Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: Mio nonno era fascista.

Mio nonno era fascista.

Ok, forse non proprio mio nonno, che neanche ho conosciuto, a dire il vero - è morto che mio padre aveva vent'anni, figuriamoci.
Ma la famiglia di mio nonno - un casino di fratelli e sorelle - eh sì, molti, molti fascisti.
Mia nonna, quella materna, che invece è di famiglia democristiana - quindi, nel periodo del fascismo, fascisti anche i genitori di lei, anche perché aveva lo spaccio alimentare e poi quando sono arrivate le tessere annonarie insomma, non è che potevi fare l'antifascista mentre avevi uno spaccio alimentare - ricorda vagamente la famiglia di mio nonno - “tutti con le camicie nere”, ma alla fine una camicia nera girava in quasi tutte le famiglie, perché comunque al sabato fascista se non ci andavi mai venivi preso sott'occhio - non ve lo devo stare a spiegare - quindi ecco, la camicia girava e ogni sabato qualcuno di diverso se la metteva e si faceva vedere, almeno così dice la mia nonna democristiana, ma poi io che ne so.
Certo della famiglia di mio padre erano molti con la camicia nera, quindi no, non posso raccontarvi belle storie di resistenza, ma neanche belle storie di fascismo perché sono tutti morti prima che nascessi quindi, insomma, non è che ne sappia molto, di questa cosa.

Sicuramente non ho belle storie di resistenza da raccontare, di nonne staffette e di nonni partigiani. I partigiani, dice la nonna democristiana, erano pochi prima e sono diventati tanti dopo, dopo erano tutti partigiani anche gente che partigiana non lo è stata mai. Comunque anche quei pochi prima non erano tutti tanto per bene - non ha mai superato questa cosa, la nonna democristiana, che la resistenza ha bisogno di tante sigarette, e che le sigarette le vendeva lei allo spaccio alimentare, e che quelle sigarette le dava il regime collegate alle tessere annonarie, e che quindi quando i partigiani di notte bussavano e si prendevano le sigarette e il giorno dopo c'era da giustificare al regime le sigarette che mancavano.
La mia nonna democristiana e bottegaia, in compenso, ricorda con grande piacere la Liberazione per gli americani e per la carne in scatola e per la cioccolata e per le gomme americane che gli americani avevano portato - come avrete capito, mia nonna era ed è tuttora molto pragmatica e poco idealista.

Ripeto, non ho storie antifasciste da raccontare: e comunque tutta questa storia dell'antifascismo non mi ha mai convinto un granché, a livello pratico. Ci svegliamo due o tre volte all'anno, per la Giornata della Memoria e per la Liberazione e non so che altro, e passiamo il tempo a dirci quanto fossero cattivi i nazisti e i fascisti o chi per loro, e di quanto invece siamo bravi e consapevoli e ragionevoli. Ogni volta che dico che i fascisti e nazisti non erano cattivi la gente ci resta male, mi guarda senza capire, vuole una rassicurazione, una conferma, qualcosa. Quando aggiungo poi che ogni essere umano è potenzialmente un fascista o un nazista o un torturatore o, insomma, ci siamo capiti, negano: loro non potrebbero mai fare nulla del genere, loro non potrebbero mai essere così. Dopo un po' lasci perdere, capisci che è inutile tentare di far capire.
È facile dare un nome a una cosa, metterla lontana, decidere che non ci appartiene. È facile e inutile. Questa cosa di dare il nome poi è molto pericolosa, perché molta gente s'abitua al nome e non vede più quello che c'è sotto, e basta che si ripresenti di nuovo con un altro nome e la gente mica se ne accorge. Ci sono meccanismi naturali che ci portano a fare certe cose, e questi non sono meccanismi fascisti, né nazisti: sono meccanismi umani. Negare la presenza di questi meccanismi, negare come l'essere umano sia naturalmente portato verso - chiamiamolo così - il Male, e pensare che questo Male sia concentrato soltanto in un certo tipo di persone, di deviati - il nazista, il fascista, come ve li dipingono i libri, i film? Pazzi sadici, giusto? Non persone come noi - secondo me è molto, molto rischioso.

Mio nonno era fascista, e i suoi fratelli erano fascisti, ed erano tutti persone normali.



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