Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: febbraio 2016

TRE OGGETTI #13

#1 UNISEX CIRCLE SCARF AMERICAN APPAREL

Fortunatamente non abito a Milano, altrimenti passerei le giornate a provarmi inutili capi basic da American Apparel - quando ero a Parigi e avevo un negozio a pochi passi da casa stavo sempre lì dentro. Poi arrivano i saldi sul sito e i buoni propositi vanno a puttane. Mia sorella ha un ritornello trimestrale che fa tipo così: "Stasera facciamo un ordine su AA?".
Comunque, a parte varie meraviglie basic - tra cui dei leggings SHINY e un body con inserto in rete e un altro maglione da pescatore - ho preso la Circle Scarf, che puntavo da secoli ma che veniva sempre, per un motivo o per l'altro, bistrattata. Colore Asphalt, otto euro. Qui le enormi potenzialità di questo capo.


#2 MPOW OBIETTIVI PER IPHONE

In molti m'avete chiesto come faccio a fare le foto macro o certe foto grandangolate con l'iPhone. Ecco il set che permette tutto ciò.


#3 ASPETTAEVEDRAI

Rovistando casualmente su Etsy ho trovato il negozio di Sara e nel giro di mezz'ora mi sono portata via quattro collane - madre, amica, sorella. Tutto è fatto a mano, prendendo pezzi di piatti vintage e trasformandoli in ciondoli per le sue creazioni - ha appena messo in vendita tantissimi pezzi in bianco&nero, andate a farci un giro.


ANSIA COSMICA

Lo so, lo so: avevo promesso un post al giorno per tutto Febbraio e invece ho abbandonato il campo dopo pochi giorni. 
Sono una brutta persona.
Mi piacerebbe dirvi che c'è uno scopo, molto ragionevole e molto nobile, per cui ho trascurato il blog nell'ultima settimana, ma la verità è che boh, non so, non posso/voglio dirvi nulla e non so neanche se ve lo dirò mai.
(Che cazzo sto dicendo? Non lo so.)

Passiamo alla parte del post dove voi aiutate me, dai.
Ho l'ANSIA. Un'ansia cosmica, enorme, rosicchiante, invalidante, che mi rende incapace di respirare mangiare - ok, ho mentito, mangio e parecchio e comunque - ed essere una persona gradevole con cui avere un qualsiasi tipo di conversazione.
Aiutatemi.

Voi come la gestite l'ansia? 

Marta Zura-Puntaroni
Me divorata dall'ansia.

SNOB DON'T RUN

Vuoi il freddo e il vento che qua nella dorata campagna marchigiana hanno iniziato a farsi sentire, vuoi il dover andare a correre in posti in cui non sono abituata - che ci posso fare, sono un'abitudinaria, se mi levi il mio percorso classico non mi ci ritrovo - vuoi una demotivazione generalizzata: la vostra eroina ha smesso di correre.
NIKE AIR ZOOM PEGASUS 32
O almeno, avevo deciso di iniziare a correre al chiuso, nella calda, appiccicosa, confortante, sudata e alienante location della Palestra del Paese, location che nel giro di pochi giorni mi ha fatto sua e assorbito in una miriade insensata di corsi dai nomi assurdi, istruttori invasati, compagni puzzolenti e altre meraviglie che soltanto le endorfine da attività fisica e la compagnia delle Amiche del Paese - salutate tutte Lucia, la donna che riesce a trascinarmi in palestra anche CINQUE volte in una settimana - rendono possibile sopportare.

Andiamo a fare Fit-Boxe.
Ok, Fit-Boxe. Questo lo conosco. Questo lo facevo. Forse ancora non avevo il blog quando ero una fanatica della Fit-Boxe - sì, la vostra eroina è stata anche questo: una fanatica della Fit-Boxe. Che forse suona meno ridicolo ancora di quanto lo è. Andavo in palestra tutta targata LEONE1947. Stavo pensando di farmi fare una vestaglia da ring pur non avendolo mai neanche visto, un ring. Per farvi capire il livello di malattia mentale. Nonostante la dipendenza di vecchia data sono riuscita a non ricadere nel tunnel e nell'andare una sola volta a settimana a tirare pugni all'aria nella convinzione di essere Rocky.

Andiamo a fare Walking.
Fermi tutti perché questo vocabolo, walking, è ingannevole. Walking significa tipo camminare. Insomma, ti fa illudere sia una cosa tranquilla. Credevo fosse una cosa tranquilla: invece no. È un perverso corso il cui nome completo è Walking Program, in cui sei in poche parole munita di un tapis roulant passivo - ovvero che si muove con la spinta dei tuoi piedi - che devi far andare mentre l'istruttrice assatanata pretende da te altre cose: diverse velocità, squat, corsette mentre fai sollevamento pesi con le mani, piegamenti laterali, incroci di gambe, e simili. È lo spinning della corsa. I miei polpacci - polpacci che erano, vuoi o non vuoi, abituati a fare minimo una ventina di chilometri a settimana - bruciano. Il sudore scorre a fiumi - però quello secondo me è anche dovuto alle temperature equatoriali della palestra. Non sono dimagrita di un chilo ma le mie cosce sono diventate d'acciaio: so perché. Questo dalle due alle tre volte alla settimana. Non faccio in tempo a riprendermi che già sono morta di nuovo.

