Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: agosto 2014

I'm beginning to feel like a blog god.

Il titolo non c'entra un cazzo con il mio effettivo sentirmi una blog divinità, soltanto che uno dei pezzi più ascoltati dell'ultima settimana è Rap God di Eminem - insieme a I Need My Girl di The National e Missouri Waltz, il che fa capire che ci sono problemi, ecco, evidentemente.
Riascoltando I Need My Girl penso che forse c'erano tanti pezzi migliori da mettere come titolo d'un post in questa canzone qua che in Rap God, ma ormai abbiamo iniziato a scrivere e tornare indietro non far parte di quello che si fa di solito in un blog - vai solo avanti, no?

Comunque. Ho avuto qualche giornatina così, di pianti e di mal di testa, e non so per quale motivo penso sempre che chiudere il blog o disattivare twitter o smettere di avere a che fare con voi, Fedeli Lettori, possa in qualche maniera migliorare la situazione - mentre invece no, o meglio: tanto sento la vostra mancanza che qualsiasi altro problema un po' si attutisce, e quando torno il sollievo è generalizzato e cura anche quello che non potrebbe curare.

Nulla, ho fatto l'errore di mettermi a pensare una cosa come: e se io non fossi Viola e scrivessi una lettera da Posta del Cuore a Viola, che ci scriverei dentro? Ecco, ho iniziato a pensare roba così, e tutti i consigli che Viola mi dava, be'.
Potete immaginare che tipi di consigli fossero.
Diciamo che ho provicchiato a seguire i consigli di Viola, ma non ci sono riuscita un granché. Quindi per adesso la mia situazione rimane, ecco, standard.

Insomma, questo era il classico post-post-riapertura-blog-post-chiusura-causa-uomo-stronzo, perché ho fatto un rapido recap delle chiusure del blog e SEMPRE! CAUSA! UOMO! STRONZO!
Ecco, anche se per pochi giorni mi siete mancati. Comunque, ringraziate Ale di The Fashion Jungle che m'ha nominato per l'#IceBucketChallenge, che se non era per il mio esibizionismo goffo e morboso ancora stavo disconnessa.


POSTA DEL CUORE #2

Nonostante la vacanza non posso ignorare le mail di questa carissima lettrice che si trova in una situazione dimmerda, quelle situazioni dimmerda che soltanto uomini dimmerda divorziati e con figli sanno dare.
Andiamo a vedere.

