Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: maggio 2014

Tre Libri #1

Lo so, lo so: due! settimane! senza! un! post!
Sono vergognosa. 
Forse stavo aspettando qualcosa, non lo so.
Comunque, visto che molti Fedeli Lettori attraverso quel meraviglioso e bistrattato pseudosocial che è ask.fm mi hanno chiesto notizie sui libri che sto leggendo adesso che sono munita di Kindle Paperwhite ho deciso di aprire una nuova rubrica del Tre.


Tre Libri.

#1 MATILDE

Quando conosco una persona e voglio saperne di più, invece di interessarmi alle letture attuali chiedo sempre cosa leggeva durante l'infanzia. Perché dai libri che hai letto da piccolo si capiscono molte cose, oh, molte. Sarà che tutto quello che sono - nel bene e nel male - è più dovuto ai libri con cui ho passato elementari e medie piuttosto che dalle persone incontrate.  Ma quando, ecco, sento che qualcuno non ha mai letto - che ne so - Verne, subito decine di sentimenti contrastanti vengono a galla: da una parte Dio! Che infanzia tremenda, che bambino sfortunato, che terribili genitori! e dall'altra Cazzo che persona dimmerda che c'ho di fronte, leviamoci rapidi rapidi dai coglioni. 
Ecco, se non avete letto Roal Dahl avete avuto dei cattivi genitori e un'infanzia sfortunata.
E sì: siete anche delle deplorevoli personacce con cui mai vorrei avere a che fare, ma magari se leggete adesso Matilde qualcosina recuperate.

#2 DUNE

Come avevo già detto, a me Dune di David Lynch è garbato un botto. Ma di base perché mi garba garba garba la fantascienza, tanto i film quanto i libri. Uno dei grossi problemi dei libri di fantascienza è che i libri di fantascienza sono scritti veramente demmerda: sicuramente non rischi i sintomi da sindrome di Stendhal che certi pezzi di prosa ben scritta ti provocano, ma a volte la lettura va un po' a rilento perché non si capisce davvero che cazzo c'è scritto. Comunque: pianeti desertici e assolati, figure messianiche - adoro le figure messianiche e le religioni spaziali e tutte le cazzate di questo genere. Sono una di quelle a cui è piaciuto Prometheus, per farvi capire - tute distillanti, usanze inventate di popoli inventati che utilizzano termini inventati di cui non abbiamo alcuna spiegazione. 
MY. CUP. OF. TEA.
Poi sono convinta che la litania delle Bene Gesserit contro la paura funzioni veramente motivo per cui l'ho imparata a memoria e me la ripeto a rotazione nell'attesa della mia prova del gom jabbar.

#3 QUESTE OSCURE MATERIE

Ok, non parliamo di un libro ma di una trilogia. I tre libri più amati dei miei tre anni di medie. Visto che avevo comprato Matilda sul kindle store ed essendo Matilda edita da Salani ed essendo anche Queste Oscure Materie di Philip Pullman edite da Salani insomma, per finire: mi sono comparsi tra i suggerimenti di Amazon.
È stata un'esperienza mistica: stupida ingrata, mi ero scordata della loro esistenza. I tre libri su cui ho passato più tempo in un periodo particolarmente triste ed ingrato della mia vita ed io così, me ne scordo. Ti metti delle lenti a contatto, un paio di scarpe alte e vai, ti senti tutta donna e abbandoni così i compagni di un'infanzia. Nonostante le copie cartacee fossero ancora lì, sullo scaffale di una libreria marchigiana, non ho potuto aspettare di riaverli sottomano e li ho comprati in edizione e-book. Letti in tre giorni. Amore assoluto.
Non ricordavo un granché la storia - gli anni passano - e quindi è stato un piacere averci nuovo a che fare. Insomma, in generale è una roba assurda in cui lo scopo finale della quest è distruggere il regno dei cieli, ci destreggiamo in una decina di universi differenti, ci sono streghe, preti, esperimenti scientifici, teologia spicciola, fisica quantistica, orsi corazzati, peccati originali. C'è quell'infarinatura mistica/teologica in stile Neon Genesis Evangelion - però con tentenze più steampunk che cyberpunk/mecha - che a me garba un casino.
Leggetelo, leggetelo, leggetelo.

