Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: Through The Roof 'N' Underground

Through The Roof 'N' Underground

Se c'è una cosa che ho iniziato ad odiare negli anni dell'università è l'influenza
L'influenza, la febbre, il raffreddore. Sono malattie che vanno bene per animali membri di un nucleo familiare. Con la febbre e l'influenza e il raffreddore hai bisogno di qualcuno che ti prepari la minestrina col formaggino mio, che ti spalmi addosso il Vicks Vaporub mentre canta Soft Kitty, che ti porti la spremuta d'arancia a letto.
Le cazzo di malattie stagionali non sono fatto per le sfigate che vivono da sole.

Comunque, ormai riconosco anche il più lieve accenno di sintomo influenzale e inizio la mia guerra contro IL MALE ancora prima che questo si manifesti, in poche parole. Inoltre ho una scorta di medicinali appositamente comprati ogni fine estate per evitarmi la depressione di uscire di casa per andare in farmacia sentendomi sola come un cane se nessuno dei miei amici ha tempo/maniera di venirmi a dare una mano a gestire IL MALE.
Nulla mi mette tristezza come dover andare in farmacia da sola in questi casi. Ma io dico, abbiamo inventato il sushi a domicilio, la pizza a domicilio, il qualsiasi-cazzata-non-necessaria a domicilio e non abbiamo un cazzo di studente spiantato e fuorisede prezzolato da qualche farmacia che a pochi euro in più ti porta la tachipirina sotto casa col motorino? Ma scherziamo? Millenni di evoluzione e non sappiamo darci delle priorità?
In questi momenti invidio le amiche del paese che hanno messo su famiglia: certo, dovrai gestire il mutuo e un marmocchio che piscia e caga e forse nel giro di qualche anno tu e il tuo marito scelto di fretta alla fine delle superiori o all'inizio dell'università inizierete a cornificarvi, ma almeno sicuro che se hai l'influenza qualcuno che ti vada a prendere il paracetamolo lo trovi, no?

Scusate la digressione, il post voleva parlare d'altro - anche se potrei spendere qualche riga a rimpiangere i termometri col mercurio che funzionavano tanto bene mentre questa ciofeca elettronica che mi gira per casa dice che ho 34.7 e mente, è ovvio.

Insomma, ieri sono andata a dormire con il termosifone a palla, la neoborocillina in bocca e il paracetamolo nello stomaco.

Stamattina mi sono svegliata con l'aprirsi di una crepa nel soffitto sopra di me.

I cazzo di lavori del cazzo di soffitto. Ve ne avevo parlato? In poche parole il mio soffitto ha dei problemi. O meglio, il pavimento dello stronzo di sopra ha dei problemi, purtroppo il pavimento dello stronzo di sopra è anche il mio soffitto. Quindi io e stronzo di sopra - che è un avvocato mafiosetto senesastro che addirittura voleva risolvere i problemi del suo pavimento lasciandomi ignara dei problemi del mio soffitto e in evidente pericolo di morte - ci siamo accordati, tramite lettere di diffida e bestemmie telefoniche, per risolvere la situazione con dei lavori.

Lavori che dovevano iniziare Lunedì 15, giorno in cui avrei fatto trovare sgombra da mobili e umani la mia camera da letto per lasciare che quei barbari muratori - il muratore è la categoria umana da me più odiata: un muratore non dico ha provato a violentarmi perché diciamo è eccessivo, però ecco, m'ha sbattuto al muro cercando di limonarmisi e io ho dovuto reagire violentemente e diciamo che da quel momento a me i muratori stanno sul cazzo - sventrino la mia stanza.

Che giorno è oggi? Come dite? Non è il quindici?

“No signora, ma non si preoccupi eh, noi stiamo lavorando al pavimento.”
“Sì, ma il pavimento è il soffitto.”
“Be', non proprio, 'nsomma, c'è un controsolaio, lì, no, quindi.”
“Io non so esattamente cosa cazzo sia quello che è sopra a me, ma ha delle crepe.”
“Ma non si preoccupi, che non succede niente.”
“...”
“Non dovrebbe succedere niente.”
“Dovrebbe...?”
“Certo, se evita di dormirci è meglio. E magari se leva anche la roba di valore.”

Insomma, alla febbre si è unito il problema non indifferente dello sfratto. Del trasloco. Devo far stare i mobili che stanno in due stanze in una stanza sola. E sfebbrarci. 

Ma tanto, che cazzo vuoi fare? Nel senso, incazzarsi non serve a nulla. Quindi niente: metto in salvo i libri, per prima cosa. Ho la rassegnazione di un formicaio situato in un parco giochi.

Sta di fatto che mi rendo conto di aver ammucchiato tanta roba inutile in una stanza che è tutta da rifare, in una casa in cui non so neanche se continuerò a vivere, e tutto questo mi stressa terribilmente.


3 commenti:

  1. Signora? Signora un cazzo, avrei aggiunto io che una volta sono quasi arrivata alle mani con un paio di contradaioli tamburellanti, scriteriati e irrispettosi. Perché, dai, Siena nel cuore ma alle volte i senesi sanno essere peggiori delle bestie e le mazzate te le tirano.

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  2. anch'io ho l'influenza aiutoooooo! ;) sei straordinaria come sempre! ;)
    Dai un'occhiata al mio nuovo post se ti va, eccolo:
    http://honeyandcotton.org/random-photo-instagram/
    bacioni Nunù.

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  3. Daje Snob, è il momento di disfarsi di tutte le cose inutili. è un momento bellissimo, bruttissimo e liberatorio. Tanto poi ti sembrerà di avere buttato via tantissimo e invece avrai ancora un botto di roba inutile eccetera eccetera.

    poi sudi e sfebbri.

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[Ricordate sempre: good grammar is sexy.]

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