Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: ottobre 2014

Will never be your land

"E come va il blog?"
Che domanda del cazzo. 
"Quale blog?"
Magari sta parlando di un altro blog, che ne sai.
"Il tuo, no?"
Ah no. Il mio. Ecco qua.
"Ah, be', insomma. Credo bene."
"Bene."
"Bene."

In che senso, come va il blog? Come deve andare? Cosa dovrei rispondere? Cosa dovrebbe succedere? Un blog è un blog è un blog è un blog è un blog ma non è neanche vero, perché ecco, a dover dire come va va meglio di tanti altri blog - parliamo di visite? di interazioni? di follower sui social? - tipo, di tanti vostri blog, se parliamo di visite interazioni follower.

Che poi però certo, il mio è un giochino, e tutti gli altri roba seria, certo, proprio per questa cosa che se c'è tanta gente a leggere una cosa poi automaticamente non vale più un cazzo, stiamo soltanto seguendo le logiche che ci hanno insegnato, tutta quella gente lì, non c'è nulla di male, non è colpa nostra.

Poi son donna - che disgrazia tremenda, no? - poi sono la sua donna, forse ancora peggio.

In borghese, tra la gente giovane, mi sono - tu-tum - innamorata di nuovo.

Forse è questa mia tendenza, a prendere la gente e sfregarla tra indice e pollice, aspettare che i capi del filo si dividano in una contorsione, prenderne uno, ricamare con quello soltanto - forse, ecco, è per colpa di questa cosa che faccio per difendermi, che a volte mi scordo di com'è andata.

Cento follower e sentire il bisogno di dire che il retweet è diverso dall'endorsement.

Sono in difficoltà.
Forse mi sto perdendo qualcosa, di importante. Preferirei stare nel ruolo di qualcun'altra che nel mio, che è così stretto che è impossibile muovermici, dove non ho più la libertà di parlare, dove vengo zittita sempre. Mi hanno levato qualcosa e non mi hanno dato nulla in cambio, hanno disprezzato il mio mondo ma adesso sono tutti qui, a rosicchiarne pezzettini e a delegittimarmi e a levarmene il comando.

Mai come adesso ho voluto chiudere tutto e riaprire qualcosa di nuovo altrove.





Henné rosso AKA Lawsonia Inermis FAQ

Allora: sono in un periodo così sconclusionato che sto evitando accuratamente di scrivere, altrimenti mi metterei ad elencare tutti i miei drammi - e, vi giuro, in questi giorni sono TANTI. Niente seghe mentali, davvero, tutta roba piuttosto fisica, diciamo nell'ordine soffitto-che-doveva-cadermi-in-testa-e-per-cui-dovrò-spendere-10k e malattie-brutte-lontane-all'orizzonte-ma-comunque-in-vista-e-gente-che-ti-apre-le-gambe-e-ti-prende-pezzi-da-dentro-per-analizzarli. Visto che non voglio iniziare a cantare see, the luck I've had can make a good man turn bad ho pensato di dedicarmi ad un post poco impegnativo a livello emotivo e psicologico ma utile a livello estetico: le Frequent Asked Question sull'Henné Rosso AKA Lawsonia Inermis!


Per motivi tristemente SEO - ovvero: il titolo della Guida Snob Definitiva all'Henné non era abbastanza imbecille per essere ignorato da Google - ogni giorno tante persone accorrono su questo blog alla ricerca di consigli su come fare l'Henné. Le keyword e i commenti al post non lasciano dubbi. Visto che evidentemente il post non è stato abbastanza esaustivo è il caso di rispondere a qualche domanda.
Data l'attuale assenza di capelli rosso fuoco e presenza di capelli verde foresta ho deciso che vari quadri di Dante Gabriel Rossetti allieteranno visivamente questo post, in mancanza di miei selfie della giusta tonalità.

Ho i capelli biondi / castano chiaro / castano scuro / neri: di che colore diventerò con l'henné rosso?

