Diario di una Snob - fashion, lifestyle, travel blogger from Tuscany, Italy

We live in cities you'll never see on screen. Not very pretty, but we sure know how to run things.

I telegiornali parlano molto del nostro - aspettate.

“Io stanotte in camera non ce la faccio.”
“Mamma, ha detto l'ingegnere che è agibile.”
“...”
“...”
“Possiamo dormire al piano terra?”
“...”
“In salotto.”
“...”
“Mettiamo i materassi a terra.”

Stavo dicendo.
I telegiornali parlano molto del nostro - come lo chiamano.
Contegno.
Intervistano i vecchi delle frazioni, gente che non vuole lasciare le mucche o le pecore o i maiali - chi viene poi a dargli da mangiare? - gente che non vuole lasciare i campi, gente che non vuole lasciare le case. 
Qua al paese li trovi che stanno seduti di fronte alle case inagibili - si fanno portare dentro dalla protezione civile a prendere qualcosa - i soldi, i gioielli, il rosario, qualche coperta - poi si portano dietro anche una delle sedie della sala da pranzo, la mettono di fronte a casa, si coprono alla bell'e meglio con qualche plaid, e stanno lì a guardarla. Tanto fa caldo - è un caldo strano: questi vecchi del paese ti diranno che è caldo da terremoto. A parte due o tre crepe - certo, c'è anche roba che è crollata, ma per fortuna già li avevano fatto uscire tutti dopo la scossa quella prima - dicevo, a parte due o tre crepe - che poi un ingegnere o un geometra le guarda e lo sa che sono crepe strutturali, che a rientrarci in quelle case è proprio a voler morire, che c'è da star fuori - a parte quelle due o tre crepe - che attraversano di sbieco le pareti - a parte quelle lì sembra tutto quasi normale.

Mia sorella mi manda i messaggi dal Brasile.
“Non dormite in casa.”
E dove dovremmo dormire. E cosa dovremmo fare. 
Mia sorella mi dice di prendere la sua tenda e intanto montarla nel campo di fronte casa, che non si sa mai. Monto la tenda e ci metto dentro un materasso e ci dormo qualche ora, tutta la notte è stato un tremitio - tutta la notte prima della scossa grossa delle sette quasi otto - quindi non ho dormito un cazzo e magari un paio d'ore mi fanno bene. Dovremmo fare pranzo fare cena eppure non facciamo niente - ma secondo te il supermercato è aperto? - tutti telefonano e chiedono notizie - mi chiedono di chiedere a mio padre come fare, se arriveranno i soldi, mio padre dice che per sistemare tutto ci vorranno trenta miliardi e che figurati, Renzi dove li trova trenta miliardi - io e mia madre usciamo da casa e andiamo in centro a fare una passeggiata, tutti i negozi e tutti i bar sono chiusi ma c'è tutta la gente per strada - tutti conoscono tutti, tutti ti fermano si fermano e ti chiedono, e casa? e ti chiedono, e stanotte?

Le conversazioni si concludono spesso con una frase e con un sorriso a mezzabocca.
“Tanto” ti dice la gente “te sgrulla ma non te lama”.
Te sgrulla ma non te lama: ti scuote, ma non ti abbatte.
È un detto delle parti mie, proprio riferito a quella cosa lì: quando la gente di fuori ci chiede come va facciamo le spallucce e diciamo che un po' ci siamo abituati. Magari non così grande, non così forte: ma un po' ci siamo abituati.
I telegiornali parlano tantissimo dei nostri vecchi, seduti di fronte alle loro case dentro le quali non posso rientrare.
I telegiornali parlano tantissimo della nostra - come si chiama - compostezza.
A Roma la gente piange e fa la scena e chiudono le scuole, qua da noi ci sono tutti questi vecchi seduti di fronte alle loro case non agibili che ti dicono: un po' ci siamo abituati.
Te sgrulla ma non te lama, che poi è vero fino ad un certo punto perché tanta roba è stata buttata giù - ma te sgrulla ma non te lama forse riguarda più l'animo di questa gente, della mia gente: forse non si parla semplicemente delle case.

I telegiornali parlano molto del nostro contegno.