Il corpo perfetto.

In questi giorni penso spessissimo al Poeta - sono fatta così, mi ci vogliono sempre due o tre anni a rielaborare certe storie.
Poi le cose a me succedono sempre a questa maniera qua, di nascosto, senza testimoni, quindi non riesco ad averne una visione oggettiva, quindi non riesco a dividere quello che mi sono raccontata - la linea creata dal mio continuo guardarmi indietro alla ricerca di senso - da quello che è reale.
A volte credo di essermi inventata proprio tutto, perché le amiche che lo conoscevano ormai non ci sono più e sono rimasta soltanto io e i suoi pochi resti.
"Ma non te lo ricordi?" 
Lo chiedo alla Ste due o tre volte al mese, perché ogni tanto entra in argomento, e noi andavamo al bar quando ci lavorava lei, e mi sembra così difficile che avesse notato me e non lui.
"No Snob, non lo ricordo proprio."
A volte, pensate, credo quasi che mi menta, e che si siano messi tutti d'accordo per scordarselo, o ricordarselo diverso da com'era. 
"Ma ci sedevamo proprio lì."
Che poi lì ci si siedono tutti, hai ragione, Ste. Anche io e te.
Comunque i vecchi post - anche se molti li ho cancellati - non possono mentire più di tanto: ci dev'essere qualcosa di vero.



Non so se è stato prima o dopo di conoscerlo, ma in quel periodo lì, circa, iniziai a correre.
Lo facevo senza nessuna tecnica: correvo finché il fiato non mi mancava, finché i polmoni non iniziavano a bruciare come pieni di benzina, finché l'acido della batteria non si accumulava nei polpacci e mi lasciava azzoppata da un crampo, obbligandomi a tornare a casa lentamente, malferma sulle gambe.
Un chilometro dopo l'altro, aumentando di poco ogni volta ma aumentando.
Le lezioni mi duravano fino a verso le otto, ma io le abbandonavo: mi sedevo nell'ultima fila e alle sette e un quarto smettevo le mie ballerine, infilavo silenziosa i calzini e le Nike continuando a fissare il professore, mi bendavo le mani con le mie fasce Leone e nel giro di dieci minuti ero trasformata ed uscivo ed andavo in palestra, a fare i vuoti di fronte allo specchio, ad allenarmi al saccone.
Tutt'assieme, in pochissimi mesi, l'esserino gracile che mi aveva ospitato per una vita era scomparso, sostituito da un'altra inspiegabile e meravigliosa creatura.

Una creatura simile, gemella a te.

Disprezzavamo gli altri.
Gli altri studenti, che non erano come noi: disprezzavamo loro che se ne stavano lì in biblioteca sui libri, loro che erano capaci di cercare la perfezione solo a metà. Noialtri no: il corpo perfetto era compagno perfetto della nostra mente perfetta, del nostro animo perfetto, ed ogni cosa veniva fatta con sovrumana disciplina. La nostra grazia, il nostro splendore: seppur incomprensibile lo percepivano, un po' ci odiavano, erano obbligati a voltarsi al nostro passaggio. Eravamo dei gladiatori. Il corpo perfetto era una macchina perfetta, si muoveva su un piano altro rispetto a quello dei comuni mortali, in una dimensione dove non esisteva attrito e dove la malattia e la fatica avevano un significato diverso.