L'henné lascia una specie di strato di colore rosso sui capelli: questo è quello che rende i capelli più folti e corposi. Questo strato di colore non va a coprire completamente il colore del vostro capello ma, diciamo, agisce come un filtro rosso: più chiari sono i capelli, più questi verranno rossi, più scuri sono i capelli più l'henné lascerà un semplice riflesso. Il lawsonia inermis dà un color rosso rame, quindi se siete chiare di capelli aspettatevi qualcosa di più aranciato che rosso fuoco. Se siete dubitabonde fate una prova su una ciocca nascosta, date retta. Uno dei difetti dell'henné è che non va via così semplicemente.

Sono mora e voglio diventare Rosso Sirenetta! È possibile con l'henné?

No. Come detto sopra, l'henné si sovrappone al tuo colore naturale, quindi se sei castana scura/mora al massimo avrai dei riflessi o un mogano scuro. Per diventare Rosso Sirenetta dovresti decolorare i capelli, ma a quel punto forse vale la pena andare dal parrucchiere.

L'henné va applicato sui capelli asciutti o bagnati?

Io l'ho sempre applicato sui capelli asciutti, e secondo me è la scelta migliore. Un paio di volte l'ho fatto sui capelli bagnati e ha colato mooolto di più. Capelli asciutti. Assolutamente.



L'henné va applicato sui capelli sporchi o puliti?

L'henné, oltre ad avere capacità coloranti, ha anche delle proprietà lavanti/sgrassanti, il che significa che se mettete l'henné sui capelli sporchi, lo tenete minimo due-tre ore e poi andate a sciacquarlo vi troverete il capello bello pulito. Al massimo applicate un po' di balsamo, le punte potrebbero essere secche.

Cos'è il picramato?

Il picramato è un colorante sintetico che viene aggiunto all'henné per farlo diventare più rosso e farlo tingere in meno tempo. Il colore, inoltre, diventa più freddo e acceso, meno aranciato, rispetto all'utilizzo del solo Lawsonia Inermis. Se siete delle hippy-vegane e volete passare all'henné perché così non inquinate e volete usare solo prodotti naturali il picramato non fa per voi. Se la vostra preoccupazione è soltanto la salute e la fighezza dei vostri capelli sappiate che il picramato non danneggia in nessun modo i capelli, ed è preferibile alle classiche tinte. Per quello che riguarda la salute in generale, ancora non s'è capito se è tossico o no e a quale livello. Quindi, se il rosso dell'henné naturale non vi soddisfa non c'è nulla di male nel fare un tentativo col picramato, ma magari non utilizzatelo sempre sempre se fate l'henné spesso. ATTENZIONE: il picramato non è sicuro in gravidanza. Il picramato può dare allergie. Il picramato può interagire con altre tinte chimiche precedentemente fatte.

Ma l'henné castano? E l'henné biondo? E l'henné neutro?

I primi due sono altri mix di erbe che dannò sfumature di diverso tipo. I mix variano da marca a marca, quindi non vi so dare regole generali. Henné castano solitamente contiene mallo di noce, che scurisce. L'henné biondo serve per ravvivare i riflessi dei capelli chiari, e non riuscirà a far diventare una mora bionda, assolutamente no. Per quello ci vuole la decolorazione.
L'henné neutro è un'erba che non colora e aiuta la salute del capello. Post in merito programmato.

Ma è vero che a lungo andare l'henné scurisce il colore dei capelli?

Sì. Il colore si stratifica e diventa sempre più scuro. Dopo diversi mesi in cui fate l'henné potreste scegliere di ritoccare soltanto le radici e allungare i tempi tra un henné completo e l'altro. È vero anche che questa stratificazione riguarda anche l'aumento di volume e di massa dei capelli, quindi se non ve ne frega nulla di avere un colore un po' più scuro, continuate a darci dentro.

Consideriamo questo post aperto a nuove domande a cui io mi sforzerò di rispondere nonostante la mia nota pigrizia.

L.I.F.E.G.O.E.S.O.N.



Ho pianto soltanto quando sono entrata a casa - e poi da lì ho continuato, per due giorni di seguito, incapace di smettere. Ho provato e provo tanto tanto schifo, ma inutile anche parlarne.
Comunque la vita va avanti.

