre.

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    3. Dovete sempre ricordare che, finché non v'identificate con almeno con un'iniziale, io non posso capire quali degli svariati anonimi sta parlando, quindi le risposte spesso e volentieri si riferiscono a più commenti di persone diverse.

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  15. …."inizio a pensare che questa specie di malcelato senso d'inferiorità che traspare da alcuni commenti del blog sia quasi fisiologico in una certa percentuale di lettori ."

    Ma ti rendi conto di cosa scrivi?
    Non sei solo supponente, sei patetica.
    Addirittura la gente che ti riprende e commenta in modo sensato quello che scrivi deve soffrire di complessi d'inferiorità?
    Ma non sarai forse tu che hai un evidentissimo e mal celato complesso di superiorità?
    Definisci le persone 'vanilla', così…a pelle…che poveretta.
    Ma hai idea di cosa succede nei letti delle persone?
    Ma chi pensi di essere? E soprattutto ma chi pensi di turbare?
    Ma per piacere, sei ridicola e talmente autoreferenziale da far dubitare dei tuoi anni, da quello che scrivi non ti darei più di 18 anni.

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    1. Hai frainteso.
      Quando dico di aver etichettato “vanilla” delle persone non intendevo persone incontrate per strada o conoscenze superficiali: intendevo persone con cui ho avuto esperienze sessuali.
      E il termine non era considerato dispregiativo, affatto. Semplicemente, mi sono trovata a confrontarmi con una maniera “altra” di percepire il sesso, e attraverso gli altri ho capito quella che ero. Cosa che è successa lentamente, e che non ho ancora accettato come “non sbagliata”, almeno non a livello inconscio.

      Visto che anche rileggendo il mio testo non vedo nessuna supponenza o senso di superiorità nei confronti di altre usanze sessuali - davvero, proprio no - l'unica possibilità che vedo è quella che in chi legge ci siano dei sentimenti che portano a fraintendere le mie intenzioni.

      Una stessa frase può essere intesa in svariate maniere, letta in miriadi di diverse intonazioni: il discrimine è proprio l'animo, il sentimento di chi legge. Una persona che legge quello che ho scritto e vede un attacco alla sua sessualità o un mio senso di superiorità - quando anzi, la mia volontà è quella di essere riconosciuta “normale” nonostante non creda di esserlo - evidentemente prova qualcosa che fa dirigere il suo pensiero in quella direzione.

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    2. Ho riletto anche io il tuo post e riscriverei esattamente quello che ho scritto.

      Tra l'altro, la supponenza la estendi anche al valore 'letterario' del tuo post, non viene frainteso perché di difficile comprensione, credimi, ridimensionati anche in questo, direi che è il primo passo per scendere dal piedistallo.

      Infine, ho letto ora che qualcuno sotto ti ha anticipato un concetto verissimo: questa voglia di sentirsi diverse, speciali, un po' pariah a ogni costo, è un atteggiamento molto adolescenziale, direi da novizia della vita.
      Con il tempo passa, diciamo che forse ho sbagliato io a dare per scontato che avessi vissuto a little, e quindi avessi sperimentato sulla tua pelle che non esistono etichette in questo ambito, che ognuno vive il sesso in maniera esclusiva, personale, e che c'è sempre qualcuno fuori che può sorprenderti, in ogni senso.
      I tuoi video sulle rape fantasies…ma hai idea di cosa guardano le altre persone?
      Non so veramente con chi tu possa relazionarti e confrontarti..rimango basita.
      Sei tu che parli da ragazzina di argomenti adulti..proprio perché ti ritieni così particolare. Capisci?
      Un po' come chi l'anno scorso si sentiva speciale e diversa a portare il mocassino senza calza o quest'anno il faux fur, per darti un esempio di come si possa risultare ridicoli.
      Ripeto il concetto qui sotto, quando cresci la voglia di sentirsi diversi comunque passa.

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    3. Che ti devo dire: tu hai un'idea, io ne ho un'altra.
      Secondo me parti prevenuta nei miei confronti e fai di tutto per travisare le mie parole, ma più di dire quello che ho già detto non posso fare.

      Amen.

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    4. personalmente quelle immature e adolescenziali mi sembrate voi che continuate attaccare senza neanche sforzarvi di capire cosa c'è scritto, mentre viola è tranquillissima e vi risponde in maniera molto matura e pacata

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    5. (Non capisco se questo sia un blog a più firme)
      Viola sul bog è una persona educata e risponde sempre mantenendo la calma: verissimo. Non capisco comunque il nesso.
      Adieu.

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    6. Già solo scrivere "nei letti delle persone" - come se il sesso si praticasse solo a letto - ti rende un interlocutore non solo inadatto allo sforzo di comprensione di questo preciso argomento in questo preciso contesto, ma mostra anche il tuo essere anni luce lontano dalla possibilità di discussione sul problema.
      Forse, e dico forse, prima di rispondere a qualcuno occorre chiedersi se ci si possa parlare senza troppe sproporzioni.
      A volte, voler esprimere la propria opinione a tutti i costi è controproducente, perché si parlano lingue differenti. L'incomprensione - evidentissima, in questo caso - mi pare inevitabile.
      In ogni caso, se una persona non è d'accordo, passi pure oltre, no? Perché cercare lo scontro ad ogni costo? Per mostrare o dimostrare cosa, e a chi?
      M.

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    7. Hai ragione.
      Perché MAI commentare in un blog pubblico esprimendo un'opinione su quanto scritto anche se contraria? Che cosa assurda, direi inaudita, veramente sconvolgente.

      E come scusa….perchè il sesso non si fa solo a letto?
      No va beh adesso devo riprendermi….mi hai troppo sconvolto, corro a tremare in un angolino.