Lui non faceva sesso, io ne facevo pochissimo: gli mandavo certi messaggi - badaboom! era la parola in codice - quando ce la facevo a portarmi a letto qualcuno di cui non mi fregava niente, e lui mai pareva infastidito come io speravo che fosse.
Pensavamo in parte che ci corrompesse, e indebolisse il fisico, e abbassasse quella pressione - l'elastico della fionda, tu lo chiamavi, molto più altalenante di me che avevo capito il funzionamento del mio sistema idraulico interno ed ero ormai capace di scrivere ogni giorno per ore, a patto di fermarmi appena prima di restare a secco - quella che ci serviva per scrivere e che non potevamo sicuramente sprecare per cose così.
Mi guardavo spesso nuda allo specchio, ma non c'era nessun vizio di tipo estetico: di fronte a me stessa provavo lo stesso rapito stupore che la gente prova per qualche meraviglia della natura o dell'ingegno umano.
A volte mi trovavo a fissarmi la gamba e godevo nel vedere il gastrocnemio tendersi e rilassarsi a mio comando, un piacere che prima di allora avevo soltanto provato in certi sorpassi perfetti, in certi bersagli precisi. 
Eravamo così fieri dei nostri corpi: un amore che in mancanza d'altre parole dovrei definire classico, un orgoglio che in mancanza di altre parole definirò fascista.

C'era una purezza che stavamo tentando di raggiungere, e per quanto fosse lontana non sarà mai vicina come lo è stata allora.

Una sera era tardi e stavamo festeggiando una laurea - non io e lui, ma con altri: lui non era il tipo da festeggiare alcunché - e ad un certo punto - era quella di Serena, credo fosse qualche suo amico - qualcuno suonò un campanello, e corse via. Il secondo di stupore, il secondo dello scatto, ed ecco che da circa il rettorato giù per Pantaneto con una forza sconvolgente, ed un terrore immotivato e animale, ed una velocità divina - ecco, la sensazione tremenda e reale della lastra dura sotto i piedi, a dividermi dalla pietra serena soltanto la sottile striscia di cuoio dei sandali, sentire vibrare ogni passo e con questo sentire lo sbriciolarsi degli eritrociti nelle vene, e le sacche polmonari dilatarsi enormemente - come adesso, intrappolate nella triste ed elastica gabbia di nero catrame che mi sono autoimposta, non sono più capaci di fare. 
Mi sono voltata soltanto poco oltre i Pispini, quando la salita fa la curva e si perde oltre, in Roma: mi sono voltata e ho visto gli altri più giù, nell'avvallamento, ormai privi di fiato - ti si sono viste le mutande, è riuscita a dire Serena, senza saperlo non turbata per quello ma soltanto per l'eccesso, per la superbia, per la tracotanza che c'era in quell'atto, per l'impudicizia dell'aver voluto mostrare la mia natura semidivina.

Ora più che mai, quando vedo le braccia fragili su cui mi sollevo ogni mattina, quando mi vesto e tento di fare quello che facevo, ora più che mai mi sento un dio caduto, e sono inutili i tentativi di spiegare quanta gioia animale c'era nel possedere quel mio corpo perfetto alle persone che, normali, mi dicono che non devo dimagrire, che già sono magra, e bella - come glielo vuoi spiegare.

Kindle Paperwhite: un'apologia

E dopo secoli dalla pubblicazione del primo post - Kindle PaperWhite: un'introduzione - mi decido finalmente a iniziare quest'altro, nella speranza che le mani, la voglia e il computer non m'abbandonino, nella speranza di avere qualcosa da dire.

Allora, sono ben cinque mesi che posseggo un Kindle Paperwhite. Credo di averci letto in tutto circa una ventina di libri, tra cui tutta la trilogia degli Hunger Games, tutte i racconti di Sherlock Holmes, il Richiamo della Foresta e Zanna Bianca, la vera storia di Frank Abagnale, Doctor Sleep e diversi libri per la tesi di master - nonché, tremenda vergogna, ho scaricato e sto leggiucchiando con scarsa convinzione "È facile smettere di fumare se sai come farlo". Sicuramente molto di più di quello che mi sia capitato di fare durante lo scorso anno, quando addirittura mi trovai ad abbandonare la rubrica dei Cinquantadue Libri tanto ero impegnata a trovare un senso attraverso i miei quindicimila master, corsi d'aggiornamento e blah blah blah. Per un periodo ho creduto che l'Università mi impedisse di leggere quello che volevo: la verità è che la vita da adulta è ancora peggio.