Come avere i capelli verdi e vivere felici

Stamattina, svegliandomi con le solite ansie che mi attanagliano in questi ultimi giorni - giuro, poi ve ne parlerò - mi sono resa conto che è quasi un anno che me ne vado in giro, incurante del giudizio della gente, con i capelli più o meno verdi. O meglio: il 5 ottobre dell'anno scorso pubblicavo questo post sulla mia fissa per i capelli verdi, e poco più di un mese dopo me ne andavo in giro conciata così.
(Altra cosa: sto notando che quando si avvicina il mio compleanno - 29! Novembre! - vado puntualmente fuori di testa e faccio cose come tatuaggi e piercing e simili. Spero di riuscire a sfuggire, almeno quest'anno, ai miei classici moti di pazzia.)
Per il primo mese ho girato con le extension - brrrr! - che però mi sono fatta levare quasi subito perché no: non sono per me. Magari qualcuno ci si trova bene, non so, ma se siete la tipologia di persona che a malapena si pettina e non usa il phon e non sa cosa sia la messa in piega è sicuro che le extension vi creeranno solo problemi.

L'ultimo riconoscimento è quello avuto dalla mia vicina di casa, la signora Barnini, ottant'anni, che, incontrandomi per le scale, ha tirato fuori un "Ma che, s'è fatta i capelli verdi?" e, prima ancora che io riuscissi a tirare fuori una giustificazione plausibile, mi ha benedetto con un "Bellini!" affibbiandomi poi la spesa da portarle. Insomma, se le senesi ottantenni approvano, allora l'approvazione è globale, assoluta. Unanime.

Comunque. In moltissime m'avete chiesto qual è stato il mio percorso per arrivare alla mia attuale verditudine, quali prodotti uso, come li curo, ecc. Arriverà poi un post più specifico sulla beauty-routine dei miei capelli a breve: per adesso parliamo del verde.

Marta Zura-Puntaroni


INGREDIENTE BASE: MANIC PANIC

L'ingrediente segreto senza cui nessun capello diventerà mai di un colore assurdo: una tinta semipermanente di colore assurdo. Le marche più note sono le Manic Panic, le Stargazer, le Directions, le Crazy Color. Io ho provato soltanto le Manic Panic - sono le mie preferite e le compro solitamente su ebay - le Crazy Color - che secondo me non valgono niente ma ehi, son gusti - e le Directions che vengono utilizzate da quei bellini di RiccioCapriccio. I colori che utilizzo: VOODOO BLUE - più blu - ENCHANTED FOREST - più verde - VOODOO FOREST - più scuro. Le tinte semipermanenti di colore assurdo non sono esattamente tinte, ma piuttosto dei balsami - esatto, non ci sono ingredienti nocivi per i capelli come nelle classiche tinte - altamente pigmentati. È roba che potete utilizzare anche se avete una figlia duenne con i capelli biondi biondi che vuole averli rosa - io se avessi una figlia duenne con velleità da MyLittlePony penso che glieli farei fare, i capelli rosa. Oppure sul vostro cane, se è un tipo fashion. Insomma: i balsami colorati sono veramente innocui.
Cosa che dovete sapere sui balsami: segnano tutti come tempo di posa mezz'ora. Un'ora al massimo. Mentre il tempo di posa ideale è, fidatevi, l'intera notte. Proprio come l'henné.

INGREDIENTE NON BASE MA CIRCA: DECOLORAZIONE

La decolorazione può non essere necessaria, ma nell'80% dei casi lo è. I balsami semipermanenti prendono a volte prendono anche sui capelli non decolorati, soprattutto se questi sono porosi e/o chiari. Dipende pure dal colore - per esempio: i rossi prendono molto bene, i verdi/blu proprio no - e dall'intensità dello stesso - per fare un rosa cipria avrete bisogno di una base bianca, quindi ultradecolorata e tonalizzata, mentre per un verde scuro come il mio va bene anche raggiungere un arancio-caramello.
Ecco, la decolorazione fa male ai capelli. Non date retta a chi vi dice che non è così: non c'è decolorazione, shatush, balayage, meches o similia che non danneggi il capello. L'importante è esserne consapevoli ed evitare poi al capello già stressato dalla decolorazione ulteriori danni con phon, spazzola e piastra e curarlo con tanti impacchi, balsami e simili.

