Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy: dicembre 2016

HO PENSATO A LUNGO A QUALE TITOLO DARE A QUESTO POST



Ho pensato a lungo a quale titolo dare a questo post ma alla fine non m'è venuto niente che fosse veramente geniale - qualche giorno fa volevo scrivere, in un periodo in cui tutti muoiono ci sono io che risorgo, ma diciamo che era poco rispettoso o comunque insomma è appena morta Carrie Fisher e poi non si può dire esattamente che risorgo, diciamo che esco da un periodo di - eremitaggio? clausura? come vogliamo chiamarlo?

Nell'ultimo anno ho scritto pochissimi post: devo dire che ci sono stati momenti in cui la tentazione di scrivere qualcosa mi veniva ma non c'avevo neanche idea di come si facesse più - dovevo sforzarmi per ricordarmi su quale piattaforma di blogging fossi solita fare login. Eppure me lo ero ripromesso, eh, che non sarei diventata quel tipo di blogger che smette di scrivere sul blog perché ha cose più importanti da scrivere altrove. E invece niente. Il 2016 è stato un anno bipolare, durante il quale sono successe tante cose dimmerda ma durante il quale ho dato prova a me stessa - ho dato prova a me stessa, sentitela - di, boh: essere capace di? tante cose, tante cose. Avremo tempo per parlarne.

Il 2017 si prospetta come un anno di eccitanti e ansiogene novità - ve l'ho detto, avremo tempo per parlarne - ma a parte tutto quello che sta per accadere dovevo decidere cosa voler fare di queste quattro righe di HTML disperse nel web, dei miei vari account social - Twitter? Instagram? Facebook? - insomma, decidere se ritirarmi a vita privata a livello di blogging.
Mi ero quasi convinta ad abbandonare le scene, ma un paio di cose mi hanno trattenuto.

Numero uno: sono rimasti veramente veramente pochissimi blog che abbiano contenuti decenti&interessanti&divertenti&quellochevvolete. Sì, parlo dei nostri blogghettini a target femminilcazzone, quelli gestiti da gente witty che con dita veloci su tastiera sparano uno-due post cazzata alla settimana e ti raccontano con gradevolezza anche dell'acquisto di un pacco di Tampax. 
Che fine hanno fatto? Prima che tutte le cose che accadranno nel 2017 mi portassero via mi sembra di ricordare che ce ne fossero un botto. Adesso vedo il buon lavoro fatto da Tegamini, dalle ragazze di Vita Su Marte, l'onnipresente e ingombrante ma sempre amata Spora: cos'altro c'è da leggere? Magari non interessiamo più. Magari il pubblico è diventato ancora più cerebroleso e non vuole andare oltre le tre righe di didascalia su un post di Instagram. Ci sta. 
Però forse ho ancora voglia di scrivere quello che a me piacerebbe leggere, diciamo.

Numero due: ancora siete qui. Tutte voi. Nonostante un anno di latitanza siete rimaste strenuamente attaccate al Diario di una Snob, ne avete scartabellato tutti gli archivi più e più volte, mi avete mandato tantissimi - tantissime! - mail - a cui naturalmente visto che sono una brutta persona non ho risposto, ma vi giuro che le ho lette e che vi voglio bene - e, insomma, avete, sotto questo punto di vista, mandato un segnale molto forte in merito: ne vogliamo ancora. ne vogliamo di più.

Quindi ecco: mancano poche ore al quinto compleanno del Diario di una Snob - ma cosa cazzo pensavo quando l'ho chiamato a questa maniera - e mi è sembrato doveroso tirare le fila dell'anno passato e ragionare su cosa fare nel futuro.

Io, se voi siete d'accordo, tornerei per restare.
Che ne dite?
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