Andiamo a fare Pilates.
Domanda esistenziale: come si pronuncia Pilates? Non l'ho mai capito. Dopo tutta questa roba contraente di cui sopra avevo bisogno di un'attività fisica volta ad allungare i miei muscoli malmessi e ho pensato che Pilates fosse una specie di sottomarca dello Yoga, quindi insomma, tanto vale andarci. Pilates è, in effetti, una specie di sottomarca delle Yoga: dove si bada molto di meno alla respirazione e alla frequenza cardiaca e dove tutto, quindi, diventa molto più faticoso. Se dopo Walking mi fa male tutto, dopo Pilates MI FA MALE TUTTO. In compenso, però, questa attività ce la riserviamo solamente una o due volte a settimana, quindi insomma, va bene.

Ora a voi:
- che attività fisica state facendo?
- cosa provate quando entrate in palestra?
- perché le blogger si fanno le foto dicendo di stare in palestra ma hanno i capelli sciolti e non sudano mai?
- mi convincete a ricominciare a correre per bene?
- vi siete già uniti al nostro gruppo motivazionale su FB?

Come avere ciglia lunghe lunghe in modo assurdo

Dopo aver postato qualche foto in giro per il web, molte di voi mi hanno chiesto: a) cosa fosse il magico tubetto in una di queste b) quale fosse il mio segreto per ciglia lunghe e ganze e folte.
Oggi sono qui, Fedeli Lettrici - sto dando per scontato i lettori non utilizzino il mascara - per svelarvi i miei step fondamentali per avere delle ciglia lunghe lunghe.

#1 PIEGACIGLIA

Siamo nel 2016 e ancora c'è gente che non usa il piegaciglia. Bimbe, inutile cercare mascara con stupefacenti effetti speciali se non utilizzate il piegaciglia. Affrontate la naturale soggezione che quest'oggetto dalle fattezze da strumento di tortura medievale può suscitare nelle meno scafate, andate da - credo che il mio sia di KIKO. O della Gardenia. Insomma, andate da KIKO o dalla Gardenia e prendete questo specifico piegaciglia. Nero e rosso. Vi spiego anche perché. Vedete la parte rossa? La parte rossa è il gommino. Questo è l'unico piegaciglia di mio possesso che, nonostante l'utilizzo smodato, ha ancora il gommino integro.
(Ho controllato, dovrebbe essere della Gardenia.)
Comunque, decidetevi a comprarvene uno: utilizzarlo è più semplice di quello che sembra. Così semplice che non so neanche come spiegarvelo.


#2 MASCARA

Ah, sì: il piegaciglia va utilizzato prima del mascara. Non fate come certe troglodite che lo utilizzano dopo. Quindi, ora è il momento mascara: io sto utilizzando con immensa soddisfazione e risultati diversi questi due: il Lash Princess di Essence - che oltre ad essere fantastico e avere la deliziosa grafica nera e verde menta costa anche una miseria - e l'ultimo della Neve Cosmetics,  il Deer Lash, che potete vedere in azione qua sotto. Ammetterete che BOOM. (Ignorate le mie occhiaie.)


#3 LOAD OF LASHES

Ed ecco che vi svelo il grande segreto: le fibre per ciglia!
(Purtroppo la GIF che vi mostrava lo scovolino e le fibre è andata persa nei meandri del cellulare, motivo per cui dovrete accontentarvi di questa del tubetto.) Queste sono le W7 Loads of Lashes, che ho beccato su ebay mentre ero alla ricerca della - sigh - mia tinta verde. La cosa è molto semplice. Metti mascara, metti fibre - con lo scovolino, come se fossero un altro mascara: attenti perché sono delle cosine bianche che rischiano di finire ovunque - aspetta 45 secondi, riapplica mascara. E ripeti quante volte vuoi. L'effetto cambia a seconda del mascara che si utilizza, ma fidatevi: valgono ogni centesimo. Non sono come ciglia finte, ma sono sicuramente la cosa che più ci si avvicina.


#4 CREMA DELLA BUONA NOTTE BECHIC

Lo so, lo so, lo so: vi ho nauseato con questa crema. E no: non mi stanno pagando né rifornendo della suddetta. Soltanto che è fantastica e sono fermamente convinta stia contribuendo alla salute delle mie ciglia. Illusione, dite voi? Non credo proprio. Se c'è scritto sulla confezione deve essere così.
Dopo tutto quello che abbiamo fatto alle nostre ciglia è giusto coccolarle un po'.

#SNOBPLAYLIST 02/16: DOWN WITH LOVE

Febbraio è il mese dell'Amore un gran segone a due mani.
Amore: la Grande Truffa che Madre Natura ci mette di fronte per obbligarci a riprodurci.
Cazzate, signori, cazzate.