      In inglese si dice spesso ' the bedroom department', ignorantella, è un modo di dire…non si intende il sesso fatto esclusivamente nella camera da letto, DUUUH.
      Ma veramente, siete troppo ridicole nella vostra finta saccenza.

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    8. Perchè invece scrivere pariaH, istruirci su 'bedroom department', o snocciolare terminologia inglese come farebbe una commessa di Vimercate che ha scoperto l'internet non sono AFFATTO modi per ostentare saccenza e sentirsi superiori.

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    9. 50 sfumature è un libro che ho trovato alla Coop. Un libro venduto al supermercato ha la stessa importanza letteraria di un libro della Clerici.

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  16. fa un po' ridere il tuo porti al di sopra degi altri anche in qualcosa di così istintivo come il sesso. La gente "normale" che tu definisci vanilla? e tu chi saresti, la regina del BSDM? fai un po' ridere, quasi più di quelle che leggono 50sfumature di grigio.

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    1. Leggere i commenti di risposta troppo complicato, lo so.

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  17. Cara Snob, scendi dal piedistallo. Sei patetica.

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  18. La voglia di sentirti diversa/migliore/più interessante a tutti i costi poi passa, comunque. (Quando vedrò un killer indagato per possesso di manette di peluche e geisha balls mi farò grasse risate. Scendi dal piedistallo really! )

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    1. Ma sai quanta gente in Italia è stata indagata anche soltanto perché aveva i porno sul computer? Non è così raro, eh.

      Mettiamo che io venga violentata: la mia passione per le rape fantasies e i video che ho in merito nel mio computer potrebbero facilmente essere un'attenuante per l'eventuale stupratore, in Italia. Il “se l'è cercata”. Oppure, vengo violentata e uccisa: il mio compagno ha dei video con delle rape fantasies. Verrebbe subito indagato perché la cosa non verrebbe considerata “normale”, e un certo tipo di letteratura medica darebbe anche sostegno all'accusa.

      Le manette di peluche e le geisha balls non sono considerate - almeno da me, eh - materiale BDSM. Poi secondo me il BDSM non riguarda l'oggetto di per sé ma l'uso che se ne fa e, soprattutto, quello che va avanti nella testa della persona. Mi dispiace veramente che per partito preso, per volontà di sfottere e fare satira a tutti i costi non riusciate a parlare in maniera adulta e non superficiale di un argomento.

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  19. le vipere ti citano.

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    1. Già visto: altrimenti non si spiegavano i commenti incattiviti e superficiali di cui sopra.

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  20. C'è una cosa che mi sorprende: la violenza nell'accanimento, nella difesa delle proprie posizioni. Se io non sono d'accordo, passo avanti e amen. Non mi importa se le mie posizioni siano o meno più intelligenti di quelle degli altri. Una commentatrice particolarmente aggressiva, scriveva, poco più su, "ignorantella": ecco, a prescindere dal fatto che uno possa o no essere d'accordo con lei, mi chiedo il perché di tanta bile.
    Davvero me lo chiedo, è una domanda autentica.
    Fa passare in secondo piano la natura stessa del post, secondo me.

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  21. Oddio, Snob, mi ero persa questo post.
    In tutto e per tutto d'accordo con te, tanto che ci sto pure preparando su una materia. Apprezzo molto la tua visione ampia sulla Q, è una cosa rara.
    Ma soprattutto: CHE ZOZZERIA LE SFUMATURE, ne ho lette tipo due pagine e già volevo morire; la cosa peggiore è che, sulla scia di questa roba, sono nati altri millemila libri di questo tipo, se possibile anche peggio.

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  22. "The term 'queer' is a western notion, where it is exclusively related to minority identities such as homosexuality and gender difference. However, once transplanted to the East, it gained a new meaning, both in terms of its content and its practice. The space of social and political transition redefined it and redirected it towards an understanding which includes a distance from any set of norms, towards the area of the unknown, new, towards the personal, public and artistic experiment. During transitional times culture concentrated on safeguarding positions, on institutions, and on representation and reproduction. When the notion of queer is introduced into a transitional cultural context and presented as a move away from the norm and from a standardized cultural practice, and once its meaning is widened according to the givens of alocal and regional social context burdened with patriarchy, strict traditional values and other normativities, queer becomes an interesting safe space for a much wider circle of meaning than in the West. I believe that this narrow Western understanding of queer is precisely the reason why Queer Zagreb is the only festival today with this program orientation in Europe, not because queer as art wouldn't be interesting to the West. This late arrival to the East enabled the idea of queer to become more contemporary and it is now the right time for it to be presented back to the West, in its wider meaning."

    Mi sentivo troppo ignorante e mi sono documentata.
    Questo non è esattamente quello che hai detto tu (è riferito a un contesto teatrale, a parlare è il direttore artistico del festival menzionato) ma credo sia interessante.
    Vai alla grande, non mollare per neanche un secondo.

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  23. Snob, non so, non sono convinta. Da un lato mi ritengo queer per una questione politica: mi rifiuto di catalogarmi. Se dicessi che sono una eterosessuale tradizionale, mi sentirei imprigionata in una promessa sociale, più che in una descrizione di quello che faccio a letto che comunque non sento di dover spiegare, anche se verrebbe "accettato".
    Capisco che quel tipo di "letteratura" possa creare pregiudizi, anzi, a dire la verità non so, non ho letto.
    Però ecco, io credo che l'essere queer nel complesso, debba essere legittimato dalla società, mentre la pratica sessuale in sé, boh, chissene. Per come la vedo io "queer" comprende già tutto il pacchetto.

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[Ricordate sempre: good grammar is sexy.]

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