Prima parte.
Cara Viola, difficilmente mi è capitato, nella mia vita, finora, di parlare di me in modo così esplicito, di raccontare le mie storie. Perché ho sempre creduto che le mie storie non fossero così importanti, e che le persone, intorno a me, non avessero voglia di ascoltarle, né tempo. Mi sono sempre raccontata ai miei amici immaginari; qualche volta mi hanno salvato la vita.
Qualche altra volta, se ne sono stati là, in silenzio, e non mi hanno detto nulla. Però c'erano.
Ho bisogno di spiegarti questa cosa che mi è successa, ne ho bisogno perché adesso è tutto così confuso, attorno a me, nella mia testa, che non riesco a vedere chiare le cose. È come quando riapri gli occhi nella luce violenta del giorno e non puoi vedere niente se non quelle strisce che si muovono sulle tue palpebre, dentro.
Ho avuto una storia con un uomo. Io ventisei anni, lui cinquanta. Divorziato, due figli. Diametralmente opposto a me, al mio modo di vivere; a volte, mi sembrava non parlassimo la stessa lingua, e, probabilmente, è così. Una persona volgare, rumorosa, forse anche banale.
Ha insistito tantissimo, mi ha parlato di amore. Mi ha chiesto di amarlo, se è qualcosa che poi qualcuno davvero può chiedere.
Mi sono innamorata.
Ho vissuto con lui alcuni tra i mesi più belli della mia vita. Diceva di amarmi, chiedeva solo di stare con me.
Poi, un giorno, scompare. Smette di rispondere al telefono, mi promette di vedermi per parlarne, ma non lo fa mai.
Io piango, tutti i giorni. Mi sento inutile, mi sento invisibile. Piango dal nulla, in pieno giorno, tra le persone. Piango all'ufficio postale, quando vedo un uomo che gli assomiglia e vorrei andare a chiedergli perché si è comportato così con me, cosa gli ho fatto, e se sta bene, ora, se è sereno.
Continuo a non sentirlo. Continuo a sentirmi inutile.
A convincermi di non meritare nemmeno un saluto.
Passa qualche mese. Mi richiama ieri sera. Parliamo al telefono - lui parla -, io lo ascolto e tremo e ho paura che i fulmini, là fuori, i tuoni, possano tagliare la comunicazione e lasciarmi di nuovo nel silenzio. Mi dice che mi ama e che non ha mai smesso di pensarmi; ma che sta dando una possibilità ad una donna con cui, in passato, aveva avuto una relazione che poi era andata male per colpa sua. Dice che ha dovuto per correttezza, ma che lui ama me.
Gli ho risposto di fare ciò che crede sia giusto.
Non riesco ad avercela con lui. Mi sono limitata a dirgli questo.
Poi, ho chiuso il telefono. E ho pianto.
Vorrei, vorrei veramente, credere a ciò che mi ha detto; solo che è così privo di senso e di logica e di qualunque possibilità di credibilità - è tutto così terribilmente ridicolo - , che non ci riesco. Non ci riesco proprio. Mi fa soltanto ancora più male di prima, mi fa essere ancora più triste. Mi fa avere ancora meno fiducia. Sento che, ad essere maltrattata, è la mia intelligenza.
Adesso dice che vuole vedermi, almeno solo una volta. Probabilmente è ancora un'altra delle sue promesse non mantenute.
Ma io ho paura.
Non so come comportarmi. D'istinto, mi verrebbe da non fare nulla. Di aspettare che qualcosa, dentro di me, o fuori, si muova da sola. A volte mi chiedo se non sia il caso di dirgli che non ho più la forza nemmeno di parlargli. Altre volte, vorrei solo stargli accanto.
La verità, è che la forza non ce l'ho neanche per sapere cosa fare, e come.
Ti sto scrivendo per chiederti cosa faresti tu, al mio posto - cosa diresti ad una persona in lacrime che non sa più dove nascondersi né cosa farsene di tutto questo amore. Cosa diresti, infine, ad un uomo che scompare nel nulla e poi riappare dal nulla, e pretende ascolto, comprensione, silenzio.

Seconda parte.

Cara Viola,
è passato quasi un mese dal mio primo messaggio, e, nel frattempo, pur essendomene stata immobile - immobile in tutto, nei gesti, nello sguardo, anche nei sentimenti - lui ha ricominciato a farsi sentire.
Mi dice di sé, di quello che fa con i suoi figli, della sua vita quotidiana: intanto, mi ha lasciato intendere di aver nuovamente interrotto la sua relazione con quella donna che era tornata dal passato.
Mi telefona tutti i giorni - io sono all'estero per lavoro, lui in vacanza con i suoi figli -, mi scrive. Io non riesco a dirgli nulla: è lui a parlare, solo lui.
Io taccio, trattengo sempre le parole che, tanto, non mi farebbe dire.
A volte non sono riuscita a trattenermi più, e gli ho scritto che mi mancava, che mi manca, ma sembra che lui non legga queste cose, o, forse, queste cose gli servono per sentirsi amato, aspettato, considerato. In cambio, ricevo resoconti dettagliati delle sue giornate.
A volte mi dico che non posso farcela, che, prima o poi, da qualche parte, tutto questo non detto verrà fuori, e lo farà nel peggiore dei modi.
Sono felice di sentirlo, ma, allo stesso tempo, vorrei potergli parlare. D'altra parte, invece, mi dico che se avesse voluto ascoltarmi, o anche dirmi qualcos'altro, lo avrebbe già fatto, e, allora, mi faccio prendere dallo sconforto, e torno a tacere.
Non riesco a capire cosa voglia da me, e perché continui a cercarmi, anche con insistenza, e a fingere di non vedere i miei sentimenti.
Questo silenzio mi fa ancora più male.
Quando ci penso, mi dico che è assurdo, che è incredibile come certi uomini riescano a farci vergognare dei nostri stessi sentimenti, a farceli vivere come un peso, anche per noi stesse.
Non so se questa storia abbia una soluzione possibile; io, però, ti ringrazio di averla letta, e compresa, Viola. Grazie davvero.