STEP ZERO: PROVARE SENZA DECOLORAZIONE

C'è una piccola - piccola - possibilità che il colore vi venga figo anche senza decolorare. Sicuramente se cercate un fuxia vibrante o un verde fluo la decolorazione è la strada, ma se volete un verde scuro più "sobrio" - tipo il mio - potete tentare. Cercate su Google Immagini Manic Panic Unbleached Hair per avere un'idea. Prima provate su una ciocca nascosta. Se il risultato non fa schifo - se si vede poco non importa - provate su tutta la capoccia. Se il colore è appena una sfumatura e a malapena si vede e vi fa schifo non preoccupatevi, due tre shampoo e andrò via. Se si vede e vi piace ci sono buone probabilità che dopo due o tre shampoo vada via comunque, provate e vedete se non vale la pena decolorare per avere più tenuta oppure se siete contenti così. Sperimentate sperimentate sperimentate.

STEP UNO: DECOLORAZIONE

Magari come me avete provato lo Step Zero e non è riuscito, oppure il colore dei vostri sogni è il RosaZuccheroFilato quindi insomma, a meno che non siate albini la possibilità è una, e ecco: avete deciso di decolorare. 
Vorrei potervi dire: prendete al supermercato questa detta scatoletta di schiarente, mischiate non so cosa, buttatevela in testa, aspettate tot minuti, ecco fatto. Ma no. Sono una delle persone più goffe sulla faccia della terra e per la mia decolorazione ho sempre scelto le calde braccia della parrucchiera. Sono sicura che a tentare di decolorarmi da sola mi brucerei la testa. Lo so. 
Naturalmente, dipende anche da che tipologia di decolorazione/colore optate. Se volete farvi una testa omogeneamente di un colore chiaro - tipo, quella di PrettyInMad, per capirci - allora avrete bisogno di un ritocco minimo mensile alle radici: la parrucchiera può diventare un tantino costosa e se le vostre finanze non ve lo permettono imparare a cavarsela da soli forse è una soluzione. Se come me fate uno shatush/ombré/degradé/sfumato che dir si voglia e quindi mantenete le radici del vostro colore e date il decolorato/colorato nella parte bassa - io preferisco che lo stacco sia molto poco visibile, però c'è chi preferisce il dip-dye violento - allora dalla parrucchiera ci si può andare anche solo una volta ogni - bof - sei mesi, un anno. Giusto per "alzare" un po' il colore, il problema della ricrescita non c'è e magari per una sola volta meglio affidarsi ad una professionista e farsi fare un lavoro per bene, che voi dovrete mantenere a casa semplicemente buttandoci addosso del balsamo colorato circa una volta al mese. Se siete così fortunati da vivere in una grossa metropoli fornita di parrucchiere figo - tipo: Romane: fate un'investimento e andate da RiccioCapriccio - bene per voi. Se invece avete un'onesta parrucchiera normale che vi dice di non aver mai fatto i capelli verdi a qualcuno fate così: fatevi fare soltanto lo shatush/degradé/sfumato. Poi fatevi mettere sopra il Manic Panic da voi precedentemente comprato - o, ancor meglio, andate a casa e mettetelo da voi. 




STEP DUE: COLORE! COLORE!

