Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: non fai parte del ristretto gruppo di persone

non fai parte del ristretto gruppo di persone

Marta Zura-Puntaroni
ph. Giorgeliot
Febbre per la seconda volta in meno d'un mese.
Mi sento lamentosa, voglio lamentarmi, pronuncio l'iniziale del suo nome mi vedo a tirare una manica della sua giacca.
Sto male, gli dico, ho la febbre.
Ho bisogno di lamentarmi di sentirmi protetta di sentirmi al sicuro, mi piace se mi poggia le labbra sulla fronte per sentirmi la temperatura, mi piace ma sono più spesso io a farlo, in effetti, a poggiare la mia bocca su quella fronte immensa tenere tra le mani quel meraviglioso cranio infantile cercare di penetrarne le ansie riscoprirmi ogni volta più distante, estranea.
Raggomitolarmi contro il suo petto volerne spaccare le ossa affondarci le mani dividere in due la gabbia toracica entrarci dentro vivere tra i suoi organi interni non sentirmi più sola non avere più paura che non torni.

Penso a questo, il sole abbaglia la macchina di fronte a me, non vedo il rosso degli stop, rischio di andarci addosso, fare un incidente. 

Fargli male, mi vedo come una bambina sporca e malvestita con un pezzo di vetro appuntito in mano, che mi taglia il palmo, che mi fa sanguinare. Stringerlo tra le dita, cercare l'occasione giusta, scegliere il momento sbagliato per colpire, la presa si indebolisce, non riuscire a provocare nulla se non un silenzio deluso, una frustrazione immensa, desiderio di scomparire urlare desiderio di reazioni sentimenti eccessi desiderio che sia il 2010 che sia il 2011 che non sia mai iniziato, non importa se poi non c'è cosa più bella, l'umiliazione del momento sembra assorbire tutto quello che c'è di buono, mi trovo circondata da un nero opaco e desolante, non c'è salvezza.
Ti odio ti odio ti odio anche se un tempo pensa ero quasi indecisa mi piaceva la maniera in cui mi parlavi in cui mi scrivevi, quella che io credevo onestà e invece era solo affettazione, vuoto melodramma, cazzate. Un tempo ero quasi indecisa e credevo di amare pure te, tu pensa, e adesso ti odio ti odio ti odio e mi è difficile non dirtelo a ogni mail che ti mando, che ti odio, guarda tu guardate voi cosa avete fatto.

Fortuna in centro tutti vanno piano e guidano male ma comunque stanno attenti posso rallentare osservare vedere se è qualcuno che lo conosce qualcuna che lo conosce invidio tutti odio tutti ho caldo sto soffocando nella felpa, vorrei aprire il finestrino cercare aria sono troppo brutta non voglio che qualcuno mi veda senza il vetro di mezzo, ormai la mattina non bado più a come mi vesto, non sembra utile fare nulla più che coprirsi.

Dunque, dormire, sognare, sognare di dormire esattamente in questa posizione, io raggomitolata tu raggomitolato schiena a schiena a volte mi sveglio mi giro ti bacio il collo no, io guardo il soffitto tu guardi il soffitto io sono il soffitto e ci vedo con gli occhi chiusi, tu con gli occhi chiusi che dici “Ormai tra noi è finita” io che mi sveglio tu hai gli occhi chiusi ma la posizione è un'altra quindi non era vero quindi il sollievo, ti bacio la fronte, mi scansi con una mano nel sonno, sembri ripensarci, cerchi la mia mano, la stringi

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