M.


Ciao M. e scusami per il tremendo ritardo con cui rispondo.
La verità è che la risposta che ti avrei voluto dare alla prima mail è una risposta banalotta, superficiale, sgraziata in ogni sua manifestazione, indegna della fiducia e dell'intimità che mi hai riservato. Eppure non ho trovato e non trovo altra risposta adatta, e a questo tuo secondo messaggio non posso fare a meno di rispondere in maniera banale, superficiale, sgraziata.

È UN CAZZO DI VECCHIO STRONZO EGOISTA, E DEVI MANDARLO AFFANCULO. 

Limpida, cristallina.


So benissimo che dentro di te starai già combattendo contro quest'affermazione - combattere contro un'affermazione del genere è quello che io stessa faccio quotidianamente da mesi. E quello che possiamo fare, in verità, è soltanto attendere che quest'affermazione vinca la sua battaglia, l'illusione romantica finisca e qualche minimo sentimento d'amor proprio risorga e ci permetta di mandare affanculo, raccogliere i pezzi, nasconderci in un angoletto sicuro con il Super Attak a cercare di rimetterci assieme. La cosa più triste è che, probabilmente, qualsiasi cosa che io ti dica contro di lui per convincerti a sfancularlo il prima possibile non farà che aumentare la tua pietà e la tua tenerezza nei suoi confronti. “Loro non possono capire” ti dirai “Loro non lo conoscono come lo conosco io, so che può sembrare così, ma non è vero, la situazione è diversa, c'è una spiegazione.” 
O almeno, questo è quello che mi racconto sempre io - e anche molte mie amiche si raccontano robe del genere. 
Non c'è una maniera per convincerti che questa è la maniera giusta d'agire: arriverai il momento, spero, in cui lo capirai da sola.
Intanto non posso che chiedere agli altri Fedeli Lettori che si trovano a passare di qui di consigliarti, di fare altrettanto e cercare a loro volta di persuaderti che il signore qua sopra è una grandissima testa di cazzo e va soppresso dalla tua esistenza il più presto possibile.

Se vuole raccontare a qualcuno delle giornate che passa al mare con la disgraziata prole che ha generato si paghi uno psichiatra o chiami il telefono amico, non vada a scassare la minchia alle giovani pulzelle che ha illuso. Se ha bisogno di amore da non ricambiare, si compri un cucciolo di razza e si curi di legarlo al guardrail dell'autostrada durante la prossima estate. 
Mandare. Affanculo. Subito. Dico io.

Tutta sentimenti negativi

Ve l'ho già detto che non è un buon periodo?
E non so neanche perché.
Mi si appiccicano le parole alla tastiera, mi sento stupida e inutile.
Lavoricchio nonostante sia Agosto, leggo: passo il mio tempo a letto. Ogni tanto andiamo al mare in Abruzzo: siamo mia madre mia sorella ed io. Ho abbandonato la corsa, ho abbandonato la pratica yoga, non ho voglia di fare nulla. 
Voglio che finisca Agosto.
Non voglio che inizi Settembre.
Tutte cazzate così.

Forse, è solo la mancanza d'endorfine, ed il dormire male perché si dorme sempre, e non avere nulla con cui inquadrare l'autunno - vorrei tornare all'università - quanto sarebbe stato meglio metterci un paio d'anni in più a finire l'università. 

Comunque, sono molto stupida e nonostante gli anni ancora non sono capace di non grattarmi dove prude e di non staccarmi le croste, e rendere le ferite più profonde, e farmi venire le cicatrici - tutto da me, nessuno ne ha colpa.