Data la mia situazione di sofferenza sentimentale che dura circa da un anno - GRAZIE COSO! GRAZIE! - mi sembra più che naturale dedicare questa playlist all'odio viscerale nei confronti delle affezioni umane.
Dopotutto: abbiamo una bella guida che ci spiega come passare San Valentino se si è single, quello che manca è solo la colonna sonora.

♥ La playlist sarà massimo di 30 pezzi - come trenta i giorni del mese - che verrà caricata su Spotify. 

♥ Ogni Fedele Lettore potrà scegliere un solo pezzo, da lasciare scritto nei commenti qua sotto: questo per dare la possibilità a più gente possibile di contribuire restando in un numero decente di brani.

♥ Evitate di scegliere un brano di un autore già presente nella playlist: se i brani sono drammaticamente differenti ok, altrimenti c'è il rischio di formare un grumo monomelodico nel flow della playlist. Beyoncé è l'eccezione.

Visto che il mese scorso sono stata una bambina cattiva e non sono stata un granché dietro all'ultima #SNOBPLAYLIST - tra parentesi, ecco il link - questa volta vi munisco subito di url con il mio personale contributo: Part of Me di Katy Perry.


Lo so che il caschetto nero è banale, ma forse ho bisogno di un po' di banalità.

Il temuto momento è arrivato.
Dopo più di due anni mi sono stanchicchiata dei capelli verdi e mi sono fatta buttare sopra dalla mia parrucchiera locale un barattolo di tinta castana scura.
Il primo giorno lacrime. Lacrime amare.  Avevo ucciso il mio minipony interiore. Perso l'innocenza. Ridotta a un essere castano e banale. Io. Io che ero verde di capelli.
Nessuno si volterà più a guardarmi per strada.
La figlia di una mia amica non mi guarderà più con i lucciconi agli occhi dicendo alla madre "Mamma, zia Marta è una Winx".
Mai più. Mai più.
(Questa era un'inconsapevole citazione di Edgar Alla Poe.)
Passato qualche giorno, però, ho iniziato a prenderci mano, e adesso come adesso devo dire che mi ci ritrovo anche, quasi, circa.
La me fatata se n'è andata per lasciare spazio a una me incazzosa un po' Lisbeth Salander un po' Jessica Hyde - ho anche il doppio taglio! - quindi vabbè, sono periodi della vita, è giusto così.

Marta Zura-Puntaroni


Potete utilizzare i commenti qua sotto per piangere assieme a me i capelli verdi, dare un tiepido benvenuto al caschetto castano o narrare le vostre avventure tricologiche degli ultimi tempi.


Tre Oggetti #12

#1 AGRONAUTI GEA CC CREAM

Sono secoli che sto cercando un'alternativa decente e non piena di siliconi alle varie BB cream in commercio:  negli ultimi mesi ho utilizzato allo scopo il BioPrimer della Neve Cosmetics, che però è un primer e non una crema e, ecco, la cosa si sente. Sotto ci devo spalmare un altro idratante, sopra devo metterci cipria/fondotinta o resta troppo - sbrilluccicoso? luminoso? insomma, ci siamo capiti: è un prodotto che vale per i giorni di trucco serio e ragionato, non per una quotidianità fatta di fretta e a-malapena-mi-lavo-la-faccia. Buone notizie: BB cream trovata. 
È la GEA CC cream degli Agronauti, un meraviglioso brand bio italiano vegano con le grafiche fighe ecc. ecc. che inoltre ti manda un set di campioncini a casa praticamente gratis, così da poter decidere con tranquillità se vi garbano o meno i loro prodotti.


#2 CLUSE 

Orologio! All! Black! CLUSE! 

Ringraziamo la Cluse per aver fatto degli orologi fighi e minimalisti che persone come me possono portare con gioia. Sarò onesta: ho avuto un brutto quarto d'ora nello scegliere quello che preferivo perché sono tutti bellissimi - osate dire il contrario - ma alla fine mi sono decisa per questo.
Naturalmente come tutti gli orologi che indosso a parte l'Apple Watch hanno l'orario messo a cazzo e stanno lì soltanto a rappresentare la bellezza del tempo analogico.
A breve esce anche la versione marble che se possibile è anche più bella di quella attuale. 




#3 FISHERMAN PULLOVER

Questo è uno dei regali di Natale di mia sorella - il normcore fatto a maglia, in poche parole. Lì per lì m'è piaciuto - come mi piace tutto ciò che è o bianco o nero o grigio, naturalmente - ma è con il tempo che ho iniziato ad amarlo.
Adesso ne voglio comprare un altro nero e un altro grigio e girare soltanto con questi fino all'estate.
Naturalmente, come avranno già intuito i più scafati, è di American Apparel, ed è unisex: se avete un fratello/amico/ragazzo magrolino potete smezzarlo con lui.

Marta Zura-Puntaroni



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