Ovvero: svuotare il VERDE! sulla capoccia. Sembra una cosa immediata, ma non lo è. Partiamo col dire che le semipermanenti di questo tipo macchiano tutto quello con cui vengono a contatto, quindi armatevi di guanti, alcool e cotone per rimuovere prontamente le macchie da qualsiasi superficie, pellicola trasparente per impacchettare i capelli. Se non avete le radici decolorate tentate di evitare di applicare il colore direttamente sulla cute: rischiare di averla VERDE per una settimana buona. Le semipermanenti, per attecchire al meglio, vanno applicate su capelli lavati con lo shampoo, sciacquati e asciugati. Senza balsamo. Come ho già detto, su tutti i barattoli di semipermanenti di colori assurdi c'è scritto di tenerle in posa un'ora: MEH. Fidatevi: applicate con le mani guantate, pettinate bene per distribuire il colore, impacchettate nella plastica trasparente, andate a letto e tenetelo tutta la notte. I Manic Panic sono innocui, non c'è problema nel tenerli così tanto, davvero. La mattina sciacquate ben bene - io faccio anche uno shampoo molto leggero oppure passo una botta di balsamo stile Splend'Or - fate l'ultimo sciacquo con acqua fredda e/o aceto di mele, asciugate come al solito e voilà! Io ho notato che se si fa tenere il Manic Panic tutta la notte il colore tiene di più, scarica di meno, non macchia in giro ed è molto più profondo e vibrante. Naturalmente parlo per i colori scuri: non so se per i pastello/chiari la cosa possa in qualche maniera inficiare la pastellosità del tutto. Come già detto: sperimentare! 
A seconda di quanto vi scarica/sbiadisce il colore, dovrete ripetere questa operazione circa una volta al mese. Se v'abituate a farlo di notte non vi peserà per nulla. Come già detto - lo ripeto - non fa male né a voi né ai vostri capelli: anzi, fa bene. In poche parole è come un mega-impacco di balsamo. Colorato, ma balsamo.

Come al solito credo d'aver detto tutto ma probabilmente non è così.
Se avete qualche domanda/integrazione da proporre al post ditemi pure, sicuro che ho scordato qualcosa.

That gum you like is going to come back in style


Insomma, a noi questa cosa detta da Laura e l'amico Dale Cooper invecchiato nella Red Room ci ha sempre fatto un po' sperare. 
Già l'anno scorso c'era stato un falso allarme, con Lynch che aveva twittato qualcosa d'ambiguo portando gioia e speranza a tutti i fan di Twin Peaks. Speranza subito gambizzata da un glaciale tweet di risposta di Mark Frost - qualcosa come "Twitter, ma che cazzo ti inventi, ma ti pare."
Ed invece questa volta - ta-dan! - la cosa sembra essere molto seria.



VERAMENTE. MOLTO. SERIA. Guardate un po' questo video pubblicato da Showtime sul suo canale youtube.

Comunque: non ho nulla di profondo, intelligente o culturalmente elevato da dire su Twin Peaks, come ben sapete sono una blogger shampista scema e quindi eviterò di attaccarvi pipponi inutili ed intellettuali in merito.
Però ho trovato tutte e due le stagioni in lingua originale su youtube, quindi direi che se non l'avete visto e non avete voglia di scaricarlo - o come me avete perso l'hard-disk in cui l'avete salvato - e avete problemi a recuperare uno streaming decente, be': ta-dan! Contenti?

E neanche vi dico chi ha ammazzato Laura Palmer. Scopritelo da voi.

#SNOBSWEATER

Non paga dell'accompagnare con le mie t-shirt cazzone le vostre estati, ho infine deciso di sfornare delle felpe: gli #SNOBSWEATER. 






Allora: cerchiamo di capirci qualcosa.

Modello unisex in blend 50% poliestere e 50% cotone: vi stupireste nel sapere quanto cazzo costano le felpe di modelli carini. Entro breve mi rassegnerò a comprare una fabbrica cinese da gestire come voglio. Comunque, io ho portato il felpozzo che non compare, quello degli Incompetenti, per tutta la settimana marocchina e posso dire che è comodo, morbidoso e tiene caldo - sì, ci sono zone del Marocco in cui fa parecchio freddo. Buono sia per maschietti che per femminucce.

In quattro fantastici colori: nero, bianco, grigino e grigetto. Per grigino e grigetto si intendono due grigi melange, uno più chiaro e uno più scuro. Personalmente preferisco il grigino e il grigetto al bianco e al nero, pensate voi.

Disponibili anche le scritte dorate e argentate. SnobMadre ha convinto i Folletti Marchigiani a fare anche qualche prova natalizia con i GLITTER da mettere sulle felpe verdi e rosse - vi farò sapere se l'esperimento riesce, sarebbero dei bei regalini da piazzare sotto l'alberello.