"Sai come la chiamavano?"
"Come?"
"Spiaggia libera."

Tutta sentimenti negativi, ve l'ho detto.

Comunque: la ex del mio ex è gravida, la ex del mio ex si chiamava come la madre del mio ex, io mi chiamo come l'attuale ragazza del mio ex o meglio, l'attuale ragazza del mio ex si chiama come me. La ex del mio ex è un cesso, brutta come soltanto certe ragazze con la carnagione chiara e i capelli rosicci e le efelidi sanno essere: quasi tarata, quasi deforme. Speriamo che il nuovo ragazzo della ex del mio ex - speriamo che il padre del suo figlio / della sua figlia - tra parentesi: dovrei controllare su instagram, magari ha già partorito - abbia un corredo genetico più felice, riesca un pochino a rimettere a posto le cose. Comunque, la ex del mio ex ha tradito il mio ex con il suo migliore amico - ah no, aspetta: o forse era l'amico che era stato tradito col mio ex? Non lo so, insomma, se la sono scambiati per un po' - capita, m'hanno detto. Instagrammare la pancia, le pocce grosse già sfatte - ah, la genetica - dentro il reggiseno bianco di lycra - mi sa che è una di quelle cose da gravide che si comprano in farmacia. Comunque, mi chiedo, chissà se la madre del mio ex ama l'attuale ragazza del mio ex quanto amava me - ah, controlliamo: anche lui ha instagram, aggiornato a 56s - quella, la bicicletta che hai rimesso a posto per me - io odio andare in bici - mia sorella le ha cambiato le ruote giusto una settimana fa. Non so per quale motivo, davvero, tutti ne parlano sempre - giuro, non faccio nulla perché succeda, iniziano sempre gli altri - nemici assommati a nemici, persone che di quello che sono non hanno più nulla, sono solo tutto quello che detesto - anzi, io a malapena intervengo: faccio giusto la spalla, faccio giusto qualche domanda per permettere che il loro discorso si espanda, si faccia arioso - giusto per permettere che tutta quella stima che provano, mista a desiderio, nascosta da un disprezzo fasullo e piccino - ecco, come ho visto fare con certi profumi o con certi vini, lo faccio giusto per poterne apprezzare il tutto - farlo parlare, graziosamente, e godere - fingere di non sapere - tutte quelle cose là. È una vita che fingo di non sapere un cazzo, a forza di fingere quasi mi sono convinta sia vero, a forza di fingere quasi mi sono scordata quello che sapevo - tutto il tempo passato a raccogliere informazioni, sarebbe sprecato - ma no, invece ricordo tutto e ancora ne tengo i fili in mano - ancora peggio: ne cerco di nuove. Comunque, sono onesta e non deviata - so che non mi crederete - da tutti i miei sentimenti negativi - da tutti i miei sentimenti negativi - quando leggo e penso che non sia poi un granché - che non sia poi un granché - che non sia poi un granché. Mi chiedo anche troppo spesso se l'attuale ragazza del mio ex un po' mi odi - io la odiavo l'ex del mio ex - ma dovresti ringraziarmi, se scopa come scopa è grazie a me - ma chissà come scopa adesso - chissà come scopa questa ragazza che si chiama come me - chissà perché l'hanno chiamata così. 
Comunque, non sono tristi queste dediche che ormai non valgono più niente?
A differenza mia non potete cancellare niente.


Bookmooch

Non so per quale motivo ma c'ho il cervello un po' anchilosato e non riesco a far partire questo post. 
Forse perché si parla di lettura/scrittura, e libri, ed io mi trovo sempre un po' in imbarazzo a fare certi discorsi, non so perché.
(Tipo, il post che tanto avete richiesto sul mio attuale beautycase, invece, sta venendo una bomba.)
Che. Ne. So.

