Riflessione inutile e superficiale su Nymphomaniac di Lars Von Trier

12 aprile 2014

Partiamo subito dicendo che di cinema non capisco un cazzo.
Anzi, partiamo subito dicendo che probabilmente non capisco un cazzo di nulla - e mi sta bene così. La me che tanto rigidamente giudicava le cose e che vedeva come assoluto il suo giudizio è da tempo scomparsa: tuttavia mi prendo ancora la libertà di giudicare le persone a seconda di come giudicano le cose - anche le mie - e scegliere come mie compagne soltanto quelle il cui giudizio stimo.
Mi sembra normale.

Comunque, dicevo, non capisco un cazzo di film.
Nymphomaniac vol. I m'è piaciuto nonostante sia dovuta arrivare a Firenze con la Ste per vederlo e fosse doppiato dimmerda e i tagli dalla censura fossero fatti con l'accetta.
(E poi: perché mai censurare? Nel senso: o non lo fai uscire per nulla, o censuri tutto il sesso. Ma nel momento in cui vedo un pene moscio, un pene eretto, un pene eretto che penetra una vagina, una bocca che lecca un clitoride, una bocca che succhia un pene eretto, un pene eretto che penetra un ano direi che il più è fatto. Tutta 'sta roba in Nymphomaniac l'abbiamo vista: il senso di censurarne la quantità non lo vedo proprio.)
Non so neanche perché mi sia piaciuto, alla fine.
Avevo leggiucchiato qua e là che era un film misogino come tutti film di Lars von Trier sono creduti essere, ma io tutta 'sta misoginia non l'ho vista, anzi non c'è esperienza di Joe che io non senta mia e non abbia o compiuto o immaginato - insomma non c'è nulla che non dipinga o dipinga in maniera sbagliata quello che è il sesso, e quello che è la dipendenza.

Quante volte abbiamo finto di venire?

Ma stiamo già facendo un discorso troppo complesso.
Il mio punto sul Nymphomaniac di Lars von Trier è uno: in quale perverso e bizzarro universo parallelo una Stacy Martin invecchia in una Charlotte Gainsbourg? 
Lars cazzo, ma che t'è venuto in mente?
Sia chiaro: per Charlotte Gainsbourg io ho una stima e un amore assoluto e profondo. Charlotte Gainsbourg fa parte della mia squadra delle cesse-fighe o delle nasone-che-ce-l'hanno-fatta, insomma Charlotte è una delle mie fate madrine della cessitudine. Se Charlotte Gainsbourg riesce a combinare nella vita nonostante il naso che si ritrova anch'io ce la posso fare. 
(Non statemi a ricordare il fatto che lei c'ha il padre e la madre ganzi, so' particolari.)

Mentre Stacy Martin. Madonna Stacy Martin. Chi è che non darebbe una bottarella a Stacy Martin? Quant'è figa Stacy Martin? Pagherei qualsiasi cifra per poter cambiare la mia apparenza fisica con quella di Stacy Martin. Di tutto, davvero. Vent'anni di vita, pure. Vivere una vita nel corpo di Stacy Martin, sia pure una vita più breve - cazzo se ne varrebbe la pena. 
Ha un naso stupendo, meraviglioso, spettacolare.

Ora, LARS: il naso della Stacy Martin non diventerà mai il naso della Charlotte Gainsbourg. Fidati, Lars, io di nasi sono esperta. Il naso non è che si modifica a venticinque anni, eh - magari fosse così. Se sei destinata al nasone, il nasone arriva nella preadolescenza. Tipo tra la quarta elementare e la prima media. Proprio nel momento in cui i ragazzi iniziano a diventare tali e iniziano a guardarti, proprio quando il carattere e l'autostima si formano, proprio in quel momento lì. Una non arriva a trent'anni col naso di Stacy Martin e poi - sbadabàm - la mezza età la fa diventare una Charlotte Gainsbourg. Nemmeno se ti trombi dieci uomini a sera, fidati - tutto quel sesso, a meno che tu non ti prenda la sifilide, il naso non te lo corrompe. 

Mi dispiace, Lars, ma questo è stato veramente un tuo madornale errore. Madornale, Lars.
E sai perché? Perché tu fai film per intellettuali, Lars. E le donne o sono belle o sono intelligenti - questa è opinione comune. E le donne intelligenti, Lars, spesso hanno il nasone. E capisci che una nasona, a vedere una cosa così, si infastidice. Una donna nasona è stata anche un'adolescente nasona, e sicuramente per quanto potesse provarci non sarebbe mai riuscita a trombarsi mezzo treno. Ma mica perché non le sarebbe piaciuto: ma perché sai, agli uomini le adolescenti brutte non piacciono un granché. L'adolescente o è bella o è un cesso, non ci sono mezze misure. Poi certo, quando si diventa donne si impara a valorizzarsi - quelle cazzate lì - e magari un po' se la cava.
Ma tu Lars, tu fai tornare in mente tutto il dolore di quegli anni di prepuberale bruttezza con questo tremendo inganno: sei ingiusto, sei crudele.

Ti faccio vedere la vera Giovane Joe e la tua Giovane Joe.


Capisci la differenza, Lars?

Moti inspiegabili di ribellione adolescenziale

10 aprile 2014

Ancora non ho capito esattamente quale sia il mio problema e da dove vengano queste voglie che c'ho ultimamente, sta di fatto che sono in un moto di ribellione adolescenziale.

Voglio capelli più verdi, voglio più tatuaggi, voglio più piercing.