Le vendite chiuderanno alla mezzanotte di Martedì 14, quindi se volete comprare qualcosa meditate velocemente: non si faranno eccezioni che altrimenti i Folletti Marchigiani si incazzano come belve.

Cos'altro?
Come al solito questi non sono ordini ma pre-ordini, quindi ci vogliono circa 3-4 settimane per la produzione. L'invio è con Posta Prioritaria per tenere il prezzo basso, quindi vi prego di stare attenti e di lasciare l'indirizzo di un posto dove c'è sempre qualcuno. Naturalmente nel caso non vi arrivi nulla vi rimborsiamo o ve la rispediamo, però i tempi si allungano anche di parecchio quindi magari è meglio far spedire a qualche luogo presidiato.

Naturalmente abbiamo rimesso in vendita anche le #SNOBTEE.


Se avete delle domande chiedete pure. Se invece non volete comprare la felpa ma volete tenervi aggiornati sulle prossime vendite iscrivetevi alla newsletter.


Moroccan Beauty Giveaway

Finalmente! Un! Post! Cazzone!

YEAH!

Come già vi ho anticipato sui vari social, visto che io vi voglio tanto bene v'ho portato qualche regalino dal Marocco per fare un bel giveaway.
Sono in palio ben due pacchi, ognuno contenente tutto ciò.

♥  un rossetto di dubbia qualità e dal packaging trash di colore verde o azzurro che sulle labbra magicamente diventa di un colore umano. Mia madre sostiene che questi rossetti cambiacolore si trovavano anche in Italia negli anni '80: io non li ho mai visti. 

♥  un pregiato kajal di marca sconosciuta - bolishi? boh - nella classica forma conica amata da arabe e indiane il cui giusto utilizzo viene ben spiegato da questa amica munita di hijab.

♥  una scatola di Henna Sahara Tazarine di qualità Mehandi, ovvero buono anche per i tatuaggi. Naturalmente io ve l'ho preso perché sui capelli è una favola - quanto rimpiango di non potermi fare più l'henné - e magari vi prende voglia e lo utilizzate. Per qualsiasi dubbio in merito, rileggetevi la Guida Snob all'Henné.

♥  una bottiglia da 60 ml di puro olio d'Argan. Contate che un boccettino così qua da noi ve lo vendono a circa 30 euro, quindi insomma: dovete volermi tanto bene.

♥  un barattolo da non so quanto di Savon Noir, sapone nero a base d'olio d'oliva e argan che viene usato per l'hammam

♥  un guanto kessa - no, non è un semplice guanto esfoliante, vi spiegherò bene poi.

♥  una scatola da non so quanto di Argilla Rhassoul o Ghassoul che dir si voglia. Avete presente l'argilla verde? Be': scordatevela. Questa è una cosa fantastica. Non secca, anzi sembra quasi idratare.

Gli ultimi tre oggetti servono in particolare per il molto arabo ed esotico rito dell'Hammam, da me compiuto a Parigi con la Spora e anche in Marocco - dove in poche parole mi sono trovata ad essere insaponata, sfregata, impiastricciata di fango e sciacquata da due sconosciute marocchine mentre ero completamente nuda. (Non venivo lavata da qualcuno dai cinque anni, credo.) Comunque, il tutto fa una pelle fantastica, e quindi in uno dei prossimi post vi spiegherò ben bene come portare l'Hammam marocchino nei nostri tristi cessi italiani.

Mentre sono piuttosto fiduciosa nella qualità di tutte le materie prime - henné, ghassoul, argan, savon noir - resto un po' diffidente nei confronti del rossetto magico e del kajal - nonostante abbia già provato entrambi sulla mia pellaccia che però è piuttosto resistente a tutto. Quindi ecco, io non mi prendo responsabilità per morti da shock anafilattico provocate dai suddetti prodotti. Fate un patch test nell'incavo del braccio prima di spalmarvi qualsiasi cosa, mi raccomando. Visto che il packaging marocchino è un po' approssimativo mi sono già premurata di imballare in ziplock baffute di Tiger tutto l'imballabile, così da rendere al regalo più agevole che mai il viaggio verso la vostra casa - però non stupitevi se qualcosina si versa nel viaggio.