Non volevo dire nulla di elaborato, eh. Cioè, di base adesso che ho il kindle ho una maniera molto facile di trovare libri e leggere libri. Il mio problema coi libri è un altro: è liberarsi di tutta la letteraturadimmerda letta da giovane.
(Qui arrivava un altro punto significativo del mio post: non fidatevi di quelli che sostengono di non aver mai letto letteraturadimmerda. Di quelli che hanno letto solo libri fighi, capolavori degni di essere tramandati. Mentono.)
Che poi, letteraturadimmerda è un po' un'opinione. Nel senso, quello che per me è letteraturadimmerda per un altro può essere letteratura figa. Se riesco a far leggere, che ne so, I Pilastri della Terra di Ken Follett ad una che legge solo Danielle Steel mi sento un po' chi salva una vita salva il mondo intero, insomma. Ma magari se mi chiedono i dieci libri più belli mai letti scusami Ken, ma no.

Comunque, io sono piena di libridimmerda. Fino al collo. Perché quando leggevo letteraturadimmerda leggevo molto più di adesso, quindi ho la mia libreria a casa dei miei che è tutta letteraturadimmerda. E ho sempre voluto levarmi di torno questi libridimmerda senza sapere come fare. Mentre regalare libri ad una biblioteca è molto più difficile di quello che si crede - o, non lo so, io c'ho la bibliotecaria di paese snob che vuole selezionarsi quelli più belli, levare i doppioni, e lasciarmi con i libridimmerda dei libridimmerda - a venderli, ecco, non c'ho voglia. Non mi sembra carino. Mi sembra bof. Poi non credete sia facile, anche quello: che faccio? Mi apro un negozio su ebay per vendere libri brutti? Oppure carico la macchina con trecento tomi per arrivare alla sede più vicina del Libraccio?
Insomma, sono anni che tergiverso.

Ma l'altro giorno, su Ask.fm, mi è arrivata una dritta.
Bookmooch è la svolta. 
Tu ti iscrivi a Bookmooch e inizi ad inventariare i libri che vuoi dar via. Nel giro di pochissimo tempo ti arriveranno richieste di mooch. Ovvero, gente che vuole il tuo libro. Tutto quello che devi fare è spedirlo con un piego di libri alla persona che lo vuole, e ti sarà accreditato un punto con cui chiedere a qualcun altro qualche altro libro. Il tutto al costo di un piego di libri, che è tipo 1, 28 euro, insomma, fattibilissimo.
A questa maniera ce l'ho già fatta a dar via BIANCACOMEILATTEROSSACOMEILSANGUE - credo me lo abbiano regalato - CAOSCALMO - sì, un tempo leggevo i Premi Strega - ARMAND IL VAMPIRO - voi, voi adolescenti che leggete Twilight, cosa ne sapete delle gioie che ci ha dato Anne Rice negli anni '90.

Non è meraviglioso?

Poi certo, coi crediti accumulati puoi prendere anche altri libri, ma tanto sono concentrata nel farli sparire che be', questa non è una priorità.

Posta del Cuore #1

Una me egoista aveva iniziato a scrivere un post straziante e lamentoso, poi mi sono ricordata che ci sono delle richieste di aiuto nella casella della Posta del Cuore e ho pensato che sarebbe stato carino magari evaderne qualcuna. 
(Questa cosa della Posta del Cuore mi fa sentire molto Rescue Aid Society.)
(Oppure un po' anche così.)
Comunque, mi sono resa conto che è stato un bene aver scelto di fare questa cosa della Posta del Cuore: il povero disgraziato di turno che si trova a chiedermi consiglio così potrà anche usufruire dei vostri - visto che io, spesso, non so che diavolo rispondere: posso unirmi a voi nel vostro dolore o nelle vostre perplessità, ma difficilmente ho soluzioni a portata di mano. Quindi, Fedeli Lettori, vi prego: non siate avari di commenti e sostenetemi in questo difficile compito.


Bando alle ciance, si inizi con questa missiva di Emanuele - visto? Anche degli uomini mi seguono! Ah-ah!