Sto cercando di trovare una maniera per strutturare il discorso in modalità sensata, ma visto che non ne sono capace ci rifugeremo nei solito punti/cuoricini e vi guiderò in maniera completamente casuale tra quelli che io credo essere ipro del Kindle. Naturalmente sto tirando fuori qualcosa di un po' più personale del classico è leggero! ci stanno tanti libri! la batteria dura!

♥ NON DOVRAI PIÙ AVERE A CHE FARE CON LE LIBRERIE
Ma come! Snob! Ma se è così bello perdersi tra gli scaffali di una libreria!
Cazzata. Tremenda cazzata. Siete offuscati dal romanticismo e non capite più un cazzo, è evidente. Le Belle Librerie non esistono più. Le librerie ormai di dividono in due grandi gruppi: le Librerie Monomarca e le Librerie dei Librai.
La prima tipologia è la più nota: esempio classico è la Feltrinelli. Non credo che ci sia bisogno di commentare la Feltrinelli. Andiamo alla Feltrinelli con la stessa rassegnazione con cui un nobile decaduto, abituato a farsi fare le camicie su misura, va a comprarle all'OVS. Che ci vuoi fare, è la vita. Sei lì, tra gente che compra Margaret Mazzantini e gente che compra Paolo Giordano - quando non Alessandro D'Avenia. Che fare? Niente, al massimo ti rifiuti per l'ennesima volta di farti fare la Carta Feltrinelli. Però ha il grande pregio che puoi controllare su internet se il libro che cerchi è disponibile in una delle Feltrinelli vicino a te, così non sei costretta a fare un giro a vuoto. Inoltre dalle Feltrinelli non ti aspetti niente, così se ogni tanto trovi un commesso che conosce il libro che hai preso in mano hai un piccolo rigurgito di speranza nell'umanità.
Poi ci sono, dicevamo: le Librerie dei Librai. Questa è indubbiamente la categoria peggiore.
Qualche imbecille confonde, a volte, le Librerie dei Librai con le Belle Librerie: è un errore. Non fatevi ingannare dalle mere somiglianze visive. Mentre nelle Belle Librerie il Lettore può entrare a farsi beatamente i cazzi suoi tra gli scaffali - come alla Feltrinelli, ma senza la cinquantenne che compra il libro sul Cake Design mentre la figlia rompe i coglioni che vuole l'ennesimo gadget per bambini in vendita alla Feltrinelli - nella Libreria del Libraio no. Appena entri nella Libreria del Libraio il Librario inizia, ineluttabilmente, a scassarti la minchia. A tentare di appiccicarti un'ultima uscita hispter con un rincaro di prezzo del 30% minimo, perché sai, siamo una piccola libreria e le cose sono difficili di questi tempi. Se prendi un libro in mano te lo spoilerano, oppure ti dicono che fa cagare. Devono dare per forza la loro opinione su tutto, nonostante spesso siano finiti a fare i librai più per caso che per altro, e di libri non sappiano un cazzo. Alcuni - senesi, sapete di chi sto parlando - arrivano al livello di offrirti dubbi contratti a rate da cui puntualmente resti inculato. Ma noi, stupidi, vittime del romanticismo e delle cazzate, continuiamo a farci massacrare i coglioni da questi imbecilli.
Insomma: per me non dover avere a che fare con le librerie è solo un vantaggio.

♥ L'INCHIOSTRO ELETTRONICO È LA COSA PIÙ FIGA DEL MONDO
Prima del kindle, il mio unico tentativo di lettura su tablet è stata con l'iPad. Fattibile, eh, ma non esattamente comodissimo. Lo schermo a led è una cosa fighissima in moltissimi casi, ma non quando ti trovi a leggere un libro. Per prima cosa, è impossibile leggere decentemente da uno schermo LED all'aria aperta - no no, con l'iPad niente gite al fiume con libro sottobraccio sotto il sole accecante di Giugno, mi dispiace - e inoltre, se come il novanta per cento della popolazione mondiale avete la tendenza a leggere la sera, questo vi creerà qualche serio problema di insonnia a causa della tremenda luce artificiale emessa dal tablet che convincerà il vostro fotosensibile cervello di essere in pieno giorno. (Giuro: se non riuscite a dormire provate ad eliminare le malefiche fonti luminose elettroniche per due ore prima di andare a letto. Fa miracoli.) Mentre con l'inchiostro elettronico: vita perfetta. È come carta. È carta. Davvero. Ci si legge benissimo. Quindi per favore non fate il madornale errore di comprarvi il Kindle Fire. Il Kindle vale la pena comprarselo soltanto se prendi l'e-ink. Sennò andate da mamma Apple.