Ma mentre per i capelli più verdi ci stiamo attrezzando - i ragazzi di RiccioCapriccio mi hanno invitato a Roma a dare un'occhiata al loro salone e non vedo l'ora di organizzarmi per farmi qualche giorno nella Capitale - lo so, avevo promesso a tantissime di voi che questa primavera avrei passato un intero mese a Roma, ma con tutti i cazzi che mi sta dando il lavoro non so se riuscirò - dicevo, mentre per i capelli più verdi ci stiamo attrezzando e per i tatuaggi ci vuole una profonda meditazione, i piercing sono come le caramelle: uno tira l'altro

Visto che comunque ho già tre microdermal ho pensato bene di giochicchiare con questi prima di fare qualche cazzata che potrebbe costarmi l'eredità - non ti preoccupare mamma! ti voglio bene! - e me li sono cambiata di colore due volte nella settimana.
Prima da nero a bianco - poi il bianco non l'ho avvitato bene e me ne sono persa uno (cogliona) quindi per evitare ulteriori problemi sono tornata a Negozino a farmi riavvitare tutta.
E mi sono riavvitata verde-blu, color capelli miei, insomma. Il bianco era un colore troppo puro ed ottimista.
La Ste, presa a sua volta dai moti di ribellione adolescenziali, si è rimessa il piercing alla lingua.



Sì, sto anche iniziando a dare una dilatata al lobo con la spirale, ma non punto a grosse dimensioni, non punto neanche al centimetro - anche perché mi garbano le spirali, i tunnel meh.

Non nego che la fonte d'ispirazione principale sia stata l'aver rivisto la versione americana di Uomini che odiano le donne.
Rooney Mara, quanto sei ingiustamente figa.
Devo dire che c'ho avuto anche la tentazione di decolorarmi le sopracciglia - sono ancora un po' tentata - e di farmi un doppiotaglio tipo il suo - ma mi starebbe dimmerda.
Ah! Parlando di doppiotaglio: consiglio al volo: secondo voi dovrei o non dovrei rifarmi la frangetta?
La Ste dice di sì, altri m'hanno detto di no - sono indecisa. Datemi un parere, daje, rendetevi utili.

Comunque, ritornando ai piercing - sì, sto fuori di testa - sono tentata da: monroe, snake bite e industrial. Una parte nascosta e perversa di me sogna anche un nipple, ma non credo sarà la prima scelta. Se qualcuna di voi ha esperienza in merito mi dica, eh. Tanto mia madre ha detto che mi disconosce come figlia in tutti i casi.
Insomma, questo era un post cazzone per bullarmi del nuovo colore dei microdermal e per trovare qualcuno che mi dica di non trasformarmi in un puntaspilli o nella punk Giovanna D'Arco di Siena, ecco.

MINDFUCK.

09 aprile 2014

An idea or concept that shakes one's previously held beliefs or assumptions about the nature of reality.
Per farvi capire come siamo messi.
Insomma ieri stavamo in auto con la Ste e la Ste ad un certo punto mi fa - non scrivi da un botto di tempo - tu dici eh? - cazzo, è quasi un mese - vabbé, so' tre settimane - ok, ma tre settimane so' tante - ma no, è già successo che non scrivessi per tre settimane - ... - poi c'ho avuto la tesi di master - ... - e il lavoro, lo sai quanto tempo mi porta via il lavoro - boh, a me pare strano.



Eh, pare strano pure a me.
Ho provato a scrivere un post circa cinquanta volte nelle scorse tre settimane. E non ce l'ho fatta mai a iniziare, continuare, finire. O anche sì, ma poi cancellavo tutto o mettevo in bozza senza pubblicare.
Insomma, è successo qualcosa che m'ha fottuto il cervello - sapete no, siamo tutti artisti, anche vedere un uccellino caduto dal nido e morto sull'asfalto caldo può creare in noi tremendi traumi - e credevo che non fosse così.
Aspettatemi, fatemi spiegare: mi sento tranquilla, serena, rilassata e felice. Sono follemente innamorata di Siena, e Siena a primavera è una città di meraviglia e generosità: adoro sentire l'odore che fanno le lastre quando dopo mezza giornata di sole arriva la pioggia, adoro sedermi in Piazza del Campo e sentirmela calda sotto le mani, adoro vedere le fughe e i tetti che si colorano di verde. Adoro sentire avvicinarsi il Palio, le microvariazioni nella routine di contrada, una tensione che inizia ad accumularsi ora per esplodere poi - che cazzo ne sapete della bellezza voi, che non vivete a Siena.
L'altro giorno stavo aspettando una persona fuori porta Camollia e poco ci manca che mi mettessi a piangere leggendo l'iscrizione.
Mi sento tranquilla, rilassata, felice.
Non vedo l'ora che la primavera arrivi. Non vedo l'ora di andare al fiume. Non vedo l'ora che arrivi il Palio.

Però, però. Però per me il blog è come l'emocromo: puoi sentirti a posto, ma se poi c'hai le analisi sballate qualcosa che non va ci deve essere.
Così il blog: se non scrivo qualcosa ci deve essere.
Magari lo so pure che c'è: per la prima volta in questi tre anni - ma cosa, per la prima volta nella vita - mi sento giudicabile. Non me n'è mai fottuto un cazzo di cosa pensasse la gente di me - cazzo, sono quella che recensisce vibratori, non so se mi spiego - ma adesso, adesso abbiamo qualche problemino a scrivere per paura di dire troppo, troppo poco, dirlo male.

Vabbé, questo post ci voleva giusto per riprenderci mano.