Ciao snob. 
Non ho ben capito se la dicitura "posta del cuore" preveda solo mail con un certo tipo di contenuto o intendi "cuore" in senso lato. 
No perché la mia mail riguarda la scelta universitaria, e per me che ho un animo incline al melodramma questo è un vero e proprio problema di cuore. 
Premetto che ho letto attentamente il tuo post dai toni liberaldemocratici sulla scelta universitaria e l'ho trovato davvero illuminante. 
Ma il problema di fondo è - detto in francese - che non so che cazzo fare. 
Ho fatto un liceo artistico sperimentale, per la precisione la sperimentazione scientifica (infatti la maggior parte dei miei compagni di classe punta al politecnico per architettura, design e tutte quelle cose là)  
E ora non so proprio cosa scegliere. Ero orientato su scienze della comunicazione ma mi hanno spiegato che scienze della comunicazione -> male e quindi bof, non so che cazzo fare. Conta che sono piuttosto limitato nella scelta (ho comunque fatto un liceo artistico, meglio stare lontani da facoltà che richiedono, per esempio, una base di latino). 
Le accademie di belle arti decenti sono tutte private e supercostose e non ti permettono di lavorare nel frattempo (dato l'orario che è più da accademia che da università). Quindi bof, escludiamo il patinato mondo del fashion design, grafic design e me' cojoni vari.
Tutto questi fattori e molti altri (quali famiglia, situazione economica in casa, SITUAZIONE ECONOMICA IN ITALIA) mi hanno portato a un'indecisione tale che Kierkegaard levati. Un disturbo ciclotimico, in pratica. 
Ricapitolando, non so dove sbattere la testa. 
PS. Sono di Milano, non so se questo può influire su tuoi eventuali consigli.
Spero potrai rispondere al più presto, fedelmente, un tuo disturbato adepto. 

Ciao Ema.
Intanto, ti do il benvenuto come primo ospite della Posta del Cuore sperando che questo post non arrivi troppo tardi - non sono proprio il massimo quando si tratta di puntualità - perché adesso poi sono cambiate tutte quelle storie delle ammissioni ecc.

Allora, inizio col chiederti: perché, tu che te ne stai a Milano, escludi a priori e non parli per nulla del Politecnico? Che c'è che non ti garba del Politecnico? Ci sono decine di corsi di laurea fighi ed è un'università coi coglioni - Poupette s'è laureata adesso alla Triennale di Architettura, sputando la giusta dose di sangue ma avendo una formazione che, a mio parere, è di gran lunga superiore a molte altre facoltà di Architettura in Italia.
Scienze della Comunicazione, come sai, secondo me è il male assoluto. La più debole delle già estremamente deboli facoltà umanistiche, se c'è qualche bontempone che ti dice ah ma c'è quell'amico mio che dopo aver fatto Scienze della Comunicazione ha trovato subito lavoro interrogalo più attentamente perché di solito il lavoro è stato trovato dopo uno o due master da ventimila euro in HR o cose del genere - nulla che tu non possa fare con un'altra facoltà.
No, Scienze delle Merendine no. 
Se fossi in te darei un'occhiata ai corsi di design del Politecnico, ottima università statale, non dovresti andare fuori casa a spendere un casino di soldi, insomma ci vedo solo lati positivi.
Why not?
Comunque, in generale, ti dico di non farti prendere l'ansia per la SITUAZIONE ECONOMICA IN ITALIA altrimenti naturale che ti impanichi. Non guardare troppo in là: datti circa una direzione e poi seguila a testa bassa, un passetto alla volta, alzando a volte gli occhi a dare un'occhiata ma non troppo spesso. Se pensi a tutti i problemi che ti si porranno di fronte nell'esistenza naturale che ti prenda lo sconforto. Ma tanto pensarci adesso non serve a niente, quindi forza e coraggio e fottesega.

Se ci sono lettori che hanno maggior competenze di me in merito si facciano sentire - daje, ragazzi, diamoci una mano, che diavolo. Io ho finito l'Università ormai due anni fa e potrei non essere completamente sul pezzo.

Dubbi? Ansie? Bisogno di una spalla su cui piangere o di qualcuno con cui maledire il mondo? La Posta del Cuore è qui per voi: postadelcuore@diariodiunasnob.com
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