Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: QUASI MI SONO SCORDATA COME SI FA

QUASI MI SONO SCORDATA COME SI FA

Un anno fa un uomo buono, sorprendentemente pacato, e generoso - non il tipo di persona che ti aspetteresti dato il ruolo - mi ha messo in mano un pezzo di carta bianca che un farmacista ha decifrato senza difficoltà.
Due pasticche, la mattina.
Mezza pasticca, la sera.
Una pasticca, all'occorrenza.
Iniziava - e probabilmente lo intuivo - uno dei periodi più difficili e forse più pieno di assurde rivelazioni della mia vita. 
Pochi giorni dopo un'altra persona, sorprendentemente buona e generosa, ancora più della persona che mi ha messo in mano quel pezzo di carta - a quel pezzo di carta ne sono seguiti altri, regolarmente, con nuove dosi e nuove sostanze - questa persona mi mandava una mail e mi diceva di provarci, di buttarmi, di tentare. Ha creduto in me - cosa che forse nessuno ha mai fatto - ha creduto in me e, inspiegabilmente, ha avuto ragione.

Nonostante il mio dietologo stasera sono andata a prendere l'asporto da giappocinese, la ragazza alla cassa è sorprendente bassa e ha dei piedi piccolissimi, glieli guardo mentre fumo una sigaretta e penso a quando ero a Parigi, e tutte le sere che ero sola andavo a giappocinese sotto casa mia e chiedevo un menù numero 9 e una Coca Cola, e credevo d'essere felice mentre questa malinconia che ha rischiato di ammazzarmi già mi si incancreniva dentro, mi divorava ogni speranza, mi levava la voglia di respirare.

Ho conosciuto un ragazzo, buono come tutte le persone che in questo anno di tremendo dolore e tremendi cambiamenti mi hanno aiutato e forse salvato - mi piacciono le sue mani che sono grandi ma hanno un non so che di infantile, la pelle bianca e morbida e profumata da neonato.
Mi chiama sempre, bambina, mi dice sempre, sei una bambina, anche se alla fine ho tre anni più di lui.
Gli è bastato appoggiarmi una mano sulla guancia e dirmelo, sei una bambina. Mi ha conquistata così.
Ho degli amici nuovi che si sono sommati a tutti quelli vecchi, a tutti quelli rimasti: ogni tanto andiamo a salvare il mondo e la razza umana e voi non ci crederete ma lo facciamo davvero, in un certo senso, lo facciamo conquistando Bettolle o Poggibonsi o Sinalunga e poi andando a bere birra alla Diana, che è una birreria di Siena ma anche il nome di un fiume, il nome del fiume di Siena che in verità non esiste, se lo sono inventato i senesi: sentivano un mormorio come d'acqua e si sono messi a cercare questo fiume, che non c'è, e ch'eppure si chiama: la Diana.

Ogni tre settimane quell'uomo buono mi sorride e mi dà un pezzo di carta bianca: nell'ultimo mese le dosi che ci sono scritte sopra sono diminuite.

La verità è che non ho mai scritto della felicità.


Nessun commento:

Posta un commento

[Ricordate sempre: good grammar is sexy.]

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...