Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: La mia coinquilina

La mia coinquilina

Io e Chiara non ci siamo mai prese molto, sia chiaro.

Insomma, ci siamo anche volute bene, come è inevitabile che tu finisca per voler bene ad una persona con cui ti trovi a vivere per due anni.

Chiara è giovane, di sinistra, idealista. Ha fatto Economia e Commercio ma non per andare a fare la commercialista, no: perché vorrebbe gestire una qualche cooperativa in qualche luogo sperduto del mondo. Chiara fa la differenziata. Legge l'Internazionale. Beve acqua dalla Brita. Legge Rigoberta Menchú e Pasolini. Si è presa un anno sabbatico per andare in Bolivia a fare volontariato. Compra prodotti a marchio Coop, le cassette di frutta dall'equosolidale. Alle primarie ha votato Bersani e non Renzi ed io le ho detto maddai, quel vecchio, meglio Renzi e ancora non ho avuto occasione di dirle quanto mi sbagliavo, perché ormai io e Chiara non viviamo più assieme, lei ormai s'è laureata. 

Chiara è tutto il contrario di me: crede di poter far la differenza. Mi guardava male perché non voto, non so neanche di che partito politico potrei far parte, criticava il mio ondeggiare tra nichilismo ed edonismo, il mio fregarmene. Vederla mentre si affannava dietro ai suoi ideali a tratti mi divertiva e a tratti m'irritava. Aspettavo il momento in cui Chiara avrebbe capito che è tutto inutile, che non c'è nulla da fare. Ma Chiara, devo dire, ancora resiste: ancora ci crede.

Quando leggevo di Vanessa e Greta io pensavo sempre a Chiara. Andare a fare volontariato in Siria, è la classica cosa che avrebbe potuto far lei, quella scema. Andare a fare volontariato in Siria e magari farcisi pure ammazzare. E mica ce la facevi a convincerla del contrario, no. “A tredici anni” m'ha raccontato il padre “è entrato dentro la sede di Rifondazione del quartiere, che voleva tesserarsi. Immagina come l'hanno guardata quei vecchi comunisti. Tredici anni!”

Quando leggevo di Vanessa e Greta pensavo “Chiara, porcalapputtana, sempre a metterti nei cazzo di casini, non te ne potevi stare buon buonina a casa? Non potevi lasciare che il mondo andasse a puttane? Che tanto ci andrà ugualmente, Chiara, cazzo.” Me ne stavo lì e dentro la mia testa insultavo Chiara, stupida ragazzina idealista, pensa i tuoi cazzo di genitori quanto sono preoccupati, imbecille. 



Quando leggo di Vanessa e Greta e vedo che sono libere, e sono qui, penso a Chiara e tiro un sospiro di sollievo, e non c'ho neanche voglia di continuare a dirle quant'è ingenua e idealista e sprovveduta, e che poteva restarsene qua invece di andarsi a cacciare in queste situazioni dimmerda: sono soltanto contenta che Chiara sia tornata a casa, e non so neanche perché.

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