♥ TUTTI I CLASSICI A 99 CENTESIMI
La classica domanda che mi si pone è Ma ci sono i libri per Kindle? Ma costano veramente di meno? Allora: se volete comprarvi l'ultimo uscito della Mondadori che per ora è solo in brossatura e forse vince il premio Strega non pensate sia possibile trovarlo in versione per Kindle a meno di 10 euro. Ma se siete il tipo di persona interessato principalmente all'ultimo uscito della Mondadori forse non avete bisogno del Kindle. Se invece è di qualche interesse per voi leggere roba di gente che è morta più di settanta'anni fa: siete a posto. Se sapete poi leggere in inglese lasciamo stare. Il prezzo massimo che potreste pagare per un classico è tipo 3 euro. Ma proprio a dire tanto. Ma mentre su cartaceo i drammi delle edizioni economiche dei libri fuori copyright sono evidenti - carta scadente, rilegatura scadente, impostazione grafica e formattazione scadente - su Kindle sono esattamente identici a qualsiasi altro libro comprato. Anche sull'iPad gli ebook con qualche magagna di formattazione si leggevano di merda, mentre il kindle forza qualsiasi tipo di formattazione nella propria, rendendo impossibile un'esperienza di lettura sgradevole.

♥ IMMENSI POTERI COSMICI IN UN MINUSCOLO SPAZIO VITALE
Ok, forse il titolo del paragrafo non c'entra un cazzo, comunque. Iniziamo a raccontare questa cosa qua: la mia maniera diurna preferita di leggere, da bambina, era questa: lunga sul letto al contrario con la testa che sporgeva dal fondo e libro per terra. Non so se è comprensibile. Forse avrei bisogno di un fidanzato fotografo per documentare la cosa. Comunque, ho letto a quella maniera per tutte le elementari, credo. Poi, alle medie sorse un problema - o meglio due: le tette. Mi ritrovai con queste due cose scomode e dolenti appiccicate al torace, che mi impedivano sia di dormire a pancia in sotto che di leggere nella mia posizione preferita. CHE. ODIO. Da lì iniziai a leggere mentre ero sdraiata da un lato, con tutti problemi del cambiare pagina, tenere il libro in bilico sulla copertina quando ancora sei prima della metà se stai leggendo il verso della pagina - sapete, vero, quant'è complesso leggere da sdraiata su di un lato?
Un'altra cosa che adoravo era leggere con le coperte tirate sopra la testa nelle notti d'inverno serio, quando a lungo andare le mani sembravano gelarsi a tenere il libro in mano. Questa era una modalità di lettura ancora più complessa perché c'era da portarsi dietro una fonte luminosa, e tenere la fonte luminosa in mano, e tenere il libro con quell'altra - insomma, un incubo.
Ecco: se comprendete il dramma logistico di questi problemi siate felici, perché il Kindle li risolve.
Leggere recto e verso con lo stesso relax mentre si è sdraiati su di un lato? Possibile.
Leggere sotto le coperte, in posizione fetale, durante le fredde notti invernali? Possibile anche quello.



Ora come ora non mi viene in mente altro di determinante - ho fatto l'errore di aspettare così tanto a scrivere questo post che ormai mi sono abituata al Kindle e mi sono scordata di quanti immensi pregi abbia.
Comunque: avete un Kindle e lo amate? Commentate e ditemi perché.
Fate parte della vecchia scuola della carta stampata? Facciamo partire meravigliosi flame!
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