TRE OGGETTI #15: FAR SOPRAVVIVERE I CAPELLI IN VACANZA


TANGLE TEEZER

Lo so, lo so: come al solito sono arrivata tardi. Sono - anni? - che la Tangle Teezer non è più questa grande novità, eccetera eccetera. Però avevo bisogno di una spazzola compatta per il viaggio e questa era in sconto su Amazon e mi sono detta, vabbè, proviamola anche se sicuramente è la solita uffa pubblicitaria e non farà nulla di che. E invece - non chiedetemi quale tecnologia ci sia dietro oltre al fatto che i denti sono fatti di plastica morbida - funziona. Funziona così tanto che me ne sono comprate due - di cui una leopardata - ok, la prima me la sono scordata a casa, ma dopo tre soli giorni di utilizzo ci stavo così sotto che ho dovuto comprarne un’altra da Sephora a Milano così da portarmela in vacanza a Creta. Se non l’avessi avuta con me i miei capelli probabilmente sarebbero stati un solo groviglio azzurrino.

INVISIBOBBLE 

Sempre nell’ottica di evitare di tornare a casa con un cespuglio in testa, assieme alla Tangle Teezer ho comprato gli Invisibobble: sono dei misteriosi e riccioluti e plasticosi elastici per capelli che, a detta della pubblicità, non tira e non segna i capelli e ha una meravigliosa tenuta. Effettivamente, nonostante l’effetto non sia di stupore superstizioso come nei confronti della Tangle Teezer anche loro sono belli e utili e fanno il loro lavoro egregiamente.

OLIO STRAORDINARIO ELVIVE 

Visto che, come ben sapete da questo mio post, ho avuto l’infelice idea di comprare e usare il balsamo solido Lush - ripetete con me: shampoo solido, sì; balsamo solido, no - l’unica mia fortuna è stata avere travasato in un barattolo una quantità decente di Olio Straordinario Elvive. Io ho la versione in crema - ma la L'Oréal ha fatto anche il classico olio per capelli se siete più tradizionaliste. Devo dire che mi ha dato tanta soddisfazione e insieme alla Tangle Teezer ha permesso di tenere a bada i capelli dopo i giri sulla Suzuki Grand Vitara decappottabile. A casa ne ho ancora tipo un litro - ne basta pochissimo per fare il suo lavoro, anche questa cosa mi riempie di gioia - e prevedo di utilizzarlo anche per fare un mega impacco salvifico sulle mie punte decolorate.

Sono sopravvissuta a Creta e ci sto sotto con le Instagram Stories

Fedeli Lettori benritrovati.
Contro ogni mia aspettativa e contro ogni aspettativa del Programmatore questi dodici giorni di Creta sono andati benissimo: abbiamo litigato per futilità solo due o tre volte, ho abbandonato la dieta per strafogarmi di tzatziki e yogurth greco con miele, abbiamo fatto più di 2000 chilometri di strada - spesso sterrata - e ci siamo divertiti un mondo.
Appena trovo la forza di farlo mi metterò a scrivere qualche post in merito - ecco, ditemi: che volete sentirvi raccontare? 

Nel frattempo continuerò a mostrarvi il mio brutto muso sul mezzo digitale che è diventato la mia dipendenza: Instagram Stories.
Lo so, lo so: lo so cosa state per dire.
Ma Snob! È uguale a Snapchat!
Veniamo alle dovute premesse: io non ho snapchat. Non ho snapchat perché quando ho deciso di iscrivermi a snapchat qualche cane maledetto mi aveva già soffiato via il nick - unasnob - e questo mi ha fatto boicottare strenuamente il mezzo per...? quanto? quasi un anno?
Comunque: adesso, grazie a Instagram Stories, anche io posso assillarvi con autoreferenziali video di dieci secondi dal formato verticale - non posso godere dei maledetti filtri di Snapchat ma ehi, non si può avere tutto dalla vita. L'unica cosa che mi disturba e a mio parere dovrebbe essere implementata è una qualche maniera di commentare il video in pubblicamente - tipo, come si faceva su Periscope. Ve lo ricordate Periscope? Qualcuno usa ancora Periscope?

La parte più divertente di Instagram Stories è senza dubbio che puoi vedere chi ha visualizzato il tuo video - scoprendo così che tipo trenta tra compagne di università e liceo lurkano quotidianamente senza neanche seguirmi. Ehi, tu: sì, parlo con te: fatti una vita, ti va?

Comunque, nulla: questo era un rapido post di aggiornamento-ritorno-vacanze.
Voialtri che mi raccontate di bello?

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