Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: Le Parole

Le Parole

Niente.
Mi si inceppa il carattere, non riesco a scrivere.

Sto spostando per l'ennesima volta i libri da una stanza all'altra, domani verranno ad imbiancare: poi dovrò pensare all'elettricista, poi - sembra che i lavori dentro una casa non finiscano mai. 
Mi sono svegliata con numerose brutte sensazioni in corpo che sono andate a sommarsi con tutti i soliti piccoli fastidi: beccare con il piede una scheggia del vaso che hai rotto ieri sera, trovare un messaggio sgradevole nella casella di FB, vedere dei biglietti per un concerto dove ti piacerebbe portarlo, volerli comprare, esitare chiedendosi come sarà percepita quest'azione, se come un regalo o una violenza, un'imposizione.
Esitare, telefonare, non ricevere risposta, sentire il panico che si fa strada, provare ancora, avere risposta, litigare senza un vero motivo. Provare a lasciarlo provare a farmi lasciare alla stessa maniera in cui da piccola mi avvicinavo ad un cane cattivo e incatenato, testare i limiti sfinirlo stuzzicarlo piangere quando poi il rischio si fa reale, ritrattare aver paura aver coraggio avere fede.
Un vecchio professore mi contatta su Facebook e mi dice, vedo che il suo blog è molto seguito, complimenti - eh sì, il mio blog è molto seguito, sempre più seguito: di giorno in giorno le visite aumentano, dopo quattro anni non è passato di moda, ancora va, ancora lo leggono. Che poi il blog è morto ma io sono qua e sono viva e scrivo e voi leggete e quindi che cazzo ce ne frega di chi dice che è morto, che ce ne frega, non ce ne frega niente. 



Ho il mal di testa, compro un pacchetto di sigarette ne tiro fuori una e poi metto il pacchetto aperto sotto il rubinetto, le bagno le rendo inservibili e irrecuperabili, accendo l'unica che è rimasta e rimetto a posto i libri senza badare all'ordine al colore senza tenere nascosti quelli che ho detto di non aver letto, chissenefrega, sono stanca di vivere la vita come una spia, mentendo, negando, cercando informazioni, voglio solo la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità.
Sposto i libri trovo il libro che ti ho regalato che mi hai regalato, una delle poche prove che ho della tua esistenza, mi inizio a chiedere se non sia tutta tua la colpa di questa paura che mi fa forzare la mano, diventare un essere odioso, petulante, una persona che lui descrive e che non riconosco e che mi disgusta - dunque sei stato tu, ti sei preso tutto quello che di forte c'era in me.

Sono stanca delle vostre mail in cui chiedete consiglio aiuto consolazione, un conforto che sono incapace di darvi.

Nessun commento:

Posta un commento

[Ricordate sempre: good grammar is sexy.]

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...