Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: SNOB DON'T RUN

SNOB DON'T RUN

Vuoi il freddo e il vento che qua nella dorata campagna marchigiana hanno iniziato a farsi sentire, vuoi il dover andare a correre in posti in cui non sono abituata - che ci posso fare, sono un'abitudinaria, se mi levi il mio percorso classico non mi ci ritrovo - vuoi una demotivazione generalizzata: la vostra eroina ha smesso di correre.
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O almeno, avevo deciso di iniziare a correre al chiuso, nella calda, appiccicosa, confortante, sudata e alienante location della Palestra del Paese, location che nel giro di pochi giorni mi ha fatto sua e assorbito in una miriade insensata di corsi dai nomi assurdi, istruttori invasati, compagni puzzolenti e altre meraviglie che soltanto le endorfine da attività fisica e la compagnia delle Amiche del Paese - salutate tutte Lucia, la donna che riesce a trascinarmi in palestra anche CINQUE volte in una settimana - rendono possibile sopportare.

Andiamo a fare Fit-Boxe.
Ok, Fit-Boxe. Questo lo conosco. Questo lo facevo. Forse ancora non avevo il blog quando ero una fanatica della Fit-Boxe - sì, la vostra eroina è stata anche questo: una fanatica della Fit-Boxe. Che forse suona meno ridicolo ancora di quanto lo è. Andavo in palestra tutta targata LEONE1947. Stavo pensando di farmi fare una vestaglia da ring pur non avendolo mai neanche visto, un ring. Per farvi capire il livello di malattia mentale. Nonostante la dipendenza di vecchia data sono riuscita a non ricadere nel tunnel e nell'andare una sola volta a settimana a tirare pugni all'aria nella convinzione di essere Rocky.

Andiamo a fare Walking.
Fermi tutti perché questo vocabolo, walking, è ingannevole. Walking significa tipo camminare. Insomma, ti fa illudere sia una cosa tranquilla. Credevo fosse una cosa tranquilla: invece no. È un perverso corso il cui nome completo è Walking Program, in cui sei in poche parole munita di un tapis roulant passivo - ovvero che si muove con la spinta dei tuoi piedi - che devi far andare mentre l'istruttrice assatanata pretende da te altre cose: diverse velocità, squat, corsette mentre fai sollevamento pesi con le mani, piegamenti laterali, incroci di gambe, e simili. È lo spinning della corsa. I miei polpacci - polpacci che erano, vuoi o non vuoi, abituati a fare minimo una ventina di chilometri a settimana - bruciano. Il sudore scorre a fiumi - però quello secondo me è anche dovuto alle temperature equatoriali della palestra. Non sono dimagrita di un chilo ma le mie cosce sono diventate d'acciaio: so perché. Questo dalle due alle tre volte alla settimana. Non faccio in tempo a riprendermi che già sono morta di nuovo.

Andiamo a fare Pilates.
Domanda esistenziale: come si pronuncia Pilates? Non l'ho mai capito. Dopo tutta questa roba contraente di cui sopra avevo bisogno di un'attività fisica volta ad allungare i miei muscoli malmessi e ho pensato che Pilates fosse una specie di sottomarca dello Yoga, quindi insomma, tanto vale andarci. Pilates è, in effetti, una specie di sottomarca delle Yoga: dove si bada molto di meno alla respirazione e alla frequenza cardiaca e dove tutto, quindi, diventa molto più faticoso. Se dopo Walking mi fa male tutto, dopo Pilates MI FA MALE TUTTO. In compenso, però, questa attività ce la riserviamo solamente una o due volte a settimana, quindi insomma, va bene.

Ora a voi:
- che attività fisica state facendo?
- cosa provate quando entrate in palestra?
- perché le blogger si fanno le foto dicendo di stare in palestra ma hanno i capelli sciolti e non sudano mai?
- mi convincete a ricominciare a correre per bene?
- vi siete già uniti al nostro gruppo motivazionale su FB?

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