Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: Perché l'acne di Melissa P. è una delle cose migliori degli ultimi tempi

Perché l'acne di Melissa P. è una delle cose migliori degli ultimi tempi

Necessario disclaimer: sì, provo un particolare fastidio per Melissa P. e sì, mi rendo conto che questo post non fa altro che aumentare un certo tipo di competitività e odio tra donne, e blah blah blah. Insomma: è un post politicamente scorretto, privo di qualsiasi bontà di sentimenti e pieno, piuttosto, di una buona dose di rancore e di invidia. Se siete pronti ad affrontare senza giudicare queste emozioni umane continuate a leggere: altrimenti abbandonate questo blog senza ulteriori remore.

Allora: io detesto Melissa Panarello. Non posso dire di odiarla perché molto raramente il pensiero di Melissa Panarello occupa la mia mente, ma quando per sbaglio mi capita di imbattermici non posso fare altro che iniziare a spalarci merda sopra con una grossa vanga da becchino da film americano. Melissa P. rappresenta il Male in tutte le sue forme. Nessuno mi toglierà di testa questa convinzione. 

Ma iniziamo dal principio. 
Adolescente catanese piena di desiderio di trasgressione e con la penna facile per le seghe mentali si procura materiale da autoerotismo fingendo nella solitudine della sua cameretta di avere una florida vita sessuale e scrivendo ogni tanto due o tre pagine pedopornopiùomenosoft sul retro del quaderno di matematica. 

Ok, forse questo non è sbagliatissimo. Chi è che non ha scritto materiale autoerotico da adolescente? Guardate i siti di fan fiction. Ci sono solo adolescenti che non trombano e che immaginano altri personaggi che trombano. Il piccolo problema di Melissa è che la protagonista è lei, ed è una cosa che dovresti valutare un tantino quando poi arrivi allo step successivo.

Lo step successivo: pubblicare. O meglio, cercare di pubblicare. Qui vado un po' di fantasia, perché non so come sia andata bene la storia: non so come sia venuto in mente alla cara Melissa che le sue squirtatine d'inchiostro avessero dignità di pubblicazione. Sta di fatto che è successo, e Melissa ha iniziato a mandare il suo manoscritto, come fa figo dire, a destra e a manca. 
Qui già un problema intralcia la nostra eroina: nessuno s'incula il suo meraviglioso romanzo, Bocciolo di Rosa.

Aspe', Snob, ti sbagli. Guarda che Melissa P. ha scritto un libro che si chiama Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire.

Sì, no, insomma. Cosa intendete per scrivere

Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire è il risultato di un pesante lavoro di - non chiamiamolo editing, chiamiamola riscrittura - da parte di tale Caltabellota, all'epoca editor della Fazi, ora scrittore della stessa scuderia di Pecoraro, credo. Uomo dall'enorme talento nell'impacchettare e vendere merda facendola passare per cioccolata: dopotutto è quello che ha fatto scoprire Twilight in Italia - sì, anche quello è Fazi, ricordate? Sia chiaro, eh, tanta stima per Caltabellota. Sia per lo stomaco forte che per l'indubbio genio nel fare soldi su roba di questo genere.

I coraggiosi che vogliono leggere qualche pagina di Bocciolo di Rosa, capolavoro di Melissa P., possono trovarne qui qualche pagina scansionata. 

Quindi, il signor Elido Fazi, economista riciclatosi critico/editore/scrittore, e il signor Caltabellota, futuro padre italiano dei vampiri sbrilluccicosi, si ritrovano in mano Bocciolo di Rosa.
“Certo che fa cagare via.”
“Madonna.”
“Parecchio eh.”
“Però...”

E così, da una parte riscrivendo il libro dall'altra mandando la nostra piccola Melissa P. in giro per ogni mezzo di comunicazione esistente - servizio su Panorama fotografata da Toscani, serate da Vespa, e così via - miracolo: caso editoriale: Cento colpi di spazzola vende, vende, vende.
Melissa fa l'ambigua: ma è autobiografico? Ma è tutto vero? La pruriginosa Italietta berlusconiana si tende sul divano mentre la nostra Melissa, in seconda serata su Mediaset, lascia intendere e non lascia intendere

Melissa, nonostante faccia finta di essere una scrittrice di pregio, sa benissimo di non valere un cazzo: infatti pensa bene di iniziare a trombarsi il figlio di Elido Fazi, Thomas - momento padre/figlio su YouTube - per, come dire, rinsaldare l'alleanza con il suo editore.

L'alleanza però va abbastanza a puttane: i due seguenti libri di Melissa - un romanzo e un saggio - non vendono un cazzo. La situazione in casa Fazi si fa tesa. Per il terzo libro Melissa chiede un anticipo allucinante, che il suocero le rifiuta. Melissa fugge dalla Fazi e approda quasi miracolosamente all'Einaudi - yep: Berlusca - dove pubblica uno dei libri più brutti a cui sia mai stata concessa dignità di stampa: TRE. L'editor dell'Einaudi, evidentemente, non era bravo quanto Caltabellota nel modellare artisticamente la merda.

TRE: questo post non basta per contenere lo schifo che fa TRE. Memore dell'errore che aveva fatto dando alla protagonista della sua pseudo-autobiografia il suo stesso nome - creando tutti quei malintesi che fanno credere che lei sia stata un'adolescente trasgressiva e perversa, cosa poi più o meno velatamente negata in varie interviste che nessuno s'è cagato - Melissa decide di mettere in chiaro che la protagonista non è lei: crea così Larissa - cambiamo una lettera! nessuno se ne accorgerà! - poetessa romana - mica è una scrittrice! è una poetessa! - con marito frigido e marxista - il povero Thomas Fazi - e con terribili problemi economici dovuti all'editore del suo primo libro di poesie che ancora le deve tanti quattrini - Papà Fazi. Larissa risolve questi problemi facendo una cosa a tre e restando gravida di non si sa chi: se volete approfondire questo libro con una lettura critica di un certo spessore, vi consiglio il meraviglioso post delle Malvestite in merito.

L'Einaudi l'abbandona dopo un libro. Il quarto romanzo, con cui Melissa cerca di riciclarsi scrittrice non erotica, viene pietosamente raccattato e pubblicato dalla Fandango: non ha neanche la dignità di una sua pagina su wikipedia. 

Negli ultimi anni, definitivamente abbandonate - se Dio vuole - le velleità da scrittrice, Melissa Larissa P. Panarello Fazi si è riciclata senza successo cartomante, conduttrice di Mistero, ospite di talk show televisivi, astrologa per riviste femminili: peggio di una ex-velina ex-missitalia bisognosa di soldi per botox e coca

Adesso Melissa è alla ricerca di soldi e fama sull'Isola dei Famosi, a farsi pigliare per il culo da mezzo web per un'acne post adolescenziale e per le cazzate new age astrocazziche e cartomantiche che spara: i maschi che nel 2003 si ammazzavano di seghe sul suo libro ora seguono inorriditi le avventure della loro eroina, rivelatasi finalmente la mediocessa che è.



Personalmente, non provo nessuna pietà. 

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