Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: Cara Disney ti scrivo, così mi distraggo un po'.

Cara Disney ti scrivo, così mi distraggo un po'.

Cara Disney,
scusami se ti scrivo così, ma davvero, ci son rimasta male. 

Non farci troppo caso, cara Disney: anche se sembro una dura ci rimango male per poco. 
Però sai: all'inizio - tipo ai tempi di Saving Mr. Banks - ho pensato che ci fosse un errore, un disguido, che, insomma, tu non mi avessi notato o che per sbaglio ti fossi scordata di me. Vedevo blogger più sfigate e con meno visite e con meno pubblico di me invitate alla prima di Mr Banks, e mi dicevo dai, forse non si sono accorti, forse non lo sanno che tu sei una blogger e che ami la Disney così tanto
Per me questa cosa di Mr. Banks era molto importante: è stata la prima volta che qualcuno ha interpretato Walt, e io a Walt ci sono parecchio affezionata
A dire il vero, io, cara Disney, di questa cosa che hai iniziato ad invitare i blogger alle prime neanche me ne ero accorta, sai. Non sto un granché nel giro. Non conosco i PR, non sto a Milano, vivo a Siena e mi faccio abbastanza i cazzi miei - insomma, non sono diventata blogger per essere invitata in posti o per farmi regalare cose. Comunque, ho scritto un post su Saving Mr. Banks e un lettore, sotto, mi ci ha scritto - pensa, ci sono rimasta così male che ancora me lo ricordo - mi ha scritto, ma come, hanno invitato tutte le blogger più sceme della blogosfera e te no? Ci son rimasta male, Disney mia, ci sono rimasta male parecchio. Ho sperato che le cose cambiassero, sai. Ho visto i mesi e le prime passare, ma non sono mai stata invitata.



Cara Disney, lo so, lo so.
Non sono in target.
Non sono una mommy blogger, non faccio parte di questa tremenda e malata categoria che sfrutta la privacy e l'infanzia dei propri figli - futuri eroinomani o, peggio, Amazing Amy - per fare quattro spicci e avere un po' di popolarità.
Però non fare quest'errore, eh, Disney, che i momenti più bui della tua storia sono stati proprio quelli in cui l'unico target che avevi erano i bambini. Tutti i tuoi film d'animazione hanno numerosi livelli di lettura: la tua grandezza è sempre stata questa. Quando saranno soltanto i bambini ad apprezzare un cartoon Disney, ecco: a quel punto la situazione sarà veramente problematica. Finché ci saranno stronze come me a piangere di fronte ai primi dieci minuti di Up, saprai di aver fatto un ottimo lavoro, saprai di essere ancora la Disney.





Cara Disney, sono ventisei anni che sono innamorata di te in maniera assurda e totalizzante.
Le prove sono infinite.
Sono nata nel 1988. L'anno dell'uscita di Who Framed Roger Rabbit, l'anno dell'inizio di quello che gli esperti chiamano il Rinascimento Disney. Non è un caso: sono Disneyana in ogni parte del mio essere: tutto quello che c'è di buono in me è merito tuo. La mia morale è unicamente basata sui tuoi prodotti di finzione: mi hai insegnato cosa sono il coraggio, l'amicizia, l'amore, la giustizia. Se l'idea dell'inferno cristiano ha smesso di spaventarmi molto presto, l'idea di poter essere un cattivo Disney ancora mi trattiene dal compiere malvagità: tu sei ancora il metro di giudizio con cui valuto le mie azioni.

Cara Disney: sono una delle poche fan di Star Wars che ha goduto quando Leila è diventata una Principessa Disney.

Cara Disney, ho visto tutti i Classici Disney tranne Mucche Alla Riscossa perché doveva essere il tuo ultimo film non in CGI e quando l'ho saputo non sono riuscita a vederlo - adesso, forse, potrei. Ho visto anche Taron e la Pentola Magica, ho visto anche Le Avventure di Ichabod e Mr. Toad. Ho visto anche Atlantis e ti sono grata per aver reso un laureato in Lettere con curriculum in Linguistica l'eroe di un tuo film. Ho visto tutti i tuoi cartoon, sia quelli della Walt Disney Pixar che quelli della Walt Disney Animation Studios. Inutile dire che per quanto ami la Pixar i vecchi studios sono i miei preferiti. Quando è uscito Frozen ho gioito come non mai. Non passa settimana che io non vada a rivedermi Paperman sconvolta dalle potenzialità di questo mix di 2D e CGI. Non importa se Moana si chiamerà Moana, Disney: sarò l'unica italiana a non fare neanche una battuta.

Cara Disney, scusa la confusione, le frasi a metà, la scarsa organicità del discorso: sono emozionata, turbata, offesa, ferita. Non riesco a spiegarti quanto tu sia importante per me. 

La verità, cara Disney, è che non ti dovresti neanche troppo preoccupare della mia presenza agli eventi: probabilmente non ci verrei. Anche se non sembra sono una tipa timida, inadatta ai luoghi affollati, incapace di organizzarsi per gli spostamenti. Alla fine non verrei. Però sono quelle cose che comunque si fanno per educazione, sai: mandare l'invito al tuo matrimonio alla vecchia zia che non si muove mai da casa, ma che ci teneva tanto a vederti felice.

Ti posso dire una cosa, cara Disney?
Continua pure a non invitarmi, a ignorarmi. Io continuerò ad amarti, fedelmente e assolutamente, proprio come quando ero bambina.  Perché se c'è una cosa che ho imparato in questi ventisei anni che ho vissuto, cara Disney, è che l'amore, quello vero, quello che mi hai insegnato tu, è ancora più bello provarlo che suscitarlo negli altri.
E quindi non m'importa: io t'amo. 

Fedelmente Tua,

Una Snob

Nessun commento:

Posta un commento

[Ricordate sempre: good grammar is sexy.]

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...