Ora, immagino che vogliate sapere cosa dovete fare per partecipare al giveaway
A differenza di tanta gente che fa i giveaway per raccattare nuovi follower, io mi voglio limitare a fare un regalo ai vecchi, quindi tutto quello che dovete fare è lasciare un commento con la vostra mail qua sotto. Non sono accettati commenti anonimi, voglio i vostri nomi o nick che siano, insomma: voglio essere piuttosto sicura che non siete delle cazzone che passano qua a commentare soltanto perché hanno letto GIVEAWAY. Mi sentirò quindi libera di non far partecipare chiunque io non riconosca come FEDELE LETTRICE - quindi ecco, se non siete sicure d'essere state così presenti sul blog da far sì che io mi ricordi di voi, fatemi capire in qualche maniera che comunque mi leggete con relativa costanza.

C'è tempo fino alla fine della settimana, poi chiuderò la votazione e sceglierò le fortunate vittoriose in qualche maniera - o chiedendo a Coso un numero a caso o tirando le freccette ai vostri commenti stampati o utilizzando un più triste e banale random di una calcolatrice che non posseggo, ok?

LIVORE

Che comunque non è la parola che esprime degnamente tutte le sfumature di negatività dei miei attuali sentimenti ma, diciamo, ci si avvicina.

Posso dire con una buona dose di certezza che sono nel periodo di disagio più profondo degli ultimi mesi - forse anche dell'ultimo anno, dai. 

Snob, madonna. Che scassaminchia che sei. Ti sei fatta una vacanza fighissima in Marocco e tutto quello che sai fare è lamentarti? Amor mio, tu non sai cosa significa il vero patimento - ci sono operai cassaintegrati e casalinghe e studenti che a differenza tua non hanno genitori foraggianti che farebbero carte false per stare al posto tuo - ti ci vorrebbe un po' di vita vera, vai a lavorare in fabbrica qualche mese poi vedrai la depressione.

(Ho fatto il commento moralistapopulistasensibilitàzero in maniera preventiva, così non sentite il bisogno di farlo voi.)

Lo so, lo so. In Marocco sono stata benissimo, eh. Una favola. Non un pensiero. Solo che appena siamo atterrati a Milano, sbadabàm! tutte le ansie mi sono ricomparse di botto. Insomma, non è che se spegni l'iPhone che sta all'11% di batteria per una settimana quando poi lo riaccendi - magia! - s'è ricaricato. Anzi, ci sono buone possibilità che sia arrivato al 9%. L'unico desiderio, di nuovo, è quello di nascondermi da qualche parte e aspettare. Tipo i mammiferi piccoli e stupidi e inutili - me li immagino come delle nutrie macilente e grigiastre - che se ne sono stati infrattati finché un meteorite non s'è abbattuto sullo Yucatàn e non ha ammazzato tutti i dinosauri. E a quel punto son venuti fuori per vedere che fare.
Ecco, in questo momento mi sento così: una nutria grigiastra e macilenta. Non un bello spettacolo, assolutamente.



Vorrei poter dare la colpa a qualcosa o a qualcuno in particolare, ma è impossibile: mi sento una fallita sotto ogni punto di vista. Umano, fisico, artistico, lavorativo, sentimentale. 
A volte credo che le cose, alla fine, non mi vadano poi così male, ma mi deprimo pensando che non è per merito mio ma soltanto per culo, per una situazione familiare - ed economica - felice. A volte credo che tutto vada dimmerda, e mi deprimo pensando sia colpa mia, delle mie scelte sbagliate, della mia mancanza di talento, della mia paura, della mia incapacità di mettermi in gioco.

Ci sono poche vite che non scambierei con la mia, ora come ora.

(Necessario disclaimer: prometto che questo è l'ultimo post pesante. Il prossimo parlo o degli #SNOBSWEATER o del #SNOBOMAROCCO giveaway, promesso.)
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